__gaTracker('send','pageview');

Parco Giardino Sigurtà: un monumento verde da non perdere

Mag 3 • Cosmo Day, Cosmo Food & Wine, Cosmo WorldNessun commento su Parco Giardino Sigurtà: un monumento verde da non perdere

image_pdfimage_print

Con 600 anni di storia alle spalle, il Parco Giardino Sigurtà è un vero e proprio monumento storico verde da non perdere. Una meta ideale da godersi in primavera, ma non solo, a Valeggio sul Mincio, un borgo metà strada tra Verona e Mantova che da solo varrebbe la visita grazie alla posizione incantevole sul Mincio, al castello che domina il paesaggio e a dei tortellini che dovrebbero diventare patrimonio dell’Unesco.
Ma torniamo al Parco Sigurtà, in origine (1417)  un “brolo cinto de muro”, ovvero il luogo costituito da edifici, dove dimoravano le famiglie nobili con i loro servitori, e da appezzamenti destinati principalmente all’allevamento e all’agricoltura. Al suo interno si trovava anche il giardino, dove i proprietari trascorrevano le ore di ozio. Un giardino che in questi seicento anni di storia si è trasformato in un eden per tutti gli amanti della natura. Prevedere almeno due ore per la visita.

Sigurtà 2

Un po’ di storia. Dal 1407 al 1436 il “brolo” appartenne alla famiglia Contarini e successivamente alle famiglie Guarienti (1436 – 1626), Maffei (1626-1836), Nuvoloni (1836-1929) e infine, per circa una decina d’anni, a Maria Paulon, moglie del medico del luogo, Cesare Sangiovanni; fino ad arrivare all’aprile del 1941, quando il dottor Carlo Sigurtà, imprenditore farmaceutico milanese, acquistò la proprietà. E domenica 19 marzo 1978 il Parco fu aperto per la prima volta al pubblico. Il Parco Sigurtà è ancora oggi proprietà dell’omonima famiglia che, nel corso degli anni, ha trasformato il giardino in un eden vincendo nel 2011 la vittoria del Primo Premio Grandi Giardini Italiani e nel 2013 Il Premio Il Parco Più Bello d’Italia, istituito dal network.

Sigurtà 3

Da non perdere.
– Le Fioriture: a maggio 30.000 rose rifiorenti colorano il chilometro del celebre Viale delle Rose. E poi Dalie, Canna Indica, Ninfee, Fior di Loto e piante annuali accompagnano i visitatori nel susseguirsi delle stagioni.
– Il Labirinto, disegnato da Giuseppe Inga Sigurtà in collaborazione con Adrian Fisher, maze designer, è il frutto di sei anni di lavori. Oggi 1.500 esemplari di tasso (Taxus baccata L.) circondano una torre dalla quale ammirare dall’alto i 2500 metri quadrati di Labirinto.
– Il Grande Tappeto Erboso, la distesa più vasta di tutto il Parco: al centro del tappeto, da ammirare i laghetti fioriti che ospitano piante annuali, alberi di metasequoia e un romantico salice piangente.
– i 18 specchi d’acqua che accolgono nei mesi estivi ninfee tropicali e rustiche. I loro petali vanno dal rosa pallido, al rosa intenso, dal rosso al ciclamino, insieme al bianco e al giallo. Senza dimenticare che nei laghetti guizzano le carpe giapponesi o koi.
– Dalla passeggiata panoramica si può ammirare la Valle del Mincio, il Ponte Visconteo del XIV secolo e le storiche località di San Martino e Solferino.

Sigurtà 4

Dove, come e a quanto

Il Parco Giardino Sigurtà è aperto fino all’8 novembre con orario continuato (9.00- 19.00). Nei mesi di marzo, ottobre, novembre l’entrata sarà dalle ore 9.00 alle ore 17.00 e la chiusura sarà alle ore 18.00.
L’ingresso intero costa 12 euro, sono previste riduzioni per bambini e senior oltre ad abbonamenti stagionali che, abitando nelle vicinanze potrebbero garantire numerose giornate all’insegna del relax (il pass annuale costa 55 euro per gli adulti, 30 euro per i ragazzi).

Il Parco di Sigurtà può essere visitato a piedi, in bici (anche con la propria), in trenino), golf cart e, infine, con uno  shuttle elettrico, per una visita di circa un’ora accompagnati da una guida.

Il consiglio in più. Nel Parco Giardino Sigurtà sono previste diverse aree ristoro dai prezzi, in apparenza onesti oltre che numerose panchine, dove volendo si può spizzicare qualcosa. Ma per chi avesse voglia di qualcosa di più, potrebbe essere una buona idea uscire dal Parco e proseguire verso il borgo di Valeggio dove il tortellino vive il suo tripudio. Il Pastificio Remelli potrebbe essere una valida alternativa per il pranzo (la sera, tranne in occasioni particolari ed eventi che attraversano il borgo, il Pastificio è chiuso). Per venti euro circa si può avere un enorme piatto di tortellini (il piatto degustazione prevede tortellini di Valeggio, ovvero di carne, e altri quattro tipi di tortellini)  e carne alla brace. E’ possibile accomodarsi anche nel suggestivo il cortile interno di fronte al camino dove viene cotta la carne alla brace.

 

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Current ye@r *

« »