Fondato a Barcellona da Romy Kowalewski, 27 87 mira a rivoluzionare la profumeria di nicchia rendendo il concetto del “qui e ora” la vera essenza della creazione olfattiva: per creare nel presente qualcosa che sia senza tempo. Frutto di un approccio coraggioso e indipendente, il brand privilegia la sperimentazione, il dialogo tra mente e cuore e l’artigianalità tradizionale. Ogni fragranza – disponibile neiformati da 27 ml e 87 ml (da cui il nome del marchio, che strizza l’occhio al genetliaco della fondatrice…) – nasce dalla collaborazione con alcuni dei nasi più creativi del panorama internazionale. Confezionate in flaconi opachi, che si presentano come una tela bianca, vuole lasciare spazio all’immaginazione e all’esperienza personale. La filosofia del brand mira a celebrare l’unicità di ogni individuo con creazioni olfattive che durano, evolvono e sorprendono continuamente, rifiutando modelli preconfezionati e regalando un’esperienza sensoriale totalizzante.
Questo approccio si riflette nell’adottare scelte ambientalmente consapevoli, sostenibili: tutte le composizioni olfattive sono miscelate e imbottigliate a Barcellona, per mantenere la filiera produttiva il più breve possibile, e le scatole sono pensate per essere oggetti di design da riutilizzare. Una vera e propria responsabilità sociale che il marchio decide di rispettare. Tutte le fragranze sono inoltre vegane e cruelty-free.
L’ultimo nato – che abbiamo avuto il piacere di provare ad Esxence ad inizio anno – è Hakuna Matata, una fragranza creata nientemeno che da Rodrigo Flores-Roux.
(foto: courtesy of PR and more)
Giocoso, tropicale, anticonvenzionale: la composizione fruttato-ambrata di Hakuna Matata sboccia attorno a un abbinamento inaspettato di banana e miele. Il bergamotto rinfrescante e un cuore di gelsomino inebriante, proveniente dalla Cina meridionale, completano questa fragranza indomita—libera da costrizioni, completamente presente e intrisa di grazia senza fretta. Amanti della vaniglia: scansatevi!!!!
Note di testa: Bergamotto, accordo di buccia di Banana verde, fiore di Ginestra
Note di cuore: Banana matura, Gelsomino, Fiore d’Arancio
Note di fondo: Miele, Labdano
Delle altre 10 fragranze che trovate in collezione, le nostre preferite (credete, non è facile scegliere, sono tutte molto buone e create con ingredienti preziosi!) sono FLÂNEUR e SÓNAR. Il primo ha un’apertura ghiacciata che dà…letteralmente i brividi, e un tocco di assenzio che rende la composizione un po’ amarognola; bilanciato dal calore del legno di Cashmere, del Tiglio e del fiore di Mandorlo, arricchito dalla freschezza del Bergamotto e da una base di Anice stellato, Ambrasecca e Vetiver, evolve in una fragranza secca eppure calorosa, travolgente e al contempo malinconica. Il secondo si addentra profondamente nel profumo della comunità e del suono, combinando legno metallico (le note metalliche ci fanno letteralmente impazzire!!) e Ambra con il luminoso Bergamotto mediterraneo. Sottili accordi di birra e gomma bruciata aggiungono una piega unica alla nota di Tuberosa rendendolo un profumo molto contemporaneo.
27 87 è distribuito in Italia da Kaon srl, potete trovare tutte le referenze della collezione all’indirizzo https://2787perfumes.com/
Salisburgo a tutto jazz
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Il vento autunnale soffia tra le strade di Salisburgo, portando con sé le prime note del “Jazz and the City”, il Festival che, dal 24 al 26 ottobre, con 120 artisti attesi in venti location, trasforma la città di Mozart e della famiglia Von Trapp di “Tutti insieme appassionatamente” in un palcoscenico a cielo aperto. L’assenza di un unico luogo di spettacolo e l’ingresso libero sono elementi che invitano a un percorso di scoperta, dove la musica si fonde con l’ambiente circostante, rivelando aspetti e angoli nascosti di Salisburgo.
Il Festival “Jazz and the City” è un Festival che si basa sull’idea di concerti gratuiti distribuiti in luoghi non convenzionali e angoli insospettati: chiese barocche, cortili storici, gallerie d’arte, persino negozi e ristoranti diventano palcoscenici improvvisati. Il programma del “Jazz and the City” è un mosaico di concerti distribuiti in circa 25 luoghi diversi di Salisburgo. La formula è quella di concerti brevi, di circa 45 minuti, che si alternano tra le 18:00 e la mezzanotte. Questo permette al pubblico di muoversi da un luogo all’altro, componendo il proprio itinerario musicale L’ingresso libero è una scelta precisa, pensata per abbattere le barriere e rendere la musica accessibile a tutti, invitando le persone a passeggiare per le strade, a scoprire nuovi spazi e a lasciarsi sorprendere dalle performance.
Il programma del “Jazz and the City” è una vetrina di artisti internazionali e talenti emergenti.
La distribuzione dei concerti è tematica e geografica:
Venerdì, 24 ottobre: Il Ritorno alle Radici. La serata si concentra sul jazz più tradizionale e sulle sue derivazioni. Le esibizioni si svolgono principalmente nelle chiese del centro storico, come la Kollegienkirche (Chiesa dei Gesuiti) e l’Aula della Università di Salisburgo. Qui, la risonanza acustica e il contesto barocco esaltano le note di ensemble acustici. Il programma prevede esibizioni di quartetti vocali e formazioni strumentali che esplorano il blues e lo swing. Il trio “Thelonious Monk Legacy” si esibirà nella Kollegienkirche, riproponendo i brani del pianista, mentre il coro a cappella “Vocal Jazz Project” terrà una performance nell’Aula Universitaria.
Sabato, 25 ottobre: Sperimentazione e Fusioni. Il secondo giorno è dedicato a sonorità più contemporanee e alle contaminazioni. I palcoscenici sono allestiti in luoghi meno convenzionali: la galleria d’arte del Museum der Moderne sul Mönchsberg, il cortile interno del Felsenreitschule (la scuola di equitazione di roccia), e vari bar e ristoranti della città vecchia. L’esibizione del gruppo di jazz-rock “Elephant9” è prevista al Museum der Moderne, un luogo che offre un panorama serale sulla città e crea un contrasto tra l’arte moderna e la musica. Successivamente, il duo di musica elettronica “Synthsoul” si esibisce nel cortile del Felsenreitschule, sfruttando la particolare acustica.
Domenica, 26 ottobre: Grand Finale e Jam Sessions. La giornata conclusiva vede un mix di generi e si conclude con sessioni improvvisate. La Residenzplatz ospita un palco all’aperto per un concerto più grande, mentre diversi locali più piccoli, come il Jazzit Musik Club, rimangono aperti fino a tarda notte per le jam session, dove artisti del festival e musicisti locali si incontrano per suonare insieme. Tra le esibizioni principali è attesa quella del pianista Brad Mehldau sul palco di Residenzplatz dove presenta il suo repertorio che fonde jazz, rock e pop.
L’esperienza del festival è completata dai “Jazz & Dine”, cene a tema che combinano un pasto in un ristorante storico con esibizioni di musicisti jazz, e dai “late-night sessions”, dove la musica continua in un’atmosfera più intima.
A Salisburgo per il Festival Jazz & The City Blick auf die Festung Hohensalzburg und der Altstadt. Immagine trasmessa e su concessione di Austria Tourism
Non solo Jazz a Salisburgo Il “Jazz and the City” è l’occasione per vivere Salisburgo in una veste diversa. Al di là dei concerti, Salisburgo ha un patrimonio culturale e artistico che la rende la città austriaca una meta ideale per un week end lungo d’autunno. La fortezza di Hohensalzburg, che domina la città dall’alto del Mönchsberg, è un punto di partenza perfetto per iniziare a esplorare la città. Costruita nel 1077, è una delle fortezze medievali più grandi e meglio conservate d’Europa. La salita con la funicolare permette di godere di una vista panoramica che spazia sui tetti della città e sul fiume Salzach, mentre all’interno si visitano le “sale dei Principi” con i soffitti in legno intagliato, il museo della fortezza che racconta la storia militare, e il museo delle marionette. Il panorama dal balcone panoramico offre una vista a 360° sulla città e le Alpivale da solo la visita.
La città vecchia, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, è un labirinto di vicoli lastricati e piazze storiche. La Getreidegasse, con le sue insegne in ferro battuto, è una via iconica che ospita la casa natale di Mozart. Qui si può visitare il museo dedicato al compositore e ammirare strumenti, partiture e oggetti personali. La Residenzplatz e la Domplatz, sono il cuore della città vecchia. Residenzplatz ospita la Residenz, l’ex palazzo dei principi arcivescovi al cui l suo interno si possono ammirare sale sfarzose, dipinti e la Residenzgalerie, una galleria d’arte con opere europee dal XVI al XIX secolo. Domplatz, invece, è dominata dalla Cattedrale di Salisburgo, un imponente edificio barocco sormontato da una cupola affrescata.
Il Mirabellgarten invece è un giardino barocco con fontane e sculture, ideale per una passeggiata rilassante e per ripercorre alcuni dei luoghi in cui è stato girato “Tutti insieme appassionatamente” (The Sound of Music). A pochi chilometri dal centro, accessibile in bus, il Palazzo di Hellbrunn è famoso per le sue sue fontane (Wasserspiele), un sistema di scherzi d’acqua e automi azionati dall’acqua, ideati dal principe arcivescovo Markus Sittikus per intrattenere gli ospiti. Un luogo dove l’umorismo e l’ingegneria del Seicento si incontrano. Per un’escursione più impegnativa, il Gaisberg, una montagna che si erge a est della città, è accessibile sia a piedi che in bus. Dalla sua cima, la vista si estende sulle Alpi e sulla valle del Salzach.
In viaggio con Casanova
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A trecento anni dalla sua nascita, ripercorrere le orme di Giacomo Casanova significa rivivere luoghi spesso noti attraverso i suoi occhi, cogliendo le sfumature di un’epoca, fatta di grandi cambiamenti sociali, politici e culturali che Casanova ha descritto con un’arguzia senza pari e rivivendo i luoghi attraverso i suoi occhi. Le sue “Mémoires”, o “Storia della mia vita”, sono una vera e propria cronaca di un’epoca, un atlante di città e culture che permette, a tre secoli di distanza, di ripercorrere i luoghi più significativi della sua esistenza. Ripercorrendo le orme di Casanova si celebra quindi il mito del seduttore, del grande viaggiatore, del diplomatico, del letterato, del giocatore, del poliglotta e dell’intellettuale che ha saputo attraversare le frontiere, fisiche e sociali del suo tempo, attraversando tutta l’Europa del Settecento.
Tutto inizia a Venezia
Venezia, la sua città natale, è il luogo da cui tutto ha avuto inizio il 2 aprile 1725. Nonostante Casanova non amasse il conservatorismo della Serenissima, è nella città lagunare che ha forgiato la sua identità. Nel ‘700 Venezia era una città potente ma conservatrice, e Casanova, con la sua insofferenza per le regole e la sua sete di conoscenza, non poteva che entrare in conflitto con essa. La sua vita veneziana è un intreccio di ambizione, dissolutezza e un drammatico epilogo che lo costringerà all’esilio.
Per ripercorrere le tappe veneziane di Casanova non si può che iniziare da Campo San Samuele e Palazzo Grassi. Anche se la sua casa natale non esiste più, il quartiere conserva un’atmosfera unica. Era il “quartiere degli attori” (e, infatti, i suoi genitori, Gaetano Casanova e Zanetta Farussi, erano entrambi atto) e questo ha influenzato la passione per il travestimento e la teatralità della vita. Si prosegue a Murano con la Chiesa di San Cipriano che un tempo ospitava anche il seminario patriarcale di Venezia, primo luogo dell’educazione di Casanova, almeno prima di esserne espulso. Tappa poi in Piazza San Marco al Caffè Florian che, aperto nel 1720, era un punto di ritrovo per l’élite veneziana. L’esplorazione Veneziana non può che chiudersi con Palazzo Ducale e i Piombi dove fu imprigionato per libertinaggio e spionaggio. L’episodio più celebre e drammatico della vita di Casanova, così come descritto nelle “Mémoires”, è la sua rocambolesca fuga del 1756 dai Piombi. Visitare le celle dei Piombi e le stanze del Palazzo permette di rivivere l’astuzia, la disperazione e, infine, il trionfo libertà di Casnova.
La Venezia di Casanova, Immagine creata dalla AI
L’Italia di Casanova, tappe di un’avventura senza fine
Casanova ha viaggiato in tutta Italia, non solo per fuggire, ma anche per soddisfare la sua curiosità
Padova – Università e Seminario A Padova, Casanova ha studiato teologia e diritto, ma ha anche coltivato il suo spirito avventuroso. Qui ha i suoi primi contatti con il mondo accademico, che lo porteranno a una conoscenza enciclopedica. Sebbene la sua permanenza non sia stata lunga, la città universitaria, con il suo storico Palazzo del Bo, è un luogo che ha contribuito alla sua formazione intellettuale.
Milano A Milano, Casanova partecipava a salotti letterari e si dedica al gioco d’azzardo, un’altra delle sue passioni.
Roma Con la protezione del cardinale Acquaviva, Casanova è introdotto nel mondo della diplomazia. Qui incontra il Papa e frequenta l’alta società, consolidando le sue abilità diplomatiche.
Ancona Rifugio di Casanova in fuga dai debitori. La città, con il suo porto e la sua rocca, era un rifugio per i fuggiaschi e i commercianti, e Casanova la trovò affascinante.
Napoli Napoli era un luogo di fervore culturale, e Casanova si sentiva a suo agio in questa atmosfera vivace. Qui, come racconta nelle sue “Mémoires”, conobbe una ricca nobildonna, la principessa di Francavilla, e si dedicò a svariati intrighi. Un luogo da visitare per ripercorrere le sue orme è il Teatro San Carlo, centro della vita sociale oggi come allora.
Pisa Durante il suo soggiorno in Toscana, Casanova visitò Pisa, dove fu colpito dalla bellezza della Piazza dei Miracoli e dalla sua storia. Ammirò il Duomo e la Torre di Pisa, definendoli “meraviglie del mondo”. Visitare la piazza oggi è come farlo con i suoi occhi, vedendo il contrasto tra l’architettura sublime e il caos della vita che vi si svolgeva.
Bologna Casanova vi trascorse diversi periodi, frequentando l’Archiginnasio, la storica sede dell’Università, dove ebbe modo di confrontarsi con professori e intellettuali. Bologna era un centro di cultura e il luogo ideale per un intellettuale in cerca di stimoli.
Castello di Drena (Trentino-Alto Adige) Sembra un errore, ma una delle sue avventure, in cui viene accusato di truffa, lo porta a rifugiarsi in un monastero francescano a Rovereto. Da lì, si reca al Castello di Drena, un’antica fortezza medievale, per sfuggire ai suoi persecutori. Il castello, oggi visitabile, offre una vista suggestiva sulla Valle del Sarca e fa rivivere il suo momento di fuga disperata.
La conquista del mondo a Parigi
La fuga da Venezia segna l’inizio di un’odissea europea. Parigi, dove Casanova arrivò nel 1757 facendosi rapidamente strada nella società francese, divenne il suo nuovo trampolino di lancio. A Parigi, Casanova ha mostrato il suo lato più ambizioso e spregiudicato e ripercorrere le sue orme nella capitale francese permette di comprendere come un uomo senza mezzi sia riuscito a conquistare il cuore della società più sofisticata d’Europa. La città fu il teatro delle sue avventure finanziarie e delle sue conquiste sociali.
Casanova frequentò il Palazzo di Versailles, salotti letterari, Le Salons e l’Académie Françaisee teatri e la Comédie-Française. La sua passione per il teatro e la sua abilità nel destreggiarsi tra i salotti parigini gli aprirono molte porte. Sebbene molti di questi luoghi non esistano più, una passeggiata nel quartiere di Saint-Germain-des-Prés o nelle zone che ospitavano i vecchi teatri (come la Comédie-Française) ci riporta a quell’atmosfera vivace e intellettuale. E in Rue du Roi-de-Sicile Casanova ha avuto un incontro cruciale la marchesa d’Urfé, una delle figure più affascinanti della sua vita, una ricca nobildonna che credeva nella magia e nell’alchimia. Casanova sfruttò questa sua passione per ottenere denaro e influenza. La sua storia con questa nobildonna, un misto di magia, truffe e romanticismo, è un esempio perfetto di come Casanova riuscisse a mescolare il genio con la frode e opportunismo.
L’Odissea per le capitali d’Europa
Il viaggio di Casanova non si limitò a poche città, ma fu un’odissea che attraversò l’intero continente. Le sue “Mémoires”tracciano un percorso che include Londra dove visita il British Museum, che ospitava la Royal Society di cui Casanova si interessò; Berlino dove incontrò Federico il Grande, pur non riuscendo a ottenere un incarico; San Pietroburgo dove incontrò Caterina la Grande, un altro fallimento dal punto di vista professionale e Praga, una città che Casanova frequentò più volte. Qui incontrò il compositore Wolfgang Amadeus Mozart. La Casa del Giglio d’Oro (Hotel Mozart), dove Casanova soggiornò, e il Teatro degli Stati, dove Mozart compose e diresse il suo “Don Giovanni”, sono tappe fondamentali per chi vuole ripercorrere le sue orme.
La solitudine di Dux (Duchcov)
Il capitolo finale della vita di Casanova si svolse nel Castello di Dux, in Boemia (Repubblica Ceca), dove Canova si dedicò alla scrittura del suo capolavoro. A Dux, Casanova non era più il libertino o il diplomatico, ma un uomo che cercava di dare un senso alla sua vita. Qui si scopre il lato più riflessivo e malinconico del personaggio visitando il Castello di Dux (Duchcov),compresa la stanza in cui Casanova visse e la biblioteca in cui scrisse le sue “Mémoires” e i suoi giardini. Casanova, anche a Dux, mantenne la sua passione per il teatro. Allestì un piccolo teatro nel castello, che utilizzava per intrattenere gli ospiti. Questo luogo offre un’immagine completa dell’uomo che, dopo una vita di avventure, cercava la pace.
Gli appuntamenti da non perdere: Milano Beauty Week 2025
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Ormai ci siamo quasi, mancano 10 giorni esatti all’avvio della Milano Beauty Week 2025, che quest’anno si terrà dal 17 al 21 settembre. Per chi ancora non lo sapesse, MBW è la settimana dedicata alla cultura della bellezza e del benessere. Nata su iniziativa di Cosmetica Italia in collaborazione con Cosmoprof ed Esxence, è un progetto ideato per promuovere il valore sociale, scientifico ed economico del cosmetico e mettere in luce le peculiarità della filiera cosmetica italiana.
Milano Beauty Week si pone inoltre l’obiettivo di affermare il cosmetico come bene indispensabile per il benessere e l’autostima di ognuno, in tutte le età della vita, e creare maggiore consapevolezza rispetto all’essenzialità di questi prodotti che ci accompagnano quotidianamente nei gesti legati all’igiene, alla cura di sé, alla prevenzione e alla protezione.
Imprenditori, operatori ed esperti del settore, appassionati di beauty, professionisti dell’estetica e dell’acconciatura, cittadini e visitatori sono i protagonisti di questa settimana dedicata alla cultura della bellezza e del benessere, un appuntamento che in soli 4 anni dalla sua prima edizione è diventata un’attesa ricorrenza annuale.
Il palinsesto di MBW propone un ricco programma di attività, anche esperienziali, che animano non solo gli hub principali della manifestazione, ma anche le vie, le piazze, gli spazi commerciali, i luoghi d’arte e di cultura del capoluogo lombardo. Gli eventi sono declinati nei temi-guida innovazione, sostenibilità, inclusione ed emozione. Insomma, un calendario ricco di appuntamenti gratuiti e aperti a tutta la cittadinanza – prenotabili esclusivamente tramite l’app ufficiale di Milano Beauty Week.
Ma il programma quest’anno si arricchisce ulteriormente, portando nuove esperienze rispetto agli anni precedenti. Il cuore della manifestazione, con beauty corner, talk, masterclass e mostre, batterà in tre hub principali: Palazzo Giureconsulti, Palazzo Castiglioni e, per la prima volta, Palazzo Bovara. La narrazione della bellezza e del benessere si diffonderà anche in altre aree della città con i Beauty Cube, i Beauty Tram, la Beauty Saturday Night e attraverso tour e passeggiate olfattivi. Inoltre, Milano accoglierà la settima arte con la proiezione del cortometraggio “Via Bellezza 11” inedito ideato da OffiCine-IED in collaborazione con Cosmetica Italia, mentre la serata conclusiva della manifestazione sarà celebrata sul prestigioso palcoscenico del Teatro alla Scala: qui, per la prima volta, saranno svelati i vincitori del Premio Accademia del Profumo 2025 e, al termine della premiazione, gli allievi della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala omaggeranno il pubblico partecipante con lo spettacolo “Gesti di Bellezza”. Infine, diversi comuni italiani, tra cui Crema, Lodi, Firenze e Venezia, aderiranno alla manifestazione con degli spin-off della Milano Beauty Week ricchi di eventi paralleli e iniziative diffuse che valorizzeranno il proprio legame con il mondo della cosmetica e con il capoluogo lombardo.
Trovate tutte le informazioni sugli eventi, le aziende aderenti e su come partecipare al sito https://www.milanobeautyweek.it/it/
Pensieri stupendi a Modena
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Pensieri stupendi a Modena, ma anche a Carpi e a Sassuolo, dove dal 19 al 21 settembre va in scena la 25° edizione del festivalfilosofia dedicato quest’anno alla Paideia, parola greca che rinvia all’educazione e alla formazione dell’uomo. Più di cinquanta lezioni magistrali di protagonisti della scena culturale italiana e internazionale, oltre a mostre e installazioni, spettacoli dal vivo e concerti, giochi e laboratori, film e cene filosofiche con menù dedicati nelle tante osterie del territorio, per una tre giorni di Festival che, per l’occasione, cambia il volto di Modena, Carpi e Sassuolo con piazze, cortili, centri storici e siti monumentali che divengono spazi aperti, comuni e diffusi di formazione e di conversazione grazie agli oltre duecento eventi gratuiti. Il festivalfilosofia permette quindi di esplorare i grandi interrogativi esistenziali, allenare il pensiero critico e creativo, riappropriarsi dei luoghi comuni con uno sguardo nuovo e riscoprire il piacere del dialogo autentico, ed è una occasione di viaggio ideale per scoprire Modena, capitale del Ducato d’Este, e i suoi dintorni, un territorio ricco di storia, tradizioni ed eccellenze.
Foto: Cinzia
Tra una presentazione e un evento si passeggia tra le dimore storiche delle tre città del Festival: Palazzo Ducale di Modena (sede dell’Accademia Militare); il Palazzo Pio di Carpi che ospita i musei del borgo e il Palazzo Ducale di Sassuolo luogo di “delizia” della famiglia d’Este dotato persino di una pescheria, il cosiddetto “Fontanazzo”; si visita la millenaria Abbazia di Nonantola nell’omonima frazione a nordest del capoluogo; ci si perde nei borghi medievali dei dintorni come la vicina Castelvetro; si esplorano le colline dei dintorni punteggiate da rocche come il Castello di Levizzano Rangone, quello di Montegibbio, la Rocca di Vignola e il vicino Palazzo Contrari-Boncompagni dove ammirare la scala a chiocciola progettata da Jacopo Barozzi.
L’attenzione a Modena non può che convergere sulla Cattedrale progettata dall’architetto Lanfranco nell’XI secolo che, insieme a Piazza Grande e alla torre pendente Ghirlandina, è stata dichiarata Patrimonio Unesco nel 1997. Da non perdere i bassorilievi di Wiligelmo sulla facciata che narrano storie bibliche, di santi, cicli delle stagioni, miti e favole. Sulla porta della Pescheria si trova persino il ciclo di racconti di Re Artù raffigurato decenni prima dei stessi testi di Goffredo di Monmouth. E, proprio a pochi passi dal Duomo di Modena, ironia della sorte, hanno avuto origine le figurine Panini a cui è dedicato un apposito museo a Palazzo Santa Margherita e una piccola scultura murale che riprende la rovesciata di Carlo Paola, simbolo della Panini. Sempre in Piazza Grande è interessante visitare il Palazzo Comunale, sede del Municipio fin dall’epoca Medievale dove, nelle sale storiche, è custodita sotto stretta sorveglianza la Secchia Rapita frutto di una disputa con Bologna. Nei week end su prenotazione si può anche salire nei sottotetti del Municipio e visitare (a 5 euro) l’Acetaia Comunale che custodisce tre batterie curate dalla Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Spilamberto.
Foto: Cinzia
Ma Modena è anche la capitale della Motor Valley emiliana. Qui è nato Enzo Ferrari, il Drake, patron della Ferrari a cui sono dedicati musei (a iniziare dal Museo Enzo Ferrari, progettato da Jan Kaplický, che oltre alla casa natale del fondatore del Cavallino Rampante ospita uno spazio espositivo), ristoranti e piatti. A pochi chilometri di distanza, a Maranello, il Museo Ferrari racconta invece l’evoluzione tecnica e stilistica del marchio. Sempre a Modena gli stabilimenti Maserati propongono tour guidati. In meno di mezz’ora di auto si possono poi scoprire le supercar Pagani a San Cesario sul Piano, il museo Lamborghini di Sant’Agata Bolognese e il museo Bugatti a Campogalliano.
Da non perdere un tour dei sapori. Modena è infatti una delle capitali dell’enogastronomia italiana tanto da ospitare in città e nei dintorni appositi musei dedicati alle porpie eccellenze come quelli del Balsamico Tradizionale di Spilamberto, della Salumeria Villani a Castelnuovo Rangone, del Rosso Graspa a Castelvetro o la Galleria Chiarli dedicata al Lambrusco presso la Tenuta Cialdin.
A Londra e dintorni per il back to Hogwarts
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A Londra e dintorni per celebrare il back to Hogwarts nei luoghi dei film. Il 1° settembre è la data che segna il ritorno a Hogwarts, la scuola di magia più famosa del Regno Unito dove J.K. Rowling ha ambientato la serie di libri di Harry Potter a cui sono seguiti otto film (e presto una nuova serie tv di Hbo). A Londra sono numerose le agenzie turistiche che offrono tour a piedi che coprono le location cinematografiche più famose prestate dalla capitale del Regno Unito agli studi cinematografici della Warner , tour che spesso includono un test sulle Case di Hogwarts. Ma sarebbe un peccato fermarsi a Londra. Sono infatti numerosi i castelli e le cattedrali del Regno Unito che hanno offerto i loro spazi nella creazione cinematografica di Hogwarts e sono tutti da visitare, non solo per ripercorrere le tappe di Harry Potter.
Per chi vuole approfittare di un viaggio nel Regno Unito per immergersi nella magia dei libri e rivivere l’atmosfera dei film, ecco le principali tappe.
A Londra con Harry Potter Foto: Cinzia
1.Londra – King’s Cross Station e il Binario 9 ¾
King’s Cross Station a Londraè il luogo più iconico per celebrare il “Ritorno a Hogwarts” il 1° settembre anche se non sono più in programma, per motivi di sicurezza, eventi dal vivo. Il Binario 9 ¾, da cui ogni 1° settembre parte il treno per Hogwarts è ovviamente fittizio, ma da tempo ormai la stazione ospita un’installazione con un carrello portabagagli che scompare a metà nel muro, oltre a un negozio di souvenir a tema.
2. Il “vero” viaggio per Hogwarts
Il tragitto che si vede nei film per arrivare a Hogwarts è ispirato a un percorso ferroviario reale in Scozia: la West Highland Line a bordo de The Jacobite Steam Train. Il viaggio da Fort William, nel cuore delle Highlands, a Mallaig dura circa due ore per tratta e copre 135 km tra scenari alpini, laghi e radure. Il momento culminante del viaggio è l’attraversamento del famoso Viadotto di Glenfinnan, l’iconico ponte ad archi che si vede nei diversi film, come quando la Ford Anglia sorvola il treno in Harry Potter e la Camera dei Segreti. Il treno rallenta per permettere ai passeggeri di ammirare e scattare foto al panorama circostante. Le locomotive e le carrozze a vapore sono proprio quelle utilizzate in diverse scene dei film di Harry Potter.
I biglietti per il Jacobite Steam Train devono essere prenotati con larghissimo anticipo (anche mesi prima), poiché i posti si esauriscono molto velocemente a causa della popolarità del treno. Il servizio è attivo da aprile a ottobre, con corse mattutine e pomeridiane (da maggio a settembre). I prezzi variano in base alla classe e al periodo. Un biglietto di andata e ritorno per un adulto in classe standard costa circa 70 sterline. Per raggiungere Fort William da Londra, il modo più pratico è prendere un treno da London Euston per Fort William, anche se il viaggio è lungo (circa 5-6 ore) e spesso richiede cambi. Si può anche optare per un volo fino a Glasgow o Edimburgo e poi proseguire in treno o in autobus.
3.Warner Bros. Studio Tour London – The Making of Harry Potter
Appena fuori Londra, aLeavesden (Watford, appena fuori Londra), i Warner Bros Studio ospitano i set creati per i film, tra cui la Sala Grande, il Binario 9 ¾ (con la locomotiva dell’Hogwarts Express), Diagon Alley, l’Ufficio di Silente e molto altro. Da vedere anche i costumi e gli oggetti di scena dei film. I set saranno utilizzati anche dalla prossima serie Hbo in via di lavorazione.
4.Le orme di Harry Potter a Londra
Tra le location dei film di Harry Potter più famose nella capitale del Regno Unito ci sono:
Millennium Bridge che viene distrutto nel sesto film (Il Principe Mezzosangue) dai Mangiamorte
Leadenhall Market utilizzato come ingresso a Diagon Alley e al Paiolo Magico nel primo film (La Pietra Filosofale)
Australia House i cui esterni sono stati usati come la Banca Gringott.
Piccadilly Circuspresente nella scena della fuga dal matrimonio nel settimo film (I Doni della Morte – Parte 1).
5- I “veri” luoghi di Hogwarts
Scovare classi, corridoi e panorami che hanno ricreato sullo schermo Hogwarts è particolarmente suggestivo e porta alla scoperta di luoghi iconici della storia del Regno Unito.
-Gloucester Cathedral (i corridoi di Hogwarts)
Splendida cattedrale millenaria, famosa per l’architettura e per la tomba di re Edoardo II. Le origini della cattedrale risalgono al VII quando venne fondata una piccola comunità attorno a una chiesa e a un monastero dal principe Orsic, ma la struttura attuale deriva anche dalla ristrutturazione gotica del XIV e XV secolo quando i pellegrinaggi sulla tomba di re Edoardo II portarono grandi entrate nelle casse della abbazia romanica. Entrambi gli stili, romanico e gotico perpendicolare, coesistono. I chiostri con le spettacolari volte a ventaglio, le navate con le imponenti colonne romaniche, la grande vetrata orientale del XIV (all’epoca era la vetrata più grande al mondo) e la cripta che, con la sua storia millenaria, è la parte più antica della cattedrale, sono tra i punti di maggior interesse.
Vi si arriva in treno (dalla stazione di London Paddington) con un viaggio di circa due ore. La cattedrale, raggiungibile in pochi passi dalla stazione, è accessibile con un ingresso su donazione (5 sterline) da cui possono essere escluse attrazioni particolari.
Chiostri e corridoi della Cattedrale di Gloucester sono stati utilizzati per in numerose scene che mostrano il castello di Hogwarts. In particolare Qui è stata girata la scena con il Troll, l’apparizione della scritta “La Camera dei Segreti è stata aperta” (ne La Camera dei Segreti), l’accesso alla sala comune di Grifondoro (anche se l’ingresso vero è un set) e l’interno del corridoio che conduce all’aula delle lezioni di Trasfigurazione.
– Lacock Abbey (Classi e Interni)
Lacock è un pittoresco villaggio storico, tra i più noti delle Cotsolds, sviluppatosi attorno a un’antica abbazia risalente al XIII secolo. Lacock Abbey ha origine nel 1232 per opera di Ela, contessa di Salisbury, per poi divenire casa di campagna di ispirazione rinascimentale in epoca Tudor, essere oggetto di trasformazioni di gusto gotico con John Ivory Talbot nel ‘700 e casa vittoriana nell’800. Si visita anche il museo della fotografia dedicato a William Henry Fox Talbot, pioniere di quest’arte e originario di Lacock. Il villaggio, con i suoi cottage in pietra, i pub tradizionali e le strade acciottolate, è perfetto per per immergersi nella tranquillità della campagna inglese, ammirando ammirare i pittoreschi cottage, la Chiesa di St. Cyriac del XV secolo e i giardini curati.
Lacock si raggiunge in trenodalla stazione di London Paddington fino a Chippenham Station, con un viaggio di circa 1 ora e 10 minuti, e successivamente è necessario prendere un autobus locale (Bus n. 234/235) o un taxi per i circa 8 km che separano Chippenham da Lacock. L’ingresso all’Abbazia e al villaggio gestito dal National Trust è a pagamento (20 sterline per adulto).
Le stanze e i chiostri dell’abbazia sono stati utilizzati come aule e corridoi di Hogwarts. Si possono riconoscere l’aula del professor Raptor, l’aula di Pozioni del professor Piton, il luogo dove Harry trova lo Specchio delle Brame, i chiostri dove il trio (Harry, Ron ed Hermione) passeggia e la casa in cui si nasconde il professor Lumacorno. Il villaggio di Lacock è stato usato come ambientazione per il villaggio natale di Harry, Godric’s Hollow.
– Christ Church College, Oxford (ispirazione per la Sala Grande)
Christ Church College èuno dei college storicamente più importanti dell’Università di Oxford. Il collegio è stato fondato nel 1546 per volere di Enrico VIII (ma le donne vi sono state ammesse solo nel 1978) e ospita al suo interno la cattedrale che funge sia da cappella del college, sia da cattedrale della città (la più piccola cattedrale d’Inghilterra). Il Tom Quad, il cortile più grande di Oxford, con la sua imponente Tom Tower progettata da Sir Christopher Wren, è un capolavoro di design e con i suoi 101 ritocchi notturni segna l’ora di chiusura di tutti i collegi. Da vedere la Grande Sala (Great Hall), maestosa sala da pranzo con il suo soffitto a travi, i ritratti di illustri ex allievi e le vetrate colorate; la scalinata gotica, che conduce alla Grande Sala e la Christ Church Picture Gallery, una galleria con una notevole collezione di dipinti e disegni di antichi maestri, tra cui opere di artisti come Leonardo da Vinci e Michelangelo. Sul Christ Church Meadow, unvasto spazio verde aperto al pubblico, si possono osservare mucche al pascolo e godersi una passeggiata tranquilla lungo i fiumi Tamigi e Cherwell.
Oxford è facilmente raggiungibile in treno da Londra Paddington in circa un’ora. La Christ Church si trova a breve distanza a piedi dalla stazione dei treni. In alternativa da Victoria Station esiste anche un’offerta di percorso in bus, con Bus National Express o The Oxford Tube, per cui occorre calcolare all’incirca due ore.
L’ingresso al Christ Church è a pagamento (a seconda del giorno e della stagione il biglietto costa tra le 20 e le 24 sterline) e i biglietti devono essere prenotati online in anticipo, specialmente in alta stagione. Verificare gli orari di apertura, che variano in base alle attività universitarie.
Sebbene la Sala Grande di Hogwarts nei film sia un set negli Studio Tour, la sua architettura e in particolare la scalinata che porta alla sala del college di Christ Church hanno ispirato il design del set. La scalinata in pietra (The Great Staircase) è stata usata in diverse scene, inclusa l’accoglienza dei nuovi studenti da parte della Prof.ssa McGranitt e la scena di Harry con Silente dopo aver scoperto lo Specchio delle Brame.
-La Goathland Station (Hogsmeade)
Questa piccola stazione ferroviaria è stata utilizzata come location per Hogsmeade e per la stazione ferroviaria di Hogwarts. È un luogo iconico per i fan. La stazione stessa è una splendida struttura vittoriana, accuratamente conservata, che offre un’idea di com’era viaggiare in treno in un’epoca passata. I visitatori possono ammirare il tipico design, la biglietteria e la cabina del segnalatore. Goathland si trova sulla North Yorkshire Moors Railway, una ferrovia storica che offre viaggi a bordo di treni a vapore o diesel. È possibile fare un giro panoramico tra le incantevoli brughiere del North York Moors National Park o scendere dal treno e dedicarsi alle passeggiate (il “Rail trail” segue il vecchio percorso ferroviario fino al villaggio di Grosmont, in alternativa si può raggiungere la pittoresca Mallyan Spout Waterfall). A pochi passi dalla stazione si trova il tranquillo villaggio di Goathland, dove le pecore pascolano liberamente e si possono trovare negozi di souvenir, sale da tè e pub accoglienti. Raggiungere Goathland Station è tuttavia abbastanza complesso: occorre prendere un treno da Londra King’s Cross per York (circa 2 ore), poi da York per Whitby e Whitby o da Pickering. L’ultimo tratto si percorre con il treno storico a vapore della North Yorkshire Moors Railway che si ferma a Goathland.
–Castello di Alnwick (Lezioni di Quidditch)
Il Castello di Alnwick è ilsecondo castello abitato più grande del Regno Unito. Famoso per la sua architettura e i bellissimi giardini, il castello di Alnwick è della famiglia Percy, duca e duchessa di Northumberland, dal 1309. Le origini della fortezza risalgono al periodo normanno, al 1096, a protezione dei confini. Qui si ammirano le State Rooms, le stanze di rappresentanza decorate con opere d’arte e arredi preziosi, e si ammirano le diverse collezioni tra cui quella dedicata al reggimento Northumberland e i reperti archeologici. Da non perdere la visita ai giardini che, oltre a quelli ornamentali, includono la famosa “Poison Garden”, una collezione di piante velenose e narcotiche, e una spettacolare casa sull’albero (Treehouse). Il castello spesso ospita eventi a tema Harry Potter ed eventi interattivi per famiglie.
Per raggiungere il Castello di Alnwick occorre prendere un treno da London King’s Cross per Alnmouth Station (circa 3 ore e 40 minuti di viaggio) e successivamente un taxi o un autobus locale (Bus X15 o X18) fino al castello (circa 15 minuti). L’ingresso al Castello di Alnwick (chiuso in inverno) costa 21,55 sterline giardini esclusi.
Questo imponente castello in Northumberland è stato la location esterna principale per Hogwarts nei primi due film. Qui si sono svolte le famose scene della prima lezione di volo con la scopa di Harry. È stata anche la location dell’incidente della Ford Anglia in La Camera dei Segreti. Oltre a rivivere la famosa scena della lezione di volo di Madama Bumb, si può ammirare l’arco d’ingresso dove gli studenti arrivano per la prima volta a Hogwarts.
-Cattedrale di Durham (l’aula della professoressa McGranitt)
La Cattedrale di Durham è un sito di importanza storica, architettonica e religiosa (ospita le spoglie di San Cuthbert, il santo patrono del Nord dell’Inghilterra, e del Venerabile Beda, un celebre storico anglosassone) riconosciuta patrimonio universale dell’umanità dall’Unesco insieme al castello della città, antica fortezza normanna che è stata per secoli la residenza dei principi-vescovi di Durham. La Cattedrale è considerata uno dei migliori esempi di architettura normanna in Inghilterra. La sua volta a crociera in pietra è stata un’innovazione rivoluzionaria che ha influenzato l’architettura gotica successiva.
Il modo più rapido per arrivare a Durham da Londra è prendere un treno diretto dalla stazione di London King’s Cross. Il viaggio dura circa 3 ore e i treni sono gestiti principalmente da LNER (London North Eastern Railway). È anche possibile prendere un autobus da London Victoria Coach Station a Durham. Il viaggio è più lungo (circa 6-7 ore) ma generalmente più economico. Una volta arrivato alla stazione di Durham, la cattedrale si trova a circa 15 minuti a piedi.
L’ingresso alla cattedrale è gratuito, ma viene incoraggiata una donazione di circa 5 sterlina per persona per aiutare a sostenere i costi di manutenzione e conservazione. Ci sono, tuttavia, costi separati per l’ingresso ad alcune attrazioni specifiche, come il museo e la salita sulla torre.
La Cattedrale di Durham, nel Nord-Est dell’Inghilterra, è stata un’importante location per le riprese dei primi due film di Harry Potter. In particolare il Chiostro è stato usato per le scene in cui Harry, Ron ed Hermione camminano tra una lezione e l’altra a Hogwarts; la Sala Capitolare è stata trasformata nell’aula della professoressa McGranitt e nel Cortile del Chiostro (Cloister Garth) è stata girata la scena in cui Harry fa volare Edvige durante il primo inverno a Hogwarts.
Settembre, il mese delle opportunità
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Altro che ripiego! Viaggiare a settembre non è una consolazione per chi non è partito ad agosto, ma una scelta strategica, una mossa intelligente per chi cerca l’equilibrio perfetto tra clima, costi e comfort. L’alta stagione, con la sua frenesia e i suoi prezzi gonfiati, lascia infatti spazio a un’esperienza di viaggio più autentica. Settembre offre una perfetta combinazione di temperature piacevoli, giornate ancora lunghe, affluenza lontana dai picchi di overtourism e dalla movida ferragostana, e prezzi accessibili. Le temperature più miti favoriscono escursioni, passeggiate nei centri storici, esplorazioni di siti archeologici e visite culturali che sarebbero altrimenti proibitive durante la canicola estiva.
Mare e relax senza folla
Per chi sogna l’ultimo tuffo in acque cristalline senza dover sgomitare per un posto al sole, settembre offre il meglio del mare italiano e non solo a prezzi d’occasione (sui motori di ricerca si trovano pacchetti anche a 300 euro circa a settimana), una vera manna dal cielo per i viaggiatori last minute.
Salento: il fascino autentico del tacco d’Italia Con le sue spiagge dai colori caraibici come Baia dei Turchi, i Laghi Alimini e Pescoluse e la baia di Porto Selvaggio immersa nella pineta, il Salento a settembre si spoglia delle masse turistiche, offrendo una sensazione di pace quasi inaspettata. Ma il fascino non si ferma alla costa. L’autenticità di questa terra si svela nelle sue sagre e feste di paese, dove il profumo del cibo e le note della taranta (e non solo) riempiono l’aria. Per i SS. Medici, tra il 24 e il 27 settembre, è festa quasi ovunque). Tra la “Sagra della Fucazza” a Lequile (il 16 e il 17 settembre), la “Sagra della Puccia” a Cocumola, Minervino (il 9 settembre), la “Festa della Trippa” ad Acaya, Vernole (dal 10 al 12 settembre), la “Sagra della Pagnotta e del Vino a Galatona (il 7 e l’8 settembre), la “Sagra del Maiale” a Villa Baldassarri (il 9 e il 10 settembre), i viaggiatori possono assaporare i veri sapori della tradizione, scoprendo un Salento genuino che l’alta stagione spesso nasconde.
Settembre è il momento giusto anche per esplorare la storia del Salento, visitando la Cattedrale di Santa Maria Annunziata di Otranto con la cappella dedicata ai martiri e il suo sontuoso mosaico pavimentale dedicato, mille anni fa, all’albero della vita dove i personaggi delle storie bibliche si uniscono a figure mitiche e storiche e a segni zodiacali, esplorando il Castello di Gallipoli, ammirando il ciclo di affreschi trecenteschi della Basilica di Santa Caterina di Galatina e perdendosi tra le vie barocche di Lecce e di Nardò. Non solo musei e chiese: settembre è perfetto per vivere il Salento con lentezza, esplorando a piedi o in bici le vie dell’entroterra, meno battute e ricche di sorprese.
Immagine di CInzia
Sardegna: l’isola a prezzi “da urlo” Se l’idea di una settimana di vacanza a un prezzo “da urlo” sembra impossibile, la Sardegna a settembre può far cambiare idea. I pacchetti volo e hotel partono da cifre sorprendentemente basse, a volte anche sotto i trecento euro a persona. E l’isola offre molteplici opportunità di vacanza ed esplorazione. Chia, nel Sud-Ovest della Sardegna, ad esempio, con le sue spiagge di sabbia bianca e le sue acque trasparenti potrebbe sembrare una destinazione tropicale. Qui si può percorrere l’antica strada romana e visitare l’oasi naturalistica di Is Cannoneris. Un tour in barca per vedere i delfini o un’escursione in veliero nell’arcipelago sono solo alcune delle esperienze che trasformano una vacanza al mare in
Sicilia: San Vito Lo Capo tra mare e sapori In Sicilia, rotta su San Vito Lo Capo dove, oltre alle belle spiagge e alla possibilità di fare escursioni nella Riserva dello Zingaro, tra calette immerse nella macchia mediterranea e sentieri tracciati tra antiche grotte, a settembre si può partecipare al “Cous cous fest” di San Vito Lo Capo, un festival gastronomico internazionale in programma quest’anno dal 19 al 28 settembre. Da non perdere una visita alla tonnara del Secco, chiusa nel 1969, per un tuffo nel passato. Monte Cofano e Monte Monaco sono infine ideali per smaltire le delizie gastronomiche assaggiate nel corso del festival, mentre le falesie della costa di Castelluzzo sono perfette per gli amanti dell’arrampicata.
Isole Canarie: l’eterna primavera a un passo da casa LeIsole Canarie, come Tenerife, sono un’ottima scelta per chi cerca sole, mare e avventura. Andarci a settembre significa godere di un clima che non ha nulla da invidiare all’estate, con temperature medie tra i 20 e i 27 gradi e le acque dell’Atlantico ancora piacevolmente calde per il nuoto e gli sport acquatici. La minore affluenza turistica rende l’esplorazione dell’isola più piacevole, che sia per rilassarsi sulle spiagge o per esplorare la natura selvaggia del Parco Nazionale del Teide. Si possono praticare sport acquatici come il surf e il windsurf, fare escursioni in barca per avvistare balene e delfini, o percorrere i sentieri vulcanici. I pacchetti volo e hotel per le Canarie partono da soli 270 euro, confermando il notevole risparmio rispetto all’alta stagione.
Croazia: vicina, accessibile, sorprendente La Croazia è un’altra destinazione ideale per un soggiorno balneare a prezzi contenuti e propri dietro casa per così dire. A settembre, la folla diminuisce ma il clima resta caldo, rendendo le spiagge celebri come quelle di Krk e Hvar ideali per il relax. Ma la Croazia non è solo mare. Città d’arte come Dubrovnik e Spalato offrono un’esperienza culturale e storica di prim’ordine. Si può camminare lungo le mura di Dubrovnik senza la ressa di agosto o esplorare il Palazzo di Diocleziano a Spalato in tutta tranquillità. I pacchetti per una settimana con volo incluso partono da 300 euro, rendendo la Croazia una delle opzioni più interessanti per una vacanza di mare (e non solo) in Europa.
Grandi regni e capitali
Settembre è il mese d’oro per le capitali europee, dove il clima mite e la minore affluenza permettono di vivere la cultura e la storia senza stress.
Praga: il sogno medievale senza calca Nota per il suo fascino medievale, Praga a settembre è un sogno per chi ama passeggiare. Il clima perfetto e i tempi di attesa ridotti rendono piacevole ammirare l’Orologio Astronomico, attraversare il Ponte Carlo e visitare il Castello di Praga senza la calca tipica dell’estate. Anche i prezzi sono accessibili. Per un tour guidato della città è bene calcolare 54 euro a persona, mentre un pacchetto combinato per il Castello e una crociera sul fiume a partire da 46.90 euro. Il mese è animato da eventi come la festa del vino novello in programma al Castello il 15 e il 16 settembre e la festa della vendemmia in programma dal 6 all’8 settembre nella città di Mikulov che propone in chiusura un atteso spettacolo pirotecnico.
Budapest tra eleganza e benessere Conosciuta per la sua atmosfera elegante, Budapest offre a settembre un’esperienza indimenticabile. Oltre a visitare il Parlamento Ungherese e il Castello di Buda, è d’obbligo un bagno rigenerante nelle famose terme Széchenyi, con un ingresso giornaliero che costa circa 37 euro. Per ammirare la città da una prospettiva unica, si può optare per una crociera sul Danubio, magari al crepuscolo, un’esperienza magica che non svuoterà il portafoglio (prezzi a partire da 12 euro per un tour di un’ora).
Egitto, la terra dei Faraoni senza caldo estremo Passaporto alla mano infine, settembre è il momento ideale per visitare la terra dei Faraoni, l’Egitto, unendo storia e relax. Il caldo estivo “sta svanendo”, rendendo le visite ai siti storici, come la Valle dei Re o il Tempio di Karnak, molto più sopportabili rispetto ai mesi precedenti. Questo periodo offre anche un vantaggio economico significativo, con prezzi inferiori rispetto all’alta stagione, sia per i tour che per le crociere sul Nilo.
La costa del Mar Rosso, con località come Marsa Alam e Hurghada, è poi un paradiso per gli amanti del mare e dello snorkeling. Le temperature diurne sono leggermente più alte, ma costantemente rinfrescate da una leggera brezza marina. I pacchetti vacanza all-inclusive a Marsa Alam sono particolarmente convenienti, con offerte a partire da 226 euro a persona.
Il gusto dell’avventura in bassa stagione
Settembre è il momento perfetto per esplorare il territorio, approfittando dei percorsi a piedi e godendo delle avventure offerte dalla destinazione.
Costiera Amalfitana: trekking con vista tra cielo e mare La Costiera Amalfitana a settembre offre l’opportunità unica di apprezzare uno dei paesaggi più belli d’Italia senza il caos dell’alta stagione. Le temperature più miti sono ideali per il trekking sul Sentiero degli Dei, un percorso che si snoda tra Agerola e Nocelle, regalando panorami unici su Positano e l’isola di Capri. È il momento perfetto per esplorare con calma borghi come Positano, Amalfi e Ravello, meno affollati e più autentici. Si possono fare escursioni in barca per scoprire calette nascoste o semplicemente godersi un pranzo in uno dei ristoranti con vista, assaporando i sapori locali.
Monti Sibillini e la magia del foliage A cavallo tra Umbria e Marche, i Monti Sibillini offrono uno spettacolo unico a settembre: l’inizio del foliage. Le escursioni diventano un’esperienza cromatica, con i boschi che si tingono di rosso, arancione e giallo. È il momento ideale per percorrere i sentieri che portano a laghi incantati come quello di Fiastra o per scoprire borghi storici come Visso e Norcia, ancora in fase di ricostruzione ma carichi di bellezza. La temperatura mite e l’aria frizzante rendono ogni camminata una vera boccata d’ossigeno, lontano dal caldo estivo e dal turismo di massa.
Parco delle Alpi Marittime, dove la montagna che abbraccia il mare Il Parco delle Alpi Marittime in Piemonte rappresenta una destinazione perfetta per chi ama la natura selvaggia. A settembre, le prime nevicate sono ancora lontane e i sentieri sono perfettamente agibili. La minore presenza di escursionisti rispetto ad agosto permette di immergersi completamente nel silenzio della montagna. È il momento ideale per osservare la fauna selvatica, come stambecchi e camosci, e per raggiungere rifugi e laghi alpini come il Lago delle Portette. Il Parco è facilmente accessibile dalla costa, offrendo un contrasto affascinante tra il paesaggio alpino e la vicinanza del Mar Ligure, un’esperienza che pochi altri luoghi possono offrire.
Marocco: un’avventura nel deserto Uscendo dai nostri confini, anche il Marocco gode di un clima favorevole a settembre, con una temperatura media giornaliera di 22,9 gradi. Tour organizzati di 7-11 giorni, che combinano città imperiali come Marrakech e deserto, partono da 699 euro a persona, offrendo un’esperienza culturale indimenticabile a prezzi accessibili, lontano dall’afa e dalla ressa dell’alta stagione.
Bali, l’isola degli Dei Per chi sogna mete esotiche, Bali è una destinazione ideale anche a settembre per gli amanti dell’avventura grazie alle temperature piacevoli tra i 26 e i 27 gradi, la bassa umidità e le precipitazioni sono scarse che contraddistinguono il periodo. Le acque del mare sono calme ideali per gli sport acquatici. Ma l’avventura a Bali non si esaurisce qui: si possono programmare escursioni sul Monte Batur per un’alba indimenticabile, esplorare templi e risaie con tour privati, o nuotare con i delfini a Lovina.I tour privati per visitare i templi partono da circa 55 euro a persona per due persone.
Perché (e dove) pagare per vendemmiare
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Perché pagare per vendemmiare? Undici anni fa aveva fatto scalpore la proposta dell’azienda toscana di Sting (Il Pelagio) di partecipare alla raccolta dell’uva e delle ulive alla modica cifra di 260 euro al giorno circa. Oggi dall’azienda agricola di Sting non giungono notizie in merito, mentre sono molte le aziende agricole e le cantine che stanno proponendo esperienze turistiche in vigna proprio per partecipare alla vendemmia. Se non si conoscono parenti, amici e amici di amici che possano aprire le porte a uno dei principali appuntamenti dell’anno agricolo, approfittare di queste occasioni per avvicinarsi a un mondo solitamente riservato agli addetti ai lavori, permette di toccare con mano il processo di trasformazione dell’uva, offrendo un punto di vista concreto e didattico sul ciclo del vino. E niente paura! Le esperienze di vendemmia dalle cantine proposte ai wine lovers, sono molto di più e molto altro che momenti di fatica e lavoro nei campi.
L’esperienza sensoriale
Partecipare alla vendemmia significa immergersi in un’esperienza sensoriale completa. Non si tratta solo di tagliare grappoli, ma di camminare tra i filari, sentendo il profumo dell’uva matura e il fruscio delle foglie. È l’opportunità di sporcarsi le mani, di percepire la consistenza degli acini, di imparare a distinguere tra le diverse varietà. I vignaioli, custodi di un sapere antico, guidando gli ospiti in questo percorso, svelando i segreti di una tradizione millenaria. Spesso, l’esperienza culmina con il momento più conviviale: la pigiatura, che in alcune cantine viene ancora fatta a piedi, per la gioia di grandi e piccini.
Vino, cibo e cultura
Una giornata di vendemmia in vigna non si esaurisce con la raccolta. Molte aziende offrono un programma completo che abbina il lavoro in campo a momenti di relax e scoperta di prodotti locali a chilometro zero, accompagnati ovviamente dal vino prodotto in loco. Questo è il vero cuore dell’esperienza: condividere, ridere e unire in un solo brindisi i winelovers con chi il vino lo fa per lavoro e passione.
La selezione
Ecco alcune proposte in diverse regioni d’Italia, con dettagli pratici per chi desidera partecipare. Le date sono indicative, legate alla maturazione dell’uva, per cui la prenotazione è sempre consigliata. Dato che le date della vendemmia sono strettamente legate alle condizioni climatiche e alla maturazione dell’uva (che variano di anno in anno e anche tra i diversi vitigni), e che i prezzi possono subire variazioni, è fondamentale consultare sempre il sito ufficiale di ciascuna cantina o contattarli direttamente per ottenere le informazioni più aggiornate e precise riguardo date, orari, prezzi e disponibilità per la stagione in corso visto le vendemmie principali del 2025 sono in arrivo.
Cantina Gianni Ramello – La Morra (Cuneo)
In uno dei paesaggi più noti per la produzione di Barolo e Barbaresco, la Cantina Gianni Ramello organizza giornate di “Vendemmia didattica” che iniziano alle 10 di mattina.L’esperienza non è una simulazione, ma un coinvolgimento diretto nella raccolta. I partecipanti, dopo una breve introduzione sulle tecniche e sui vitigni locali, si uniscono ai vignaioli per tagliare i grappoli. Successivamente, si assiste e si partecipa alle prime fasi della vinificazione in cantina. Per chi vuole è possibile provare la pigiatura fatta con i piedi. Il programma prosegue con un pranzo che unisce i sapori del territorio ai vini prodotti dalla cantina.
Quando: Al momento le date disponibili sono a settembre (il 5, 6, 7, 12, 13, 14, 19, 20, 26, 27, 28) e a ottobre i 3,4, 10, 11 e 12.
Dove: Cantina Gianni Ramello, La Morra (CN).
Prezzo: 50 euro a persona, che include l’esperienza in vigna, la visita in cantina e il pranzo con degustazione.
Come iscriversi: È necessaria la prenotazione tramite il sito web della cantina o i contatti diretti.
Perché farlo: L’esperienza offre un contatto diretto con un’azienda a conduzione familiare che lavora in una zona di alto valore vitivinicolo. Partecipare alla vendemmia in un luogo simbolo del vino italiano, con la guida di chi vive quotidianamente la vigna, permette di comprendere a fondo le ragioni della qualità del prodotto finale.
Le Manzane – San Pietro di Feletto (Treviso)
La Cantina Le Manzane organizza un evento che unisce la vendemmia alla solidarietà sulle colline del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg. La “Vendemmia Solidale”, giunta ormai alla 14° edizione, è una giornata di festa che si propone di raccogliere fondi per associazioni benefiche locali. Quest’anno l’incasso sarà devoluto a “In My Father House” in Ghana per finanziare la costruzione di una scuola. I partecipanti si impegnano nella raccolta dell’uva, che viene poi trasformata in vino, il Prosecco Solidale, il cui ricavato viene devoluto. Nel corso della giornata non mancano musica dal vivo, tour in cantina, spettacoli con i burattini, finger food e merenda.
Quando: Il 7 settembre
Dove: Cantina Le Manzane, San Pietro di Feletto (TV).
Prezzo: È richiesta una quota di partecipazione che viene interamente devoluta.
Come iscriversi: Le iscrizioni si effettuano online scrivendo a info@lemanzane.it o tramite contatti diretti con la cantina. I posti sono limitati per garantire la gestione dell’evento.
Perché farlo: Partecipare alla Vendemmia Solidale di le Manzane non si limita vivere un’esperienza turistica pura, ma significa contribuire a una causa sociale
Cantina Costantini – Genzano (RM)
Nel cuore dei Castelli Romani, la Cantina Costantini propone due programmi: “Un giorno da Vignaioli” e“Grappoli di Stelle”. La prima esperienza di vendemmia dopo una parte teorica porta i partecipanti in vigna per un’ora, seguono merenda e pigiatura dell’uva con i piedi nelle tinozze, torchiatura delle uve, introduzione alla degustazione e pranzo o cena. Per quanto riguarda la vendemmia in notturna (la scelta di vendemmiare di notte è legata a ragioni tecniche: le temperature più basse favoriscono la conservazione delle caratteristiche organolettiche dell’uva) si inizia invece nel tardo pomeriggio con una presentazione e un brindisi di benvenuto per proseguire con una visita all’azienda con degustazione di ricotta e mosto cotto, un’introduzione alla degustazione e una lezione sulla vendemmia. Al calare del sole i partecipanti, muniti di lampade frontali, danno inizio alla vendemmia sotto le stelle seguita dalla pigiatura delle uve con i piedi. L’esperienza si conclude con una cena tra i filari e una degustazione guidata dei vini aziendali.
Quando: Solitamente le date sono in agosto e settembre. Non sono ancora state pubblicate per quest’anno.
Dove: Cantina Costantini, Genzano di Roma (RM).
Prezzo: Circa 75 euro per adulto
Come iscriversi: Le prenotazioni sono gestite dalla cantina (cantina costantini@gmail.com) e piattaforme come WineTourism.
Perché farlo: L’unicità dell’orario notturno offre una prospettiva insolita sulla vendemmia. È un modo per scoprire una tecnica di vendemmia meno comune e di poterlo fare al fresco.
Augustali – Partinico (Palermo)
Nei territori cari a Federico II di Svevia, l’azienda agricola Augustali offre un’esperienza di vendemmia didattica che include la pigiatura tradizionale. I partecipanti si cimentano nella raccolta, imparano a distinguere le uve, sperimentano la diraspatura e poi partecipano alla pigiatura a piedi nudi in un antico tino di zinco. L’attività si conclude con un brunch a base di prodotti del territorio e una degustazione di vini locali.
Quando: L’esperienza è disponibile in agosto e settembre.
Dove: Partinico (PA).
Prezzo: 45 euro a persona (bambini 36 euro)
Come iscriversi: Le prenotazioni sono gestite tramite Agriexperience
Perché farlo: La pigiatura a piedi nudi è un’attività che unisce la storia alla fisicità. È un’esperienza ludica e didattica che permette di entrare in contatto con un metodo di lavorazione antico, rendendo il processo di vinificazione meno astratto e più concreto.
Tenuta Torciano – San Gimignano (Siena)
Partecipare alle proposte della Tenuta Torciano significa immergersi in una realtà che affonda le sue radici nel 1720. Il programma prevede la raccolta dell’uva al mattino per un’ora circa con una guida che poi accompagna gli ospiti nelle aree operative dell’azienda per comprendere nel dettaglio il processo di vinificazione. L’esperienza si conclude con un pranzo toscano e una degustazione di vini e altri prodotti locali.
Quando: Dal 15 agosto al 10 novembre
Dove: Tenuta Torciano, località Ulignano, San Gimignano (SI)
Prezzo: 250 euro per adulto
Come iscriversi: Le iscrizioni avvengono tramite il sito della tenuta
Perché farlo: È un’esperienza pensata per tutte le età. Il focus non è solo sul vino, ma sulla relazione tra agricoltura, cibo, territorio e ambiente.
Nel cuore dell’Irpinia, la Tenuta Cavalier Pepe organizza eventi, “un giorno di vendemmia” che si concludono con una visita alla cantina e un pranzo con degustazione dei vini al ristorante della cantina, “La Veduta”. Il programma si concentra sul patrimonio enologico della regione. Anche in questo caso è possibile provare la tradizionale pressatura con i piedi.
Quando: Dal venerdì alla domenica dal 23 agosto fino al 19 ottobre
Prezzo: 80 euro a persona (ragazzi 60 euro; bambini 40 euro)
Come iscriversi: Si consiglia di contattare la cantina direttamente per prenotare.
Perché farlo: L’esperienza permette di scoprire una delle regioni vinicole meno turistiche ma di grande qualità, l’Irpinia. Si ha la possibilità di approfondire la conoscenza di vitigni autoctoni come l’Aglianico, che richiede una lunga maturazione.
Tenuta Buglioni –San Pietro in Cariano (Verona)
Nel cuore della Valpolicella, a San Pietro in Cariano, la cantina Buglioni apre le proprie porte con due proposte rivolte, fin dal nome, a un pubblico di cultori degli Anni ‘80: HarvestDirtyDancing e The Breakfast Club. Finita la raccolta, si potrà prendere parte all’interessante visita del fruttaio, lo spazio dove l’uva riposa per alcuni mesi disidratandosi in modo da concentrare zuccheri e aromi prima della vinificazione (ma anche perdendo fino al 35-40% del suo peso). Questa è la tecnica che rende unici l’Amarone e il Recioto della Valpolicella. Al termine della visita, l’esperienza si conclude, ça va sans dire, a tavola, e si può scegliere tra due formule: The Breakfast Club che prevede un picnic con prodotti dell’azienda e una bottiglia, tra una selezione prevista dalla cantina, ogni due persone. Harvest Dirty Dancing, che propone un pranzo alla Locanda Buglioni, il wine restaurant della cantina immerso nei vigneti, con cinque portate pensate per valorizzare i sapori della stagione e del territorio e cinque vini in abbinamento.
Entrambe le esperienze, a cui possono prendere parte solo gli adulti, iniziano alle ore 10.00 e includono un piccolo kit di benvenuto con gadget personalizzati, perfetti per accompagnare la giornata tra i filari e da portare a casa come ricordo.
Quando: Dal 5 al 28 settembre ogni fine settimana
Dove: San Pietro in Cariano (VR)
Prezzo: The Breakfast Club (49 euro a persona), Harvest Dirty Dancing (99 euro a persona)
Come iscriversi: Tramite il sito web dell’azienda.
Perché farlo: Per scoprire un’azienda che del naming fa un’arte grazie a etichette come Il DisperatoBianco Trevenezie Igt, La SdraioRosé de NoirChiaretto di Bardolino Doc, Il ContrabbandiereBardolino Doc, Il VigliaccoBrut Rosé, Lo Spudorato Brut, Il Bugiardo Ripasso Valpolicella Classico Superiore Doc, Il LussuriosoAmarone della Valpolicella Classico Docg, Il NarcisistaRecioto della Valpolicella Classico Docg
Il Parco Nazionale Słowiński: dove il deserto incontra il mare
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In queste terre nella Polonia del Nord ci si perde tra dune del Parco Nazionale Słowiński che si spostano come continenti alla deriva, tra foreste di betulle e spiagge dove le uniche impronte sulla sabbia sono quelle degli uccelli migratori. Il Baltico polacco conquista con la natura allo stesso tempo selvaggia e sofisticata con l’eredità storica della Belle Époque di Sopot Beach.
Il Parco Nazionale di Slowinski, regno delle dune migranti e dei villaggi fantasma Nel cuore della Pomerania, dove la terra finisce e inizia il Baltico, nel Parco Nazionale Słowiński la natura ha compiuto un miracolo geologico che sfida ogni aspettativa. Le dune, per così dire, respirano con il vento, spostandosi verso l’entroterra e muovendosi velocemente, fino a dieci metri all’anno, e creano un paesaggio unico che ricorda il Sahara del Nord. Camminare su questi giganti dorati è come trovarsi su un altro pianeta, dove l’orizzonte si perde tra sabbia e cielo.
A circa cento chilometri da Danzica, il Parco Nazionale di Słowiński con le sue dune a ridosso del Mar Baltico rappresenta un fenomeno unico in Europa tanto da essere stato inserito nelle Riserve della Biosfera dall’Unesco. Il Parco Nazionale di Slowinski è uno dei due parchi costieri esistenti in Polonia, ed è stato creato per proteggere il sistema di laghi costieri (come il lago di Lebsko, di acqua dolce, che è il terzo per grandezza della Polonia), paludi, prati, boschi costieri e foreste nella loro naturale bellezza ma, soprattutto, per mantenere un cordone litoraneo di dune mobili unico in Europa. Qui vivono oltre 250 specie di uccelli, comprese aquile di mare e cicogne nere, rendendo il posto un paradiso per i birdwatcher.
Nel corso del tempo le dune del Parco Nazionale di Słowiński, vere e proprie montagne di sabbia, alcune delle quali raggiungono i 44 metri di altezza, hanno inghiottito antichi insediamenti come il villaggio di Stara Chusta o di Laczki. I loro abitanti dovettero abbandonare case, chiese e cimiteri, trasformando questi luoghi in fantasmi del passato che ogni tanto riemergono quando il vento cambia direzione. La leggenda racconta di campanili che spuntano dalla sabbia nelle notti di tempesta e di voci che chiamano dai villaggi sepolti. Il Museo del villaggio di Kluki ricostruisce la vita dei pescatori locali prima che le dune mobili inghiottissero i loro villaggi. È una storia affascinante di comunità che per secoli hanno convissuto con questo paesaggio in movimento.
Il momento perfetto per visitare il Parco Nazionale di Słowiński è l’estate, quando il sole tramonta dopo le 21 e sorge prima delle 4. Queste notti bianche, chiamate dai locali “białe noce”, creano un’atmosfera magica. La luce crepuscolare che dura ore trasforma le dune in cattedrali dorate, mentre il mare assume riflessi violacei che sembrano dipinti. È il momento perfetto per l’esperienza più intensa: una notte in tenda sulle dune del Słowiński, dove il silenzio è totale e l’unico suono è il respiro del vento sulla sabbia.
La porta d’accesso al paradiso selvaggio a Leba Łeba è il punto di partenza ideale per esplorare il parco e una località balneare da scoprire. Questo piccolo borgo di pescatori è incastonato tra ai due laghi costieri, separati a loro volta dal Mar Baltico da una stretta fascia costiera di boschi e dune. Da qui partono i trenini elettrici che portano direttamente alle dune.
La spiaggia di Łeba si estende per chilometri, orlata da dune che evidenziano la bellezza primitiva e incontaminata della località. L’acqua del Baltico qui è sorprendentemente pulita e in estate raggiunge temperature che sfiorano i 20°C, perfette per un bagno rigenerante dopo l’escursione tra le dune. La zona balneare più popolare si trova vicino al centro di Łeba, con servizi, ombrelloni e beach bar. Ma non mancano le spiagge selvagge del parco nazionale, accessibili solo a piedi, dove si può nuotare in completa solitudine con le dune alle spalle e l’infinito del Baltico davanti.
Tre spiagge dove fare il bagno nel Parco Słowiński sono
Spiaggia di Smołdziński Las: raggiungibile con una camminata di 30 minuti attraverso la foresta, offre un’esperienza selvaggia unica
Spiaggia delle Dune: accessibile dal trenino turistico, permette di combinare bagno e trekking sulle dune mobili
Czołpino Beach: vicino al faro storico, ideale per chi cerca atmosfere romantiche al tramonto
Il mosaico delle spiagge baltiche: storie e leggende Ma la Polonia baltica non è solo Słowiński. La costa si snoda per 770 chilometri, offrendo una varietà di paesaggi che va dalle scogliere di gesso alle interminabili distese sabbiose, ognuna con le proprie storie millenarie.
Sono almeno tre le tappe da non perdere in un tour della Polonia baltica.
-Sopot: la Regina del BalticoConosciuta per le sue terme e il molo in legno più lungo d’Europa, Sopot rappresenta l’anima glamour del Baltico polacco. Qui negli Anni ‘20 del secolo scorso, si ritrovava l’alta società europea che fuggiva dalla frenesia di Berlino e Varsavia o dalla stessa Danzica che dista appena una decina di chilometri.
Il molo di legno di 515 metri si protende verso il mare come un dito puntato verso l’infinito. La leggenda racconta che fu costruito seguendo un sogno ricorrente del sindaco del 1901, che vedeva una passerella dorata estendersi fino all’orizzonte. Ogni alba, quando la nebbia si alza dal Baltico, il molo sembra davvero svanire nell’infinito, come nella visione originale. La famosa “Casa Storta” (Krzywy Domek), completata nel 2004, sembra uscita invece da un racconto di Alice nel Paese delle Meraviglie, ma in realtà è ispirata alle illustrazioni fiabesche del polacco Jan Marcin Szancer.
-Kołobrzeg e il sale della vita Kołobrzeg è la capitale polacca del benessere termale, dove le acque salmastre del Baltico si mescolano con quelle curative delle sorgenti locali. Ma la storia di questa città è scritta nel sale: fu qui che nel 1000 d.C. Boleslao il Coraggioso fondò uno dei primi vescovadi polacchi, scegliendo questo luogo perché le saline erano considerate benedette
-Ustka: il porto delle anime Ustka conserva l’anima autentica dei villaggi di pescatori, con le sue case colorate che si riflettono nelle acque del porto. Al tramonto, quando i pescherecci rientrano carichi di aringhe e merluzzi, il tempo sembra fermarsi.
Da non perdere un’uscita di pesca con i locali (partenza alle 4 del mattino) che oltre a insegnare le tecniche tradizionali, condividono anche i canti che i pescatori intonano per “chiamare” il pesce. Al rientro, la colazione a base di pesce appena pescato, cucinato direttamente sulla banchina, è un’esperienza che vale il viaggio.
I trekking che cambiano la vita: percorsi tra sabbia e storia Il Parco Słowiński offre alcuni dei trekking più spettacolari dell’Europa settentrionale, dove ogni passo racconta una storia millenaria scritta dal vento.
Trekking delle Dune Mobili (Ruchome Wydmy) – 4 km, 2 ore Il percorso più iconico inizia da Łeba e porta nel cuore di questo deserto. Il sentiero attraversa prima una foresta di pini marittimi, poi emerge improvvisamente sulle dune. Il panorama che si apre è unico: un mare di sabbia che ondeggia fino all’orizzonte, interrotto solo dal blu cobalto del Baltico. Durante la camminata, guide esperte raccontano delle comunità sepolte e mostrano i resti archeologici che emergono dalla sabbia. In alcuni punti, quando il vento scopre gli strati più antichi, si possono vedere frammenti di ceramica e utensili dei villaggi scomparsi.
Sentiero del Lago Łebsko – 8 km, 3 ore Questo percorso circonda il terzo lago d’acqua dolce più grande della Polonia. Il sentiero alterna zone umide, dove nidificano oltre 250 specie di uccelli, a foreste di betulle che in autunno si accendono di colori impossibili. Dal punto panoramico sulla Torre di Osservazione si abbraccia con lo sguardo tutto l’ecosistema del parco: laghi, torbiere, dune e mare in un unico colpo d’occhio che toglie il fiato. Qui, all’alba, è possibile avvistare le aquile di mare mentre pescano e le cicogne nere che costruiscono i loro nidi sui tronchi morti.
Percorso dei Fari Storici – 12 km, 4 ore Da Smołdziński Las a Czołpino, questo trekking costeggia la spiaggia selvaggia e raggiunge due fari che da secoli guidano i marinai del Baltico. Il faro di Czołpino, alto 25 metri, offre una vista panoramica che nelle giornate limpide spazia fino alle coste svedesi. Durante la camminata si incontrano bunker della Seconda Guerra Mondiale semi-sepolti nella sabbia, testimoni silenziosi della storia recente.
Sentiero delle Orchidee Rare – 6 km, 2,5 ore Nelle torbiere del parco crescono specie botaniche uniche, tra cui orchidee selvatiche e piante carnivore. Questo sentiero, percorribile solo con guide specializzate da maggio a luglio, attraversa ecosistemi palustri dove il tempo sembra essersi fermato all’era glaciale.
Oltre il trekking Sono numerose le attività che possono essere godute nel Parco Słowiński. Eccone alcune. Osservazione degli uccelli migratori (maggio-settembre) Gli appassionati di birdwatching trovano qui un paradiso: tra maggio e settembre, le migrazioni trasformano i cieli in autostrade alate. Le cicogne nere, simbolo della Polonia selvaggia, nidificano nelle foreste circostanti.
Il parco è sulla rotta migratoria principale dell’Europa settentrionale. All’alba, dai capanni di osservazione sui laghi Łebsko e Gardno, si assiste a uno spettacolo naturale unico: migliaia di uccelli che attraversano il cielo in formazioni perfette. Le guide ornitologiche identificano specie rare come l’aquila di mare dalla coda bianca e la cicogna nera.
Navigazione sui laghi segreti Noleggiando un kayak a Kluki, si può esplorare il labirinto di canali che collegano i laghi Łebsko e Gardno. Pagaiando silenziosamente tra canneti e ninfee, si scoprono isolette dove nidificano specie protette e si possono raggiungere antichi cimiteri vichinghi nascosti nella vegetazione.
Safari fotografico notturno Durante le notti estive, guide specializzate organizzano escursioni notturne per fotografare la fauna selvatica. Con l’ausilio di attrezzature a infrarossi, si possono osservare cinghiali, cervi e volpi nel loro habitat naturale, mentre le dune sotto la luna piena sembrano un paesaggio alieno.
Raccolta dell’ambra baltica Dopo le tempeste estive, le spiagge del parco si trasformano in miniere a cielo aperto di ambra.
Dove dormire: alloggi che fanno la differenza Le opzioni di alloggio rispecchiano la doppia anima del Baltico polacco, sofisticata e selvaggia. A Sopot, gli hotel di lusso lungo la spiaggia offrono spa con vista mare e ristoranti stellati. A Łeba, invece, dominano i piccoli pensionati familiari e i campeggi immersi nella pineta e a ridossi del Parco Słowiński. Dormire in una delle casette di legno tra i pini, addormentandosi con il suono delle onde, è un’esperienza che riconcilia con la natura.
Ecco Alcune soluzioni per esplorare il Baltico Polacco e il Parco Słowiński.
Łeba Hotel & Spa – Il luxury sul Baltico Situato a soli cento metri dalla spiaggia sabbiosa di Łeba, questo hotel 3 stelle superior rappresenta il perfetto equilibrio tra comfort moderno e atmosfera baltica. Le suite con vista mare offrono panorami emozionanti sulle dune e il centro benessere con trattamenti all’ambra baltica è l’ideale dopo una giornata di trekking. Il ristorante propone una cucina raffinata basata sul pesce fresco del Baltico.
Zamek Nowęcin– In questo castello medievale circondato dalle foreste del parco nazionale e convertito in hotel boutique le camere sono arredate con mobili d’epoca e ogni suite ha una storia da raccontare. La torre panoramica offre viste spettacolari sui laghi e sulle dune, mentre il ristorante del castello propone cene a lume di candela con piatti della tradizione pomeriana.
Dune Resort Łeba – Situato in una zona protetta a 250 metri dal Parco Nazionale Słowiński, questo resort eco-friendly offre appartamenti e camere con vista sulle dune. La struttura è costruita interamente in legno locale e utilizza energie rinnovabili. Il resort è tra gli alloggi più vicini all’ingresso del parco, permettendo di raggiungere le dune con una passeggiata di dieci minuti attraverso la pineta. Il resort organizza escursioni guidate notturne per osservare le stelle nel cielo più buio della Polonia.
Pensjonat Angela Leba – Questa struttura a conduzione familiare offre l’autentica ospitalità polacca. Le camere sono semplici ma curate, con balconi che si affacciano sul giardino interno. La colazione include specialità locali come il pane nero di segale e le confetture di frutti di bosco. Angela, la proprietaria, è una guida naturalistica esperta e organizza escursioni private nel parco condividendo leggende e segreti tramandati di generazione in generazione.
Camp Classic Smołdziński Las – Situato a Smołdziński Las, questo campeggio glamping rappresenta l’opzione più autentica. Le tende safari e le casette di legno sono immerse nella foresta a due passi dalla spiaggia selvaggia. Il camping organizza falò serali dove si raccontano le leggende dei villaggi sepolti dalle dune.
Come raggiungere il Baltico polacco Dall’Italia, il modo migliore per arrivare in Polonia è in volo. Una volta arrivati, il treno è un valido, ecologico ed economico mezzo di trasporto per spostarsi lungo la costa. Le connessioni sono frequenti e puntuali.
In particolare da Danzica i treni regionali portano a Łeba in circa due ore. E prima di prendere il treno per il Baltico, vale la pena perdersi tra i vicoli medievali della Città Vecchia di Danzica, Danzica, visitare i cantieri navali che hanno fatto la storia (qui nacque Solidarność) e assaggiare l’ambra liquida nelle distillerie di vodka locali.
Vacanze Pet-Friendly in Italia
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Il turismo pet-friendly è in ascesa. La decisione di organizzare le vacanze insieme al proprio amico a quattro zampe non è una semplice moda passeggera, ma una trasformazione culturale destinata a ridefinire il concetto di ospitalità e il riflesso di cambiamenti strutturali nella società italiana. Con un’offerta che spazia dagli agriturismi toscani agli hotel di lusso delle Dolomiti, l’Italia si conferma destinazione d’eccellenza per chi viaggia con i propri animali domestici. La chiave del successo risiede nella capacità di trasformare la presenza dell’animale da “concessione” a “valore aggiunto”, creando esperienze che arricchiscono la vacanza di tutta la famiglia.
Anche per questo l’offerta pet-friendly ha superato la fase elementare dell’ “animale tollerato” per abbracciare un concetto di ospitalità dedicata. Le strutture più avanzate non si limitano ad accettare gli animali (con un costo che generalmente oscilla tra i dieci e i cinquanta euro a notte aggiuntivi o che prevede, in caso di case o appartamenti, una pulizia finale specifica), ma costruiscono attorno alla loro presenza un’esperienza dedicata che comprende servizi veterinari, aree di sgambamento attrezzate, menù e attività specifiche, dog-sitting professionale per momenti di relax individuale, spa treatment per animali, sessioni di pet-therapy in contesti turistici e servizi fotografici specializzati in ritratti vacanzieri con animali. Al contempo emergono app dedicate come DogWelcome e ZampaVacanza che geolocalizzano servizi pet-friendly, mentre sistemi gps per cani garantiscono sicurezza durante le escursioni.
Foto trasmessa e su concessione di Aigo
Ecco alcune delle destinazioni più accoglienti del Belpaese.
Destinazione mare: il regno del turismo pet-friendly Le destinazioni marine rappresentano il segmento più sviluppato, solo sulla riviera Romagnola gli hotel pet friendly sfiorano quota mille.
Riccione con Riccione Pet ha addirittura lanciato un progetto turistico a tutto tondo, diventando così il primo marchio di destinazione pet oriented in Italia. Con Riccione Pet l’offerta turistica spazia dalle spiagge attrezzate con aree dedicate ai cani, ai ristoranti con menu pet-friendly, dal servizio veterinario h24 si negozi specializzati in accessori per animali fino ai percorsi urbani e nell’entroterra romagnolo, tra colline e borghi medievali, pensati per goderne insieme agli amici a quattro zampe. Non mancano corsi di dog-dancing sulla spiaggia e aperitivi pet-friendly nei beach club specializzati
In Liguria le strutture che accettano animali, secondo i dati di TripAdvisor, toccano quota duemila. La costa ligure offre un mix perfetto tra bellezze naturali, borghi marinari e servizi dedicati ai pet. Le passeggiate lungo la Via del Sale o sui percorsi selezionati pet friendly sono un must per chi porta con sé il proprio cane. Tra le strutture d’eccellenza si evidenziano l’Hotel Vis à Vis a Sestri Levante; l’Hotel Villa Anita a Santa Margherita Ligure, il Park Hotel Argento di Levanto, l’Hotel Villa Agnese di Sestri Levante e il Villaggio di Giuele a Finale Ligure.
La Puglia ha saputo ritagliarsi un ruolo di primo piano nel turismo pet-friendly del Sud Italia, con particolare eccellenza nel Gargano e nel Salento. TripAdvisor recensisce positivamente 3.528 alberghi che accettano cani nel Salento, dimostrando un’offerta capillare e di qualità. In evidenza anche case pet friendly come le tre case di Nardò, nel cuore del Salento barocco, che possono diventare una base ideale di partenza per la scoperta del territorio e della costa (https://www.airbnb.it/rooms/5307280?viralityEntryPoint=1&s=76; https://www.airbnb.it/rooms/801935668687651904?viralityEntryPoint=1&s=76; https://www.airbnb.it/rooms/1210773624914999470?viralityEntryPoint=1&s=76).
Tra i resort spicca il Club degli Ulivi a Vieste, un villaggio turistico completamente pet-friendly con ristorante, piscina, spiaggia privata con telo mare dedicato, area agility, zona giochi, buffet colazione per cani, educatore cinofilo a disposizione, dog sitter e dog walking guidate nel Parco Nazionale del Gargano, e nella sua parte più interna, nella Foresta Umbra, patrimonio Unesco dal 2017 quale parte del sito trasnazionale “Faggete primordiali dei carpazi e di altre regioni d’Europa”.
In particolare, sempre in Puglia il Torreserena Resort (Bluserena Hotels & Resorts ) ha inaugurato il programma “Happy Dog”, un insieme di servizi pensati per rendere il soggiorno degli animali domestici e dei loro proprietari ancora più confortevole e piacevole. Sin dal momento dell’arrivo, gli amici a quattro zampe ricevono un’accoglienza dedicata: un check-in riservato, con ciotole d’acqua fresca e una welcome box ricca di attenzioni. In camera, a disposizione degli ospiti pelosi, un giardino privato recintato e unapoltroncina personale. Il parco giochi esclusivo, completamente recintato, consente ai cani di muoversi in libertà, socializzare e divertirsi in sicurezza e non mancano poi spazi ristorante dedicati, per condividere anche i momenti conviviali in compagnia del proprio cane. A completare l’offerta, su richiesta, servizi di dog sitting e assistenza veterinaria.
Trentino-Alto Adige e Val d’Aosta a prova di pet Trekking guidati, percorsi naturalistici e attività di dog-trekking rappresentano il cuore dell’offerta alpina, dove il pet è protagonista attivo dell’esperienza turistica.
In Trentino Alto Adige booking recensisce oltre settemila strutture pet friendly, per ogni budget e per ogni destinazione come il Lanerhof di San Lorenzo di Sebato in Val Pusteria , il Feldmessner di Riscone, a pochi minuti a piedi dagli impianti di risalita di Plan de Coroneso il Panoramahotel Huberhof d Maranza. I MyTime Hotels in Val di Fassasono un luogo ideale per trascorrere le vacanze con il cane alla scoperta dei sentieri dolomitici. In Val Passiria il Quellenhof Luxury Resort, un paradiso sospeso sull’acqua e circondato dalle cime a una manciata di chilometri da Merano, accoglie gli amici a quattro zampe e offre servizi di dog sitting.
La Valle d’Aosta accoglie gli amici a quattro zampe con 512 alberghi che, secondo TripAdvisor, accettano cani offrendo esperienze alpine uniche che spaziano dalla possibilità di salire sugli impianti di risalita con il proprio cane per raggiungere insieme le cime, alle visite per villaggi alpini e castelli (con i giardini generalmente pet friendly), alle passeggiate nella natura. In particolare Courmayeur è circondata da una rete di sentieri adatti a ogni livello di esperienza, perfetti per lunghe passeggiate o trekking più impegnativi con il proprio cane. Sia la Val Ferret che la Val Veny offrono sentieri accuratamente segnalati, come quello che conduce al Lago Chècrouit o ai rifugi Bonatti e Maison Vieille, e ampi spazi verdi dove gli animali possono correre e divertirsi in sicurezza. Oltre agli itinerari escursionistici, Courmayeur dispone di aree verdi dove i cani possono giocare in libertà e di impianti di risalita che consentono il trasporto degli animali, rendendo ancora più semplice esplorare le vette circostanti. Tra le migliori strutture pet-friendly, Auberge de la Maison accoglie gli animali di piccola taglia fino ai 15kg. A loro è dedicato il kit di benvenuto “Gli Amici di Ginepro” realizzato in collaborazione con il marchio di Poldo. Il 50% del supplemento richiesto viene devoluto in beneficenza al Canile Regionale della Valle d’Aosta. Su richiesta è disponibile anche il servizio pet-sitter.
In campagna con il proprio pet Gli agriturismi rappresentano forse il segmento più autentico dell’ospitalità pet-friendly italiana.
In Toscana L’Agriturismo Farinaè immerso nella natura ed è il luogo ideale per il fedele amico, con ampi campi dove correre e giocare e assistenza veterinaria. Agriturismo Le Biricoccole offre accesso ad alcune Bau Beach come Cecina Mare a dieci minuti in auto e Marina di Bibbona a venti minuti, permettendo di unire campagna e mare in un’unica esperienza.
A Fonteverde(Italian Hospitality Collection), resort affacciato sulla Val d’Orcia, i cani possono perfino rilassarsi in una piscina termale dedicata pensata appositamente per loro, immersa nella natura. Inoltre per i quattro zampe ospiti nell’elegante Bagni di Pisa, storica dimora dei Lorena, a Grotta Giusti e al resort di Monsummano Terme famoso per il grande parco secolare (sempre Italian Hospitality Collection), ad attendere gli amici a quattro zampe c’è un kit completo, comprensivo di telo per letto, ciotola e tappetino.
Foto trasmessa e su concessione di Aigo Carlino dog in the dog swimmingpool at Fonteverde Terme & Hotel – San Casciano dei Bagni
Città d’arte: Cultura Pet-Friendly)Anche le grandi città d’arte italiane stanno adattando la loro offerta al turismo pet-friendly e, una volta in città, da non perdere lo shopping nelle boutique dedicate e il tour fotografico urbano insieme con il proprio amico a quattro zampe. A Firenze e a Roma gli hotel di Lungarno Collection mettono a disposizione una “lussuosa cuccia”, ciotole e croccantini con un supplemento di 50 euro per tutto il soggiorno e offre servizi di dog sitting. Nella capitale il St. Regis (Marriott Bonvoy) dedica ai cani un trattamento d’eccezione: gli ospiti pelosi ricevono amenity personalizzate ispirate alla Lupa Romana, simbolo della Città Eterna. Le illustrazioni, firmate dal celebre artista Gianluca Biscalchin, decorano cuccia, giocattoli e ciotole, che vengono regalati a fine soggiorno come ricordo esclusivo.
A Milano Casa Brera,a Luxury Collection Hotel (Marriott Bonvoy) accoglie gli ospiti a quattro zampe con un kit pet friendly che include una comoda cuccia, una ciotola per acqua e cibo e un gioco.
Venezia presenta sfide logistiche particolari, ma offre esperienze uniche e il trasporto gratuito sui vaporetti Actv dei cani al guinzaglio e di altri animali di piccola taglia in trasportino. Qui il JW Marriott Venice Resort & Spa situato su un’isola privata immersa nella laguna, offre un contesto ideale per i pet: ampi spazi verdi, un uliveto dove rilassarsi all’ombra e sentieri da esplorare. In camera, è previsto un kit completo che include cuccia firmata JW Marriott, giochi, cibo, ciotole e articoli per l’igiene, per fare sentire il pet come a casa.
Foto trasmessa e su concessione di Aigo
La rivoluzione culinaria pet-friendly – menu gourmet per quattro zampe La ristorazione pet-friendly ha superato la semplice “ciotola d’acqua” per abbracciare una filosofia culinaria dedicata. Numerosi ristoranti e hotel propongono menù specifici per cani e gatti, preparati con ingredienti di qualità e supervisionati da veterinari nutrizionisti.
Le strutture alberghiere si stanno attrezzando con offerte adeguate come l’Hotel Principe a Rimini che offre menù degustazione per cani, i “Bau Menù”, cucinati dallo chef e a colazione mette a disposizione gratuitamente un “Bau Buffet”. Anche il Villaggio Club degli Ulivi di Vieste propone Dog Menù, in collaborazione con un dog chef, pensati appositamente per gli amici a quattro zampe.
In città invece sorgono ristoranti specializzati:a Milano,Bau Barrappresenta il primo cocktail bar completamente pet-friendly d’Italia, mentre a Roma,il Fiuto Restauranta Pont Milviooffre menù paralleli per proprietari e animali. In Riviera Romagnola, numerosi beach club hanno introdotto “aperitivi a quattro zampe” con stuzzichini pet-friendly.
Foto trasmessa e su concessione di Aigo St Regis- Roma