Andrea Annecchini: siamo tutti come Gerbere in Dicembre

Gerbere in Dicembre, il terzo singolo estratto dall’album Apri gli occhi è fuori dall’8 febbraio 2021, edito da GNE RECORDS di Giancarlo Prandelli. Il singolo di lancio “Anime a metà”, dopo le nomination per la finalissima di Sanremo Music Awards 2019 ne aveva conquistato il podio come miglior brano dell’anno.

Gerbere in dicembre è stato scritto da Andrea stesso, insieme al produttore Giancarlo Prandelli, parla di solitudine, depressione ed emarginazione utilizzando una metafora molto forte: siamo tutti gerbere in dicembre, in attesa della rinascita, della primavera.

Il videoclip riprende con essenzialità, con una comunicazione diretta ed immediata, questa tematica: tutto ciò che si vede sono due personalità narranti, che sembrano fluttuare in un ambiente asettico, davanti a una lampadina che simboleggia il risveglio dallo stato di torpore dell’anima, mentre la valigia è simbolo del carico di cui bisogna liberarsi per dar voce piena alla propria essenza e natura (https://youtu.be/09EGNWCQGZY )

Abbiamo chiesto all’artista qualche dettaglio in più.

Come nasce l’idea di Gerbere in Dicembre?

Gerbere in Dicembre, cantata insieme al mio produttore, autore e compositore, il maestro Giancarlo Prandelli, è un riferimento chiaro a come i rapporti malati e le persone negative ci abbattano, alimentando depressione e ansia. Al contempo sottolinea anche il fatto che questi stadi emotivi sono generati da noi stessi a volte, poiché siamo noi a aprirci troppo agli altri, quando bisogna invece “allontanarsi da chi è diverso da noi”, come recita il brano, lanciando il consiglio di affrontare i rapporti con parsimonia e riflessione, perché dandoci subito rischiamo di diventare facile preda di chi trova più facile prendere che donare.

Queste persone, di cui spesso sono stato vittima anch’io, devo dire, sono state da scuola per me, mi hanno aiutato a forgiare la mia forma mentis. Vorrei quindi semplicemente mettere in guardia su quanto sia importante tutelare se stessi, evitando di donarsi troppo subito.

Da dove trai la tua ispirazione per scrivere musica?

Più viaggio, conosco persone, vivo nuove esperienze, anche paradossali, e più trovo ispirazione. Secondo me, per essere un buon cantautore, viaggiare e sperimentare molto sono fattori estremamente importanti. Infatti questo periodo di fermo imposto dalla pandemia non è stato, al contrario di come si potrebbe pensare, costruttivo per la creatività. Bisogna vivere per scrivere e suonare, non c’è altra via.

Hai collaborato e scritto con diversi artisti. Con chi altri ti piacerebbe collaborare?

Sono numerosi gli artisti per cui provo tanta ammirazione e adoro la collaborazione in generale perché credo che la musica espressa insieme abbia una marcia in più, un’energia magica. Ma se dovessi scegliere sarebbe bellissimo poter condividere i miei lavori e testi con artisti del calibro di Elisa, Brunori SaS, Ex-Otago, Coez e Levante, giusto per citarne alcuni.

Come è stato lavorare con artisti giovani come Richi Sweet? E con il tuo produttore Giancarlo Prandelli?

Lavorare con realtà giovani in generale è sempre un elemento di crescita, abbiamo tanto da imparare da loro, i giovani sono il futuro e anche nella musica il loro sentire di innovazione è una grande spinta per noi, una guida per osare.

In Giancarlo Prandelli ho trovato un grande insegnante: mi ha spinto a credere di più alle mie capacità, a non temere il giudizio. Ha reso le mie idee più moderne e soprattutto mi ha aiutato a sperimentare di più.

Progetti in cantiere?

Sicuramente nei prossimi mesi mi dedicherò alla costruzione di un nuovo album. Prima però partirò per il Sud America con questo album, appena ci sarà possibile spostarsi, infatti sto ricantando i brani in lingua spagnola: viaggiare è sempre stato un desiderio che finalmente potrò realizzare.

La vittoria dei Sanremo Music Awards mi vedrà partecipare, spero presto, alla via musicale della seta, 25 date in varie capitali europee e asiatiche; durante la manifestazione dei SMW, proporrò la mia musica per arrivare a Pechino e non vedo l’ora che questo accada.

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