Il Nabucco sci-fi di Stefano Poda conquista l‘Arena di Verona dove, fino al 5 settembre, proseguono le repliche di questo nuovo allestimento dell’opera di Giuseppe Verdi che ha inaugurato la 102esima edizione dell’Arena di Verona Opera Festival.
La produzione all inclusive di Poda che, così come per l’Aida di due anni fa, firma regia, luci, costumi futuristici, scenografia e coreografie, è avveniristica, monumentale, ipnotica e perfetta per gli spazi e i tempi dell’Arena. Per questo la scelta di assistere a una delle prossime repliche del Nabucco in Arena è vincente.
Poda spoglia la vicenda di qualsiasi riferimento storico al contesto ebraico-babilonese narrato nei libri di Geremia e Daniele così come dell’afflato della narrazione politica risorgimentale del libretto di Temistocle Solera, privilegiando, con la sua cifra stilistica simbolica, un racconto sospeso nel tempo e nello spazio che dà vita a un conflitto tra identità, fede e potere. Le masse degli schieramenti sono facilmente identificate dal colore delle vesti: oro-sabbia per gli oppressi (gli ebrei), viola per i conquistatori (i babilonesi), mentre conflitto è mostrato da duelli di scherma fluidi ed eleganti, in una sorta di movimenti coreografati tra danza e arti marziali che diventano essi stessi racconto. Sul palco campeggiano solo tre installazioni colossali: al centro si staglia una gigantesca clessidra sovrastata dalla scritta “Vanitas”, a rappresentare la caducità dell’esistenza umana prigioniera della propria vanità, da cui discende una scala di venti metri su cui scorrono scritte e luci pulsanti, mentre ai lati campeggiano due semisfere che inizialmente si trovano due lati opposti del palco per poi riunirsi nel finale catarchico in un unico globo. All’interno di questi spazi e sulle gradinate dell’Arena si muovono quattrocento persone tra coro, mimi, e ballerini con movimenti precisi e geometrici dal forte impatto visivo.
A dominare la scena, nella recita di sabato 9 agosto, è stato il baritono Luca Salsi che ha proposto un ritratto convincente del potente sovrano che si voleva elevare a Dio, re e padre prima orgoglioso, poi mente smarrita e fragile e, infine, anima riconciliata dalla toccante sensibilità. Il timbro caldo e il fraseggio chiaro hanno caratterizzato l’esecuzione. Particolarmente emozionante “Dio di Giuda”.
La serata ha poi registrato l’esordio nel ruolo Abigaille del soprano Olga Maslova che ha mostrato solidità vocale e ha restituito un personaggio, tra i più complessi del repertorio verdiano, vivo e travolgente. Il tenore Francesco Meli nei panni di Ismaele regala al personaggio una autenticità rara, elegante il mezzosoprano Anna Werle nelle vesti di Fenena, mentre il basso Alexander Vinogradov interpreta un Zaccaria di grande intensità in particolare nella interpretazione di “Vieni, o Levita”. Chiudono il cast della serata Gabriele Sagona il gran sacerdote di Belo, Matteo Macchioni Abdallo ed Elena Borin Anna al debutto stagionale.
Il Coro, preparato da Roberto Gabbiani, è protagonista dell’opera e con Va’ pensiero e Immenso Jeovah supera se stesso. Personalmente spiace forse che il maestro Pinchas Steinberg, alla guida dell’Orchestra areniana, a quanto pare abbia mandato in pensione la consuetudine di bissare, a prescindere il coro del Va’ Pensiero, privilegiando la continuità del racconto, l’intensità dell’emozione e il progredire della tensione scenica. Intensità aiutata da una lettura più intima rispetto ad altre del recente passato.
Il Rigoletto storico torna in scena all’Arena di Verona
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È un Rigoletto energico e drammatico quello diretto da Ivo Guerra che, dopo otto anni di assenza, è tornato in scena, lo scorso 8 agosto, alla 102esima edizione dell’Arena di Verona Opera Festival, Una serata sold out, con un pubblico partecipe che ha decretato il successo dell’ultimo titolo della stagione proposto in Arena. Per il Rigoletto, tra le opere più amate dal pubblico areniano (il capolavoro di Giuseppe Verdi è settimo titolo più proposto nella storia dell’Arena), ci sono ancora tre repliche in programma prima della fine della stagione: il 22 e 30 agosto, 6 settembre.
L’allestimento proposto a Verona è quello storico che, grazie alle grandi scene dipinte da Raffaele Del Savio ispirate ai bozzetti di Ettore Fagiuli, primo scenografo areniano, ricostruisce sul palco dell’Arena la Mantova dei Gonzaga: le stanze affrescate di Palazzo Te, le sponde del Mincio dal Castello di San Giorgio e la rocca di Sparafucile. I costumi sontuosi curati da Carla Galleri e le luci di Claudio Schmid completano la ricostruzione della corte libertina di Mantova dove, consumati dalle contrastanti passioni e ossessioni, i personaggi di Verdi (ispiratosi a Le Roi s’amuse di Victor Hugo tradotto in versi da Francesco Maria Piave), consumano intrighi e vendette. La luna piena, che alla fine del primo atto ha iniziato a delinearsi proprio sopra le gradinate dell’Arena illuminando le scenografie, ha regalato agli spettatori dell’8 agosto una suggestione ancora maggiore.
Protagonista della serata dell’8 agosto è stato il baritono francese Ludovic Tézier che, grazie a una presenza scenica magnetica e all’autorità vocale, ha offerto una interpretazione lacerante del buffone di corte, riuscendo a incarnarne la tragica complessità psicologica ed emotiva. Il basso Gianluca Buratto è uno Sparafucile autorevole, mentre Martina Belli, mezzosoprano all’esordio areniano, dà vita a una Maddalena seducente e dalla solidità vocale. Il tenore samoano Pene Pati(Duca di Mantova), al debutto in Anfiteatro, porta un timbro interessante, Nina Minasyan (Gilda), una delicata elganza. Abramo Rosalen (Il Conte di Monterone) colpisce per la voce potente. Completano il cast Agostina Smimmero, Francesca Maionchi, Elisabetta Zizzo, Matteo Macchioni, Nicolò Ceriani, Hidenori Inoue, Ramaz Chikviladze. Il Coro è preparato da Roberto Gabbiani, diretto con l’Orchestra di Fondazione Arena dal maestro Michele Spotti che ha saputo delineare i ritmi della partitura creando un’esperienza coinvolgente.
Dopo la prima dell’8 agosto, sono attesi in scena per le prossime repliche del Rigoletto Amartuvshin Enkhbat (il 22 agosto), Luca Salsi (il 30 agosto) e Youngjun Park (il 6 settembre) nel ruolo del protagonista; come Duca subentra Galeano Salas il 6 settembre, mentre Rosa Feola è Gilda il 22 agosto e Erin Morley il 30 agosto e il 6 settembre.
A San Lorenzo l’Italia celebra la Notte dei Desideri
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La Notte di San Lorenzo rappresenta una delle tradizioni popolari più radicate d’Italia, intrecciando astronomia, folklore e tradizione. Il culto di San Lorenzo diacono, martirizzato nel 258 d.C. su una graticola rovente per ordine dell’imperatore Valeriano, si è sovrapposto nel tempo all’osservazione delle stelle cadenti, creando quella che è divenuta la “notte dei desideri”. Quest’anno le “stelle cadenti”, sciame di meteore delle Perseidi, avranno il picco intorno all’11-12 agosto con ben cento meteore avvistabili all’ora in direzione della costellazione di Perseo ad est, ma la tradizione anticipa i festeggiamenti con appuntamenti enogastronomici e culturali diffusi su tutta Italia.
Il rito tradizionale prevede di uscire all’aperto nella notte del 10 agosto per osservare le “lacrime di San Lorenzo”, esprimendo un desiderio per ogni stella cadente avvistata. Secondo la tradizione popolare, le meteore rappresenterebbero le lacrime versate dal santo durante il suo martirio, e ogni desiderio espresso mentre si osserva una “stella cadente” avrebbe la possibilità di realizzarsi.
Dalle spiagge ai borghi medievali, dai parchi naturali agli osservatori astronomici, sono tantissimi gli eventi organizzati per l’occasione, per godere dell’atmosfera magica della Notte dei Desideri. Eccone alcuni.
Calici di Stelle Sono numerosi gli eventi previsti proprio nella notte dei desideri dal palinsesto di Calice di Stelle, l’evento che unisce vino, stelle e convivialità su tutto il territorio italiano tra il 25 luglio e il 24 agosto.
Tra i tanti eventi previsti, a Montepulciano le vie del centro si vestono a festa nella notte di San Lorenzo con degustazioni di Rosso di Montepulciano Doc e Vino Nobile di Montepulciano Docg, prodotti tipici locali, musica, spettacoli ed esibizioni. Sempre in Toscana sono n programma eventi Calici di Stelle per la Notte dei Desideri anche a Castellina in Chianti (camminata sotto il cielo stellato, aperitivo, dj set e degustazioni per le vie del borgo); Castiglione d’Orcia (degustazione in abbinamento ai piatti della tradizione, concerti e spettacoli); Certaldo; Pitigliano; Poggibonsi; Suvereto e Vinci.
La notte di San Lorenzo alza i calici anche in Umbria dove sono in programma eventi e degustazioni a Montefalco; Monteleone e Todi
In Lombardia, a Sondrio, per le vie del centro si degustano con Calici di Stelle Valtellina Nebbiolo, Sforzato e altri vitigni autoctoni in un contesto alpino che garantisce cieli particolarmente limpidi per l’osservazione astronomica. Si parte dal fascino architettonico di Palazzo Martinengo fino a raggiungere l’eleganza panoramica di Castel Masegra, dove sarà possibile degustare lo Sforzato di Valtellina Docg, simbolo enologico della valle. In Lombardia, nella notte dei desideri, protagonista è Volta Mantovana con l’appuntamento con la cena Calici di Stelle, mentre in Puglia ad animarsi con degustazioni sono le vie di Sava.
In Piemonte la Notte dei Desideri è celebrata dagli eventi di Calici di Stelle ad Aquiterme e Monleale,.
A Barbarano Vicentino la notte di San Lorenzo si anima con l’iniziativa di Calici di Stelle: per le vie del centro storico sono attese 22 cantine oltre alle aree dedicate alla ristorazione. Sempre in Veneto la Notte di San Lorenzo si brinda con gli eventi di Calici di Stelle anche a Vazzola.
In Emilia Romagna il 10 agosto Fontanelice dà appuntamento per un percorso di degustazione di vini e prodotti tipici tra vie e terrazze del centro storico con musica ed eventi culturali.
Nelle Marche brindisi, degustazioni e osservazioni astronomiche sono in programma nella Notte di san Lorenzo a Morrovalle e Morro D’Alba, mentre in Abruzzo sono protagonisti Colonnella e Frisa.
In Sardegna la serata del 10 agosto è dedicata dal comune di Sant’Antioco al Carignano, vino tipico del territorio, in abbinamento ai piatti locali che lasciano poi spazio a spettacoli musicali e folkloristici.
Numerose le iniziative di Calici di Stelle anche in Sicilia tra cui si evidenziano a Pantelleria degustazioni con stand di vini e produzioni locali; un percorso di assaggi a Pachino seguito da musica e spettacoli e infine una serata dedicata ai vini dell’Etna a Castiglione di Sicilia.
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Stelle e fuochi di artificio Sono numerose le località che festeggiano San Lorenzo illuminando la Notte dei desideri con fuochi di artificio.
Ecco alcuni degli appuntamenti da non perdere.
A Cervia, si festeggia con la banda cittadina e la tradizionale tombola e San Lorenzo si chiude con una cascata di fuochi d’artificio sulla spiaggia a partire dalle 23, seguita da un bagno in notturna che la tradizione vuole abbia potere terapeutico. Per la notte di San Lorenzo inoltre è prevista l’apertura straordinaria degli stabilimenti di Cervia, Milano Marittima, Pinarella, Tagliata dalle ore 20.00 in poi per cene romantiche, serata in musica, festa e divertimento a piedi nudi sulla sabbia, in attesa dello spettacolo pirotecnico, momento clou della Festa di San Lorenzo.
Sempre in Romagna Il 10 agosto i fuochi d’artificio tornano a illuminare la foce del Savio, punto di incontro tra Lido di Classe e Lido di Savio. Alle 23.00, il cielo si accende e anche Casalborsetti, sulla costa a Nord di Ravenna, saluta la notte di San Lorenzo con un’esplosione di colori che si sprigionano tra Bagno Oasi e Bagno Molo.
In Lombardia, sul lago di Como gli appuntamenti sono almeno due. A Mandello sul Lario (Lecco), il giorno di San Lorenzo coincide con la festa patronale che si celebra con tradizionale fiera di San Lorenzo, le suggestive gite sulle tradizionali barche “Lucie”, musica dal vivo e uno spettacolo pirotecnico sul lago previsto per le ore 22.
Notte di festa anche a Colico (Lecco), che celebra la notte di San Lorenzo con musica dal vivo, spettacoli sul lungolago e un suggestivo spettacolo pirotecnico che illumina il cielo stellato dalle 22.30.
In Liguria cresce l’attesa per lo spettacolo piromusicale sul mare a Varigotti, sulle note di Hans Zimmer. Lo show di fuochi d’artificio firmato Setti Fireworks prende vita a partire dalle ore 22 circa presso il Molo presso piazza del Mare.
Sempre in Liguria a San Lorenzo a Mare, si festeggia il patrono con la sagra dedicata, cene all’aperto, musica, balli e uno spettacolo di fuochi di artificio sul mare a partire dalle 22.30, mentre a Cervo sono in programma i giochi di luce a partire dalle 21.30.
In Sicilia gli eventi pirotecnici da non perdere nella Notte dei Desideri sono a Palazzolo Acreide (Siracusa) dove dalle 24 prendono vita spettacoli piromusicali e pirotecnici aerei e a Calamonaci (Agrigento) legati alla festa del Patrono, San Vincenzo Ferreri, che si tiene nella seconda domenica di agosto e quest’anno coincide con la Notte dei desideri. Vale la pena per tempo a Calamonaci per non perdersi le rigattiate, un rito in cui due confraternite del paese (sangiuvannara e sammichilara) gareggiano nel trasportare i simulacri dei santi.
Stelle e Borghi Il Borgo dei Desideri è un’iniziativa dell’Associazione I Borghi più belli d’Italia e coinvolge 120 diverse destinazioni su tutto il territorio uniti dalla presenza all’interno di ciascun borgo di un luogo dove i visitatori possono lasciare i propri bigliettini con i desideri che quest’anno fanno capo al tema “Se io fossi … farei”. Ogni borgo poi propone un programma specifico tra concerti, performance teatrali, mostre e appuntamenti gastronomici.
Tra i tanti in Liguria Cervo celebra la notte di San Lorenzo con un aperitivo e un dj set al tramonto seguito ai giochi di luce in spiaggia. Musica anche a Celle Ligure.
In Veneto, Valeggio sul Mincio apre al pubblico le torri della fortezza scaligera a partire dalle ore 21.00, in occasione della Notte di San Lorenzo, per celebrare la notte più romantica dell’estate e ammirare il cielo da vicino, a caccia di stelle cadenti.
In Lombardia a Sabbioneta si cena di fronte a Palazzo Ducale e la notte si accende con il ritmo di MadJ. È inoltre possibile partecipare a una visita guidata del giardino di Palazzo Giardino, un viaggio nei sogni e nei desideri di Vespasiano Gonzaga che lo ha creato.
A Monteleone d’Orvieto in Umbria sono in programma degustazioni guidate e un percorso di arte acrobatica e musica dal vivo. Rimanendo in Umbria, Monte Castello di Vibio organizza una cena dei desideri e organizza eventi legali all’astrologia, all’oroscopo e alla mitologia oltre all’osservazione delle stelle con telescopio.
A Neive in Piemonte tra i vicoli del centro storico prendono vita rievocazioni storiche e performance teatrali.
Palazzuolo Acreide, in Toscana, apre invece le porte ad artisti di strada e circensi, mentre a Grottamare Alta, nelle Marche, sono in programma giochi di ruolo.
Sull’Alpe Cimbra, a Luserna, San Lorenzo si trasforma in una giornata dove si intrecciano emozioni, sostenibilità e tradizione. In programma infatti ci sono numerose esperienze nella natura come il trekking guidato per ricoprire il paesaggio e la biodiversità, laboratori creativi e safari fotografici, una cacia al tesoro, musica live, esperienze enogastronomiche e l’immancabile osservazione astronomica.
Osservatori unici. Sono numerosi i luoghi stori e immersi nella natura che per la Notte di san Lorenzo programmano serate speciali dedicate all’osservazione della volta celeste e non solo. Eccone alcuni.
Dal 9 al 12 agosto, il Planetario di Torino propone quattro serate speciali dedicate alle Perseidi, lo sciame meteorico noto come “stelle cadenti”. Il programma permette di approfondire diversi aspetti dell’astronomia con strumentazione professionale e guide specializzate.
Sabato 9 e domenica 10 agosto, alle 20.30, al Monastero di Torba, a Gornate Olona (Varese), si visita il Monastero e cena sotto le stelle.
Sempre il 9 e 10 agosto (ma anche il 6 settembre), Villa Della Porta Bozzolo (Varese) ospita i tre appuntamenti di “Astronomi per una notte”, il ciclo di eventi dedicati dal Fai al cosmo e con l’Osservatorio Astronomico G.V. Schiaparelli del Campo dei Fiori (Varese). È inoltre possibile organizzare un pic nic sotto le stelle preparato dallo chef Marco Dossi.
A Bergamo Palazzo Moroni apre le porte alle Sere Fai d’Estate, il 9 e 30 agosto per un appuntamento dedicato all’osservazione guidata della volta celeste, a cura degli astrofili e divulgatori scientifici Gianni Locatelli e Luciano Pezzotti.
L’Oasi Lipu Bianello (Reggio Emilia) apre al pubblico la notte di San Lorenzo a partire dalle 20.30 per godere del cielo stellato e non solo. La serata, che inizia nel parco del Melograno e prosegue al castello di Bianello, vuole essere l’occasione per coprire rumori e i suoni della notte.
L’Oasi Lipu Riserva Chiarone a Massaciuccoli (Lucca) apre al pubblico il 10,11 e 12 agosto. Si può passeggiare nella riserva fino a raggiunger l giardino di Villa Ginori e partecipare all’escursione in battello con osservazione guidata del cielo e rientro al Porto di Massaciuccoli. Su richiesta è infine possibile prenotare una cena con i prodotti tipici del Parco.
L’Oasi Lipu delle Zone Umide Beneventane ha in programma l’osservazione di stelle e pianeti.
Calici di Stelle per Donnafugata
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Il 10 agosto, Donnafugata celebra San Lorenzo e l’appuntamento con Calici di Stelle con un viaggio nel cuore della Sicilia nella Tenuta di Contessa Entellina, nelle Terre del Gattopardo là dove è nata Donnafugata. Qui vino, danza e musica diventano espressione di un immaginario siciliano ricco di suggestioni, reinterpretato in chiave moderna.
L’esperienza inizia tra i filari, continua con il videomapping, prosegue con la degustazione di annate storiche e di etichette iconiche, per culminare con coreografie originali e musiche suggestive. A fare da colonna sonora, le composizioni di Paolo Buonvino per la serie Netflix Il Gattopardo, a cui Donnafugata ha dedicato il Mille e una Notte 2021Special Edition, simbolo della collaborazione per il lancio della serie. La musica accompagna le performance create dal coreografo Domenico Ciaccia: il suo corpo di ballo porta in scena una rilettura del Gran Ballo, ispirato alla mondanità dell’aristocrazia siciliana. Al centro dell’esperienza il vino, elemento di connessione tra memoria e innovazione, in grado di parlare a tutti. A chiudere la serata, il dj set sotto le stelle.
Gli altri appuntamenti con Calici di Stelle a Donnafugata Cena a Casa Salina è il tema Calici di Stelle nelle Cantine Storiche di Marsala il 17 agosto, presso la Tenuta di Vittoria il 19 agosto e nella Tenuta di Randazzo sull’Etna il 21 agosto. Il programma prevede la visita guidata, seguita dalla degustazione in abbinamento ai classici della cucina siciliana.
L’incanto della notte di San Lorenzo a Torino
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Una Notte al Museo, il format ideato e realizzato dalla Fondazione Club Silencio, apre le porte dei Musei Reali di Torino per una serata dedicata al più famoso cielo d’estate, quello di San Lorenzo.
Un’occasione irripetibile attraverso arte, architettura e storia, tra saloni barocchi, affreschi, collezioni d’arte e scorci segreti dei Musei Reali di Torino. Per l’occasione è prevista l’apertura dell’appartamento dei Principi Forestieri, solitamente chiuso al pubblico. Ad arricchire l’esperienza, una programmazione culturale e artistica che intreccia installazioni partecipate, performance, astronomia, tarocchi, musica elettronica e concerti a lume di candela.
A rendere ancora più speciale la serata, l’installazione partecipata a tema desideri ideata da Lunar, nome d’arte di Mattia Varsalona che invita il pubblico a scrivere e affidare il proprio desiderio a un’opera collettiva, poetica e luminosa. Per chi ama guardare lontano, l’Associazione Celestia Taurinorum guida l’osservazione astronomica grazie a telescopi puntati sul cielo e a un racconto visivo e mitologico supportato dal software Stellarium. S Sotto il cielo di agosto, è inoltre possibile partecipare alle letture dei tarocchi, mentre la Vr Experience trasporta gli ospiti al centro del cosmo.
Il percorso sonoro della serata è curato dal collettivo Shine On You, con una selezione musicale tra acid house, micro-house e suggestioni elettroniche underground. Nel Teatro Romano, invece, il quartetto d’archi Gli Archimisti interpretaalcune delle più celebri colonne sonore del cinema, regalando al pubblico un momento intimo e suggestivo illuminato da centinaia di candele.
Arte e simbolismo nella Traviata di Hugo de Ana in scena all’Arena di Verona
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Con l’edizione in corso dell’Arena di Verona Opera Festival è tornata in scena La Traviata di Giuseppe Verdi nell’allestimento firmato da Hugo de Ana, una produzione che mancava dal festival veronese dal 2016. La produzione trasporta il pubblico nella Parigi della Belle Époque e dà vita a una serata dove la grandezza interpretativa degli interpreti crea momenti di arte e magia.
La produzione di de Ana, originariamente ideata per l’Arena Opera Festival del 2011, vince la sfida di adattare un’opera intimista come La Traviata agli spazi colossali dell’anfiteatro romano. Gigantesche cornici vuote e specchi poggiati sulle gradinate dell’Arena di Verona rappresentano il fulcro dell’allestimento che si anima nel corso dello svolgimento dell’opera con rappresentazioni di tableau vivant. L’intuizione del regista è quella di utilizzare cornici enormi come simbolo delle convenzioni sociali del mondo scintillante e ipocrita in cui si muove La Traviata, Violetta Valéry, fino all’incontro con l’amore sincero di Alfredo. La protagonista ha valore solo all’interno delle convenzioni sociali, le stesse racchiuse dalla cornice, un simbolismo che si rivela particolarmente efficace nel secondo atto quando l’enorme tela a fiori che custodiva l’idillio campestre dei due amanti, cala assieme al cadere delle loro illusioni.
L’esordio di Francesco Ommassini sul podio areniano per La Traviata dello scorso 25 luglio ha portato una lettura meditativa ed elegante della partitura verdiana che ha saputo valorizzare le qualità vocali degli interpreti.
La Traviata prosegue le repliche fino al 2 agosto.
Cast di alto livello Il vero punto di forza della serata del 25 luglio si è rivelato essere il cast. Rosa Feola, Violetta, ha dimostrato ancora una volta la sua classe interpretativa, nonostante le difficoltà sceniche imposte dalla regia che portato il soprano a interpretare “Sempre Libera” in cima a una cornice sul finale del primo atto, a simboleggiare la fuga dalle convenzioni grazie all’amore. Commovente la sua interpretazione di “Addio del passato”.
Al suo fianco, Dmitry Korchak ha fatto il suo debutto in Arena nel ruolo di Alfredo. Il tenore russo, già noto al pubblico veronese per aver interpretato il Conte d’Almaviva ne Il Barbiere di Siviglia nel 2018 e nel 2023, ha saputo dare vita e voce alle intemperanze e all’egoismo di Alfredo.
Nel ruolo di Giorgio Germont, Amartuvshin Enkhbat si conferma interprete verdiano d’eccezione dal fraseggio morbido e dalla piena adesione al personaggio. Il baritono mongolo, già applaudito nelle precedenti stagioni areniane, ha dimostrato ancora una volta la sua classe interpretativa.
La serata ha beneficiato anche di un cast di supporto di alto livello. Sofia Koberidze ritrae una Flora arguta e leggera, in duello amoroso con il Marchese d’Obigny, interpretato da Jan Antem. Matteo Macchioni è un Gastone dalla voce squillante, mentre buone le prove di Nicolò Ceriani (Barone Douphol), Gabriele Sagona (Dottor Grenville) e Francesca Maionchi (Annina), capaci di piegare i colori vocali alle esigenze drammatiche. Ottima la prestazione, sia vocale che scenica, del Coro della Fondazione Arena di Verona, preparato da Roberto Gabbiani, confermando l’eccellenza tecnica che caratterizza i complessi artistici areniani.
La Carmen di Zeffirelli, il kolossal che celebra l’Arena di Verona
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Carmen festeggia in Arena i 150 anni dalla prima assoluta dell’opera di George Bizet e i 30 anni dal debutto areniano dell’allestimento di Franco Zeffirelli che si conferma attuale, vitale e con una capacità di coinvolgimento che pochi spettacoli riescono a mantenere nel tempo.
L’allestimento si presenta come un vero kolossal cinematografico che coinvolge centinaia di figuranti, due cori (il Coro di Fondazione Arena preparato da Roberto Gabbiani e il coro voci bianche di A.Li.Ve. istruite da Paolo Facincani), la Compagnia Antonio Gades protagonista, tra l’altro, dell’interruzione tra il terzo e il quarto atto in cui dà vita a una applaudita gara di flamenco e la parata di stelle internazionali. Zeffirelli porta in scena oltre quattrocento persone, oltre a cavalli, asini, carri e carretti che rendono la scena ancora più reale. Nessun dettaglio è lasciato al caso neppure nelle scene di massa dove ogni comparsa, mimo, attore e cantante racconta nel volto e nei gesti una sua storia.
La Carmen di George Bizet firmata da Zeffirelli continua a stupire per la sua capacità di coniugare spettacolarità e intimità drammatica, per la concretezza scenica e allo stesso tempo per il gusto per il dettaglio visivo, per la concretezza scenica e, in ultimo, per il suo allure che non tradisce mai il carattere popolare e passionale dell’opera.
Sul podio il maestro Francesco Ivan Ciampa bilancia con maestria i momenti lirici con quelli più spettacolari.
Un cast di stelle Nella serata del 26 luglio, nel ruolo di Carmen ha brillato Alisa Kolosava, mezzosoprano russa che torna a interpretare la zingara di Bizet dopo il successo ottenuto nello stesso ruolo in occasione del 101°Opera Festival 2024. La sua interpretazione unisce una tecnica vocale impeccabile alla grinta di Carmen e a una presenza scenica magnetica. Elegante negli accenni flamenchi, Kolosava riesce a incarnare perfettamente la dualità del personaggio di Carmen: seduttrice e ribelle, passionale e tragica, pur mantenendo sempre costante l’accento alla rivendicazione della libertà di essere sempre se stessa. Il suo fraseggio nella celebre “Habanera” rivela maturità artistica, mentre nei momenti drammatici del quarto atto Kolosava dimostra una capacità di sostenere l’intensità emotiva che pochi interpreti riescono a raggiungere. La voce, di timbro caldo e penetrante, si adatta perfettamente agli spazi dell’Arena, riuscendo a raggiungere ogni angolo dell’anfiteatro con naturalezza e potenza.
Accanto a Kolosava, Roberto Alagna dà vita a un Don José di autentica grandezza drammatica, sostenuta da un’interpretazione vocale e scenica di rara intensità. Il tenore francese porta sul palco un Don José tormentato e credibile, capace di passare dalla tenerezza iniziale alla disperazione finale con una progressione drammatica che tiene il pubblico con il fiato sospeso. La sua voce mantiene quella brillantezza e quella facilità negli acuti che lo hanno reso celebre sui palcoscenici internazionali. Particolarmente toccante la sua interpretazione del 2la fleur que tu m’avais jettée”” del secondo atto, dove la tecnica si fonde con un’emotività autentica che raggiunge direttamente il cuore degli spettatori, evidenziando i travagli del personaggio verso l’inarrestabile corsa al degrado morale.
Mariangela Sicilia offre una Micaela di grande purezza vocale e interpretativa, riuscendo a far emergere la forza interiore del personaggio. La sua aria del terzo atto, “Je dis que rien ne m’épouvante”, viene eseguita dalla soprano già interprete di Micaela in Arena nel 2018, ’19, ’23 e ’24, con una sensibilità musicale che mette in risalto ogni sfumatura del testo.
Escamillo è il baritono Luca Micheletti. Il cantante unisce carisma scenico e solidità vocale. La sua “Chanson du Toréador” diventa un momento di puro spettacolo, sostenuta da una voce potente e ben proiettata che riesce a dominare l’orchestra e il coro senza apparente sforzo. Micheletti tratteggia un Escamillo sicuro di sé e affascinante, capace di conquistare Carmen con la sua sicurezza e il suo charme naturale.
A completare il cast Jan Antem e Francesco Pittari (i contrabbandieri Dancairo e Remendado), Daniela Cappiello e Sofia Koberidze (Frasquita e Mercédès) Gabriele Sagona e Giulio Mastrototaro (Zuniga e Morales) che contribuiscono a creare quell’atmosfera di ensemble che è fondamentale per la riuscita di Carmen.
Un successo che guarda al futuro Questo ritorno di Carmen all’Arena di Verona dimostra di come il teatro d’opera possa continuare a rinnovarsi pur mantenendo le proprie radici. È tuttora la seconda opera più ricorrente in Anfiteatro dopo il capolavoro verdiano: il 14 agosto 2025 è prevista la recita numero 300 da quella prima Carmen. Repliche della “Carmen” sono previste il 14, 23, 29 agosto, con il gran finale in programma il 3 settembre ore 21.
Il Transumare Fest anima la Riviera del Gigante
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Dal 20 al 23 agosto Transumare Fest anima Roseto degli Abruzzi, sulla Riviera del Gigante di Teramo. Il Festival, organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale Rosangeles con il comune di Roseto degli Abruzzi, propone un programma denso di attività sportive, culturali ed enogastronomiche e una ricca programmazione musicale per valorizzare il territorio abruzzese, e in particolare il territorio di Teramo dove convivono a pochi chilometri di distanza mare, montagna e collina. Dalle escursioni al sup fino alle passeggiate tra le vigne e allo yoga in riva al mare, sono molteplici le proposte in programma per invitare il pubblico ad andare oltre il viaggio tra generi e sonorità diverse e scoprire le bellezze e le eccellenze dell’Abruzzo,
La transumanza e Il territorioabruzzese La transumanza,letteralmente “transitare sul terreno”, è una tradizione legata storicamente a questo territorio e descrive la migrazione stagionale di greggi, mandrie e pastori che dai pascoli montani o collinari si spostano in pianura e viceversa.. La Provincia di Teramo è infatti delimitata da due dei rilievi più importanti dell’arco appenninico: il Gran Sasso, che segna il confine occidentale e, all’estremo Nord della provincia, i Monti della Laga. Dalla cima dell’Appennino il territorio digrada in diverse valli collinari per poi arrivare alla costa sul Mare Adriatico e alla Riviera del Gigante su cui si affaccia Roseto degli Abruzzi.
Non è quindi un caso che il Trasumare Fest già nel nome richiami anche la relazione del territorio con il mare. Roseto degli Abruzzi vanta sia Bandiera Blu che la Bandiera Verde, oltre a essere promossa con le “Tre Vele” da Legambiente e Touring Club.
“Vivi Transumare”, il programma sul territorio
Tra i molteplici eventi in programma sul territorio, si segnalano: Radicarsi: mindfulness e percorsi sensoriali in spiaggia
Giovedì 21 agosto, il primo passo sarà verso la terra. Con “Radicarsi”, progetto ideato da @aps.limo e guidato dalla psicologa clinica Chiara Russo, la spiaggia si trasforma in spazio di presenza e connessione. Un’esperienza di mindfulness per ascoltare corpo e respiro, a piedi nudi nella sabbia. All’alba con il Qi Gong
Venerdì 22 agosto, quando il sole si affaccia sull’Adriatico, la giornata si apre con una sessione di Qi Gong condotta da Aurelia D’Andrea. Una pratica che armonizza energia, movimento e respiro per risvegliare corpo e mente nella quiete dell’aurora. Yoga al tramonto
Sabato 23 agosto, la luce dorata del tramonto accoglie la pratica di yoga in riva al mare con Milva Shanti. Un flow dinamico per ritrovare centratura e ascolto interiore, tra onde, respiro e movimento consapevole. Sup Cruising: esplorare il mare pagaiando
Dal 21 al 23 agosto, con Emidio Rossi e il progetto Coastliner, sarà possibile partecipare a un’esperienza di SUP lungo la Riserva Naturale del Borsacchio. Una traversata guidata per scoprire il litorale da un’altra prospettiva. Trekking a Campo Imperatore
Sabato 23 agosto, i passi si spostano in altura con gli “Amici del Trekking”. Una camminata accessibile a tutti alla scoperta di Campo Imperatore e del Parco Nazionale del Gran Sasso, tra natura, silenzi e una sorpresa finale.Calisthenics Workshop con Christian Mariani
Sempre sabato, spazio all’energia e alla forza del corpo con il workshop gratuito tenuto da Christian Mariani, atleta internazionale e Bar-Barian ufficiale in Italia. Dedicato a chi ama l’allenamento a corpo libero o vuole iniziare con una guida esperta e motivazionale. Tra vigne e sapori: sdijuno contadino e musica in cantina
Sabato 23 agosto, “Vivi Transumare” conduce tra le colline abruzzesi, per un’esperienza che intreccia natura, memoria e convivialità. In collaborazione con Fattoria Giuseppe Savini, una delle realtà vinicole più radicate del territorio, il percorso si apre con la Passeggiata tra le vigne, un cammino lento di circa mezz’ora con vista sul Gran Sasso e sui borghi di Notaresco e Guardia Vomano. Ad accogliere i partecipanti, in riva a un piccolo laghetto, ci sarà lo sdijuno vegetariano, versione rivisitata della tradizionale colazione contadina: pane con formaggio fresco di giornata, peperoni, uova, il tutto accompagnato da una prima degustazione di vino locale.
A seguire, dalle 12:30, l’esperienza prosegue alla Cantina Savini per una visita con degustazione e accompagnamento musicale: un pranzo in piedi a tema abruzzese, tra strumenti e canti popolari, sapori autentici e racconti di vigna. In totale, l’esperienza include quattro degustazioni di vino e una selezione di piatti tipici.
Tutti i nomi della line-up Interessante anche la programmazione musicale dei giorni del Trasumare Fest. Ecco gli artisti in cartellone giorno per giorno. Mercoledì 20 agosto:
Management del dolore post-operatorio
Gioia Lucia
Thanks Mate
Giovedì 21 agosto:
DVS1
Pellegrino&Zodyaco
Emma Nolde
C.A.R.
Pietro Mio
Stefania
Venerdì 22 agosto:
Venerus
Okgiorgio
Delicatoni
Unai Trotti
Lamante
RIP
Sabato 23 agosto:
99 Posse
Omar Souleyman
Coca Puma
The Tangram
Cellini
Outransa
Budapest in festa
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Estate di feste, musica ed eventi a Budapest, nel cuore d’Europa. Il calendario è ricco di appuntamenti e promette emozioni e divertimento per tutte le età. L’adrenalina sale già nei primi giorni del mese, quando il rombo dei motori della Formula 1 risuona all’Hungaroring, poco fuori dal centro, tra curve leggendarie e tribune colme di appassionati.
Ma è sull’Isola di Óbuda che esplode la magia dello Sziget Festival, dal 6 all’11 agosto: qui la musica non conosce confini. Oltre 550.000 persone sono pronte a vivere sei giorni di concerti, performance, installazioni artistiche e incontri culturali. La line-up 2025 prevede grandi nomi di fama internazionale, da Post Malone ad A$AP Rocky, da Shawn Mendes a Charli XCX, senza dimenticare le sorprese che ogni anno rendono unico questo evento. Sziget è molto più di un festival musicale: è un’esperienza immersiva dove si balla fino all’alba, si ammirano spettacoli circensi, si respira arte e si riflette sui grandi temi contemporanei.
Quando i decibel si abbassano, Budapest invita i turisti a riscoprire la sua anima più autentica. Dal 17 al 20 agosto, il Festival delle Arti Popolari anima il Castello di Buda con i colori e i profumi dell’artigianato tradizionale. Qui si possono trovare oggetti unici della manifattura ungherese, e assistere a danze e canti popolari che raccontano la storia di un territorio fiero delle proprie radici. Il Festival propone un viaggio nel tempo, tra mercatini, laboratori e spettacoli che coinvolgono grandi e piccini.
Il culmine dell’estate arriva il 20 agosto, giorno in cui si celebra la Festa Nazionale d’Ungheria, quando, per l’occasione, la città si veste a festa per ricordare la fondazione dello Stato. La giornata è un susseguirsi di eventi: dalle parate militari con spettacolari esibizioni aeree sopra il Danubio, alle cerimonie ufficiali, fino alla sera, quando il cielo si illumina con uno dei maggiori spettacoli pirotecnico d’Europa. Migliaia di fuochi d’artificio, coreografie di droni e giochi di luce dipingono i monumenti simbolo di Budapest, dal maestoso Parlamento alle colline di Gellért. Un’esperienza multisensoriale, tra suoni, colori e suggestioni che restano impresse nella memoria dei visitatori e dei cittadini.
E per trovare refrigerio dal caldo estivo la scelta non manca. Con l’arrivo dell’estate, Budapest si trasforma in un paradiso acquatico dove sport, benessere e divertimento creano un connubio unico. Con il Danubio che attraversa la città, spiagge urbane e piscine storiche, Budapest offre numerose opportunità per vivere un’estate dinamicadove l’acqua diventa l’elemento principale, tanto per i cittadini quanto per i visitatori.
Il Danubio, che divide Buda e Pest, è il fulcro delle attività acquatiche estive come paddleboarding, kayak, wakeboard e rilassanti escursioni in barca. Le rive ospitano aree attrezzate ideali per ogni esigenza: dal parco verde Római Part alla luminosa Lupa Beach, che offre atmosfere da resort tra sport, relax e intrattenimento. Gli amanti dell’adrenalina possono dirigersi al Jet Park sul lago Fundy, meta perfetta per vivere emozioni forti sull’acqua, e per chi preferisce un’esperienza più suggestiva, le crociere private al tramonto lungo il Danubio permettono di scoprire i monumenti della città da una prospettiva affascinante e romantica. Tra le attrazioni più curiose, l’originale autobus galleggiante accompagna i visitatori in un insolito viaggio che unisce il percorso urbano alla navigazione fluviale, regalando scorci panoramici inaspettati.
Inoltre, Budapest vanta un’identità profondamente legata all’acqua, grazie a una conformazione geologica straordinaria che alimenta oltre cento sorgenti calde naturali. Questo patrimonio rende la capitale ungherese la regina delle mete termali d’Europa, dove il benessere si intreccia con la cultura e la vita quotidiana. I bagni storici della città non sono solo luoghi di cura, ma autentici simboli dell’eredità architettonica e sociale.
Aida, Carmen e Violetta, tre voci di libertà all’Arena di Verona
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Aida, Carmen e Violetta tornano sul palco dell’Arena di Verona a raccontarsi e a interrogare il presente con la forza delle loro scelte radicali. La Traviata, Carmen e Aida vanno in scena, per un fine settimana veronese da non perdere, il prossimo 25, 26 e 27 luglio interpretate rispettivamente da Rosa Feola, Alisa Kolosova e Aleksandra Kurzak.
Fin dalle origini del Festival Lirico di Verona, inaugurato nel 1913 con l’Aida di Giuseppe Verdi a cui è seguita nel 1914 la prima produzione di Carmen in Arena, le tre opere hanno segnato la programmazione areniana, trasformando queste tre figure operistiche in pilastri della cultura europea. Aida con la sua monumentalità che si sposa con l’architettura romana, La Traviata con la sua intimità che contrasta con la vastità dell’anfiteatro, Carmen con la sua sensualità mediterranea che risuona nelle notti estive veronesi. Non si tratta solo di numeri: ogni rappresentazione segna un confronto tra la concezione ottocentesca della femminilità e le istanze contemporanee di autodeterminazione.
Violetta Valéry: il potere delle scelte. Dall’esclusione sociale alla libertà economica. Il potere delle scelte Violetta Valéry, protagonista de La Traviata, emerge dalla Parigi di metà Ottocento come una donna che detiene un controllo inedito sulla propria esistenza, una donna che sceglie i propri amanti e gestisce la propria ricchezza in una società che relega le donne alla dipendenza maschile. Il personaggio nasce dal romanzo “La Dame aux camélias” di Alexandre Dumas figlio, ispirato alla figura reale di Marie Duplessis, morta di tisi a ventitré anni.
Quando Giuseppe Verdi e Francesco Maria Piave creano La Traviata nel 1853, Violetta Valéry rappresenta una figura rivoluzionaria mascherata da melodramma romantico. La cortigiana parigina incarna una contraddizione che l’epoca fatica ad accettare, sfida le convenzioni del tempo e trasforma la condanna sociale in libertà economica. La sua morte per tisi, consunzione, rappresentava il prezzo pagato da chi osava vivere secondo regole personali, rivendicando piacere e autonomia, mentre oggi la rinuncia all’amato Alfredo Germont diventa atto consapevole di una donna libera. Nel 2025, la voce Violetta risuona ancora attuale. La sua capacità di negoziare tra desiderio e convenienza sociale, tra passione e calcolo, parla a generazioni che hanno conquistato spazi di autodeterminazione impensabili nell’Ottocento, pur continuando in molti casi a vivere la tensione costante tra realizzazione personale e pressioni sociali.
La regia di Hugo De Ana, con i suoi specchi e arazzi belle époque, riflette questa tensione tra apparenza e autenticità che attraversa i secoli. La direzione di Francesco Ommasini le dà forma.
Carmen: la ribellione come identità Carmen di Georges Bizet emerge dalla Siviglia del 1875 come l’antitesi della femminilità romantica. Prosper Mérimée, autore della novella, prima e Bizet poi costruiscono un personaggio che rifiuta ogni forma di possesso maschile, utilizza la seduzione come strumento di potere e sceglie infine la morte piuttosto che la sottomissione. Carmen non chiede pietà né perdono: rivendica il diritto di cambiare idea, di tradire, di essere incoerente. L’opera, che proprio quest’anno festeggia i suoi primi 150 anni, fece scandalo fin dalle prove, cambiando poi per sempre la storia del melodramma.
La modernità di Carmen risiede nella consapevolezza tragica delle conseguenze delle proprie scelte. Sa che Don José può ucciderla, ma preferisce la morte alla sottomissione. La sua frase finale, “Tuez moi donc, ou laissez-moi passer!” (Uccidimi dunque, o lasciami passare!), rappresenta un manifesto di resistenza che attraversa i secoli.
La Carmen, portata in scena nella storica produzione firmata trent’anni da Franco Zeffirelli, dialoga drammaticamente con la cronaca contemporanea. Carmen diventa così l’archetipo della donna che muore per aver detto “no”, ma anche il simbolo di tutti coloro che scelgono la coerenza con se stessi.
La lettura contemporanea del personaggio dell’opera ha quindi visto evolvere Carmen dalla “femme fatale” esotica ottocentesca, a simbolo di libertà sessuale e autodeterminazione di chi vive ai margini della società e da questa marginalità costruisce spazi di libertà.
Aida: il riscatto dalla schiavitù Aida rappresenta il paradosso della schiava che comanda sul destino dei potenti. Giuseppe Verdi e Antonio Ghislanzoni nel 1871 creano la figura della principessa etiope ridotta in schiavitù in Egitto evidenziando la tensione tra dovere pubblico e desiderio privato, tra fedeltà alla patria e fedeltà al cuore.
La produzione in scena quest’estate e firmata da Stefano Poda si confronta con Aida attraverso la creazione di un Egitto visionario e simbolico fatto di trasparenze, fasci di luce e costumi sontuosi. La lacerazione di Aida tra due patrie, l’Etiopia del padre Amonasro e l’Egitto dell’amato Radamès, rispecchia le appartenenze multiple che definiscono l’identità contemporanea. Se la lettura ottocentesca vedeva in Aida l’esotismo caro al pubblico europeo, una principessa africana idealizzata secondo canoni occidentali, oggi il personaggio parla di persone che mantengono connessioni culturali transnazionali mentre costruiscono nuove appartenenze. In questo contesto, la scelta di Aida di morire accanto a Radamès, rappresenta la scelta di chi rifiuta di vivere dimezzato tra mondi inconciliabili e così facendo, trasforma la sconfitta in trionfo spirituale. Non è più il conflitto romantico tra amore e dovere, ma la condizione esistenziale di chi appartiene a più mondi e deve costantemente negoziare lealtà diverse.
Soggetti autonomi e non oggetti del desiderio Nel panorama operistico ottocentesco, Violetta, Carmen e Aida rappresentano un’evoluzione rispetto alle eroine passive del primo Romanticismo. Non subiscono il destino: lo forgiano con decisioni consapevoli. Tutte e tre possiedono la capacità di agire autonomamente, influenzando il proprio destino come soggetti della propria storia e non oggetti del desiderio maschile. Violetta la esercita attraverso la gestione economica della propria sessualità, Carmen attraverso il rifiuto a ogni forma di controllo, Aida attraverso la fedeltà a valori che trascendono le convenienze politiche. La loro tragicità non deriva dalla fatalità, ma dalla collisione tra volontà individuale e strutture sociali oppressive e anticipa le rivendicazioni del secolo successivo. Il carisma di queste tre figure nasce dalla loro capacità di trasformare la vulnerabilità in potere e forza politica. Violetta converte la malattia in purificazione morale, Carmen trasforma la marginalità sociale in libertà assoluta, Aida eleva la schiavitù a testimonianza di dignità.
Specchi del presente Al loro debutto (La Traviata nel 1853, Carmen nel 1875, Aida nel 1871), queste opere hanno rappresentato rotture significative con le convenzioni teatrali del tempo. Violetta scandalizza perché trasforma la prostituzione in imprenditorialità femminile, Carmen disturba perché rifiuta la redenzione attraverso l’amore, Aida inquieta perché una schiava detta lezioni morali ai padroni. Il pubblico ottocentesco poteva accettare queste figure solo perché la loro storia si concludeva con la morte. Oggi queste morti assumono significati diversi e diventano testimonianze di coerenza. Violetta, Carmen e Aida muoiono perché scelgono di rimanere fedeli a se stesse piuttosto che adattarsi a ruoli distanti da loro, rifiutando compromessi e rivendicano il diritto alla alla libertà. La contemporaneità di queste figure risiede in questa fedeltà all’autenticità personale, valore centrale nell’etica contemporanea. Sono donne che rifiutano di essere salvate dagli uomini perché hanno scelto di salvare se stesse, anche nella morte
L’Arena di Verona, anche nel 2025, diventa un palcoscenico che amplifica la loro risonanza contemporanea, un teatro dove passato e presente si confrontano attraverso voci femminili che pur con centocinquant’anni di storia alle spalle, mantengono intatta la loro forza provocatoria. Sono numerose le serate dedicate ad Aida, Violetta e Carmen, confermando come questi titoli restino pilastri del repertorio non per nostalgia ma per capacità di interrogare il presente. L’Arena di Verona diventa così il
L’eredità delle tre ribelli Dal 1913 Carmen, Aida e Violetta hanno accompagnato l’evoluzione della coscienza femminile europea, hanno visto passare due guerre mondiali, il movimento suffragista, la rivoluzione sessuale, il femminismo, l’ingresso massiccio delle donne nel mondo del lavoro, i movimenti per i diritti Lgbtq+. Attraverso ogni trasformazione sociale, Aida, Carmen e Violetta hanno mantenuto la loro rilevanza perché incarnano conflitti che attraversano le epoche: il prezzo della libertà che non si mendica, il valore dell’autodeterminazione, la tensione tra desiderio individuale e convenzione sociale- Nell’Arena del 2025, queste tre opere declinate al femminile continuano a insegnare che la vera libertà costa tutto, ma vale tutto.