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DIFFUSIONI OLFATTIVE: cronaca di un grande successo

Poco dopo Pasqua, vi avevamo annunciato l’appuntamento con Diffusioni Olfattive, l’evento culturale dedicato alla storia e all’arte del profumo che dal 24 al 26 aprile ha trasformato l’Aula della Camera Italiana del magnifico Palazzo Carignano — sede del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano a Torino — in un palcoscenico internazionale della cultura olfattiva.

Ideato e organizzato da KAON — realtà fondata da Roberto Drago e Daniela Caon, che da oltre 25 anni opera nel mondo della profumeria di nicchia con riconosciuta competenza e autorità — Diffusioni Olfattive ha dimostrato fin dalla sua prima edizione di rispondere a un bisogno reale e profondo: quello di restituire al profumo la sua dignità di patrimonio culturale universale, al di là delle sole logiche di mercato.

Venerdì 24 aprile ha visto alternarsi riflessioni sul profumo come patrimonio identitario nazionale (Ermano Picco), l’esplorazione dei legami tra olfatto, scienza e benessere (Luca Raimondo) e una vivace tavola rotonda sullo stato dell’arte della profumeria contemporanea con Luca Maffei, Giuseppe Imprezzabile e Roberto Drago.

Sabato 25 aprile ha portato in scena l’Osmothèque di Versailles con un viaggio nella storia del profumo, una performance al pianoforte di Massimiliano Genot che ha intrecciato musica e olfatto, e gli interventi di Lucien Ferrero, Giuseppe Imprezzabile e Luca Maffei sul passato, la poetica e il futuro della profumeria.

Domenica 26 aprile, a concludere l’evento, l’intervento di Jean-Claude Ellena sul rapporto tra intelligenza artificiale e profumo, un dialogo multisensoriale tra gusto e olfatto con lo chef stellato Matteo Baronetto, e la lectio di Roberto Drago su come comunicare il profumo.

Parallelamente alle conferenze, il percorso espositivo allestito ha offerto un viaggio immersivo attraverso reperti storici, flaconi d’epoca e documenti provenienti dagli archivi di aziende e maison partner. Come ha commentato lo stesso Roberto Drago “È stato un viaggio a 360 gradi che ha coinvolto il pubblico facendo vivere anche momenti emozionanti.”

Ci vediamo alla prossima edizione!!!

(photo by © Mauro Ujetto Photography, courtesy of Kaon)




LabSolue: bellezza olfattiva

Nel vibrante distretto del design milanese, tra la vivace Via Tortona e la quiete di Via Forcella, sorge un luogo dove l’arte della profumeria incontra l’ospitalità di lusso: Magna Pars Suites Milano, il primo “Hotel à Parfum” al mondo. Al suo interno, il LabSolue Perfume Laboratory non è solo un laboratorio, ma una vera e propria biblioteca olfattiva, custode di essenze preziose e di una storia familiare che affonda le radici nella tradizione profumiera italiana, quella della famiglia Martone, esperti creatori di profumi sin dal 1945. In occasione della Milano Beauty Week 2025 abbiamo potuto visitare il Laboratorio e provare le loro linee.

LabSolue nasce dalla fusione di “Laboratorio” e “Assoluta”, unendo competenza tecnologica e un profondo legame con la natura. L’Hotel Magna Pars stesso sorge nell’ex fabbrica di profumi della famiglia e infatti non è un semplice hotel, ma un’esperienza sensoriale a 360 gradi. Ogni dettaglio è pensato per incoraggiare i sensi all’esplorazione dei profumi. Le trentanove suite dell’hotel sono battezzate con un’essenza del laboratorio. Il numero associato al nome di ogni Essenza LabSolue rappresenta il numero della suite, mentre il nome indica la materia prima o la nota olfattiva prevalente nella composizione. Il Magna Pars vanta anche una partnership con il MUDEC, il vicino Museo delle Culture di Milano, offrendo agli ospiti la possibilità di visite guidate private e cene ispirate alle mostre in corso. Infine, l’hotel offre un “Aperitivo Olfattivo“, un’esperienza sensoriale unica in cui i cocktail sono ispirati alle 39 note olfattive di LabSolue e si evolvono periodicamente seguendo il corso delle stagioni. L’aperitivo viene servito al Liquidambar, l’accogliente Lounge Bar dell’hotel, e durante la bella stagione anche nel suggestivo Giardino Interno o sul Roof Deck.

(website Labsolue)

Il cuore di LabSolue è la sua Biblioteca Olfattiva, una collezione di preziosi “Volumi Olfattivi”. Questi profumi, riconoscibili e indimenticabili, sono ispirati al territorio italiano, ai suoi arbusti fioriti, legnosi, fruttati e aromatici. La collezione è suddivisa in famiglie olfattive: Frutti e Aromatici, Fiori, Legni e Resine. Tra le trentanove essenze, una selezione mirata ha portato all’individuazione di sedici fragranze per le candele profumate artigianali, interamente fatte a mano.

Tre essenze sono state selezionate tra i finalisti del Premio Accademia del Profumo 2025 (domenica 21 settembre la premiazione): “315 Palo Santo” di Pierre Guéros, “320 Ambra Grigia” di Emilie Coppermann e “221 Iris” di Maurice Roucel. Inoltre, LabSolue ha avviato una collaborazione biennale con la Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano ETS, introducendo le sue essenze nel celebre percorso sensoriale “Dialogo nel Buio” proprio in occasione della Milano Beauty Week 2025. Noi ci siamo innamorate di 30 Robinia, 205 Mirra, 211 Olibano e 221 Iris.

L’altra collezione creata da LabSolue si chiama “Aqua Adornationis”. I prodotti della collezione sono formulati con minerali preziosi, estratti vegetali acquatici e molecole idratanti avanzate. Acqua per adornare, espressione latina in disuso, dal grande valore simbolico: profumi per adornarsi di emozioni olfattive. Inoltre, i nomi dei profumi sono corredati da misteriose date di nascita. I nostri 2 preferiti sono Vertigo 1973 e Bohemiam Spirit 1979.

Vertigo 1973 è stato creato dall’immenso Dominique Ropion, e viene descritto come un profumo di attrazione celestiale: l’ispirazione arriva infatti dai corpi celesti, dal loro avvicinarsi e incontrarsi nello spazio infinito. I due estremi dello spettro olfattivo sono miscelati insieme, in una vertigine che va dal caldo e avvolgente, al fresco e attraente. Un vortice di Patchouli, Olibano, Cisto Labdano, Vetiver, Legno di Cedro e Assenzio danza sulla pelle donando freschezza un attimo prima e calda sensualità l’attimo seguente.

Bohemiam Spirit 1979 è il profumo del primo incontro tra Giorgia Martone e Sophie Labbé e vuole per l’appunto ricreare la sensazione di un primo incontro: fugace e memorabile, il breve momento che passa tra l’essere sconosciuti e il conoscersi, e il non potersi più dimenticare. Un originale e sofisticato fiorito-fruttato, con note di ribes nero, peonia, vaniglia e sandalo.

Tutti i prodotti LabSolue sono realizzati artigianalmente in Italia, composti da materiali di provenienza responsabile, riciclati e/o riciclabili, e progettati per essere ricaricabili e riutilizzabili nel tempo, sottolineando l’impegno del brand per la sostenibilità.

https://labsolueperfume.com/

https://www.magnapars.it/




Perché (e dove) pagare per vendemmiare

Perché pagare per vendemmiare? Undici anni fa aveva fatto scalpore la proposta dell’azienda toscana di Sting (Il Pelagio) di partecipare alla raccolta dell’uva e delle ulive alla modica cifra di 260 euro al giorno circa. Oggi dall’azienda agricola di Sting non giungono notizie in merito, mentre sono molte le aziende agricole e le cantine che stanno proponendo esperienze turistiche in vigna proprio per partecipare alla vendemmia. Se non si conoscono parenti, amici e amici di amici che possano aprire le porte a uno dei principali appuntamenti dell’anno agricolo, approfittare di queste occasioni per avvicinarsi a un mondo solitamente riservato agli addetti ai lavori, permette di toccare con mano il processo di trasformazione dell’uva, offrendo un punto di vista concreto e didattico sul ciclo del vino. E niente paura! Le esperienze di vendemmia dalle cantine proposte ai wine lovers, sono molto di più e molto altro che momenti di fatica e lavoro nei campi.

L’esperienza sensoriale

Partecipare alla vendemmia significa immergersi in un’esperienza sensoriale completa. Non si tratta solo di tagliare grappoli, ma di camminare tra i filari, sentendo il profumo dell’uva matura e il fruscio delle foglie. È l’opportunità di sporcarsi le mani, di percepire la consistenza degli acini, di imparare a distinguere tra le diverse varietà. I vignaioli, custodi di un sapere antico, guidando gli ospiti in questo percorso, svelando i segreti di una tradizione millenaria. Spesso, l’esperienza culmina con il momento più conviviale: la pigiatura, che in alcune cantine viene ancora fatta a piedi, per la gioia di grandi e piccini.

Vino, cibo e cultura

Una giornata di vendemmia in vigna non si esaurisce con la raccolta. Molte aziende offrono un programma completo che abbina il lavoro in campo a momenti di relax e scoperta di prodotti locali a chilometro zero, accompagnati ovviamente dal vino prodotto in loco. Questo è il vero cuore dell’esperienza: condividere, ridere e unire in un solo brindisi i winelovers con chi il vino lo fa per lavoro e passione.

La selezione

Ecco alcune proposte in diverse regioni d’Italia, con dettagli pratici per chi desidera partecipare. Le date sono indicative, legate alla maturazione dell’uva, per cui la prenotazione è sempre consigliata. Dato che le date della vendemmia sono strettamente legate alle condizioni climatiche e alla maturazione dell’uva (che variano di anno in anno e anche tra i diversi vitigni), e che i prezzi possono subire variazioni, è fondamentale consultare sempre il sito ufficiale di ciascuna cantina o contattarli direttamente per ottenere le informazioni più aggiornate e precise riguardo date, orari, prezzi e disponibilità per la stagione in corso visto le vendemmie principali del 2025 sono in arrivo.

  1.   Cantina Gianni Ramello – La Morra (Cuneo)

In uno dei paesaggi più noti per la produzione di Barolo e Barbaresco, la Cantina Gianni Ramello organizza giornate di “Vendemmia didattica” che iniziano alle 10 di mattina.L’esperienza non è una simulazione, ma un coinvolgimento diretto nella raccolta. I partecipanti, dopo una breve introduzione sulle tecniche e sui vitigni locali, si uniscono ai vignaioli per tagliare i grappoli. Successivamente, si assiste e si partecipa alle prime fasi della vinificazione in cantina. Per chi vuole è possibile provare la pigiatura fatta con i piedi. Il programma prosegue con un pranzo che unisce i sapori del territorio ai vini prodotti dalla cantina.

  • Quando: Al momento le date disponibili sono a settembre (il 5, 6, 7, 12, 13, 14, 19, 20, 26, 27, 28) e a ottobre i 3,4, 10, 11 e 12.
  • Dove: Cantina Gianni Ramello, La Morra (CN).
  • Prezzo: 50 euro a persona, che include l’esperienza in vigna, la visita in cantina e il pranzo con degustazione.
  • Come iscriversi: È necessaria la prenotazione tramite il sito web della cantina o i contatti diretti.
  • Perché farlo: L’esperienza offre un contatto diretto con un’azienda a conduzione familiare che lavora in una zona di alto valore vitivinicolo. Partecipare alla vendemmia in un luogo simbolo del vino italiano, con la guida di chi vive quotidianamente la vigna, permette di comprendere a fondo le ragioni della qualità del prodotto finale.
  1. Le Manzane – San Pietro di Feletto (Treviso)

La Cantina Le Manzane organizza un evento che unisce la vendemmia alla solidarietà sulle colline del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg. La “Vendemmia Solidale”, giunta ormai alla 14° edizione, è una giornata di festa che si propone di raccogliere fondi per associazioni benefiche locali.  Quest’anno l’incasso sarà devoluto a “In My Father House” in Ghana per finanziare la costruzione di una scuola. I partecipanti si impegnano nella raccolta dell’uva, che viene poi trasformata in vino, il Prosecco Solidale, il cui ricavato viene devoluto. Nel corso della giornata non mancano musica dal vivo, tour in cantina, spettacoli con i burattini, finger food e merenda.

  • Quando: Il 7 settembre
  • Dove: Cantina Le Manzane, San Pietro di Feletto (TV).
  • Prezzo: È richiesta una quota di partecipazione che viene interamente devoluta.
  • Come iscriversi: Le iscrizioni si effettuano online scrivendo a info@lemanzane.it o tramite contatti diretti con la cantina. I posti sono limitati per garantire la gestione dell’evento.
  • Perché farlo: Partecipare alla Vendemmia Solidale di le Manzane non si limita vivere un’esperienza turistica pura, ma significa contribuire a una causa sociale
  1.   Cantina Costantini – Genzano (RM)

Nel cuore dei Castelli Romani, la Cantina Costantini propone due programmi: “Un giorno da Vignaioli” e“Grappoli di Stelle”. La prima esperienza di vendemmia dopo una parte teorica porta i partecipanti in vigna per un’ora, seguono merenda e pigiatura dell’uva con i piedi nelle tinozze, torchiatura delle uve, introduzione alla degustazione e pranzo o cena. Per quanto riguarda la vendemmia in notturna (la scelta di vendemmiare di notte è legata a ragioni tecniche: le temperature più basse favoriscono la conservazione delle caratteristiche organolettiche dell’uva) si inizia invece nel tardo pomeriggio con una presentazione e un brindisi di benvenuto per proseguire con una visita all’azienda con degustazione di ricotta e mosto cotto, un’introduzione alla degustazione e una lezione sulla vendemmia. Al calare del sole i partecipanti, muniti di lampade frontali, danno inizio alla vendemmia sotto le stelle seguita dalla pigiatura delle uve con i piedi. L’esperienza si conclude con una cena tra i filari e una degustazione guidata dei vini aziendali.

  • Quando: Solitamente le date sono in agosto e settembre. Non sono ancora state pubblicate per quest’anno.
  • Dove: Cantina Costantini, Genzano di Roma (RM).
  • Prezzo: Circa 75 euro per adulto
  • Come iscriversi: Le prenotazioni sono gestite dalla cantina (cantina costantini@gmail.com) e piattaforme come WineTourism.
  • Perché farlo: L’unicità dell’orario notturno offre una prospettiva insolita sulla vendemmia.   È un modo per scoprire una tecnica di vendemmia meno comune e di poterlo fare al fresco.
  1.   Augustali – Partinico (Palermo)

Nei territori cari a Federico II di Svevia, l’azienda agricola Augustali offre un’esperienza di vendemmia didattica che include la pigiatura tradizionale. I partecipanti si cimentano nella raccolta, imparano a distinguere le uve, sperimentano la diraspatura e poi partecipano alla pigiatura a piedi nudi in un antico tino di zinco. L’attività si conclude con un brunch a base di prodotti del territorio e una degustazione di vini locali.

  • Quando: L’esperienza è disponibile in agosto e settembre.
  • Dove: Partinico (PA).
  • Prezzo: 45 euro a persona (bambini 36 euro)
  • Come iscriversi: Le prenotazioni sono gestite tramite Agriexperience
  • Perché farlo: La pigiatura a piedi nudi è un’attività che unisce la storia alla fisicità. È un’esperienza ludica e didattica che permette di entrare in contatto con un metodo di lavorazione antico, rendendo il processo di vinificazione meno astratto e più concreto.
  1.   Tenuta Torciano – San Gimignano (Siena)

Partecipare alle proposte della Tenuta Torciano significa immergersi in una realtà che affonda le sue radici nel 1720. Il programma prevede la raccolta dell’uva al mattino per un’ora circa con una guida che poi accompagna gli ospiti nelle aree operative dell’azienda per comprendere nel dettaglio il processo di vinificazione. L’esperienza si conclude con un pranzo toscano e una degustazione di vini e altri prodotti locali.

  • Quando: Dal 15 agosto al 10 novembre
  • Dove: Tenuta Torciano, località Ulignano, San Gimignano (SI)
  • Prezzo: 250 euro per adulto
  • Come iscriversi: Le iscrizioni avvengono tramite il sito della tenuta
  • Perché farlo: È un’esperienza pensata per tutte le età. Il focus non è solo sul vino, ma sulla relazione tra agricoltura, cibo, territorio e ambiente.
  1.   Tenuta Cavalier Pepe – Sant’Angelo all’Esca (Avellino)

Nel cuore dell’Irpinia, la Tenuta Cavalier Pepe organizza eventi, “un giorno di vendemmia” che si concludono con una visita alla cantina e un pranzo con degustazione dei vini al ristorante della cantina, “La Veduta”. Il programma si concentra sul patrimonio enologico della regione. Anche in questo caso è possibile provare la tradizionale pressatura con i piedi.

  • Quando: Dal venerdì alla domenica dal 23 agosto fino al 19 ottobre
  • Dove: Tenuta Cavalier Pepe, Sant’Angelo all’Esca (AV).
  • Prezzo: 80 euro a persona (ragazzi 60 euro; bambini 40 euro)
  • Come iscriversi: Si consiglia di contattare la cantina direttamente per prenotare.
  • Perché farlo: L’esperienza permette di scoprire una delle regioni vinicole meno turistiche ma di grande qualità, l’Irpinia. Si ha la possibilità di approfondire la conoscenza di vitigni autoctoni come l’Aglianico, che richiede una lunga maturazione.
  1.   Tenuta Buglioni   –San Pietro in Cariano (Verona)

 

Nel cuore della Valpolicella, a San Pietro in Cariano, la cantina Buglioni apre le proprie porte con due proposte rivolte, fin dal nome, a un pubblico di cultori degli Anni ‘80: Harvest Dirty Dancing e The Breakfast Club. Finita la raccolta, si potrà prendere parte all’interessante visita del fruttaio, lo spazio dove l’uva riposa per alcuni mesi disidratandosi in modo da concentrare zuccheri e aromi prima della vinificazione (ma anche perdendo fino al 35-40% del suo peso). Questa è la tecnica che rende unici l’Amarone e il Recioto della Valpolicella. Al termine della visita, l’esperienza si conclude, ça va sans dire, a tavola, e si può scegliere tra due formule:
The Breakfast Club che prevede un picnic con prodotti dell’azienda e una bottiglia, tra una selezione prevista dalla cantina, ogni due persone.
Harvest Dirty Dancing, che propone  un pranzo alla Locanda Buglioni, il wine restaurant della cantina immerso nei vigneti, con cinque portate pensate per valorizzare i sapori della stagione e del territorio e cinque vini in abbinamento.
Entrambe le esperienze, a cui possono prendere parte solo gli adulti, iniziano alle ore 10.00 e includono un piccolo kit di benvenuto con gadget personalizzati, perfetti per accompagnare la giornata tra i filari e da portare a casa come ricordo.

  • Quando: Dal 5 al 28 settembre ogni fine settimana
  • Dove: San Pietro in Cariano (VR)
  • Prezzo: The Breakfast Club (49 euro a persona), Harvest Dirty Dancing (99 euro a persona)
  • Come iscriversi: Tramite il sito web dell’azienda.
  • Perché farlo: Per scoprire un’azienda che del naming fa un’arte grazie a etichette come   Il Disperato Bianco Trevenezie Igt, La Sdraio Rosé de Noir Chiaretto di Bardolino Doc, Il Contrabbandiere Bardolino Doc, Il Vigliacco Brut Rosé, Lo Spudorato Brut, Il Bugiardo Ripasso Valpolicella Classico Superiore Doc, Il Lussurioso Amarone della Valpolicella Classico Docg, Il Narcisista Recioto della Valpolicella Classico Docg



La festa degli alpeggi sul Latemar

Il 3 agosto ritorna la festa degli alpeggi sul Latemar,  uno degli appuntamenti della buona tavola più attesi nelle Dolomiti. All’ombra del massiccio dolomitico del Latemar è in programma la tradizionale Schupfenfest, la festa degli alpeggi e delle baite. Per raggiungere le malghe i partecipanti possono prendere la cabinovia Ochsenweide (dalle ore 8,30 alle ore 19) o la seggiovia panoramica Oberholz (dalle ore 8,30 alle ore 18) alai 5 euro (andata e ritorno compreso).

La festa fa rivivere l’antica tradizione delle baite dolomitiche. I partecipanti sono attesi nei fienili e rifugi Ortner, Gerber, Tholer, Hofer, Baito de la Scofa, Oberholz, Mayrl, Ganischger, Zischg, Weigler, Epircher Laner e Platzl-Römerkeller alla stazione a valle della seggiovia Oberholz e nell’omonimo rifugio Oberholz, perla architettonica conosciuta ia 2096 metri, a monte della seggiovia.

Lungo l’escursione, da malga a malga, le specialità della Val d’Ega solleticano il palato dei visitatori: dagli Strauben con marmellata di mirtilli rossi, ai burrosi canederli all’albicocca e ai succulenti canederli allo speck con gulasch, fino alle costine di maiale, selvaggina, cotolette, strudel, würstel bianchi e molto altro ancora. Il tutto allietato da musiche dal vivo in sottofondo nei rifugi e dai suonatori di corno delle Alpi lungo il sentiero numero 9, .




La Festa di Duanwu a Shoo Loong Kan

Da Shoo Loong Kan si celebra la Festa di Duanwu, o anche Festa delle Barche Drago, con giochi, spettacoli e ravioli in omaggio.

La Festa di Duanwu, le cui origini pare risalgano 7mila anni fa, è una delle quattro principali festività tradizionali cinesi celebrata ogni anno il quinto giorno del quinto mese lunare, giornata in cui il movimento celeste della stella del drago nella sua posizione centrale meridionale viene considerata di buon auspicio. La festa fonde l’antico culto del drago totemico  con la commemorazione in onore del poeta patriota Qu Yuan che, nel 278 a.C., per non assistere alla caduta del suo regn si annegò nel fiume Miluo, diventando così un simbolo di lealtà e patriottismo celebrato dal popolo che ogni anno, in suo onore, getta nel fiume foglie di bambù ripiene di riso come offerta. Da qui le usanze delle gare di barche drago e del consumo di zongzi.

Per questo, dal 30 maggio al 1° giugno, Shoo Loong Kan, il ristorante milanese dedicato all’hot pot, celebra la Festa delle Barche Drago omaggiando i clienti con un piatto di ravioli zongzi (fagottini piramidali di riso glutinoso avvolti in foglie di bambù, ripieni di ingredienti dolci o salati), pietanza porta fortuna che si consuma tradizionalmente per l’occasione, in due versioni: una vegan con datteri e una per onnivori a base di carne di maiale e piselli gialli. Fino al 15 giugno inoltre sono in promozione 2×1 sia i rotolini di manzo e di agnello per l’hot pot (tra i piatti più amati del menu) che la birra cinese Snow Beer.  In programma anche giochi per coinvolgere adulti e bambini. Appuntamento speciale domenica 1° giugno a pranzo (dalle 12:30) con la performance live dell’Ambasciatrice della Musica Tradizionale Cinese in Italia Melody Pipe che suonerà dal vivo la pipa, strumento musicale cinese a quattro corde appartenente alla famiglia dei liuti.




Kew Gardens, un eden per una piccola fuga dal centro di Londra

In venti minuti di metropolitana District Line dal cuore di Londra si arriva a Kew Gardens, un paradiso terrestre dove rifugiarsi quando i troppi turisti in giro per la City diventano insostenibili. Questi giardini botanici, Royal Botanic Gardens, offrono infatti un’occasione unica per un viaggio tra storia, scienza e natura. I giardini botanici di Kew Gardens, dichiarati patrimonio Unesco dal 2003, con le oltre 50mila piante specie diverse su 132 ettari, che rappresentano una culla di biodiversità, oltre a essere un luogo di scoperta e di relax per chi visita Londra. Ogni stagione porta con sé colori e novità in questi giardini a un chilometro dal centro di Richmond. Ma le fioriture estive e il verde degli alberi secolari e dei prati rappresentano ancora di più una tentazione unica.

Programmare la visita a Kew Gardens L’ingresso a Kew Gardens, aperto in questa stagione dalle 10 alle 19 (20 nei fine settimana), costa fino a fine ottobre 25 sterline acquistando il singolo biglietto ai cancelli (11 sterline se si entra dopo le 16) e, se ci si innamora di questi giardini, si può considerare al termine della visita di pagare la differenza per l’annual pass (78 sterline con l’addebito diretto, 90 con la carta di credito). Non mancano pacchetti e pass per famiglie.  Gli accessi ai giardini botanici sono diversi sia in direzione Richmond (la porta di ingresso più vicina al distretto chic di Londra dista solo un chilometro dai giardini), sia in prossimità della metropolitana (fermata Kew Gardens) e del treno  (fermata Kew Bridge).

 

Palazzi Reali a Kew Gardebs
Kew Palace a Kew Gerdens Immagine su gentile concessione di RBG Kew
Crediti fotografici di RBG Kew

Kew Gardens, una storia Reale L’origine di Kew Gardens si deve a Lord Capel di Tewkesbury che, nel 18° secolo, crea un giardino esotico attorno a Kew House, demolita poi nel 1802.  Nel 1720 viene scelto come rifugio privato e domestico, lontano dai cerimoniali di corte, dalla famiglia reale. Nel 1759 la Principessa Augusta, madre di Giorgio III, espande i giardini grazie a piante in arrivo da ogni parte del mondo. Nel 1840 Kew Gardens è riconosciuto Orto Botanico Reale e viene aperto al pubblico. Kew Gardens ha quindi una lunga storia legata alla famiglia reale britannica che parte dalla Principessa Augusta, passa dalla Regina Charlotte e da Giorgio III che qui passa lunghi periodi di degenza, e arriva fino alle celebrazioni in famiglia tenutesi per la Regina Elisabetta. Kew Palace, costruito nel 1631 da un mercante fiammingo, Samuel Fortrey ed entrato nel perimetro di Kew Gardens, è accessibile con il biglietto di ingresso ai giardini botanici e offre uno spaccato sulla vita familiare di Giorgio III e della Regina Charlotte.  Storie reali riprese anche dalla saga di Bridgerton (non è un caso che in esposizione vi sia anche la parrucca indossata nella saga creata di Shonda Rhimes dalla Regina Charlotte). Qui si trovano anche il Queen’s Garden e le cucine reali. 

Estate a colori a Kew Gardens
L’estate a Kew Gardens si tinge dei colori delle ninfe-
Immagine su concessione di @ RBG Kew
PTC Credit line Zoe Stewart © RBG Kew

I tesori di Kew Gardens La giornata scorre fin troppo veloce a Kew Gardens tra l’esplorazione dei tesori botanici custoditi nelle serre (le più note, la Palm House e la Temperature House, risalgono a metà ‘800 così come la Waterlily House, mentre la Bosau House nel 1997, la Davies Exploration House nel 1949 e più recentemente sono state aperte nel 1987 la Princess of Wales Conservatory e nel 2006 la Davies Alpine House), i tanti giardini (da quello sulle rocce, al mediterraneo fino al giapponese), le piccole oasi a bordo lago  e la scoperta dell’immenso parco dove, tra piante secolari provenienti da ogni parte del mondo, si nascondono tempi, cottage, la Pagoda alta 50 metri con ben 80 draghi completata nel 1762 come regalo alla principessa Augusta e persino case giapponesi. Da non perdere la Treetop Walk Way una passeggiata tra gli alberi a 18 metri di altezza che offre una vista suggestiva sui giardini. All’orizzonte si intravedono i grattacieli e le cupole del centro di Londra che dista solo dieci chilometri da Kew Gardens ma sembra un altro pianeta.

 

Passeggiare in cima agli alberi a Kew Gardens
Tree Top Walk Way: a Kew Gardens si passeggia in cima agli alberi Immagine su concessione di RBG Kew
Crediti fotografici di RBG Kew

 

Relax sul prato o  all’Orangerie Innumerevoli i posti dove rilassarsi sull’erba (o sulle numerose panchine) e improvvisare un picnic, facendo attenzione che i numerosi scoiattoli, oltre a volpi, oche e anatre presenti nel parco botanico, non lo interpretino come un invito a pranzo. Non mancano in ogni caso le caffetterie dove fermarsi per una pausa golosa. All’Orangerie si pranza con una ventina di sterline.

 

Il bosco di bamboo a Kew Gardens Immagine su concessione
Credit RBG Kew

 

 

 




In Slovenia sul Lago di Bled per rigenerare lo spirito

Il Lago di Bled, Slovenia è un’oasi di concentrazione tra natura e silenzio un rifugio perfetto per rigenerare mente e spirito, passeggiando lungo il perimetro del lago (il percorso è lungo circa sette chilometri e può essere svolto a piedi, in bicicletta o a bordo di una delle tradizionali carrozze chiamate “Fijakerji”), esplorando i sentieri alpini e concedendosi una fetta della famosa torta alla crema di Bled (la Kremna Rezina). A un’ora di bus da Lubiana, con le sue acque cristalline incorniciate dalle  montagne, l’isola al centro del suo lago e la vista sulle Alpi Giulie, il Lago di Bled sembra uscito da una fiaba, anche se in realtà si tratta di una destinazione a misura d’uomo che è bello scoprire a piedi o in bicicletta ed è la meta perfetta per un soggiorno all’insegna di storia, natura e relax.  

La Campana dei desideri di Bled Al centro del lago si trova la piccola Isola di Bled con la sua Chiesa della Madonna sul lago che si dice sorga dove prima si trovava un tempio dedicato a Živa, la dea pagana della vita e della fertilità. Per raggiungere la chiesa è presente una scalinata composta da 99 gradini e, secondo una tradizione, se una coppia si vuole sposare qui è necessario che lo sposo porti la sposa in braccio per tutti gli scalini. Secondo una leggenda inoltre, tutti coloro che ascesi al campanile suonano la campana vedranno esauditi i propri desideri. Si racconta infatti  che cinquecento anni fa, proprio a Bled vivesse una coppia felice di novelli sposi. Alla morte di lui, la vedova fece fondere tutto l’oro in suo possesso per forgiare una campana per la chiesa al centro dell’isola. La campana tuttavia non arrivò mai a destinazione: una burrasca ribaltò la barca che la trasportava. Il Papa venuto a conoscenza della triste storia decise di donare una nuova campana all’isola. E fin dal 1534, anno dell’arrivo della campana a Bled, chiunque esprima un desiderio può  contare sull’aiuto dell’l’infelice signora del lago.

Il Castello più antico della Slovenia Su uno sperone di roccia strapiombo sul lago, si erge a 130 metri di altezza una fortezza medievale tanto severa, nell’aspetto esterno, quanto ricca e decorata all’interno che vanta, tra l’altro, affreschi barocchi nella cappella reale). Il castello è stato citato all’inizio del XI secolo quando re Enrico II lo offrì in dono al Vescovo di Bressanone e alla sua diocesi. Oltre a una ricca collezione museale e una cantina vinicola da fare invidia, il castello ospita anche il Ristorante Blejski Graddove i piatti tipici locali e regionali sono riproposti in chiave moderna e sofisticata, nel rispetto della tradizione gastronomica della Gorenjska e della Slovenia. Insignito della Forchetta d’oro nella guida Falstaff 2022 e del marchio Slovenia Green dell’Ente Sloveno per il Turismo, il ristorante gode di una vista invidiabile sulle montagne e sul lago.

Dove dormire a Bled  Il Rikli Balance Hotel offre a ogni ospite ciò che il naturopata svizzero Arnold Rikli scoprì sul Lago di Bled ben 200 anni fa: equilibrio, calma e benessere.
In alternativa il Camping Bled (Kidričeva cesta 10c), ombreggiato e con wi-fi gratuito, è un luogo ideale per lavorare in camper immersi nella natura per una esperienza soddisfacente di workacation. 




In viaggio negli Usa tra parchi divertimento

Un viaggio negli Usa tra parchi divertimento tematici, tra montagne russe adrenaliniche e attrazioni all’avanguardia, può rivelarsi sorprendente grazie alle nuove aperture e alla celebrazione di anniversari importanti.
Le novità di Orlando La più grande novità nei parchi a tema negli Stati Uniti è il debutto, il 22 maggio, di Universal Epic Universe. Il quarto parco tematico di Universal Orlando in Florida invita i visitatori a esplorare mondi dal Dark Universe, con un omaggio a Dracula e ad altri mostri della tradizione Universal, al The Wizarding World of Harry Potter – Ministry of Magic e al Super Nintendo World. Molti parchi a tema offrono anche hotel integrati dove gli ospiti possono rifugiarsi dopo lunghe giornate trascorse sulle attrazioni. In occasione dell’apertura di Universal Epic Universe, è prevista l’inaugurazione dell’Universal Helios Grand Hotel.
Novità anche nel vicino Walt Disney World con la nuova parata notturna Disney Starlight: Dream the Night Away, mentre nei Disney’s Hollywood Studios debuttano due nuovi spettacoli: Disney Villains: Unfairly Ever After e La Sirenetta – Un’avventura musicale.
Sempre a Orlando al SeaWorld apre Expedition Odyssey,  un’attrazione che permette di sorvolare paesaggi artici e ammirare da vicino beluga, trichechi e altre  creature marine.
Poco distante, il 23 maggio apre le porte il nuovo acquario Sea Life Florida all’interno di Legoland Florida.Anniversari che contano nei parchi  divertimento a tema Settant’anni fa, Walt Disney apriva ad Anaheim, in California, il Disneyland Resort, tracciando il modello del moderno parco divertimento a tema. Il parco celebra l’anniversario con il nuovo nuovo evento Tapestry of Happiness e gli spettacoli Paint the Night Parade e Wondrous Journeys. Sempre nel Golden State, il Belmont Park di San Diego celebra il suo centenario nel 2025. Nel Tennessee, infine,  Dollywood, il parco di divertimento a tema di Pigeon Forge dedicato a Dolly Parton, celebra i suoi primi quarant’0anni con una serie di festival, concerti di musica dal vivo e la nuova Dolly Parton Experience, che permette ai visitatori di immergersi nella vita e nella carriera della star.

I parchi di divertimento intramontabili a stelle e strisce A New York Coney Island spicca tra le icone dell’intrattenimento americano. Ancora oggi i visitatori possono vivere l’emozione delle sue montagne russe, il Coney Island Cyclone e la Wonder Wheel, oltre a godersi una passeggiata sulla  passerella affacciata sull’oceano.  Nel cuore di Chicago al Navy Pier la Centennial Wheel con i suoi sessanta metri rende omaggio alla prima ruota panoramica, presentata durante l’Esposizione Universale Colombiana del 1893.  Sulla costa della California meridionale, il Pacific Park, situato sul molo di Santa Monica, permette di salire su giostre e montagne russe in uno scenario d’eccezione diventato famoso grazie a numerosi film e serie televisive.




Alla scoperta della biodiversità del Perù

L’Earth Day, celebrato il 22 aprile, riporta l’attenzione su destinazioni dove la biodiversità è protagonista come il Perù che vanta una sorprendente varietà di ecosistemi grazie a un territorio che si estende dall’Oceano Pacifico alle Ande fino alla Foresta Amazzonica.

Il Perù è sinonimo di natura ed è uno dei dieci paesi al mondo con maggiore biodiversità e risorse naturali:  246 aree naturali protette che includono 15 parchi nazionali, 18 riserve, 9 santuari nazionali e 4 santuari storici. Ospita oltre 1.800 varietà di uccelli e il 10% di rettili, mammiferi e pesci dell’intero pianeta, oltre a 3.500 specie di orchidea. Offre una straordinaria biodiversità, con paesaggi che spaziano dalle Ande alla foresta amazzonica, fino alle coste dell’oceano Pacifico. Dal Parco Nazionale di Huascarán (regione di Áncash) con le sue cime innevate, al lago Titicaca (Puno), il lago navigabile più alto al mondo, passando per la riserva di Tambopata (regione di Madre de Dios) e quella di Pacaya-Samiria (Loreto), la più grande del Paese che offre infiniti corsi d’acqua e zone umide, il Perù rappresenta una meta perfetta per il turismo naturalistico e per scoprire una fauna e una flora uniche al mondo.

Sulla costa nella regione di Ica, il Parco Nazionale di Paracas e le Isole Ballestas sono ricchi di uccelli marini, leoni marini e pinguini di Humboldt. Ica, molto vicina a Lima, è un’area prevalentemente desertica dove è possibile vivere ogni genere di esperienza. A cominciare dalla più popolare: gli amanti della natura e dell’ornitologia possono imbarcarsi per le isole Ballestas e il parco nazionale di Paracas. Gli avventurieri possono esplorare l’oasi del deserto di Huacachina o sorvolare le Linee di Nasca, dichiarate Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Le linee di Nasca non sono altro che geoglifi tracciati sulla superficie del deserto formati da una linea continua, che misurano fino a 300 metri di lunghezza e i cui messaggi rimangono tutt’oggi un mistero irrisolto. Dal cielo si possono distinguere chiaramente il Colibrì, la Scimmia, l’Uccello Fragata, l’Uccello Gigante e il Ragno. E ancora a sud di Lima nella Riserva Nazionale di Paracas, che deve il proprio nome alle tormente di sabbia o “paracas” molto frequenti nella zona, vivono in armonia leoni marini, pinguini di Humboldt, fenicotteri ed altre specie protette. Trovandosi a solcare il mare in direzione delle Isole Ballestas, sulle cui spiagge vivono migliaia di leoni marini, è possibile osservare chiaramente un enorme geoglifo di origine incerta denominato Il Candelabro. E ancora, ci si può divertire prenotando un tour in 4×4 sulle dune o organizzando un picnic di lusso sotto le stelle nel deserto. Da non perdere a Ica, definita la città del sole eterno, anche un tour presso le cantine vinicole della zona.

Sulle Ande peruviane, nella valle dell’Urubamba, il Machu Picchu e l’omonima montagna su cui sorge è rinomato anche per la sua ricchezza di biodiversità con oltre 400 specie di orchidee, oltre a bromelie, felci e alberi. La sacra città nel cuore delle Ande peruviane è uno dei maggiori simboli dell’impressionante architettura e ingegneria dell’Impero Inca. Questa cittadella è formata da templi, palazzi, terrazze, monumenti, complessi e muraglie; oltre a canali d’acqua, edificati con grandi blocchi di pietra. Machupicchu è collegata a diversi siti archeologici attraverso la rete Qhapaq Ñan e qui si trovano 5 percorsi di trekking del Sentiero Inka. Lo scorso 27 giugno, inoltre, in occasione del 17° anniversario della sua nomina ad una delleSette Meraviglie del Mondo Moderno, il Santuario Storico di Machu Picchu è stato nuovamente riconosciuto una “Destinazione Carbon Neutral”. 


Arequipa è un altro punto di interesse, soprattutto per il condor andino che si trova principalmente su queste montagne. Questa regione interna offre una vasta gamma di ecosistemi, dalle calde coste dell’oceano Pacifico alle alte cime delle Ande, creando una grande diversità di habitat, tra cui deserti, valli, canyon, boschi secchi, zone umide e montagne. La Regione di Arequipa a sud del paese, che si estende dalle Ande alla costa, è celebre per lo sconfinato Canyon del Colca, il secondo più profondo al mondo, ma anche per lo splendore della Città Bianca, costellata da attrazioni culturali uniche. La città di Arequipa regala un paesaggio architettonico tanto unico quanto impressionante, in cui la protagonista è la pietra sillar, una roccia chiara di origine vulcanica. L’itinerario del Sillar, consente di assistere all’intero processo di estrazione e di intaglio del minerale. Il percorso comprende la visita alle cave di Añashuayco, Cortadores e Culebrillas, situate alle porte della città. Tra i luoghi più visitati è il Sillar Rosado, un canyon che, grazie alla particolare combinazione di sabbia, roccia, sillar e gli effetti della luce solare, riflette nelle sue strutture un particolare colore rosa. Lungo il percorso Arequipa – Yura, invece, a circa un’ora e mezza da Arequipa, si trova la spettacolare Riserva Nazionale di Salinas e Aguada Blanca, un’area naturale di oltre 360.000 ettari che, nella parte sud-occidentale, è custodita dai vulcani Ubinas, Pichupichu, Misti e Chachani mentre, a nord, si affaccia sulle cime innevate Chuccura e Huarancante. Inizialmente concepito come luogo per la protezione delle vigogne, oggi la Riserva ospita 37 specie di mammiferi, tra cui lama, alpaca, ma anche puma o rare volpi andine, 158 specie di uccelli e numerose altre varietà animali, facendone un territorio ideale per l’avvistamento della flora e della fauna tipiche della Regione. Infine, a 163 km dalla città di Arequipa e vicino al villaggio di La Candelaria, è possibile ammirare il Complesso Archeologico di Toro Muerto, uno dei siti con la più grande quantità di arte rupestre del pianeta. I petroglifi di Toro Muerto, infatti, contengono circa 2600 blocchi incisi a basso rilievo con immagini geometriche, zoomorfe e antropomorfe. A soli undici chilometri dai petroglifi si trova anche il Parco Giurassico di Querullpa, dove nel 2002 sono state scoperte impronte di dinosauri e fossili di pesci. Nelle vicinanze si estende il fiume Majes, costellato da diverse cantine di vino e pisco, dove è possibile effettuare visite guidate e degustare l’acquavite nazionale.

La regione di Lambayeque nel Perù settentrionale vanta la presenza della Riserva ecologica di Chaparrí, Wildlife Refuge di Laquipampa, nel bosco di Pomac e nello storico Santuario di Chaparrí. Questa zona del Perù  è stata la terra di grandi re che governarono il nord del paese tra il I e il VI secolo dopo Cristo, per cui l’area conserva numerosi resti archeologici di grande valore tra Sicán, Túcume e Chotuna. I reperti, uniti alle ricchezze naturali, offrono una proposta turistica sorprendente. Tra le bellezze culturali nell’area non si può non menzionare la tomba di uno degli uomini più potenti dell’antico Perù: i resti intatti del Signore di Sipán scoperti nella Huaca Rajada (piramide), considerato il più grande ritrovamento archeologico della storia peruviana. Meravigliosi gioielli d’oro, d’argento e turchesi, ornamenti per il petto e pendenti; preziose ceramiche e oggetti finemente lavorati, oggi conservati nel Museo delle Tombe dei Re. Merita una tappa  Túcume, un importante sito archeologico formato dai resti di molte piramidi, attorno a una struttura rocciosa conosciuta come la linea della collina. Si ritiene che il luogo sia stato occupato prima dalla cultura Lambayeque, tra il 1000 e il 1370 d.C., poi dai Chimú, tra il 1370 e il 1470, e infine dagli Incas, tra il 1470 e il 1532, poi arrivarono gli spagnoli. Il sito, chiamato dalla popolazione locale El Purgatorio o Huaca La Raya, è formato da decine di piramidi preispaniche di notevoli dimensioni, che ne fanno uno dei più grandi siti archeologici d’America.

 

 




I primi cent’anni della Route66

La Route66 si avvia a compiere cent’anni  nel 2026. Non c’è momento migliore, potendo, per organizzare un road trip negli Usa sull’autostrada che collega Chicago a Santa Monica divenuta, nel corso dei decenni, icona stessa del viaggio e della libertà.

Conosciuta anche come Mother Road, la Route66 è stata la prima autostrada completamente asfaltata degli Stati Uniti e si estende per quasi 4.000 km attraverso otto Stati: IllinoisMissouriKansasOklahomaTexasNew MexicoArizona e California. Questo leggendario percorso ha contribuito a lanciare la tradizione del Grande Viaggio Americano e oggi diventa un viaggio nel tempo e nel cuore della provincia americana tra centinaia di motel vintage, pompe di benzina kitsch, diner improbabili, siti storici,  cinema drive in, muffler man (statue giganti che sponsorizzano attività commerciali), insegne al neon, attrazioni stradali e strade principali di piccole città da esplorare lungo il percorso.

Un tempo via principale per chi si spostava verso ovest, La Route66 ha favorito l’espansione di piccole attività commerciali, stazioni di servizio e aree di sosta lungo il percorso, diventando simbolo di un’epoca grazie. La sua presenza nella letteratura, nel cinema e nella musica ha consolidato la sua fama internazionale.