A Bressanone per scoprire l’eredità rivoluzionaria di Gaismair
Un week end lungo è l’ideale per scoprire a Bressanone, Brixen, e dintorni l’eredità rivoluzionaria di Michael Gaismair a cinquecento anni dalla lotta intrapresa dall’eroe pioniere della giustizia sociale, per rivendicare, già nel 1525, l’uguaglianza davanti alla legge, la redistribuzione della ricchezza, l’abolizione dei privilegi della nobiltà e del potere secolare della Chiesa, l’elezione di giudici e pastori, le tasse alla Chiesa solo per la cura pastorale, il servizio di leva solo perla difesa del territorio, la rappresentanza politica di tutta la popolazione.
All’epoca, Bressanone era un centro del potere spirituale e secolare esercitato dai principi-vescovi che vi risiedevano. Gaismair, di famiglia benestante , era scrivano al servizio del principe vescovo di Bressanone. A influire sulla sua scelta di ribellione furono da un lato la crescente diffusione anche in Tirolo delle idee della Riforma protestante ed dall’altro le tematiche di radicalismo sociale protestante ad essa collegate che avevano preso vita nel 1524 nella Foresta Nera, in Assia e in Turingia. La rivolta dei contadini in Tirolo inizia a Nord di Bressanone ad aprile del 1525 quando un gruppo di contadini armati libera il ribelle Peter Passler. A metà maggio del 1525 anche l’Abbazia di Novacella viene saccheggiata e proprio qui Gaismair è eletto Feldhauptmann, comandante della rivolta, leader dai contadini di cui raccoglie le rivendicazioni. Nessuna fu realizzata e la rivolta fu sedata nel sangue. “Ribellione!” è il titolo della mostra a Castel Sant’Angelo di Novacella. L’esposizione, fino al 31 ottobre, mette in scena gli eventi del 1525 e mostra l’attualità delle le rivolte contadine. Alla rivolta contadina del 1525 è dedicata anche una mostra “Irruzione, Sovversione, Rinnovamento” al Palazzo Vescovile di Bressanone. Ma sono oltre trenta museali gli appuntamenti complessivi previsti per celebrare gli eventi del 1525 nella regione.
Il maso della famiglia Gaismar si trova a Ceves, Tschöfs, poco sopra Vipiteno, Sterzing, nell’alta valle dell’Isarco. In zona si può percorrere il Gaismairweg, un itinerario storico-escursionistico che si snoda ad anello per circa 13 chilometri. Per immergersi nella cultura dell’epoca è possibile organizzare un tour tra masi e dimore storiche come i masi Strasserhof, il Pacherhof e il Griesserhof di Novacella; Castel Campan, a Sud di Bressanone, e il Burgerhof Messner, a Nord di Bressanone; e per finire Bioland-Kircherhof, Bioland-Schnagererhof, il Bioland-Frötscherhof e il Bio-Bauernhof Widmannhof.
Nonostante al lato pratico le richieste raccolte tra i contadini da Gaismair non portarono ad alcun risultato concreto, l’eredità di questo spirito ribelle e utopista respirarsi a Bressanone dintorni. Nei secoli successivi infatti la consapevolezza della comunità contadina è diventata sempre più forte, tanto che oggi i contadini in Alto Adige sono considerati “custodi e modellatori del paesaggio”, capaci di portare avanti tradizioni secolari, con uno sguardo aperto all’innovazione.


