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L.T. Piver – La Belle Parfumerie

Di recente, abbiamo avuto il piacere di (ri)scoprire uno degli ormai pochi storici brand di profumi che ancora possono vantare una continuità sul mercato da ben due secoli e mezzo: la Maison Piver. Fondata a Parigi nel 1774, la Maison possiede una secolare esperienza nell’arte della profumeria e può affermare di aver profumato le più grandi corti europee.

Quando nel 1813 Louis Toussant Piver ne assume la direzione, la Maison diventa simbolo di eccellenza e innovazione. Pensate che – molto prima che altri osassero unire natura e sintesi – L.T. Piver inaugurò infatti una nuova era della profumeria, fondendo il rigore scientifico (è in questo periodo che vengono scoperte alcune tra le più famose “aldeidi”) con le materie prime naturali più raffinate. Questo gli varrà, pochi anni dopo, il riconoscimento ufficiale di fornitore della corte reale francese. Durante il XIX secolo il marchio si espande in Europa e, sotto la direzione di Alphonse Piver e Jacques Rouché, entra nell’era moderna della profumeria, introducendo tecniche innovative in grado di coniugare natura e sintesi: il rigore scientifico e la voluttuosità delle materie prime naturali. La regina Vittoria,  affascinata da tale spirito innovativo, conferì alla Maison nel1874 un brevetto per il miglioramento degli oli essenziali, omaggio all’eleganza francese nella sua forma più sottile: il profumo

Nel 2001, con l’arrivo di Nelly Chenelat – professionista del settore e appassionata di storia olfattiva –  ha inizio un nuovo capitolo per il marchio, rimasto dormiente per diversi anni. Nelly ha infatti dato inizio a un incredibile lavoro d’archivio, per tornare a valorizzare un patrimonio secolare. Oggi L.T. Piver resta custode di un autentico savoir-faire artigianale: nel suo stabilimento di Chartres ogni fragranza nasce da un processo meticoloso di macerazione, filtraggio e confezionamento manuale. Fedele alla propria tradizione, la Maison continua ad approcciare un settore in continua evoluzione con incredibile audacia, utilizzando il proprio sapere ancestrale in modo attuale e moderno. Le fragranze proposte riflettono questa innata capacità, offrendo un lusso olfattivo autentico e senza tempo.

(photo: courtesy of PR And More)

Abbiamo potuto sniffare le 7 fragranze della Historial Collection: À LA REINE DES FLEURS era molto amata dalla regina Maria Antonietta e ricorda il respiro delle erbe scaldate dal sole. Distilla la vivace freschezza della verbena e del petitgrain, ravvivata dal lavandino, dal rosmarino e da un accenno di timo, per poi dissolversi dolcemente in una soffice nube di muschio e ambroxan. EAU DES PRINCES ci ha davvero conquistati, dato anche il clima inaspettatamente caldo di questo maggio: incarna decisamente lo spirito di un’epoca in cui il profumo definiva presenza e intenzione. Immaginate un’impetuosa esplosione di menta ed erbe baciate dal sole, su di un fondo avvolgente e sensuale. UN PARFUM D’AVENTURE è un omaggio agli intrepidi esploratori che, guidati da instancabile curiosità, all’epoca sfidavano gli oceani per inseguire le rotte delle spezie. Le stesse spezie che caratterizzano questa composizione olfattiva: pepe rosa e nero, noce moscata, chiodi di garofano e cannella. HÉLIOTROPE BLANC è considerato il gioiello olfattivo della maison, e piacerà davvero molto a chi ama i profumi puliti, discreti ed eleganti. Creato nel 1885, questo profumo segnò una rivoluzione nell’arte della profumeria: viene infatti per la prima volta introdotta l’eliotropina – una molecola sintetica dalle note cipriate e vanigliate, che evocano la morbidezza della mandorla e il calore della vaniglia. RÊVE D’OR strizza l’occhio alla passione per l’oriente che caratterizza la fine del XIX secolo: è un jus elegante ed opulento, in cui si fondono fiori, frutti e balsami preziosi. CUIR DE RUSSIE: un tempo, i soldati dello Zar trattavano il loro cuoio con catrame di betulla per proteggerlo dalle intemperie, conferendogli un profumo così distintivo da attraversare steppe e mari. Da questa pratica nacque in profumeria l’accordo cuoiato, caratterizzato da aromi affumicati, legnosi e coriacei. Questo carattere deciso incontra si rivela in questa fragranza dopo una fresca apertura di agrumi e un cuore speziato. POMPEÏA è un profumo floreale-fruttato caratterizzato da un bouquet succoso e fruttato, con un carattere sensuale e senza tempo e si evolve attraverso una complessa e affascinante evoluzione di note, tra cui bergamotto e limone, un bouquet fiorito di rosa, mirto e iris e con una base calda e avvolgente di vaniglia e muschio.

(photo: courtesy of PR And More)

Infine, abbiamo molto apprezzato la novità di questo 2026: il latte corpo LAIT D’IRIS. Si tratta di un’emulsione leggera, arricchita con olio di mandorle dolci, squalano di origine vegetale e vitamina E. Una formula che dona alla pelle setosità e un comfort senza pari. Lo si può versare nell’acqua del bagno, per avvolgere il corpo in un velo lenitivo e delicatamente profumato, o applicare direttamente sul corpo.

Il brand è distribuito in Italia da Kaon

www.perfumology.it




Luizant Haze by Thomas De Monaco – leggerezza neo-gourmand

Se accostare le due parole “gourmand” e “leggerezza” vi sembra un ossimoro, allora dovete assolutamente provare la nuova creazione di Thomas De Monaco: Luizant Haze. Iniziamo proprio dal nome del profumo, che incarna questa dualità. Luizant è un termine francese arcaico e descrive un bagliore che emerge dall’interno, intimo, quasi tattile; viene accostato al termine inglese Haze, che significa foschia e suggerisce un velo atmosferico soffice, dove i contorni si dissolvono e la percezione diventa fluida. Insieme, formano una tensione poetica tra chiarezza e sfocatura, struttura e sogno.

Lo stesso Thomas spiega che in questo profumo cercava una certa libertà, “Qualcosa di quasi impalpabile, come una bolla di sapone che fluttua nell’aria, catturando la luce, riflettendo i colori, in continuo mutamento ma sempre presente. Questo è ciò che volevo catturare. Non una forma fissa, ma un’atmosfera viva”. Per ricreare questa dicotomia e questo passaggio continuo tra chiarezza e sfocatura, tra movimento e sospensione – ma senza arrivare a drammatici contrasti – Thomas si è avvalso della collaborazione di Karine Chevallier, nota per il suo approccio architettonico, la quale costruisce la fragranza come un alone scintillante piuttosto che una proiezione. È un profumo che si fonde con la pelle: intimo, discreto, eppure persistentemente vivo. Una “soffice pellicola di luce” che si muove con chi la indossa anziché imporsi con prepotenza.

Le note olfattive includono: accordo di fragoline di bosco, pepe rosa, cardamomo, accordo di tuberosa dolce, accordo di zucchero filato, safraline, accordo di muschio bianco, amber Xtreme e una assoluta di fava tonka. Quando ho letto zucchero filato e tuberosa, per un profumo in uscita a ridosso dell’estate, mi sono molto stupita: non so perché accosto i profumi dolci e avvolgenti con il freddo, come se fossero delle coccole…ma Luizant Haze è tutto fuorché il classico gourmand (non per nulla Thomas lo definisce neo-gourmand). Piuttosto che un’eccessiva dolcezza nel senso tradizionale infatti, qui la dolcezza è diffusa, ariosa e radiosa. Gli accordi di fragoline di bosco, zucchero filato e fava tonka sono ammorbiditi e ravvivati ​​dal muschio bianco, dalle sfaccettature ambrate e da una luminosa trasparenza floreale. Il tutto raffreddato da uno splendido cardamomo che conferisce apertura e freschezza alla composizione.

Il risultato è una fragranza che risulta al contempo confortante e raffinata, mai pesante, mai prevedibile.

Disponibile da metà maggio negli store convenzionati (qui la lista).




MyLo di Laboratorio Olfattivo: giglio superstar

In occasione dei 10 annni della giornata del profumo – istituita da Accademia del profumo nel 2016 – ci siamo recati in via Fiori Chiari 7, nella boutique di Laboratorio Olfattivo, per celebrare un altro compleanno: i 10 anni dalla creazione di MyLo, un profumo inebriante ed avvolgente incentrato intorno al giglio bianco. Il giglio è particolarmente amato dalla profumeria per il suo odore potente ed opulento, che in realtà è meno fiorito di quanto sembri e presenta note solari e vanigliate, ma anche speziate e animali.

Già dall’epoca degli Egizi, e poi in epoca greca e romana, questo fiore veniva utilizzato in una preparazione profumata impiegata soprattutto dagli uomini a scopi aromatici e terapeutici. Questo decotto veniva preparato mescolando a più riprese fiori di giglio e olio di oliva precedentemente profumato con mirra, calamo e vino. E pensare che la pianta è in realtà molto pericolosa, sia per l’uomo che per gli animali e per i gatti è addirittura mortale!

Le antiche tecniche di estrazione a cui ci si affidava per catturare il profumo di questo fiore sono però state abbandonate già dagli anni ‘30 a seguito dell’evoluzione industriale, tanto che ad oggi non esistono estrazioni naturali di giglio; perciò, il suo odore potente e così particolare viene ricreato in laboratorio utilizzando ingredienti naturali quali ylang-ylang e vaniglia associati ad ingredienti sintetici quali l’indolo per la sfaccettaura floreale e l’eugenolo per la sfaccettatura speziata. 

Grazie al sempre disponibile e competente Luigi, abbiamo potuto annusare non solo ovviamente la fragranza finita, ma anche gli accordi che la compongono – e che hanno eccezionalmente lasciato il laboratorio che li custodisce proprio per questa occasione: innanzitutto il meraviglioso accordo di giglio che alimenta il cuore della composizione, avvolto da gelsomino sambac, un polverossimo iris e una rosa damascena in una meravigliosa estrazione con CO2. Il tutto sostenuto da un caldo fondo ricco in note suadenti e aderenti alla pelle (benzoino in primis, ma anche vaniglia, ambra bianca e muschi) e da un’apertura agrumata con un tocco di pepe rosa, una delle materie prime preferite dal naso creatore della fragranza, il talentuoso Luca Maffei. 

Il risultato è un profumo che si vuole indossare sempre: il mio Laboratorio Olfattivo, My LO, MyLO appunto. https://www.laboratorioolfattivo.com/prodotto/mylo/

  (foto @sito web Laboratorio Olfattivo)




27 87 – Nessun profumo come il presente

Fondato a Barcellona da Romy Kowalewski, 27 87 mira a rivoluzionare la profumeria di nicchia rendendo il concetto del “qui e ora” la vera essenza della creazione olfattiva: per creare nel presente qualcosa che sia senza tempo. Frutto di un approccio coraggioso e indipendente, il brand privilegia la sperimentazione, il dialogo tra mente e cuore e l’artigianalità tradizionale. Ogni fragranza – disponibile nei formati da 27 ml e 87 ml (da cui il nome del marchio, che strizza l’occhio al genetliaco della fondatrice…) – nasce dalla collaborazione con alcuni dei nasi più creativi del panorama internazionale. Confezionate in flaconi opachi, che si presentano come una tela bianca, vuole lasciare spazio all’immaginazione e all’esperienza personale. La filosofia del brand mira a celebrare l’unicità di ogni individuo con creazioni olfattive che durano, evolvono e sorprendono continuamente, rifiutando modelli preconfezionati e regalando un’esperienza sensoriale totalizzante.
Questo approccio si riflette nell’adottare scelte ambientalmente consapevoli, sostenibili: tutte le composizioni olfattive sono miscelate e imbottigliate a Barcellona, per mantenere la filiera produttiva il più breve possibile, e le scatole sono pensate per essere oggetti di design da riutilizzare. Una vera e propria responsabilità sociale che il marchio decide di rispettare. Tutte le fragranze sono inoltre vegane e cruelty-free.

L’ultimo nato – che abbiamo avuto il piacere di provare ad Esxence ad inizio anno – è Hakuna Matata, una fragranza creata nientemeno che da Rodrigo Flores-Roux.

(foto: courtesy of PR and more)

Giocoso, tropicale, anticonvenzionale: la composizione fruttato-ambrata di Hakuna Matata sboccia attorno a un abbinamento inaspettato di banana e miele. Il bergamotto rinfrescante e un cuore di gelsomino inebriante, proveniente dalla Cina meridionale, completano questa fragranza indomita—libera da costrizioni, completamente presente e intrisa di grazia senza fretta. Amanti della vaniglia: scansatevi!!!!

Note di testa: Bergamotto, accordo di buccia di Banana verde, fiore di Ginestra
Note di cuore: Banana matura, Gelsomino, Fiore d’Arancio
Note di fondo: Miele, Labdano

Delle altre 10 fragranze che trovate in collezione, le nostre preferite (credete, non è facile scegliere, sono tutte molto buone e create con ingredienti preziosi!) sono FLÂNEUR e SÓNAR. Il primo ha un’apertura ghiacciata che dà…letteralmente i brividi, e un tocco di assenzio che rende la composizione un po’ amarognola; bilanciato dal calore del legno di Cashmere, del Tiglio e del fiore di Mandorlo, arricchito dalla freschezza del Bergamotto e da una base di Anice stellato, Ambrasecca e Vetiver, evolve in una fragranza secca eppure calorosa, travolgente e al contempo malinconica. Il secondo si addentra profondamente nel profumo della comunità e del suono, combinando legno metallico (le note metalliche ci fanno letteralmente impazzire!!) e Ambra con il luminoso Bergamotto mediterraneo. Sottili accordi di birra e gomma bruciata aggiungono una piega unica alla nota di Tuberosa rendendolo un profumo molto contemporaneo.

27 87 è distribuito in Italia da Kaon srl, potete trovare tutte le referenze della collezione all’indirizzo https://2787perfumes.com/




Salisburgo a tutto jazz

Il vento autunnale soffia tra le strade di Salisburgo, portando con sé le prime note del “Jazz and the City”, il Festival che, dal 24 al 26 ottobre, con  120 artisti attesi in venti location, trasforma la città di Mozart e della famiglia Von Trapp di “Tutti insieme appassionatamente” in un palcoscenico a cielo aperto. L’assenza di un unico luogo di spettacolo e l’ingresso libero sono elementi che invitano a un percorso di scoperta, dove la musica si fonde con l’ambiente circostante, rivelando aspetti e angoli nascosti di Salisburgo.

Il Festival “Jazz and the City” è un Festival che si basa sull’idea di concerti gratuiti distribuiti in luoghi non convenzionali e angoli insospettati: chiese barocche, cortili storici, gallerie d’arte, persino negozi e ristoranti diventano palcoscenici improvvisati. Il programma del “Jazz and the City” è un mosaico di concerti distribuiti in circa 25 luoghi diversi di Salisburgo. La formula è quella di concerti brevi, di circa 45 minuti, che si alternano tra le 18:00 e la mezzanotte. Questo permette al pubblico di muoversi da un luogo all’altro, componendo il proprio itinerario musicale L’ingresso libero è una scelta precisa, pensata per abbattere le barriere e rendere la musica accessibile a tutti, invitando le persone a passeggiare per le strade, a scoprire nuovi spazi e a lasciarsi sorprendere dalle performance.
Il programma del “Jazz and the City” è una vetrina di artisti internazionali e talenti emergenti.

La distribuzione dei concerti è tematica e geografica:

  • Venerdì, 24 ottobre: Il Ritorno alle Radici. La serata si concentra sul jazz più tradizionale e sulle sue derivazioni. Le esibizioni si svolgono principalmente nelle chiese del centro storico, come la Kollegienkirche (Chiesa dei Gesuiti) e l’Aula della Università di Salisburgo. Qui, la risonanza acustica e il contesto barocco esaltano le note di ensemble acustici. Il programma prevede esibizioni di quartetti vocali e formazioni strumentali che esplorano il blues e lo swing. Il trio “Thelonious Monk Legacy” si esibirà nella Kollegienkirche, riproponendo i brani del pianista, mentre il coro a cappella “Vocal Jazz Project” terrà una performance nell’Aula Universitaria.
  • Sabato, 25 ottobre: Sperimentazione e Fusioni. Il secondo giorno è dedicato a sonorità più contemporanee e alle contaminazioni. I palcoscenici sono allestiti in luoghi meno convenzionali: la galleria d’arte del Museum der Moderne sul Mönchsberg, il cortile interno del Felsenreitschule (la scuola di equitazione di roccia), e vari bar e ristoranti della città vecchia. L’esibizione del gruppo di jazz-rock “Elephant9” è prevista al Museum der Moderne, un luogo che offre un panorama serale sulla città e crea un contrasto tra l’arte moderna e la musica. Successivamente, il duo di musica elettronica “Synthsoul” si esibisce nel cortile del Felsenreitschule, sfruttando la particolare acustica.
  • Domenica, 26 ottobre: Grand Finale e Jam Sessions. La giornata conclusiva vede un mix di generi e si conclude con sessioni improvvisate. La Residenzplatz ospita un palco all’aperto per un concerto più grande, mentre diversi locali più piccoli, come il Jazzit Musik Club, rimangono aperti fino a tarda notte per le jam session, dove artisti del festival e musicisti locali si incontrano per suonare insieme. Tra le esibizioni principali è attesa quella del pianista Brad Mehldau sul palco di Residenzplatz dove presenta il suo repertorio che fonde jazz, rock e pop.

L’esperienza del festival è completata dai “Jazz & Dine”, cene a tema che combinano un pasto in un ristorante storico con esibizioni di musicisti jazz, e dai “late-night sessions”, dove la musica continua in un’atmosfera più intima.

Salisburgo anche d'autunno
A Salisburgo per il Festival Jazz & The City
Blick auf die Festung Hohensalzburg und der Altstadt.
Immagine trasmessa e su concessione di Austria Tourism

Non solo Jazz a Salisburgo  Il “Jazz and the City” è l’occasione per vivere Salisburgo in una veste diversa. Al di là dei concerti, Salisburgo ha un patrimonio culturale e artistico che la rende la città austriaca una meta ideale per un week end lungo d’autunno. La fortezza di Hohensalzburg, che domina la città dall’alto del Mönchsberg, è un punto di partenza perfetto per iniziare a esplorare la città. Costruita nel 1077, è una delle fortezze medievali più grandi e meglio conservate d’Europa. La salita con la funicolare permette di godere di una vista panoramica che spazia sui tetti della città e sul fiume Salzach, mentre all’interno  si visitano le “sale dei Principi” con i soffitti in legno intagliato, il museo della fortezza che racconta la storia militare, e il museo delle marionette. Il panorama dal balcone panoramico offre una vista a 360° sulla città e le Alpivale da solo la visita.

La città vecchia, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, è un labirinto di vicoli lastricati e piazze storiche. La Getreidegasse, con le sue insegne in ferro battuto, è una via iconica che ospita la casa natale di Mozart. Qui si può visitare il museo dedicato al compositore e ammirare strumenti, partiture e oggetti personali. La Residenzplatz e la Domplatz,  sono il cuore della città vecchia. Residenzplatz ospita la Residenz, l’ex palazzo dei principi arcivescovi al cui l suo interno si possono ammirare sale sfarzose, dipinti e la Residenzgalerie, una galleria d’arte con opere europee dal XVI al XIX secolo. Domplatz, invece, è dominata dalla Cattedrale di Salisburgo, un imponente edificio barocco sormontato da una cupola affrescata.

Il Mirabellgarten invece è un giardino barocco con fontane e sculture, ideale per una passeggiata rilassante e per ripercorre alcuni dei luoghi in cui è stato girato “Tutti insieme appassionatamente” (The Sound of Music). A pochi chilometri dal centro, accessibile in bus, il Palazzo di Hellbrunn è famoso per le sue sue fontane (Wasserspiele), un sistema di scherzi d’acqua e automi azionati dall’acqua, ideati dal principe arcivescovo Markus Sittikus per intrattenere gli ospiti. Un luogo dove l’umorismo e l’ingegneria del Seicento si incontrano. Per un’escursione più impegnativa, il Gaisberg, una montagna che si erge a est della città, è accessibile sia a piedi che in bus. Dalla sua cima, la vista si estende sulle Alpi e sulla valle del Salzach.

 




In viaggio con Casanova

A trecento anni dalla sua nascita, ripercorrere le orme di Giacomo Casanova significa rivivere luoghi spesso noti attraverso i suoi occhi, cogliendo le sfumature di un’epoca, fatta di grandi cambiamenti sociali, politici e culturali che Casanova ha descritto con un’arguzia senza pari e rivivendo i luoghi attraverso i suoi occhi. Le sue “Mémoires”, o “Storia della mia vita”, sono una vera e propria cronaca di un’epoca, un atlante di città e culture che permette, a tre secoli di distanza, di ripercorrere i luoghi più significativi della sua esistenza. Ripercorrendo le orme di Casanova si celebra quindi il mito del seduttore,  del grande viaggiatore, del diplomatico, del letterato, del giocatore, del poliglotta e dell’intellettuale che ha saputo attraversare le frontiere, fisiche e sociali del suo tempo, attraversando tutta l’Europa del Settecento.

Tutto inizia a Venezia

Venezia, la sua città natale, è il luogo da cui tutto ha avuto inizio il 2 aprile 1725. Nonostante Casanova non amasse il conservatorismo della Serenissima, è nella città lagunare che ha forgiato la sua identità. Nel ‘700 Venezia era una città potente ma conservatrice, e Casanova, con la sua insofferenza per le regole e la sua sete di conoscenza, non poteva che entrare in conflitto con essa. La sua vita veneziana è un intreccio di ambizione, dissolutezza e un drammatico epilogo che lo costringerà all’esilio.

Per ripercorrere le tappe veneziane di Casanova non si può che iniziare da Campo San Samuele e Palazzo Grassi. Anche se la sua casa natale non esiste più, il quartiere conserva un’atmosfera unica. Era il “quartiere degli attori” (e, infatti, i suoi genitori, Gaetano Casanova e Zanetta Farussi, erano entrambi atto) e questo ha influenzato la passione per il travestimento e la teatralità della vita. Si prosegue a Murano con la Chiesa di San Cipriano che un tempo ospitava anche il seminario patriarcale di Venezia, primo luogo dell’educazione di Casanova, almeno prima di esserne espulso. Tappa poi in Piazza San Marco al Caffè Florian che, aperto nel 1720, era un punto di ritrovo per l’élite veneziana. L’esplorazione Veneziana non può che chiudersi con Palazzo Ducale e i Piombi dove fu imprigionato per libertinaggio e spionaggio. L’episodio più celebre e drammatico della vita di Casanova, così come descritto nelle “Mémoires”, è la sua rocambolesca fuga del 1756 dai Piombi. Visitare le celle dei Piombi e le stanze del Palazzo permette di rivivere l’astuzia, la disperazione e, infine, il trionfo libertà di Casnova.

La Venezia di Casanova
La Venezia di Casanova, Immagine creata dalla AI

L’Italia di Casanova, tappe di un’avventura senza fine

Casanova ha viaggiato in tutta Italia, non solo per fuggire, ma anche per soddisfare la sua curiosità

Padova – Università e Seminario A Padova, Casanova ha studiato teologia e diritto, ma ha anche coltivato il suo spirito avventuroso. Qui ha i suoi primi contatti con il mondo accademico, che lo porteranno a una conoscenza enciclopedica. Sebbene la sua permanenza non sia stata lunga, la città universitaria, con il suo storico Palazzo del Bo, è un luogo che ha contribuito alla sua formazione intellettuale.

Milano A Milano, Casanova partecipava a salotti letterari e si dedica al gioco d’azzardo, un’altra delle sue passioni.

Roma Con la protezione del cardinale Acquaviva, Casanova è introdotto nel mondo della diplomazia. Qui incontra il Papa e frequenta l’alta società, consolidando le sue abilità diplomatiche.

Ancona Rifugio di Casanova in fuga dai debitori. La città, con il suo porto e la sua rocca, era un rifugio per i fuggiaschi e i commercianti, e Casanova la trovò affascinante.

Napoli Napoli era un luogo di fervore culturale, e Casanova si sentiva a suo agio in questa atmosfera vivace. Qui, come racconta nelle sue “Mémoires”, conobbe una ricca nobildonna, la principessa di Francavilla, e si dedicò a svariati intrighi. Un luogo da visitare per ripercorrere le sue orme è il Teatro San Carlo, centro della vita sociale oggi come allora.

Pisa Durante il suo soggiorno in Toscana, Casanova visitò Pisa, dove fu colpito dalla bellezza della Piazza dei Miracoli e dalla sua storia. Ammirò il Duomo e la Torre di Pisa, definendoli “meraviglie del mondo”. Visitare la piazza oggi è come farlo con i suoi occhi, vedendo il contrasto tra l’architettura sublime e il caos della vita che vi si svolgeva.

Bologna Casanova vi trascorse diversi periodi, frequentando l’Archiginnasio, la storica sede dell’Università, dove ebbe modo di confrontarsi con professori e intellettuali. Bologna era un centro di cultura e il luogo ideale per un intellettuale in cerca di stimoli.

Castello di Drena (Trentino-Alto Adige) Sembra un errore, ma una delle sue avventure, in cui viene accusato di truffa, lo porta a rifugiarsi in un monastero francescano a Rovereto. Da lì, si reca al Castello di Drena, un’antica fortezza medievale, per sfuggire ai suoi persecutori. Il castello, oggi visitabile, offre una vista suggestiva sulla Valle del Sarca e fa rivivere il suo momento di fuga disperata.

La conquista del mondo a  Parigi  

La fuga da Venezia segna l’inizio di un’odissea europea. Parigi, dove Casanova arrivò nel 1757 facendosi rapidamente strada nella società francese, divenne il suo nuovo trampolino di lancio. A Parigi, Casanova ha mostrato il suo lato più ambizioso e spregiudicato e ripercorrere le sue orme nella capitale francese permette di comprendere come un uomo senza mezzi sia riuscito a conquistare il cuore della società più sofisticata d’Europa. La città fu il teatro delle sue avventure finanziarie e delle sue conquiste sociali.

 Casanova frequentò il Palazzo di Versailles, salotti letterari, Le Salons e l’Académie Française e teatri e la Comédie-Française. La sua passione per il teatro e la sua abilità nel destreggiarsi tra i salotti parigini gli aprirono molte porte. Sebbene molti di questi luoghi non esistano più, una passeggiata nel quartiere di Saint-Germain-des-Prés o nelle zone che ospitavano i vecchi teatri (come la Comédie-Française) ci riporta a quell’atmosfera vivace e intellettuale. E in Rue du Roi-de-Sicile Casanova ha avuto un incontro cruciale la marchesa d’Urfé, una delle figure più affascinanti della sua vita, una ricca nobildonna che credeva nella magia e nell’alchimia. Casanova sfruttò questa sua passione per ottenere denaro e influenza. La sua storia con questa nobildonna, un misto di magia, truffe e romanticismo, è un esempio perfetto di come Casanova riuscisse a mescolare il genio con la frode e opportunismo.

 L’Odissea per le capitali d’Europa

Il viaggio di Casanova non si limitò a poche città, ma fu un’odissea che attraversò l’intero continente. Le sue “Mémoires”tracciano un percorso che include Londra dove visita il British Museum, che ospitava la Royal Society di cui Casanova si interessò;  Berlino dove  incontrò Federico il Grande, pur non riuscendo  a ottenere un incarico; San Pietroburgo dove incontrò Caterina la Grande, un altro fallimento dal punto di vista professionale e Praga, una città che Casanova frequentò più volte. Qui incontrò il compositore Wolfgang Amadeus Mozart. La Casa del Giglio d’Oro (Hotel Mozart), dove Casanova soggiornò, e il Teatro degli Stati, dove Mozart compose e diresse il suo “Don Giovanni”, sono tappe fondamentali per chi vuole ripercorrere le sue orme.

La solitudine di Dux (Duchcov)

Il capitolo finale della vita di Casanova si svolse nel Castello di Dux, in Boemia (Repubblica Ceca), dove Canova si dedicò alla scrittura del suo capolavoro. A Dux, Casanova non era più il libertino o il diplomatico, ma un uomo che cercava di dare un senso alla sua vita. Qui si scopre il lato più riflessivo e malinconico del personaggio visitando il Castello di Dux (Duchcov), compresa la stanza in cui Casanova visse e la biblioteca in cui scrisse le sue “Mémoires” e i suoi giardini. Casanova, anche a Dux, mantenne la sua passione per il teatro. Allestì un piccolo teatro nel castello, che utilizzava per intrattenere gli ospiti. Questo luogo offre un’immagine completa dell’uomo che, dopo una vita di avventure, cercava la pace.




Gli appuntamenti da non perdere: Milano Beauty Week 2025

Ormai ci siamo quasi, mancano 10 giorni esatti all’avvio della Milano Beauty Week 2025, che quest’anno si terrà dal 17 al 21 settembre.  Per chi ancora non lo sapesse, MBW è la settimana dedicata alla cultura della bellezza e del benessere. Nata su iniziativa di Cosmetica Italia in collaborazione con Cosmoprof ed Esxence, è un progetto ideato per promuovere il valore sociale, scientifico ed economico del cosmetico e mettere in luce le peculiarità della filiera cosmetica italiana.

Milano Beauty Week si pone inoltre l’obiettivo di affermare il cosmetico come bene indispensabile per il benessere e l’autostima di ognuno, in tutte le età della vita, e creare maggiore consapevolezza rispetto all’essenzialità di questi prodotti che ci accompagnano quotidianamente nei gesti legati all’igiene, alla cura di sé, alla prevenzione e alla protezione.

Imprenditori, operatori ed esperti del settore, appassionati di beauty, professionisti dell’estetica e dell’acconciatura, cittadini e visitatori sono i protagonisti di questa settimana dedicata alla cultura della bellezza e del benessere, un appuntamento che in soli 4 anni dalla sua prima edizione è diventata un’attesa ricorrenza annuale.

Il palinsesto di MBW propone un ricco programma di attività, anche esperienziali, che animano non solo gli hub principali della manifestazione, ma anche le vie, le piazze, gli spazi commerciali, i luoghi d’arte e di cultura del capoluogo lombardo. Gli eventi sono declinati nei temi-guida innovazione, sostenibilità, inclusione ed emozione. Insomma, un calendario ricco di appuntamenti gratuiti e aperti a tutta la cittadinanza – prenotabili esclusivamente tramite l’app ufficiale di Milano Beauty Week.

Ma il programma quest’anno si arricchisce ulteriormente, portando nuove esperienze rispetto agli anni precedenti. Il cuore della manifestazione, con beauty corner, talk, masterclass e mostre, batterà in tre hub principali: Palazzo Giureconsulti, Palazzo Castiglioni e, per la prima volta, Palazzo Bovara. La narrazione della bellezza e del benessere si diffonderà anche in altre aree della città con i Beauty Cube, i Beauty Tram, la Beauty Saturday Night e attraverso tour e passeggiate olfattivi. Inoltre, Milano accoglierà la settima arte con la proiezione del cortometraggio “Via Bellezza 11” inedito ideato da OffiCine-IED in collaborazione con Cosmetica Italia, mentre la serata conclusiva della manifestazione sarà celebrata sul prestigioso palcoscenico del Teatro alla Scala: qui, per la prima volta, saranno svelati i vincitori del Premio Accademia del Profumo 2025 e, al termine della premiazione, gli allievi della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala omaggeranno il pubblico partecipante con lo spettacolo “Gesti di Bellezza”. Infine, diversi comuni italiani, tra cui Crema, Lodi, Firenze e Venezia, aderiranno alla manifestazione con degli spin-off della Milano Beauty Week ricchi di eventi paralleli e iniziative diffuse che valorizzeranno il proprio legame con il mondo della cosmetica e con il capoluogo lombardo.

Trovate tutte le informazioni sugli eventi, le aziende aderenti e su come partecipare al sito https://www.milanobeautyweek.it/it/




Pensieri stupendi a Modena

Pensieri stupendi a Modena, ma anche a Carpi e a Sassuolo, dove dal 19 al 21 settembre va in scena la 25° edizione del festivalfilosofia  dedicato quest’anno alla Paideia, parola greca che rinvia all’educazione e alla formazione dell’uomo.  Più di cinquanta lezioni magistrali di protagonisti della scena culturale italiana e internazionale, oltre a mostre e installazioni, spettacoli dal vivo e concerti, giochi e laboratori, film e cene filosofiche con menù dedicati nelle tante osterie del territorio, per una tre giorni di Festival che, per l’occasione, cambia il volto di Modena, Carpi e Sassuolo con piazze, cortili, centri storici e siti monumentali che divengono spazi aperti, comuni e diffusi di formazione e di conversazione grazie agli oltre duecento eventi gratuiti. Il festivalfilosofia permette quindi di esplorare i grandi interrogativi esistenziali, allenare il pensiero critico e creativo, riappropriarsi dei luoghi comuni con uno sguardo nuovo e riscoprire il piacere del dialogo autentico, ed è una occasione di viaggio ideale per scoprire Modena, capitale del Ducato d’Este, e i suoi dintorni, un territorio ricco di storia, tradizioni ed eccellenze.

Festivalfilosofia a Modena
Foto: Cinzia

Tra una presentazione e un evento si passeggia tra le dimore storiche delle tre città del Festival: Palazzo Ducale di Modena (sede dell’Accademia Militare); il Palazzo Pio di Carpi che ospita i musei del borgo e il Palazzo Ducale di Sassuolo luogo di “delizia” della famiglia d’Este dotato persino di una pescheria, il cosiddetto “Fontanazzo”; si visita la millenaria Abbazia di Nonantola nell’omonima frazione a nordest del capoluogo; ci si perde nei borghi medievali dei dintorni come la vicina Castelvetro; si esplorano le colline dei dintorni punteggiate da rocche come il Castello di Levizzano Rangone,  quello di Montegibbio, la Rocca di Vignola e il vicino Palazzo Contrari-Boncompagni dove ammirare la scala a chiocciola progettata da Jacopo Barozzi.

L’attenzione a Modena non può che convergere sulla Cattedrale progettata dall’architetto Lanfranco nell’XI secolo che, insieme a Piazza Grande e alla torre pendente Ghirlandina, è stata dichiarata Patrimonio Unesco nel 1997.  Da non perdere i bassorilievi di Wiligelmo sulla facciata che narrano storie bibliche, di santi, cicli delle stagioni, miti e favole. Sulla porta della Pescheria si trova persino il ciclo di racconti di Re Artù raffigurato decenni prima dei stessi testi  di Goffredo di Monmouth. E, proprio a pochi passi dal Duomo di Modena, ironia della sorte, hanno avuto origine le figurine Panini a cui è dedicato un apposito museo a Palazzo Santa Margherita e una piccola scultura murale che riprende la rovesciata di Carlo Paola, simbolo della Panini. Sempre in Piazza Grande è interessante visitare il Palazzo Comunale, sede del Municipio fin dall’epoca Medievale dove, nelle sale storiche, è custodita sotto stretta sorveglianza la Secchia Rapita frutto di una disputa con Bologna. Nei week end su prenotazione si può anche salire nei sottotetti del Municipio e visitare (a 5 euro) l’Acetaia Comunale che custodisce tre batterie curate dalla Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Spilamberto.

A Modena per il giorni del festivalfilosofia
Foto: Cinzia

Ma Modena è anche la capitale della Motor Valley emiliana. Qui è nato Enzo Ferrari, il Drake, patron della Ferrari a cui sono dedicati musei (a iniziare dal Museo Enzo Ferrari, progettato da Jan Kaplický, che oltre alla casa natale del fondatore del Cavallino Rampante ospita uno spazio espositivo), ristoranti e piatti. A pochi chilometri di distanza, a Maranello, il Museo Ferrari racconta invece l’evoluzione tecnica e stilistica del marchio. Sempre  a Modena gli stabilimenti Maserati propongono tour guidati. In meno di mezz’ora di auto si possono poi scoprire le supercar Pagani a San Cesario sul Piano, il museo Lamborghini di Sant’Agata Bolognese e il museo Bugatti a Campogalliano.

Da non perdere un tour dei sapori. Modena è infatti una delle capitali dell’enogastronomia italiana tanto da ospitare in città e nei dintorni appositi musei dedicati alle porpie eccellenze come quelli del Balsamico Tradizionale di Spilamberto, della Salumeria Villani a Castelnuovo Rangone, del Rosso Graspa a Castelvetro o la Galleria Chiarli dedicata al Lambrusco presso la Tenuta Cialdin.




A Londra e dintorni per il back to Hogwarts

A Londra e dintorni per celebrare il back to Hogwarts nei luoghi dei film. Il 1° settembre è la data che segna il ritorno a Hogwarts, la scuola di magia più famosa del Regno Unito dove J.K. Rowling ha ambientato la serie di libri di Harry Potter a cui sono seguiti otto film (e presto una nuova serie tv di Hbo). A Londra sono numerose le agenzie turistiche che offrono tour a piedi che coprono le location cinematografiche più famose prestate dalla capitale del Regno Unito agli studi cinematografici della Warner , tour che spesso includono un test sulle Case di Hogwarts.  Ma sarebbe un peccato fermarsi a Londra. Sono infatti numerosi i castelli e le cattedrali del Regno Unito che hanno offerto i loro spazi nella creazione cinematografica di Hogwarts e sono tutti da visitare, non solo per ripercorrere le tappe di Harry Potter.
Per chi vuole approfittare di un viaggio nel Regno Unito per immergersi nella magia dei libri e rivivere l’atmosfera dei film, ecco le principali tappe.

A Londra con Harry Potter
A Londra con Harry Potter
Foto: Cinzia

1.Londra – King’s Cross Station e il Binario 9 ¾

King’s Cross Station a Londraè il luogo più iconico per celebrare il “Ritorno a Hogwarts” il 1° settembre anche se non sono più in programma, per motivi di sicurezza,  eventi dal vivo. Il Binario 9 ¾, da cui ogni 1° settembre parte il treno per Hogwarts è ovviamente fittizio, ma da tempo ormai la stazione ospita un’installazione con un carrello portabagagli che scompare a metà nel muro, oltre a un negozio di souvenir a tema.

 2. Il “vero” viaggio per Hogwarts  

Il tragitto che si vede nei film per arrivare a Hogwarts è ispirato a un percorso ferroviario reale in Scozia: la West Highland Line a bordo de The Jacobite Steam Train. Il viaggio da Fort William, nel cuore delle Highlands, a Mallaig dura circa due ore per tratta e copre 135 km tra scenari alpini, laghi e radure. Il momento culminante del viaggio è l’attraversamento del famoso Viadotto di Glenfinnan, l’iconico ponte ad archi che si vede nei diversi film, come quando la Ford Anglia sorvola il treno in Harry Potter e la Camera dei Segreti. Il treno rallenta per permettere ai passeggeri di ammirare e scattare foto al panorama circostante. Le locomotive e le carrozze a vapore sono proprio quelle utilizzate in diverse scene dei film di Harry Potter.

I biglietti per il Jacobite Steam Train devono essere prenotati con larghissimo anticipo (anche mesi prima), poiché i posti si esauriscono molto velocemente a causa della popolarità del treno. Il servizio è attivo da aprile a ottobre, con corse mattutine e pomeridiane (da maggio a settembre). I prezzi variano in base alla classe e al periodo. Un biglietto di andata e ritorno per un adulto in classe standard costa circa 70 sterline. Per raggiungere Fort William da Londra, il modo più pratico è prendere un treno da London Euston per Fort William, anche se il viaggio è lungo (circa 5-6 ore) e spesso richiede cambi. Si può anche optare per un volo fino a Glasgow o Edimburgo e poi proseguire in treno o in autobus.

Harru Potter e il Back to

3.Warner Bros. Studio Tour London – The Making of Harry Potter

Appena fuori Londra, a Leavesden (Watford, appena fuori Londra), i Warner Bros Studio ospitano i set creati per i film, tra cui la Sala Grande, il Binario 9 ¾ (con la locomotiva dell’Hogwarts Express), Diagon Alley, l’Ufficio di Silente e molto altro.  Da vedere anche i costumi e gli oggetti di scena dei film. I set saranno utilizzati anche dalla prossima serie Hbo in via di lavorazione.

4.Le orme di Harry Potter a Londra

Tra le location dei film di Harry Potter più famose nella capitale del Regno Unito ci sono:

  • Millennium Bridge che viene distrutto nel sesto film (Il Principe Mezzosangue) dai Mangiamorte
  • Leadenhall Market utilizzato come ingresso a Diagon Alley e al Paiolo Magico nel primo film (La Pietra Filosofale)
  • Australia House i cui esterni sono stati usati come la Banca Gringott.
  • Piccadilly Circus presente nella scena della fuga dal matrimonio nel settimo film (I Doni della Morte – Parte 1).

    5- I “veri” luoghi di Hogwarts  

Scovare classi, corridoi e panorami che hanno ricreato sullo schermo Hogwarts è particolarmente suggestivo e porta alla scoperta di luoghi iconici della storia del Regno Unito.

-Gloucester Cathedral (i corridoi di Hogwarts)

Splendida cattedrale millenaria, famosa per l’architettura e per la tomba di re Edoardo II. Le origini della cattedrale risalgono al VII quando venne fondata una piccola comunità attorno a una chiesa e a un monastero dal principe Orsic, ma la struttura attuale deriva anche dalla ristrutturazione gotica del XIV e XV secolo quando i pellegrinaggi sulla tomba di re Edoardo II portarono grandi entrate nelle casse della abbazia romanica. Entrambi gli stili, romanico e gotico perpendicolare, coesistono.  I chiostri con le spettacolari volte a ventaglio, le navate con le imponenti colonne romaniche, la grande vetrata orientale del XIV (all’epoca era la vetrata più grande al mondo) e la cripta che, con la sua storia millenaria, è la parte più antica della cattedrale, sono tra i punti di maggior interesse.

Vi si arriva in treno (dalla stazione di London Paddington) con un viaggio di circa due ore. La cattedrale, raggiungibile in pochi passi dalla stazione, è accessibile con un ingresso su donazione (5 sterline) da cui possono essere escluse attrazioni particolari.

Chiostri e corridoi della Cattedrale di Gloucester sono stati utilizzati per in numerose scene che mostrano il castello di Hogwarts. In particolare Qui è stata girata la scena con il Troll, l’apparizione della scritta “La Camera dei Segreti è stata aperta” (ne La Camera dei Segreti), l’accesso alla sala comune di Grifondoro (anche se l’ingresso vero è un set) e l’interno del corridoio che conduce all’aula delle lezioni di Trasfigurazione.

– Lacock Abbey (Classi e Interni)

Lacock è un pittoresco villaggio storico, tra i più noti delle Cotsolds, sviluppatosi attorno a un’antica abbazia risalente al XIII secolo. Lacock Abbey ha origine nel 1232 per opera di Ela, contessa di Salisbury, per poi divenire casa di campagna di ispirazione rinascimentale in epoca Tudor, essere oggetto di trasformazioni di gusto gotico con John Ivory Talbot nel ‘700 e casa vittoriana nell’800.  Si visita anche il museo della fotografia dedicato a William Henry Fox Talbot, pioniere di quest’arte e originario di Lacock. Il villaggio, con i suoi cottage in pietra, i pub tradizionali e le strade acciottolate, è perfetto per per immergersi nella tranquillità della campagna inglese, ammirando ammirare i pittoreschi cottage, la Chiesa di St. Cyriac del XV secolo e i giardini curati.

Lacock si raggiunge in treno dalla stazione di London Paddington fino a Chippenham Station, con un viaggio di circa 1 ora e 10 minuti, e successivamente è necessario prendere un autobus locale (Bus n. 234/235) o un taxi per i circa 8 km che separano Chippenham da Lacock.   L’ingresso all’Abbazia e al villaggio gestito dal National Trust è a pagamento (20 sterline per adulto).

Le stanze e i chiostri dell’abbazia sono stati utilizzati come aule e corridoi di Hogwarts. Si possono riconoscere l’aula del professor Raptor, l’aula di Pozioni del professor Piton, il luogo dove Harry trova lo Specchio delle Brame, i chiostri dove il trio (Harry, Ron ed Hermione) passeggia e la casa in cui si nasconde il professor Lumacorno. Il villaggio di Lacock è stato usato come ambientazione per il villaggio natale di Harry, Godric’s Hollow.

– Christ Church College, Oxford (ispirazione per la Sala Grande)

Christ Church College è uno dei college storicamente più importanti dell’Università di Oxford. Il collegio è stato fondato nel 1546 per volere di Enrico VIII (ma le donne vi sono state ammesse solo nel 1978) e ospita al suo interno la cattedrale che funge sia da cappella del college, sia da cattedrale della città (la più piccola cattedrale d’Inghilterra). Il Tom Quad, il cortile più grande di Oxford, con la sua imponente Tom Tower progettata da Sir Christopher Wren, è un capolavoro di design e con i suoi 101 ritocchi notturni segna l’ora di chiusura di tutti i collegi. Da vedere la Grande Sala (Great Hall), maestosa sala da pranzo con il suo soffitto a travi, i ritratti di illustri ex allievi e le vetrate colorate; la scalinata gotica, che conduce alla Grande Sala e la Christ Church Picture Gallery, una galleria con una notevole collezione di dipinti e disegni di antichi maestri, tra cui opere di artisti come Leonardo da Vinci e Michelangelo. Sul Christ Church Meadow, un vasto spazio verde aperto al pubblico, si possono osservare mucche al pascolo e godersi una passeggiata tranquilla lungo i fiumi Tamigi e Cherwell.

Oxford è facilmente raggiungibile in treno da Londra Paddington in circa un’ora. La Christ Church si trova a breve distanza a piedi dalla stazione dei treni. In alternativa da Victoria Station esiste anche un’offerta di percorso in bus, con Bus National Express o The Oxford Tube, per cui occorre calcolare all’incirca due ore.

L’ingresso al Christ Church è a pagamento (a seconda del giorno e della stagione il biglietto costa tra le 20 e le 24 sterline) e i biglietti devono essere prenotati online in anticipo, specialmente in alta stagione. Verificare gli orari di apertura, che variano in base alle attività universitarie.

Sebbene la Sala Grande di Hogwarts nei film sia un set negli Studio Tour, la sua architettura e in particolare la scalinata che porta alla sala del college di Christ Church hanno ispirato il design del set. La scalinata in pietra (The Great Staircase) è stata usata in diverse scene, inclusa l’accoglienza dei nuovi studenti da parte della Prof.ssa McGranitt e la scena di Harry con Silente dopo aver scoperto lo Specchio delle Brame.

-La Goathland Station (Hogsmeade)

Questa piccola stazione ferroviaria è stata utilizzata come location per Hogsmeade e per la stazione ferroviaria di Hogwarts. È un luogo iconico per i fan.  La stazione stessa è una splendida struttura vittoriana, accuratamente conservata, che offre un’idea di com’era viaggiare in treno in un’epoca passata. I visitatori possono ammirare il tipico design, la biglietteria e la cabina del segnalatore. Goathland si trova sulla North Yorkshire Moors Railway, una ferrovia storica che offre viaggi a bordo di treni a vapore o diesel. È possibile fare un giro panoramico tra le incantevoli brughiere del North York Moors National Park o scendere dal treno e dedicarsi alle passeggiate (il “Rail trail” segue il vecchio percorso ferroviario fino al villaggio di Grosmont, in alternativa si può raggiungere la pittoresca Mallyan Spout Waterfall). A pochi passi dalla stazione si trova il tranquillo villaggio di Goathland, dove le pecore pascolano liberamente e si possono trovare negozi di souvenir, sale da tè e pub accoglienti.
Raggiungere Goathland Station è tuttavia abbastanza complesso: occorre prendere un treno da Londra King’s Cross per York (circa 2 ore), poi da York per Whitby e Whitby o da Pickering. L’ultimo  tratto si percorre con il treno storico a vapore della North Yorkshire Moors Railway che si ferma a Goathland.

–Castello di Alnwick (Lezioni di Quidditch)

Il Castello di Alnwick è il secondo castello abitato più grande del Regno Unito. Famoso per la sua architettura e i bellissimi giardini, il castello di Alnwick è della famiglia Percy, duca e duchessa di Northumberland, dal 1309. Le origini della fortezza risalgono al periodo normanno, al 1096, a protezione dei confini. Qui si ammirano le State Rooms, le stanze di rappresentanza decorate con opere d’arte e arredi preziosi, e si ammirano le diverse collezioni tra cui quella dedicata al reggimento Northumberland e i reperti archeologici. Da non perdere la visita ai giardini che, oltre a quelli ornamentali, includono la famosa “Poison Garden”, una collezione di piante velenose e narcotiche, e una spettacolare casa sull’albero (Treehouse).  Il castello spesso ospita eventi a tema Harry Potter ed eventi interattivi per famiglie.

Per raggiungere il Castello di Alnwick occorre prendere un treno da London King’s Cross per Alnmouth Station (circa 3 ore e 40 minuti di viaggio) e successivamente un taxi o un autobus locale (Bus X15 o X18) fino al castello (circa 15 minuti). L’ingresso al Castello di Alnwick (chiuso in inverno) costa 21,55 sterline giardini esclusi.

Questo imponente castello in Northumberland è stato la location esterna principale per Hogwarts nei primi due film. Qui si sono svolte le famose scene della prima lezione di volo con la scopa di Harry. È stata anche la location dell’incidente della Ford Anglia in La Camera dei Segreti. Oltre a rivivere la famosa scena della lezione di volo di Madama Bumb, si può ammirare l’arco d’ingresso dove gli studenti arrivano per la prima volta a Hogwarts.

-Cattedrale di Durham (l’aula della professoressa McGranitt)

La Cattedrale di Durham è un sito di importanza storica, architettonica e religiosa (ospita le spoglie di San Cuthbert, il santo patrono del Nord dell’Inghilterra, e del Venerabile Beda, un celebre storico anglosassone) riconosciuta patrimonio universale dell’umanità dall’Unesco insieme al castello della città, antica fortezza normanna che è stata per secoli la residenza dei principi-vescovi di Durham. La Cattedrale è considerata uno dei migliori esempi di architettura normanna in Inghilterra. La sua volta a crociera in pietra è stata un’innovazione rivoluzionaria che ha influenzato l’architettura gotica successiva.

Il modo più rapido per arrivare a Durham da Londra è prendere un treno diretto dalla stazione di London King’s Cross. Il viaggio dura circa 3 ore e i treni sono gestiti principalmente da LNER (London North Eastern Railway). È anche possibile prendere un autobus da London Victoria Coach Station a Durham. Il viaggio è più lungo (circa 6-7 ore) ma generalmente più economico. Una volta arrivato alla stazione di Durham, la cattedrale si trova a circa 15 minuti a piedi.

L’ingresso alla cattedrale è gratuito, ma viene incoraggiata una donazione di circa 5 sterlina per persona per aiutare a sostenere i costi di manutenzione e conservazione. Ci sono, tuttavia, costi separati per l’ingresso ad alcune attrazioni specifiche, come il museo e la salita sulla torre.

La Cattedrale di Durham, nel Nord-Est dell’Inghilterra, è stata un’importante location per le riprese dei primi due film di Harry Potter. In particolare il Chiostro è stato usato per le scene in cui Harry, Ron ed Hermione camminano tra una lezione e l’altra a Hogwarts; la Sala Capitolare è stata trasformata nell’aula della professoressa McGranitt e nel Cortile del Chiostro (Cloister Garth) è stata girata la scena in cui Harry fa volare Edvige durante il primo inverno a Hogwarts.

 

 




Settembre, il mese delle opportunità

Altro che ripiego! Viaggiare a settembre non è una consolazione per chi non è partito ad agosto, ma una scelta strategica, una mossa intelligente per chi cerca l’equilibrio perfetto tra clima, costi e comfort. L’alta stagione, con la sua frenesia e i suoi prezzi gonfiati, lascia infatti spazio a un’esperienza di viaggio più autentica.  Settembre offre una perfetta combinazione di temperature piacevoli, giornate ancora lunghe, affluenza lontana dai picchi di overtourism e dalla movida ferragostana, e prezzi accessibili. Le temperature più miti favoriscono escursioni, passeggiate nei centri storici, esplorazioni di siti archeologici e visite culturali che sarebbero altrimenti proibitive durante la canicola estiva.

Mare e relax senza folla

Per chi sogna l’ultimo tuffo in acque cristalline senza dover sgomitare per un posto al sole, settembre offre il meglio del mare italiano e non solo a prezzi d’occasione (sui motori di ricerca si trovano pacchetti anche a 300 euro circa a settimana), una vera manna dal cielo per i viaggiatori last minute.

Salento: il fascino autentico del tacco d’Italia Con le sue spiagge dai colori caraibici come Baia dei Turchi, i Laghi Alimini e Pescoluse e la baia di Porto Selvaggio immersa nella pineta, il Salento a settembre si spoglia delle masse turistiche, offrendo una sensazione di pace quasi inaspettata. Ma il fascino non si ferma alla costa. L’autenticità di questa terra si svela nelle sue sagre e feste di paese, dove il profumo del cibo e le note della taranta (e non solo) riempiono l’aria. Per i SS. Medici, tra il 24 e il 27 settembre, è festa quasi ovunque). Tra la “Sagra della Fucazza” a Lequile (il 16 e il 17 settembre), la “Sagra della Puccia” a Cocumola, Minervino (il 9 settembre), la “Festa della Trippa” ad Acaya, Vernole (dal 10 al 12 settembre), la “Sagra della Pagnotta e del Vino a Galatona (il 7 e l’8 settembre), la “Sagra del Maiale” a Villa Baldassarri (il 9 e il 10 settembre), i viaggiatori possono assaporare i veri sapori della tradizione, scoprendo un Salento genuino che l’alta stagione spesso nasconde.
Settembre è il momento giusto anche per esplorare la storia del Salento, visitando la Cattedrale di Santa Maria Annunziata di Otranto con la cappella dedicata ai martiri e  il suo sontuoso mosaico pavimentale dedicato, mille anni fa, all’albero della vita dove i personaggi delle storie bibliche si uniscono a figure mitiche e storiche e a segni zodiacali, esplorando il Castello di Gallipoli, ammirando il ciclo di affreschi trecenteschi della Basilica di Santa Caterina di Galatina e perdendosi tra le vie barocche di Lecce e di Nardò. Non solo musei e chiese: settembre è perfetto per vivere il Salento con lentezza, esplorando a piedi o in bici le vie dell’entroterra, meno battute e ricche di sorprese.

In vacanza a Porto Selvaggio
Immagine di CInzia

Sardegna: l’isola a prezzi “da urlo” Se l’idea di una settimana di vacanza a un prezzo “da urlo” sembra impossibile, la Sardegna a settembre può far cambiare idea. I pacchetti volo e hotel partono da cifre sorprendentemente basse, a volte anche sotto i trecento euro a persona. E l’isola offre molteplici opportunità di vacanza ed esplorazione. Chia, nel Sud-Ovest della Sardegna, ad esempio, con le sue spiagge di sabbia bianca e le sue acque trasparenti potrebbe sembrare una destinazione tropicale. Qui si può percorrere l’antica strada romana e visitare l’oasi naturalistica di Is Cannoneris. Un tour in barca per vedere i delfini o un’escursione in veliero nell’arcipelago sono solo alcune delle esperienze che trasformano una vacanza al mare in

Sicilia: San Vito Lo Capo tra mare e sapori In Sicilia, rotta su San Vito Lo Capo dove, oltre alle belle spiagge e alla possibilità di fare escursioni nella Riserva dello Zingaro, tra calette immerse nella macchia mediterranea e sentieri tracciati tra antiche grotte, a settembre si può partecipare al “Cous cous fest” di San Vito Lo Capo, un festival gastronomico internazionale in programma quest’anno dal 19 al 28 settembre. Da non perdere una visita alla tonnara del Secco, chiusa nel 1969, per un tuffo nel passato. Monte Cofano e Monte Monaco sono infine ideali per smaltire le delizie gastronomiche assaggiate nel corso del festival, mentre le falesie della costa di Castelluzzo sono perfette per gli amanti dell’arrampicata.

Isole Canarie: l’eterna primavera a un passo da casa Le Isole Canarie, come Tenerife, sono un’ottima scelta per chi cerca sole, mare e avventura. Andarci a settembre significa godere di un clima che non ha nulla da invidiare all’estate, con temperature medie tra i 20 e i 27 gradi e le acque dell’Atlantico ancora piacevolmente calde per il nuoto e gli sport acquatici. La minore affluenza turistica rende l’esplorazione dell’isola più piacevole, che sia per rilassarsi sulle spiagge o per esplorare la natura selvaggia del Parco Nazionale del Teide. Si possono praticare sport acquatici come il surf e il windsurf, fare escursioni in barca per avvistare balene e delfini, o percorrere i sentieri vulcanici. I pacchetti volo e hotel per le Canarie partono da soli 270 euro, confermando il notevole risparmio rispetto all’alta stagione.

Croazia: vicina, accessibile, sorprendente La Croazia è un’altra destinazione ideale per un soggiorno balneare a prezzi contenuti e propri dietro casa per così dire. A settembre, la folla diminuisce ma il clima resta caldo, rendendo le spiagge celebri come quelle di Krk e Hvar ideali per il relax. Ma la Croazia non è solo mare. Città d’arte come Dubrovnik e Spalato offrono un’esperienza culturale e storica di prim’ordine. Si può camminare lungo le mura di Dubrovnik senza la ressa di agosto o esplorare il Palazzo di Diocleziano a Spalato in tutta tranquillità. I pacchetti per una settimana con volo incluso partono da 300 euro, rendendo la Croazia una delle opzioni più interessanti per una vacanza di mare (e non solo) in Europa.

Grandi regni e capitali

Settembre è il mese d’oro per le capitali europee, dove il clima mite e la minore affluenza permettono di vivere la cultura e la storia senza stress.

Praga: il sogno medievale senza calca Nota per il suo fascino medievale, Praga a settembre è un sogno per chi ama passeggiare. Il clima perfetto e i tempi di attesa ridotti rendono piacevole ammirare l’Orologio Astronomico, attraversare il Ponte Carlo e visitare il Castello di Praga senza la calca tipica dell’estate. Anche i prezzi sono accessibili. Per un tour guidato della città è bene calcolare 54 euro a persona, mentre un pacchetto combinato per il Castello e una crociera sul fiume a partire da 46.90 euro. Il mese è animato da eventi come la festa del vino novello in programma al Castello il 15 e il 16 settembre e la festa della vendemmia in programma dal 6 all’8 settembre nella città di Mikulov che propone in chiusura un atteso spettacolo pirotecnico.

Budapest tra eleganza e benessere Conosciuta per la sua atmosfera elegante, Budapest offre a settembre un’esperienza indimenticabile. Oltre a visitare il Parlamento Ungherese e il Castello di Buda, è d’obbligo un bagno rigenerante nelle famose terme Széchenyi, con un ingresso giornaliero che costa circa 37 euro. Per ammirare la città da una prospettiva unica, si può optare per una crociera sul Danubio, magari al crepuscolo, un’esperienza magica che non svuoterà il portafoglio (prezzi a partire da 12 euro per un tour di un’ora).

Egitto, la terra dei Faraoni senza caldo estremo Passaporto alla mano infine, settembre è il momento ideale per visitare la terra dei Faraoni, l’Egitto, unendo storia e relax. Il caldo estivo “sta svanendo”, rendendo le visite ai siti storici, come la Valle dei Re o il Tempio di Karnak, molto più sopportabili rispetto ai mesi precedenti. Questo periodo offre anche un vantaggio economico significativo, con prezzi inferiori rispetto all’alta stagione, sia per i tour che per le crociere sul Nilo.
La costa del Mar Rosso, con località come Marsa Alam e Hurghada, è poi un paradiso per gli amanti del mare e dello snorkeling. Le temperature diurne sono leggermente più alte, ma costantemente rinfrescate da una leggera brezza marina. I pacchetti vacanza all-inclusive a Marsa Alam sono particolarmente convenienti, con offerte a partire da 226 euro a persona.

Il gusto dell’avventura in bassa stagione

Settembre è il momento perfetto per esplorare il territorio, approfittando dei percorsi a piedi e godendo delle avventure offerte dalla destinazione.

Costiera Amalfitana: trekking con vista tra cielo e mare La Costiera Amalfitana a settembre offre l’opportunità unica di apprezzare uno dei paesaggi più belli d’Italia senza il caos dell’alta stagione. Le temperature più miti sono ideali per il trekking sul Sentiero degli Dei, un percorso che si snoda tra Agerola e Nocelle, regalando panorami unici su Positano e l’isola di Capri. È il momento perfetto per esplorare con calma borghi come Positano, Amalfi e Ravello, meno affollati e più autentici. Si possono fare escursioni in barca per scoprire calette nascoste o semplicemente godersi un pranzo in uno dei ristoranti con vista, assaporando i sapori locali.

Monti Sibillini e la magia del foliage A cavallo tra Umbria e Marche, i Monti Sibillini offrono uno spettacolo unico a settembre: l’inizio del foliage. Le escursioni diventano un’esperienza cromatica, con i boschi che si tingono di rosso, arancione e giallo. È il momento ideale per percorrere i sentieri che portano a laghi incantati come quello di Fiastra o per scoprire borghi storici come Visso e Norcia, ancora in fase di ricostruzione ma carichi di bellezza. La temperatura mite e l’aria frizzante rendono ogni camminata una vera boccata d’ossigeno, lontano dal caldo estivo e dal turismo di massa.

Parco delle Alpi Marittime, dove la montagna che abbraccia il mare Il Parco delle Alpi Marittime in Piemonte rappresenta una destinazione perfetta per chi ama la natura selvaggia. A settembre, le prime nevicate sono ancora lontane e i sentieri sono perfettamente agibili. La minore presenza di escursionisti rispetto ad agosto permette di immergersi completamente nel silenzio della montagna. È il momento ideale per osservare la fauna selvatica, come stambecchi e camosci, e per raggiungere rifugi e laghi alpini come il Lago delle Portette. Il Parco è facilmente accessibile dalla costa, offrendo un contrasto affascinante tra il paesaggio alpino e la vicinanza del Mar Ligure, un’esperienza che pochi altri luoghi possono offrire.

Marocco: un’avventura nel deserto Uscendo dai nostri confini, anche il Marocco gode di un clima favorevole a settembre, con una temperatura media giornaliera di 22,9 gradi. Tour organizzati di 7-11 giorni, che combinano città imperiali come Marrakech e deserto, partono da 699 euro a persona, offrendo un’esperienza culturale indimenticabile a prezzi accessibili, lontano dall’afa e dalla ressa dell’alta stagione.

Bali, l’isola degli Dei Per chi sogna mete esotiche, Bali è una destinazione ideale anche a settembre per gli amanti dell’avventura grazie alle temperature piacevoli tra i 26 e i 27 gradi, la bassa umidità e le precipitazioni sono scarse che contraddistinguono il periodo. Le acque del mare sono calme ideali per gli sport acquatici. Ma l’avventura a Bali non si esaurisce qui: si possono programmare escursioni sul Monte Batur per un’alba indimenticabile, esplorare templi e risaie con tour privati, o nuotare con i delfini a Lovina.  I tour privati per visitare i templi partono da circa 55 euro a persona per due persone.