DIFFUSIONI OLFATTIVE: L’evento che diffonde cultura olfattiva
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Dal 24 al 26 aprile il bellissimo Palazzo Carignano ospiterà un evento imperdibile per gli appassionati di fragranze, di storia del profumo e del suo ruolo nella nostra società: Diffusioni Olfattive. Tre giorni di immersione culturale, tra conferenze, incontri e percorsi espositivi nella suggestiva location dell’Aula della Camera Italiana.
L’idea di Diffusioni Olfattive è di Roberto Drago e Daniela Caon, i visionari che 25 anni fa hanno fondato KAON, una realtà che opera nel mondo della profumeria di nicchia, con il desiderio di celebrare la cultura olfattiva nella sua espressione più alta. E Diffusioni Olfattive nasce proprio per diffondere conoscenza, creare connessioni culturali e valorizzare il profumo come espressione universale. Durante questi tre giorni potrete immergervi totalmente in conferenze di alto profilo, incontri con i maestri del settore e un affascinante percorso espositivo con reperti storici, flaconi d’epoca e documenti d’archivio.
Da capogiro la lista dei relatori che animeranno il fitto programma di conferenze e workshop – vere e proprie star, tra le personalità più riconosciute a livello globale nel settore: da Jean-Claude Ellena a Luca Maffei, da Giuseppe Imprezzabile a Marie Urban, da Ermano Picco a Matteo Baronetto.
Tutte le conferenze sono gratuite e prenotabili tramite il sito dedicato all’evento. Accanto alle conferenze, un ricco percorso espositivo offrirà ai visitatori un’immersione sensoriale e storica: reperti storici, flaconi d’epoca, documenti e materiali d’archivio provenienti dagli archivi di aziende e maison partner costruiranno una narrazione condivisa e affascinante della storia della profumeria, dalle origini alla contemporaneità.
Come ci ricorda lo stesso Roberto Drago: “Ricordiamolo sempre, il profumo è principalmente emozione, non prestazione. Quando si parla di profumo, non si parla di giga di memoria, di potenza della fotocamera o di velocità dell’auto. Con un profumo facciamo un viaggio, e nel farlo con gli strumenti giusti, in modo consapevole, si gusta di più il paesaggio.”
Informazioni pratiche
Date: 24 | 25 | 26 Aprile 2026
Location: Torino, Museo Nazionale del Risorgimento — Aula della Camera Italiana
La sentite questa aria di primavera? I primi boccioli che si aprono, le magnolie fiorite, le giornate che si allungano, il tepore del sole…la primavera è ormai alle porte e possiamo dire che è davvero il risveglio dei sensi! Quale migliore occasione del primo giorno di primavera per celebrare il profumo? E’ così che Accademia del Profumo ha deciso – da ben 10 ormai – di dedicare il 21 marzo alla celebrazione del profumo, alle persone che ogni giorno compiono il gesto di profumarsi – affidando quasi inconsapevolmente al profumo la prima espressione di sé – e alle professionalità e alle aziende che rendono ogni fragranza un’esperienza unica ed emozionante.
Per questo compleanno speciale, la manifestazione torna da venerdì 20 a domenica 22 marzo con un ricco bouquet di appuntamenti in tutta Italia, pensati per accompagnare l’arrivo della primavera e invitare il pubblico a scoprire il profumo come esperienza culturale, artistica ed emozionale. Si potrà partecipare a workshop, mostre, installazioni immersive, tour olfattivi e podcast, entrando nel cuore di una filiera creativa che unisce ricerca delle materie prime, visione artistica e design. Le iniziative coinvolgeranno non solo gli appassionati che amano indossare una fragranza ogni giorno, ma anche chi desidera scoprire il lavoro e la sensibilità dei professionisti che rendono possibile ogni creazione olfattiva: nasi, essenzieri, designer e storyteller del profumo.
Il cuore delle celebrazioni sarà lo splendido Palazzo Castiglioni in Corso Venezia (ingresso libero con prenotazione obbligatoria): gli spazi dello storico palazzo ospiteranno mostre e installazioni pensate per raccontare il legame tra fragranze, memoria e percezione sensoriale. Tra queste, l’installazione “Straordinario Sentire” di Accademia del Profumo guiderà il pubblico alla scoperta del potere evocativo dell’olfatto e del suo legame profondo con i ricordi. L’atmosfera del palazzo sarà inoltre avvolta da una fragranza inedita, pensata per celebrare l’arrivo della primavera e creata appositamente per l’occasione da Integra Fragrances, azienda italiana specializzata in branding olfattivo.
Il programma includerà anche salotti letterari olfattivi, momenti di incontro con autori che hanno raccontato il profumo nei loro libri; inoltre, il pubblico potrà partecipare a laboratori olfattivi dedicati al dietro le quinte della profumeria, realizzati con la collaborazione di alcune delle principali case essenziere. Gli esperti guideranno i partecipanti alla scoperta delle materie prime, delle tecniche di composizione e del processo creativo che porta alla nascita di una fragranza. Completano il programma i talk profumati, incontri di approfondimento che metteranno in dialogo il mondo della profumeria con altri ambiti culturali e creativi.
A un’ora circa da Milano, in Val Nure, Grazzano Visconti sarebbe un perfetto villaggio medievale se non fosse che è stato voluto, costruito, interpretato e reinventato a inizi Novecento da Giuseppe Visconti di Modrone attorno a un castello antico e alla Chiesa dei Santi Cosma e Damiano, risalente al XIII secolo e ristrutturata nel XVII.. La sua storia è un caso unico in Italia. La sua bellezza risiede proprio in questa sua particolarità: è un’opera d’arte totale, un esperimento sociale e artistico. Anche per questo una gita a Grazzano Visconti è perfetta per una domenica autunnale. Ancora di più se in occasione della mostra mercato vivaistica Verde Grazzano che apre le porte dei giardini del castello ai visitatori.
Una gita domenicale perfetta è Grazzano Visconti. Foto: Cinzia
L’eredità dei Visconti Il nome del borgo deriva dal maniero che ne costituisce il fulcro, il Castello di Grazzano, le cui origini risalgono al XIII secolo. L’edificio fu costruito per volere di Giovanni Anguissola e passò ai Visconti di Modrone nel 1395, quando Giovanni Galeazzo Visconti, duca di Milano, ne concesse la signoria a Giovanni Anguissola. I Visconti, una delle famiglie più influenti del Medioevo e del Rinascimento italiano, hanno una storia che si intreccia con quella di questo territorio.
La famiglia Visconti di Modrone è un ramo cadetto dei Visconti che, pur non avendo tenuto il potere politico di Milano, ha mantenuto un’importante influenza sociale ed economica. È proprio da questo ramo che discende il duca Giuseppe Visconti di Modrone, che ereditò il castello e i terreni circostanti nel 1883 e decise di creare un centro di produzione artistica e artigianale. La sua visione non si limitava al restauro del castello, ma voleva dar vita a un intero borgo che rappresentasse la sua idea di Medioevo, ovvero l’epoca in cui la famiglia Visconti dominava in Lombardia e, allo stesso tempo, l’epoca d’oro (almeno nell’immaginario di inizi Novecento) per l’artigianato, in contrapposizione con l’industrializzazione di massa. Il duca non si limitò a restaurare il castello, ma diede vita a un vero e proprio laboratorio di artigianato. L’obiettivo era non solo ricostruire l’architettura, ma anche far rivivere le arti e i mestieri tradizionali. Il progetto coinvolse architetti, artigiani, scultori, e falegnami, che lavorarono per anni per ricostruire facciate, porticati, torri e piazze. Il risultato fu un borgo in stile neogotico e neorinascimentale, che riflette l’idea romantica che si aveva del Medioevo all’inizio del Novecento.
Pur non essendoci prove di un preesistente “borgo medievale” attorno al castello, il duca scelse di crearne uno, basandosi su documenti, studi e, in larga parte, sulla sua immaginazione. Il progetto, per l’epoca, era avanguardistico e non convenzionale, un vero e proprio atto di mecenatismo artistico e sociale. Per dare vita alla sua visione, il duca si avvalse di una figura chiave: l’architetto Alfredo Campanini, che aveva già lavorato al restauro di altri edifici storici. Campanini, un esperto di architettura medievale, progettò il borgo attingendo a stili e elementi architettonici tipici del XIV secolo, come le mura merlate, i portici e le case in mattoni. Il progetto non fu un’imitazione fedele, ma un’interpretazione romantica del Medioevo, che combinava rigore storico con un tocco di fantasia.
L’architettura di Grazzano Visconti L’architettura di Grazzano Visconti è un punto di interesse perché rappresenta un’interpretazione storica piuttosto che una conservazione. Le strade, le case, i cortili e le piazze sono stati progettati per assomigliare a quelli di un borgo medievale, ma con la consapevolezza di essere un’opera moderna. Gli edifici sono realizzati in mattoni a vista, pietra e legno, con finestre a sesto acuto, bifore e trifore, balconi in legno e tetti spioventi. Un elemento chiave è la piazza principale, Piazza del Biscione, con il suo pozzo in pietra e le botteghe che la circondano. Le decorazioni in ferro battuto, opera di maestri artigiani, sono visibili in ogni angolo. Le statue che ornano fontane e giardini sono state scolpite in loco, replicando lo stile scultoreo dell’epoca. Non si tratta di originali medievali, ma di fedeli riproduzioni, realizzate con le stesse tecniche.
Il Castello di Grazzano è il cuore di questo complesso. Pur essendo un’opera di restauro e ricostruzione, conserva al suo interno arredi d’epoca e opere d’arte che raccontano la storia della famiglia Visconti. Attualmente è la residenza privata della famiglia e l’accesso è limitato, ma i visitatori possono ammirare la sua imponente struttura esterna. I suoi giardini, disegnati in stile all’italiana, sono un’altra attrazione che combina l’ordine e la simmetria del Rinascimento con la bellezza naturale del luogo.
Gli artigiani nel progetto di costruzione di Grazzano Visconti Il progetto di Giuseppe Visconti non era solo estetico, ma anche sociale. Il suo progetto fu un atto di mecenatismo e un tentativo di riportare in vita un’idea di bellezza e di artigianato che andava scomparendo con l’avvento dell’industrializzazione. Il duca voleva creare un’economia locale basata sull’artigianato, offrendo lavoro agli abitanti del borgo. Fondò diverse botteghe, dove si lavorava il ferro battuto, la ceramica, la falegnameria, il cuoio e il vetro. Queste botteghe erano scuole e laboratori al tempo stesso, dove si tramandavano i saperi e le tecniche antiche. Oggi, molte di queste botteghe sono ancora attive, e i visitatori possono osservare gli artigiani al lavoro. La produzione di oggetti in ferro battuto, in particolare, è una delle attività principali. Cancelli, lampioni, insegne e decorazioni sono realizzati con tecniche tradizionali. La ceramica e la pittura su tela sono altre forme d’arte che si possono trovare nelle gallerie e nei laboratori del borgo. Acquistare un oggetto a Grazzano Visconti significa sostenere una tradizione che, nonostante la ricostruzione, ha radici profonde.
Una gita domenicale perfetta è Grazzano Visconti. Foto: Cinzia
Verde Grazzano Il 27 e 28 settembre c’è una ragione in più per una gita a Grazzano Visconti: Verde Grazzano, il festival botanico che ogni anno anima lo splendido Parco del Castello di GrazzanoVisconti in provincia di Piacenza con incontri con i protagonisti della botanica e del garden design. Il pubblico può infatti partecipare a oltre quindici attività tra workshop, passeggiate tematiche, laboratori per adulti e bambini, esperienze artistiche e appuntamenti speciali. I visitatori potranno apprendere segreti e consigli preziosi direttamente da alcuni dei più apprezzati vivaisti italiani: Oscar Tintori Vivai con un focus sulla coltivazione degli agrumi in vaso, e Rose Barni con un percorso pratico per avere rose sempre in fiore. Silvia Bellini, fondatrice del vivaio Hoya Mia, guida alla scoperta dei “fiori di cera”, affiancata da Agostina Righi, autrice del primo manuale italiano sulle Hoya. Grande spazio all’artigianato botanico, con corsi unici nel loro genere. Il maestro Salvatore Liporace tiene un laboratorio intensivo dedicato all’arte del bonsai, mentre Ettore Gastini conduce un’immersione nella cesteria tradizionale, per realizzare con le proprie mani un cesto unico. Per chi ama lavorare la materia, due appuntamenti imperdibili: la modellazione dell’argilla con la tecnica del colombino, a cura di La Terra della Torre, e il laboratorio di estrazione dei pigmenti naturali, ispirato alle antiche tecniche dei succhi d’erba. Da non perdere anche la tessitura botanica, per creare arazzi profumati intrecciando filati e piante. Verde Grazzano è anche scoperta e contemplazione. Due suggestive passeggiate tematiche – “I fiori svelano e gli alberi raccontano” e “Oltre la siepe” – esplorerano il giardino come luogo di simboli, miti e narrazioni segrete. Tra gli appuntamenti più attesi, la visita guidata con il garden designer Carlo Contesso, che accompagna il pubblico alla scoperta dello stile eclettico del Parco del Castello, tra geometrie italiane, romanticismo inglese ed esotismi orientali. Adriana Basso, acquerellista botanica di fama internazionale, è infine protagonista di due appuntamenti: una dimostrazione dal vivo di pittura botanica e un minicorso di acquerello aperto a tutti gli adulti curiosi. Per chi ama i sapori autentici, imperdibile la degustazione dell’amaro In Herbis Salus, realizzato con oltre 30 erbe aromatiche, un’esperienza che unisce tradizione, natura e gusto autentico.
Salisburgo a tutto jazz
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Il vento autunnale soffia tra le strade di Salisburgo, portando con sé le prime note del “Jazz and the City”, il Festival che, dal 24 al 26 ottobre, con 120 artisti attesi in venti location, trasforma la città di Mozart e della famiglia Von Trapp di “Tutti insieme appassionatamente” in un palcoscenico a cielo aperto. L’assenza di un unico luogo di spettacolo e l’ingresso libero sono elementi che invitano a un percorso di scoperta, dove la musica si fonde con l’ambiente circostante, rivelando aspetti e angoli nascosti di Salisburgo.
Il Festival “Jazz and the City” è un Festival che si basa sull’idea di concerti gratuiti distribuiti in luoghi non convenzionali e angoli insospettati: chiese barocche, cortili storici, gallerie d’arte, persino negozi e ristoranti diventano palcoscenici improvvisati. Il programma del “Jazz and the City” è un mosaico di concerti distribuiti in circa 25 luoghi diversi di Salisburgo. La formula è quella di concerti brevi, di circa 45 minuti, che si alternano tra le 18:00 e la mezzanotte. Questo permette al pubblico di muoversi da un luogo all’altro, componendo il proprio itinerario musicale L’ingresso libero è una scelta precisa, pensata per abbattere le barriere e rendere la musica accessibile a tutti, invitando le persone a passeggiare per le strade, a scoprire nuovi spazi e a lasciarsi sorprendere dalle performance.
Il programma del “Jazz and the City” è una vetrina di artisti internazionali e talenti emergenti.
La distribuzione dei concerti è tematica e geografica:
Venerdì, 24 ottobre: Il Ritorno alle Radici. La serata si concentra sul jazz più tradizionale e sulle sue derivazioni. Le esibizioni si svolgono principalmente nelle chiese del centro storico, come la Kollegienkirche (Chiesa dei Gesuiti) e l’Aula della Università di Salisburgo. Qui, la risonanza acustica e il contesto barocco esaltano le note di ensemble acustici. Il programma prevede esibizioni di quartetti vocali e formazioni strumentali che esplorano il blues e lo swing. Il trio “Thelonious Monk Legacy” si esibirà nella Kollegienkirche, riproponendo i brani del pianista, mentre il coro a cappella “Vocal Jazz Project” terrà una performance nell’Aula Universitaria.
Sabato, 25 ottobre: Sperimentazione e Fusioni. Il secondo giorno è dedicato a sonorità più contemporanee e alle contaminazioni. I palcoscenici sono allestiti in luoghi meno convenzionali: la galleria d’arte del Museum der Moderne sul Mönchsberg, il cortile interno del Felsenreitschule (la scuola di equitazione di roccia), e vari bar e ristoranti della città vecchia. L’esibizione del gruppo di jazz-rock “Elephant9” è prevista al Museum der Moderne, un luogo che offre un panorama serale sulla città e crea un contrasto tra l’arte moderna e la musica. Successivamente, il duo di musica elettronica “Synthsoul” si esibisce nel cortile del Felsenreitschule, sfruttando la particolare acustica.
Domenica, 26 ottobre: Grand Finale e Jam Sessions. La giornata conclusiva vede un mix di generi e si conclude con sessioni improvvisate. La Residenzplatz ospita un palco all’aperto per un concerto più grande, mentre diversi locali più piccoli, come il Jazzit Musik Club, rimangono aperti fino a tarda notte per le jam session, dove artisti del festival e musicisti locali si incontrano per suonare insieme. Tra le esibizioni principali è attesa quella del pianista Brad Mehldau sul palco di Residenzplatz dove presenta il suo repertorio che fonde jazz, rock e pop.
L’esperienza del festival è completata dai “Jazz & Dine”, cene a tema che combinano un pasto in un ristorante storico con esibizioni di musicisti jazz, e dai “late-night sessions”, dove la musica continua in un’atmosfera più intima.
A Salisburgo per il Festival Jazz & The City Blick auf die Festung Hohensalzburg und der Altstadt. Immagine trasmessa e su concessione di Austria Tourism
Non solo Jazz a Salisburgo Il “Jazz and the City” è l’occasione per vivere Salisburgo in una veste diversa. Al di là dei concerti, Salisburgo ha un patrimonio culturale e artistico che la rende la città austriaca una meta ideale per un week end lungo d’autunno. La fortezza di Hohensalzburg, che domina la città dall’alto del Mönchsberg, è un punto di partenza perfetto per iniziare a esplorare la città. Costruita nel 1077, è una delle fortezze medievali più grandi e meglio conservate d’Europa. La salita con la funicolare permette di godere di una vista panoramica che spazia sui tetti della città e sul fiume Salzach, mentre all’interno si visitano le “sale dei Principi” con i soffitti in legno intagliato, il museo della fortezza che racconta la storia militare, e il museo delle marionette. Il panorama dal balcone panoramico offre una vista a 360° sulla città e le Alpivale da solo la visita.
La città vecchia, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, è un labirinto di vicoli lastricati e piazze storiche. La Getreidegasse, con le sue insegne in ferro battuto, è una via iconica che ospita la casa natale di Mozart. Qui si può visitare il museo dedicato al compositore e ammirare strumenti, partiture e oggetti personali. La Residenzplatz e la Domplatz, sono il cuore della città vecchia. Residenzplatz ospita la Residenz, l’ex palazzo dei principi arcivescovi al cui l suo interno si possono ammirare sale sfarzose, dipinti e la Residenzgalerie, una galleria d’arte con opere europee dal XVI al XIX secolo. Domplatz, invece, è dominata dalla Cattedrale di Salisburgo, un imponente edificio barocco sormontato da una cupola affrescata.
Il Mirabellgarten invece è un giardino barocco con fontane e sculture, ideale per una passeggiata rilassante e per ripercorre alcuni dei luoghi in cui è stato girato “Tutti insieme appassionatamente” (The Sound of Music). A pochi chilometri dal centro, accessibile in bus, il Palazzo di Hellbrunn è famoso per le sue sue fontane (Wasserspiele), un sistema di scherzi d’acqua e automi azionati dall’acqua, ideati dal principe arcivescovo Markus Sittikus per intrattenere gli ospiti. Un luogo dove l’umorismo e l’ingegneria del Seicento si incontrano. Per un’escursione più impegnativa, il Gaisberg, una montagna che si erge a est della città, è accessibile sia a piedi che in bus. Dalla sua cima, la vista si estende sulle Alpi e sulla valle del Salzach.
Fava Tonka Superstar – le novità di Maison Tahité
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Maison Tahité – Officine Creative Profumi è un laboratorio creativo che esplora materie prime iconiche della profumeria cercando di rappresentarle, volta per volta, in modo originale e contemporaneo. La prima tappa di questo viaggio olfattivo intorno alle materie prime più golose e seducenti è stata la Vaniglia, seguita da Cacao e Caffé.
Ora, è arrivato il turno della Fava Tonka. Giunta in Europa alla fine del Settecento, la fava tonka diventa ben presto un ingrediente irrinunciabile nel mondo della profumeria. Le sue note sono un abbraccio caldo e profondo: ricche, avvolgenti, capaci di evocare la dolcezza della vaniglia, il calore del caramello, la morbida rotondità delle mandorle. A tratti invece appare erbacea, come il profumo del fieno appena tagliato sotto il sole. Sebbene il suo utilizzo sia ormai diffuso, la Fava Tonka non cessa di incantare. Oggi, ancora una volta, invita a nuove sfide creative: Maison Tahité raccoglie l’invito e ne propone un’interpretazione inedita: audaci abbinamenti, sorprendenti armonie, per riscrivere con eleganza il racconto di un grande classico.
Il risultato sono tre nuove fragranze: Tonka Rouge, Tonka Sel_Noir, Tonka in the Sun.
Tonka Rouge è una fragranza che incarna il mistero e la sensualità, perfetta per chi desidera esprimere la propria personalità attraverso un profumo che racconta storie di eleganza e passione. Ad aprire il jus, una Ciliegia liquorosa che cattura immediatamente l’attenzione. Nel cuore, la Fava Tonka si unisce alla freschezza fruttata del Lampone, a cui si aggiunge il carattere speziato della Liquirizia. Un contrasto audace e misterioso si evolve sul fondo con note avvolgenti di Vaniglia e legno di Sandalo, arricchite da un tocco pregiato di Brandy.
Piramide olfattiva
Note di testa: Liquore alla Ciliegia
Note di cuore: Fava Tonka, Lampone, Liquirizia
Note di fondo: Vaniglia, Brandy, Legno di Sandalo
Tonka Sel_Noir è un gioco di contrasti: salino e dolce, ruvido e carezzevole, luminoso e scuro. Una fragranza che lascia il segno, come una brezza marina al calare della sera. Un’eleganza ombreggiata di mistero, dove la sensualità incontra il sale, la luce si fonde con la notte.
Piramide olfattiva
Note di testa: Pepe Nero, scorze di Agrumi, polpa di Mandorla
Note di cuore: Ylang-Ylang, Cristalli di Sale Nero, Foglie di Patchouli
Note di fondo: Sandalo Bianco, Fava Tonka, radici di Vetiver
Infine, Maison Tahité ci vuole fare assaporare un raggio dorato sulla pelle, trasportare in un viaggio sensuale tra calore, luce e velluto. Tonka in the Sun è la celebrazione di una personalità solare, carnale e raffinata. Una firma olfattiva che illumina, seduce e incanta.
Piramide olfattiva
Note di testa: Nocciola, Pesca, O.E. di Arancia Bigarade (amara), O.E. di Mandarino Giallo
Note di cuore: Assoluta di Gelsomino d’Egitto, Assoluta di Tuberosa d’India, Assoluta di Osmanto, O.E. di Ylang-Ylang, Assoluta di Fava Tonka
Note di fondo: Metil Laitone, O.E. Sandalo dell’Australia occidentale, O.E. di Cisto della Spagna, Accordo Legnoso-Ambrato, Vaniglia, Nagarmotha.
Il Lago Maggiore è uno specchio d’acqua che abbraccia Italia e Svizzera e custodisce tesori di fama mondiale e paesaggi indimenticabili. Dalle rocche medievali ai giardini botanici delle Isole Borromee, ogni angolo racconta una storia diversa. Le eleganti cittadine che punteggiano le sue rive offrono un perfetto equilibrio tra cultura e relax, tradizione e raffinatezza culinaria. Qui secoli di storia prendono forma in castelli, ville e giardini di rara bellezza, rendendo il Lago Maggiore una meta ideale anche per un week end anche di fine estate.
Il viaggio inizia a Sesto Calende, antica porta meridionale del Lago Maggiore dove il fiume Ticino incontra le acque lacustri. L’Abbazia di San Donato accoglie i visitatori con i suoi preziosi affreschi romanici dell’XI secolo, mentre il Museo Civico Archeologico svela i segreti della Cultura di Golasecca, una delle più antiche civiltà padane dell’Età del Ferro. Per una pausa rigenerante, una passeggiata sul lungolago fino al Ristorante del Lido è in grado di appagare tutti i sensi.
Proseguendo verso nord, Angera sorprende con la sua imponente Rocca Borromea, uno dei castelli medievali meglio conservati d’Italia. Oltre agli splendidi affreschi della Sala di Giustizia, la Rocca di Angera ospita il sorprendente Museo della Bambola e del Giocattolo, mentre dalle sue torri si gode una vista panoramica che abbraccia tutto il lago fino alle Alpi. La giornata sul Lago Maggiore si conclude in bellezza a Ranco, dove il Ristorante Il Sole, tempio della cucina lacustre, guidato dalla famiglia Brovelli, propone piatti ricercati in una location da sogno: una terrazza panoramica dove il lago e le montagne diventano il sipario perfetto per una cena stellata.
Il tour del Lago Maggiore può proseguire con una tappa a Stresa da cui ci si può imbarcare per le tre Isole Borromee, dove un’intera giornata trascorre fin troppo velocemente tra gioielli architettonici e botanici di fama mondiale. All’Isola Bella si visita il palazzo barocco dei Borromeo e i suoi giardini all’italiana a terrazze, un capolavoro di scenografia paesaggistica. All’Isola Madre si passeggia nel più grande giardino botanico del lago, dove pavoni, fagiani e pappagalli vivono liberi tra piante esotiche secolari. Mentre l’Isola dei Pescatori, l’unica abitata tutto l’anno, è il posto perfetto per scovare, passeggiando locali e case di pescatori, la trattoria migliore dove fermarsi per assaporare il pesce di lago
Un week end lungo sul Lago Maggiore non può non prevedere una sosta a Verbania dove visitare i Giardini Botanici di Villa Taranto, considerati tra i più spettacolari d’Europa. In 16 ettari si susseguono oltre mille specie vegetali non autoctone, dalle ninfee giganti agli aceri giapponesi, in un tripudio di colori e profumi che cambia con le stagioni. Prima di tornare alla routine quotidiana, vale la pena fermarsi Ristorante La Rampolina di Campino, una terrazza panoramica sospesa sulle acque del Golfo Borromeo dove la cucina moderna dello chef valorizza i prodotti del territorio.
Gli appuntamenti da non perdere: Milano Beauty Week 2025
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Ormai ci siamo quasi, mancano 10 giorni esatti all’avvio della Milano Beauty Week 2025, che quest’anno si terrà dal 17 al 21 settembre. Per chi ancora non lo sapesse, MBW è la settimana dedicata alla cultura della bellezza e del benessere. Nata su iniziativa di Cosmetica Italia in collaborazione con Cosmoprof ed Esxence, è un progetto ideato per promuovere il valore sociale, scientifico ed economico del cosmetico e mettere in luce le peculiarità della filiera cosmetica italiana.
Milano Beauty Week si pone inoltre l’obiettivo di affermare il cosmetico come bene indispensabile per il benessere e l’autostima di ognuno, in tutte le età della vita, e creare maggiore consapevolezza rispetto all’essenzialità di questi prodotti che ci accompagnano quotidianamente nei gesti legati all’igiene, alla cura di sé, alla prevenzione e alla protezione.
Imprenditori, operatori ed esperti del settore, appassionati di beauty, professionisti dell’estetica e dell’acconciatura, cittadini e visitatori sono i protagonisti di questa settimana dedicata alla cultura della bellezza e del benessere, un appuntamento che in soli 4 anni dalla sua prima edizione è diventata un’attesa ricorrenza annuale.
Il palinsesto di MBW propone un ricco programma di attività, anche esperienziali, che animano non solo gli hub principali della manifestazione, ma anche le vie, le piazze, gli spazi commerciali, i luoghi d’arte e di cultura del capoluogo lombardo. Gli eventi sono declinati nei temi-guida innovazione, sostenibilità, inclusione ed emozione. Insomma, un calendario ricco di appuntamenti gratuiti e aperti a tutta la cittadinanza – prenotabili esclusivamente tramite l’app ufficiale di Milano Beauty Week.
Ma il programma quest’anno si arricchisce ulteriormente, portando nuove esperienze rispetto agli anni precedenti. Il cuore della manifestazione, con beauty corner, talk, masterclass e mostre, batterà in tre hub principali: Palazzo Giureconsulti, Palazzo Castiglioni e, per la prima volta, Palazzo Bovara. La narrazione della bellezza e del benessere si diffonderà anche in altre aree della città con i Beauty Cube, i Beauty Tram, la Beauty Saturday Night e attraverso tour e passeggiate olfattivi. Inoltre, Milano accoglierà la settima arte con la proiezione del cortometraggio “Via Bellezza 11” inedito ideato da OffiCine-IED in collaborazione con Cosmetica Italia, mentre la serata conclusiva della manifestazione sarà celebrata sul prestigioso palcoscenico del Teatro alla Scala: qui, per la prima volta, saranno svelati i vincitori del Premio Accademia del Profumo 2025 e, al termine della premiazione, gli allievi della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala omaggeranno il pubblico partecipante con lo spettacolo “Gesti di Bellezza”. Infine, diversi comuni italiani, tra cui Crema, Lodi, Firenze e Venezia, aderiranno alla manifestazione con degli spin-off della Milano Beauty Week ricchi di eventi paralleli e iniziative diffuse che valorizzeranno il proprio legame con il mondo della cosmetica e con il capoluogo lombardo.
Trovate tutte le informazioni sugli eventi, le aziende aderenti e su come partecipare al sito https://www.milanobeautyweek.it/it/
L’autunno segreto di Budapest
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Budapest è una città che si svela a chi sa attendere. Il vero volto della capitale ungherese emerge con discrezione quando le masse turistiche estive si diradano e l’aria si fa più frizzante. È in autunno che Budapest rivela il suo lato più autentico e sorprendentemente accessibile.
In autunno ci si rifugia ancora più volentieri nei caffè storici della capitale ungherese come il raffinato Café Gerbeaud, dove il tempo sembra rallentare tra dolci della tradizione e arrendi antichi. I piatti tradizionali, ricchi e sostanziosi come Gulyásleves, la zuppa di carne e verdure, tornano protagonisti con la fin dell’estate, mentre i mercati coperti, come il Grande Mercato Coperto (Nagy Vásárcsarnok), sono un trionfo di colori e profumi. Qui si possono assaggiare, con pochi euro, specialità come il Lángos (una focaccia fritta guarnita con panna acida e formaggio) o il dolce tradizionale Kürtőskalács. E per la serata i “ruin bars” (romkocsma) del Distretto Ebraico, come lo Szimpla Kert, non perdono il loro fascino.
Il colore dell’autunno sul Danubio
Il primo, impalpabile motivo per visitare Budapest in autunno è l’atmosfera. I viali alberati di Andrássy út, una volta percorsi da nobili e artisti, si tingono di sfumature calde, dal giallo ocra al rosso mattone. Il Danubio, che divide Buda e Pest, riflette un cielo spesso terso e i palazzi si accendono al tramonto di una luce ambrata. A differenza della vivace estate, l’autunno offre un ritmo più contemplativo. È il momento perfetto per una passeggiata lungo la sponda di Pest, dal Parlamento fino al Ponte delle Catene, osservando i locali che tornano alle loro abitudini quotidiane, lontani dal trambusto estivo. Lungo le rive del Danubio poi le aree attrezzate per picnic e barbecue permettono di godersi in compagnia gli ultimi raggi di sole.
Una mini crociera sul Danubio permette poi di ammirare la città con un’atmosfera e una luce ancora più suggestiva in autunno. Per una serata perfetta si può poi decidere di cenare a bordo, magari con accompagnamento musicale.
Immagine trasmessa e su concessine di Visit Hungary tramite hopscotch
Oltre i “must-see”
Il Parlamento, il Castello di Buda, magari includendo una visita al suo un labirinto sotterraneo, il Budavári Labirintus, protagonista di miti e leggende, il Museo di Belle Belle Arti con opere di El Greco, Goya e Rembrandt, il Bastione dei Pescatori e Piazza degli Eroi dove si celebrano i mille anni della conquista magiara e la resistenza ungherese contro il regime sovietico del 23 ottobre 1956, sono punti fermi di ogni itinerario. Così come una pausa rigenerante alle Terme Széchenyi (ingresso circa 25 euro) celebri per le eleganti architetture neobarocche. Immergersi nelle piscine esterne di acqua calda nell’aria frizzantina autunnale è un vero piacere sensoriale. E
Ma il vero fascino di Budapest in autunno sta nei luoghi meno battuti.
A iniziare dal Parco della Statua (Memento Park), un parco situato a circa dieci chilometri dal centro dove sono raccolte le statue e i monumenti dell’era comunista ungherese rimossi da Budapest dopo il 1989. È una testimonianza tangibile di un passato non troppo lontano e un viaggio nella memoria collettiva. L’ingresso costa circa sette euro.
A rivelarsi inaspettatamente interessante è anche Cimitero di Kerepesi (Fiumei Úti Sírkert), un museo monumentale dove riposano figure chiave della storia, come Lajos Kossuth e Endre Ady, e le tombe, in stile Art Nouveau e neogotico, sono vere opere d’arte. L’autunno, con le sue foglie cadute e i viali silenziosi, esalta la malinconia e la solennità del luogo. Un luogo di pace e riflessione storica con ingresso gratuito.
Per una pausa nel verde l’Isola Margherita (Margit-sziget) è perfetta. L’isola, situata nel mezzo del Danubio, tra il Ponte Margherita e il Ponte Árpád, è pedonale, facilmente accessibile (a piedi, in autobus con la linea 26 che la percorre tutta o in tram, linee 4 e 6, che si ferma alla fermata del Ponte Margherita) e lunga circa 2,5 km. Se in estate l’isola è un luogo di ritrovo per godere del fresco, in autunno rivela il suo lato più romantico con gli alberi secolari che si tingono di sfumature dorate, arancioni e rosse, creando un paesaggio fiabesco. Ci si può fermare alla Fontana Musicale, all’ingresso Sud, per ammirare lo spettacolo di giochi d’acqua, luci e musica; esplorare le rovine di un convento dominicano dove visse la principessa Margherita d’Ungheria (a cui l’isola deve il nome), che si fece monaca nel XIII secolo, visitare il piccolo zoo con daini, pavoni e anatre e scoprire, nella parte settentrionale dell’isola, il Giardino Giapponese, un piccolo angolo di tranquillità con laghetti, cascate artificiali, ninfee e piante nane. È un luogo perfetto per meditare o semplicemente per godere della natura.
Uscendo per una manciata di chilometri da Budapest (ma raggiungibile anche con il treno suburbano HÉV, linea H8) infine il Palazzo Reale di Gödöllő si rivela particolarmente romantico in autunno. La visita guidata costa circa dieci euro e permette di scoprire dettagli sulla vita di Sissi e Francesco Giuseppe, oltre a offrire uno spaccato della storia dell’Impero Asburgico.
Pensieri stupendi a Modena
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Pensieri stupendi a Modena, ma anche a Carpi e a Sassuolo, dove dal 19 al 21 settembre va in scena la 25° edizione del festivalfilosofia dedicato quest’anno alla Paideia, parola greca che rinvia all’educazione e alla formazione dell’uomo. Più di cinquanta lezioni magistrali di protagonisti della scena culturale italiana e internazionale, oltre a mostre e installazioni, spettacoli dal vivo e concerti, giochi e laboratori, film e cene filosofiche con menù dedicati nelle tante osterie del territorio, per una tre giorni di Festival che, per l’occasione, cambia il volto di Modena, Carpi e Sassuolo con piazze, cortili, centri storici e siti monumentali che divengono spazi aperti, comuni e diffusi di formazione e di conversazione grazie agli oltre duecento eventi gratuiti. Il festivalfilosofia permette quindi di esplorare i grandi interrogativi esistenziali, allenare il pensiero critico e creativo, riappropriarsi dei luoghi comuni con uno sguardo nuovo e riscoprire il piacere del dialogo autentico, ed è una occasione di viaggio ideale per scoprire Modena, capitale del Ducato d’Este, e i suoi dintorni, un territorio ricco di storia, tradizioni ed eccellenze.
Foto: Cinzia
Tra una presentazione e un evento si passeggia tra le dimore storiche delle tre città del Festival: Palazzo Ducale di Modena (sede dell’Accademia Militare); il Palazzo Pio di Carpi che ospita i musei del borgo e il Palazzo Ducale di Sassuolo luogo di “delizia” della famiglia d’Este dotato persino di una pescheria, il cosiddetto “Fontanazzo”; si visita la millenaria Abbazia di Nonantola nell’omonima frazione a nordest del capoluogo; ci si perde nei borghi medievali dei dintorni come la vicina Castelvetro; si esplorano le colline dei dintorni punteggiate da rocche come il Castello di Levizzano Rangone, quello di Montegibbio, la Rocca di Vignola e il vicino Palazzo Contrari-Boncompagni dove ammirare la scala a chiocciola progettata da Jacopo Barozzi.
L’attenzione a Modena non può che convergere sulla Cattedrale progettata dall’architetto Lanfranco nell’XI secolo che, insieme a Piazza Grande e alla torre pendente Ghirlandina, è stata dichiarata Patrimonio Unesco nel 1997. Da non perdere i bassorilievi di Wiligelmo sulla facciata che narrano storie bibliche, di santi, cicli delle stagioni, miti e favole. Sulla porta della Pescheria si trova persino il ciclo di racconti di Re Artù raffigurato decenni prima dei stessi testi di Goffredo di Monmouth. E, proprio a pochi passi dal Duomo di Modena, ironia della sorte, hanno avuto origine le figurine Panini a cui è dedicato un apposito museo a Palazzo Santa Margherita e una piccola scultura murale che riprende la rovesciata di Carlo Paola, simbolo della Panini. Sempre in Piazza Grande è interessante visitare il Palazzo Comunale, sede del Municipio fin dall’epoca Medievale dove, nelle sale storiche, è custodita sotto stretta sorveglianza la Secchia Rapita frutto di una disputa con Bologna. Nei week end su prenotazione si può anche salire nei sottotetti del Municipio e visitare (a 5 euro) l’Acetaia Comunale che custodisce tre batterie curate dalla Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Spilamberto.
Foto: Cinzia
Ma Modena è anche la capitale della Motor Valley emiliana. Qui è nato Enzo Ferrari, il Drake, patron della Ferrari a cui sono dedicati musei (a iniziare dal Museo Enzo Ferrari, progettato da Jan Kaplický, che oltre alla casa natale del fondatore del Cavallino Rampante ospita uno spazio espositivo), ristoranti e piatti. A pochi chilometri di distanza, a Maranello, il Museo Ferrari racconta invece l’evoluzione tecnica e stilistica del marchio. Sempre a Modena gli stabilimenti Maserati propongono tour guidati. In meno di mezz’ora di auto si possono poi scoprire le supercar Pagani a San Cesario sul Piano, il museo Lamborghini di Sant’Agata Bolognese e il museo Bugatti a Campogalliano.
Da non perdere un tour dei sapori. Modena è infatti una delle capitali dell’enogastronomia italiana tanto da ospitare in città e nei dintorni appositi musei dedicati alle porpie eccellenze come quelli del Balsamico Tradizionale di Spilamberto, della Salumeria Villani a Castelnuovo Rangone, del Rosso Graspa a Castelvetro o la Galleria Chiarli dedicata al Lambrusco presso la Tenuta Cialdin.
Franciacorta in festa a settembre
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Il Festival in Cantina, in programma nel weekend del 19-21 settembre, è l’occasione ideale per visitare la Franciacorta, terra che dà il nome al noto vini rifermentati in bottiglia con il Metodo Classico, è fra le zone italiane più amate dagli enoturisti. Le sue colline sono punteggiate da borghi e castelli, abbazie e ville patrizie, prestigiose cantine: vi si snoda la Strada del Franciacorta(www.franciacorta.wine) che prende il via dal centro di Brescia e arriva sulle sponde del Lago d’Iseo.
Immagine trasmessa e su concessione di Ufficio Stampa Agorà
In occasione del Festival in Cantina, le cantine partecipanti accolgono gli ospiti con eventi originali e visite guidate con degustazione. La kermesse propone eventi coinvolgenti e una ricca offerta di iniziative dedicate all’intrattenimento e all’approfondimento enogastronomico e culturale. Un appuntamento adatto a tutti: dagli enoappassionati, che possono partecipare a degustazioni a tema, agli amanti del buon cibo, che godono delle gustose proposte di ristoratori locali e chef, tra tradizione e innovazione. Ampio spazio viene dedicato agli sportivi, che possono avventurarsi tra i vigneti e le colline facendo trekking e percorrendo itinerari a piedi o in bicicletta, così come alle famiglie che hanno la possibilità di divertirsi con iniziative ludiche e pic-nic nella natura. Non c’è poi occasione migliore per perdersi tra i molteplici luoghi di interesse storico artistico che costellano la Strada del Franciacorta, dai monasteri ai piccoli musei, o per pedalare lungo i percorsi cicloturistici tracciati fra vigneti e borghi.