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La festa degli alpeggi sul Latemar

Il 3 agosto ritorna la festa degli alpeggi sul Latemar,  uno degli appuntamenti della buona tavola più attesi nelle Dolomiti. All’ombra del massiccio dolomitico del Latemar è in programma la tradizionale Schupfenfest, la festa degli alpeggi e delle baite. Per raggiungere le malghe i partecipanti possono prendere la cabinovia Ochsenweide (dalle ore 8,30 alle ore 19) o la seggiovia panoramica Oberholz (dalle ore 8,30 alle ore 18) alai 5 euro (andata e ritorno compreso).

La festa fa rivivere l’antica tradizione delle baite dolomitiche. I partecipanti sono attesi nei fienili e rifugi Ortner, Gerber, Tholer, Hofer, Baito de la Scofa, Oberholz, Mayrl, Ganischger, Zischg, Weigler, Epircher Laner e Platzl-Römerkeller alla stazione a valle della seggiovia Oberholz e nell’omonimo rifugio Oberholz, perla architettonica conosciuta ia 2096 metri, a monte della seggiovia.

Lungo l’escursione, da malga a malga, le specialità della Val d’Ega solleticano il palato dei visitatori: dagli Strauben con marmellata di mirtilli rossi, ai burrosi canederli all’albicocca e ai succulenti canederli allo speck con gulasch, fino alle costine di maiale, selvaggina, cotolette, strudel, würstel bianchi e molto altro ancora. Il tutto allietato da musiche dal vivo in sottofondo nei rifugi e dai suonatori di corno delle Alpi lungo il sentiero numero 9, .




Smach porta l’arte sulle Dolomiti

Con la VII edizione di Smach l’arte arriva sulle Dolomiti, prendendo casa tra pascoli e boschi e rappresenta un’opportunità in più per godere la meraviglia del paesaggio alpino. Smach apre il 12 luglio sul grande prato della Ćiasa dl Maier a Piccolino, con una serata tra dj set, musica dal vivo e degustazioni. Le opere vincitriciallestite durante le residenze tra il 1° e l’8 giugno scorsi, compongono un percorso ad anello nel paesaggi della Val Badia, visitabile fino al 14 settembre 2025

Arte e paesaggio Smach è stata tra le prime  iniziative a portare il pubblico dell’arte ad interagire con il paesaggio naturale nel pieno rispetto dell’ambiente. Per ogni edizione Smach invita artisti ed artiste a cimentarsi su di un tema di riflessione per promuovere un dialogo tra la cultura contemporanea e la tradizione millenaria del patrimonio materiale e immateriale delle Dolomiti Unesco e, più in generale, delle aree montane. Per il 2025 il tema scelto è  la “cu”, la pietra che si usa per affilare la falce, attraverso cui si fa riferimento a quei processi materiali, ma anche mentali, di evoluzione tecnica e di immaginazione.

Installazioni e Dolomiti I siti della Biennale si trovano in Val Badia, tra i 1,316 e i 2,465 metri di altitudine, sparsi in un territorio di circa 120 chilometri quadrati, e sono raggiungibili con percorsi che variano dai pochi minuti alle 2 ore. Il visitatore può scegliere autonomamente le tappe escursionistiche o aderire ai tour.
A San Martino poi si può visitare è sempre aperta  Smach Val dl’Ert, il Parco Pubblico dove sono installate le opere della collezione permanente, composta attualmente da 27 opere acquisite dalle passate edizioni della Biennale

 




Non solo sci ad Arabba

Non solo sci ad Arabba, tappa obbligata del Sellaronda ma anche winter wonderland per passeggiate,  forest bathing e ciaspolate al chiaro di luna.

Ad Arabba, tra il Passo Pordoi e il Campolongo, le piste sono tante, tutte belle e davvero sfidanti:62 km di discese che diventano 480 se si considerano i collegamenti sci ai piedi con le valli vicine, l’accesso diretto ai 1.200 km di piste del Dolomiti Superski, e 5 piste nere tra le più adrenaliniche della Skiarea e dell’intero Dolomiti Superski (da non perdere la Fodoma, uno dei tracciati più spettacolari dal punto di vista tecnico, perfetto per mettere alla prova la propria sciata).  Una settimana bianca ad Arabba lascia anche il tempo di cimentarsi nei due skitour più famosi dell’intero arco alpino: Sellaronda, il famoso “giro dei quattro passi” lungo ben 40 km, e quello della Grande Guerra, un anello sciistico di circa 80 km che gira attorno al Col di Lana e deve il suo nome al fatto che attraversa i luoghi che hanno visto soldati italiani ed austroungarici combattere l’uno contro l’altro nella Prima Guerra Mondiale.

Il forest bathing di Arabba diventa una pratica di meditazione guidata con l’unico obiettivo di prendersi del tempo per se stessi e imparare a riattivare i propri sensi per una vita più consapevole. Anche una ciaspolata tra gli alberi carichi di neve su sentieri poco battuti può diventare un’esperienza meditativa: in contatto totale con la natura lo spirito si ritempra, il respiro scandisce i passi sul manto innevato e il cuore si apre ad ogni vista spettacolare. Consigliata la passeggiata da Passo Campolongo in direzione Passo Incisa. E dopo il calar del sole Arabba diventa un luogo pieno di magia con l’appuntamento “Lanternando”, una camminata notturna attraverso i boschi, accompagnati da una guida alla scoperta dei segreti e delle particolarità del territorio. Muniti di lanterne ci si inoltra tra gli alberi del bosco, e ci si ferma ad ascoltare i rumori degli animali che lo popolano e le storie e le curiosità raccontate dalla guida alpina locale. Partenza alle 20.30 e rientro intorno alle 22. La Colm de luna, luna piena poi in ladino-fodom, crea sempre un’ambientazione magica sulle Dolomiti, per questo la ciaspolata al Colm de luna è un itinerario emozionante che con le racchette da neve porta alla scoperta degli angoli più scenografici della Valle di Fodom. Massimo 11 partecipanti. Ritrovo alle ore 17:45.

Da non perdere infine l’escursione di sci alpinismo che dal suggestivo Castello di Andraz porta al monte Sief, a 2424 metri di quota. Un’esperienza naturalistica e culturale che si svolge nel gruppo del Col di Lana, teatro di sanguinosi scontri durante la Prima Guerra Mondiale.




Dolomiti Superski festeggia i sui primi 50 anni con il via alla stagione della neve sulle Dolomiti

Dolomiti Superski festeggia i suoi primi 50 anni dalla fondazione a Brunico dando il via a una nuova stagione della neve con diverse novità, offerte e impianti nuovi di zecca.
La stagione invernale per Dolomiti Superski inizia l’ultimo sabato di novembre, ovvero il 30 novembre, con prime aperture in sei comprensori. Come ogni anno, a seconda delle condizioni meteo e di innevamento, singoli impianti potranno iniziare la stagione già qualche giorno prima.

Nel dettaglio le date della stagione invernale dei dodici comprensori del circuito Dolomiti Superski sono: Cortina d’Ampezzo (30 novembre-1° maggio); Plan De Corones (30 novembre- 21 aprile); Alta Badia (5 dicembre- 6 aprile); Val Gardena-Alpe di Siusi (5 dicembre- 6 aprile); Val di Fassa- Carezza (5 dicembre-6 aprile); Arabba-Marmolada (5 dicembre-6 aprile); 3 Cime Dolomites (30 novembre- 21 aprile);  Val di Fiemme-Obereggen (30 novembre- 21 aprile); Rio Pusteria-Bressanone (5 dcembre-20 aprile); Alpe Lusia-San Pellegrino (30 novembre- 6 aprile); Civetta (30 novembre . 30 marzo). I due ski tour che più caratterizzano i comprensori del Dolomiti Superski, Sellaronda e Giro della Grande Guerra, aprono rispettivamente il 5 dicembre e dopo Natale.

L’alta stagione per Dolomiti Superski va dal 22 dicembre  al 6 gennaio  e dal 2 febbraio al 3 marzo. Nelle restanti giornate vige il prezzo di stagione. Confermate anche le promozioni di inizio e fine stagione, con il Dolomiti Super Première dal (30 nomvbre-21 dicembre) e, da metà marzo in poi, i Dolomiti Springdays. A partire dalla prossima stagione invernale 2inoltre, la scontistica “Junior” del 30% sul prezzo degli skipass giornalieri e pluri giornalieri viene estesa a tutti i minori di 18 anni (fino ad ora era riservata ai minori di 16 anni.

 

 




L’autunno sulle Dolomiti è d’oro

L’autunno sulle Dolomiti è una stagione dorata sotto ogni punto di vista. Mentre gli alberi nei boschi si tingono d’oro e di rubino  fioriscono le offerte per godersi senza pensieri le vacanze su queste montagne patrimonio Unesco.

Fino all’ 11 novembre soggiornando in una delle strutture convenzionate di San Vigilio di Marebbe e di San Martino in Badia si riceve la carta “Autumn Special” con cui poter accedere a diverse iniziative gratuite e a occasioni scontate sul territorio per scoprire l’incanto della stagione dorata sulle Dolomiti. Un territorio immerso nel Parco naturale di Fanes- Senes-Braies per quanto riguarda San Vigilio, villaggio alpino adagiato sul versante più soleggiato di Plan de Corones, e nel Parco del Puez-Odle per San Martino, paese celebre per il castello Ciastel Tor e la sede dell’Istituto culturale ladino “Mircurà de Rü. Un’area che da sola costituisce un palcoscenico privilegiato sulle Dolomiti e che offre per di più una caratteristica speciale: qui la lingua, la tradizione e la cultura sono ladina.

Da non dimenticare poi che le Holidaypass Card consegnate a chi pernotta nelle strutture convenzionate della provincia di Bolzano, sono gratuiti anche tutti i mezzi di trasporto altoatesini, treni regionali compresi.

Tra le attrazioni gratuite accessibili con “Autumn Special” da non perdere l’”Owl Park San Vigilio” che ospita cento rapaci di trenta  specie diverse, tra gufi, civette ed allocchi. La guida Mario Kelemina spiega le diverse caratteristiche di ogni specie: dove vivono, di cosa si nutrono, le abitudini sociali e come la loro presenza costituisca un anello importante nella catena alimentare. Una volta diventati esperti, si può noleggiare gratuitamente il binocolo Swarovski Optik e osservare i volatili in libertà: solo nel Parco naturale Fanes-Senes-Braies vivono in libertà più di dieci specie diverse di uccelli rapaci.
Nel parco di San Vigilio è poi possibile partecipare a lezioni di yoga in un’autentica yurta mongola.
Di giovedì è in calendario l’osservazione autunnale della volta celeste. Accompagnati dalle guide Julian Rigo e Enrico Bonfante si raggiunge un luogo circondato dall’oscurità più totale dove lasciarsi guidare nell’osservazione di pianeti e costellazioni.
Di martedì invece si può partecipare a un’escursione guidata da Christoph Alfreider che conduce un gli escursionisti ai Prati di Medalges, nel Parco Naturale Puez – Odle, parte del Patrimonio Unesco delle Dolomiti. Il mercoledì è  in programma un’escursione un po’ più impegnativa che porta al Sas dla Para, sopra il rifugio Fodara Vedla da dove il panorama abbraccia anche la conca di Cortina d’Ampezzo: il foliage è a largo spettro, con una vista impagabile.
Tra gli appuntamenti dell’ “Autumn Special” è presente anche la bicicletta. Guidati dai maestri della Bike School, si pedala su strade poco frequentate, dove gli storici masi ladini storici nei dintorni di San Vigilio si svelano tra pascoli e ruscelli. Per chi preferisce l’asfalto, può scegliere tra le escursioni in bici da corsa che percorrono i più scenografici passi alpini. Organizzazione e bike guide sono gratuiti, il noleggio prevede uno sconto di 20 euro.
Al centro di arrampicata di Brunico, la parete di boulder sfida infine principianti e gli avanzati.




A Obereggen per sciare al sole ai piedi del Latemar

A Obereggen, nel cuore della Val d’Ega e a soli a venti chilometri dal centro di Bolzano, si scia al sole ai piedi del Latemar. Qui i boschi di pini cembri e abeti rossi, le piste da intenditori, le baite gourmet e la media di trecento giorni di sole all’anno secondo le registrazioni meteo di Bolzano, rendono indimenticabile la vacanza sulla neve. Sciate e slittate in notturna, percorsi slow a piedi o con le ciaspole, ski safari tra il Catinaccio e il Latemar e sul Sellaronda e rendono indimenticabile una settimana bianca a Obereggen.

Quello di Obereggen è un piccolo comprensorio che soddisfa sia le famiglie con i due parchi dedicati ai più piccoli (Brunoland e Yeti Park), sia gli sportivi più esigenti che si possono far tentare dal Latemar Sixpack, le sei piste quasi verticali cospetto del Latemar. Sono circa cinquanta i chilometri di piste del comprensorio (DolomitiSuperski) e si sviluppano tra i 1550 e i 2500 metri a cavallo di Alto Adige e Trentino, toccando, oltre a Oberggen, anche Pampeago e Predazzo. L’81% delle piste del carosello è rossa, ma non manca la pura adrenalina. La pista Pala di Santa/Zanggen, con 58 % di pendenza, è un tracciato entrato nella leggenda. Non è da meno la pista Maierl (pendenza massima del 55%) o la Oberholz, dove si è svolta per 34 edizioni la Coppa Europa, lunga ben 2,75 chilometri con oltre 500 metri di dislivello o, infine, la Torre di Pisa di Predazzo.

Senza considerare gli appuntamenti enogastronomici in alta quota e le terrazza come quella del Gardoné-The Mountain Riviera, affacciata sulla catena del Lagorai dove fermarsi al sole con un bicchiere di Gewürztraminer accompagnato da ostriche. Da non perdere una tappa al Rifugio Oberholz raggiungibile, a 2096 metri di altezza, sia a piedi in un’ora e mezza di passeggiata da Obereggen, sia con gli impianti dello Ski Center del Latemar. Qui   la cucina gourmet si sposa al design: la struttura, progettata da Peter Pichler e Pavol Mikolajcav, si compone di tre verande da cui si ammirano   le cime iconiche che si ammirano le cime iconiche delle Dolomiti dalla catena del Lagorai all’Ortles. Volendo si può soggiornare direttamente sulle piste allo Sporthotel Obereggen che a fine stagione offre la promozione quattro notti al costo di tre.




Sci ed enogastronomia a Plan de Corones

A Plan de Corones lo sci sposa, a oltre duemila metri di altitudine, cultura ed enogastronomia di eccellenza. Sul maestoso panettone che dà il nome al comprensorio e domina Brunico si scia su quasi 120 chilometri di piste (DolomitiSuperSki) fino al 14 aprile e si fa tappa all’AlpiNN. In questo rifugio glamour all’interno del  Lumen, il museo della fotografia di montagna, lo chef tristellato Norbert Niederkolfer propone la sua visione di cucina fondata sulla attenzione al territorio, sulla sostenibilità e sull’etica no waste secondo cui tutto può diventare un ingrediente di ricette creative (menù degustazione da quattro portate a partire da 78 euro). Ogni piatto, secondo questa idea di cucina, rappresenta le montagne, la fatica dei contadini, la qualità dei prodotti e le tradizioni tramandate da generazioni.

PLAN DE CORONES PARADISO DELLO SCI Kronplatz 2000- Plan de Corones si raggiunge facilmente perfino in treno (gratis con la guest card che viene consegnata all’arrivo degli ospiti nelle strutture convenzionate). Agli impianti di risalita del comprensorio di Plan de Corones infatti si può accedere anche dalla fermata del treno (Ski Pusteral Express che ogni mezz’ora minuti collega il comprensorio 3 Cime con quello di Plan de Corones, scarponi ai piedi). In pochi minuti si sale quindi da Brunico a 2275 metri pronti per esplorare, sci ai piedi, una destinazione che può ben definirsi mecca dello sci. Da qui lo sguardo si perde sulle cime più famose delle Dolomiti e non solo: dalla catena delle Odle fino alla Marmolada, passando dal Sassolungo, Sassopiatto, Croda Rossa d’Ampezzo e Tofane, fino alla distesa delle Alpi Aurine.  Impossibile annoiarsi. Dalla Campana della Concordia che, suona tutti i giorni a mezzogiorno per portare il suo messaggio di pace nel mondo, si scende a valle lungo ampie piste, come la Furcia, da godersi  perdifiato come prima discesa della giornata. Non mancano le black five le cinque piste nere del comprensorio, compresa la Piculin che scende quasi i verticale a Piccolino in Val Badia da cui in pochi minuti di bus (il 460) si arriva a La Villa, porta di accesso al circuito del SellaRonda.

RELAX ALLLA PARTENZA PER PLAN DE CORONES  A Riscone (frazione di Brunico), a meno di duecento metri dagli impianti di risalita di Plan De Corones, il  Falkensteiner Hotel Kronplatz offre una base di partenza ideale per godersi tutto lo sci della Val Pusteria e il relax della sua Acquapura Mountain spa dedicata agli elementi della natura. Qui sulla piscina a sfioro all’ultimo piano della struttura, si attende che la calda luce del tramonto inondi le Dolomiti per poi concedersi come aperitivo la merenda proposta dalla struttura.

 




Si accende la magia sotto le  Tre Cime di Lavaredo

Le Tre Cime di Lavaredo, nel cuore delle Dolomiti Bellunesi patrimonio Unesco, sono una meta perfetta per i prossimi ponti. Qui la vacanza è all’insegna del relax, immersi in paesaggi ancora incontaminati dove la natura è protagonista. Tra Auronzo con il Monte Agudo, le piste e i rifugi, Misurina  e il suo lago ai piedi delle Tre Cime, simbolo delle Dolomiti, la montagna è ancora a misura d’uomo, senza folle che si accalcano in pista (DolomitiSuperski) o schiere di catene alberghiere.

DOVE SCIARE Ad Auronzo si scia sul Monte Agudo su  venti chilometri di piste tra cui la lunga pista rossa dedicata ad Alberto Tomba che si sviluppa nel bosco con una pendenza del 27% e la pista nera Fedo con una pendenza del 42 per cento. A Misurina invece si scia sul Col de Varda mentre lo sguardo si  stende dalle Tre Cime ai Cadini, dal Cristallo al Sorapiss, fino alle Tofane.  Chi ama il fondo, a Misurina trova 25 chilometri  di piste.

MOTOSLITTE E SLITTINO Da non perdere anche il brivido di una discesa in slittino, sia dal Monte Piana che dalle Tre Cime, magari preceduta da una gite con le motoslitte che, attraverso un percorso di sei chilometri tra boschi di abeti e larici, permettono di raggiungere il Rifugio Auronzo sulle Tre Cime di Lavaredo. Da qui si può scendere lungo una pista facile di cinque chilometri con lo slittino. Chi vuole provare l’ebrezza di guidare una motoslitta può scegliere invece la guida su circuito, un percorso lungo tre chilometri che fa il giro del Lago Antorno, con tracciato battuto dal gatto delle nevi e ben segnalato

ALLA SCOPERTA DEL TERRITORIO Una passeggiata sulla neve con o senza ciaspole rende poi la vacanza perfette. Lo spettacolo più suggestivo è in riva al Lago di Misurina, soprattutto quando  la temperatura si fa particolarmente rigida e  il ghiaccio ricopre la superficie del lago riflettendo le montagne circostanti. Direttamente da Misurina parte poi  un facile percorso di due  ore che permette di raggiungere il Rifugio Bosi sul Monte Piana, scenario della Grande Guerra che custodisce ancora tracce di trincee e appostamenti. In alternativa, sempre da Misurina si può raggiungere il Rifugio Col de Varda e, da qui, i più allenati potranno proseguire verso il Rifugio Città di Carpi.  Un po’ più impegnativa è l’escursione verso il Rifugio Auronzo con partenza dal Lago d’Antorno, due ore e mezza circa con un dislivello di 500 metri.

CONCERTI, FESTE E YOGA Per le festività poi sono tantissimi gli appuntamenti organizzati per festeggiare il periodo natalizio sulle Dolomiti Bellunesi, tra cui concerti di musica live, fiaccolate, concerti gospel, spettacoli di ballo folcloristico e spettacoli di giocoleria e fuoco. Chi cerca relax, può approfittare dal 5 al 7 gennaio 2024 del weekend benessere organizzato dall’Hotel Lavaredo Misurina. Tra le attività: yoga, camminate e trattamenti nella Spa, immersi nella natura delle Dolomiti




Trentodoc, lo spumante metodo classico “figlio” delle Dolomiti

Capodanno si avvicina e per il count down le bollicine di alta quota del Trentodoc, il metodo classico italiano nato sulle Dolomiti, possono essere una valida alternativa alle blasonate bollicine francesi. Con poco più di un secolo di storia e a 26 anni dal riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata, il Trentodoc è una delle più apprezzate alternative italiane allo Champagne. Produzione di nicchia, viticoltura eroica e una forte identità sono le carte vincenti di queste bollicine di montagna capaci di attrarre sempre di più i wine lovers di tutto il mondo.

Il Trentodoc ha saputo esaltare fin da subito la forte identità territoriale che contraddistingue queste bollicine di montagna unendo le 54 cantine (e 189 etichette) alleate nel Consorzio Trentodoc. Il risultato è un prodotto riconoscibile grazie alle sue caratteristiche distintive determinate dalle diverse altitudini (l’altitudine media dei vigneti si trova intorno ai 450 metri), dal microclima fresco e temperato che influisce sull’acidità dell’uva e dall’effetto termoregolatore dell’ “Ora del Garda” (il vento con effetto termoregolatore, fondamentale per la viticoltura, che soffia dall’omonimo lago), dalle forti escursioni termiche tra giorno e notte e, inifne, dal terreno caratterizzato a una forte componente calcarea e pietrosa.

La produzione di Trentodoc inizia nel 1902 con la capacità visionaria di Giulio Ferrari, studente all’Imperial Regia Scuola Agraria di San Michele, di identificare le analogie rispetto al territorio dello champagne e replicare in quota il metodo di produzione delle bollicine francesi. Le Cantine Ferrari, sono poi passate negli Anni ’50 alla famiglia Lunelli, mentre le orme di Ferrari sono state seguite da numerosi altri viticoltori tanto che, nel 1984, è stato fondato l’Istituto Trento Doc per la promozione delle bollicine di montagna, nel 1993, si è arrivati al riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata Doc “Trento”, la prima Doc riconosciuta in Italia riservata a un metodo classico e la seconda al mondo dopo lo Champagne.

Oggi la produzione di Trentodoc è affidata al disciplinare che fissa canoni e controlli lungo la filiera a cominciare dai territori dedicati che comprendono la Valle dell’Adige, la Valle di Cembra, la Vallagarina, la Valle del Sarca, la Valsugana e le Valli Giudicarie, incidendo praticamente sul territorio della provincia. Quanto alle uve dalle quali si ottiene il Trentodoc sono lo Chardonnay che dona longevità, eleganza e carica aromatica; il Pinot nero a cui si deve il bouquet fruttato; il Pinot bianco e il più raro e il Pinot meunier, in grado di adattarsi a qualsiasi terreno. La vendemmia è svolta manualmente ed è in genere anticipata rispetto a quella di uve legate alla produzione di vini fermi per assicurare il giusto equilibrio tra acidità e zuccheri.

Secondo quanto previsto dal disciplinare, il “vino base”, dopo l’introduzione di lieviti e zuccheri selezionati, è affidato a una lenta maturazione in bottiglia, che varia da un minimo di 15 mesi a un minimo di 36 per la riserva ma arriva fino a 10 anni sui lieviti per i Trentodoc più raffinati ed evoluti. Rispetto al sentire comunque che vuole le bollicine un prodotto da godere giovane, sono numerose le cantine che stanno sperimentando affinamenti sui lieviti sempre più prolungati per esaltare la ricchezza e la lunga vita del prodotto. I nuovi trend intrapresi negli ultimi anni dal Trentodoc sono infatti legati a tempi e forme di affinamento. La cantina Cesarini Sforza, ad esempio, fondata nel 1974 da Lamberto Cesarini Sforza, conserva per ogni annata mille bottiglie magnum per verificare l’evoluzione del prodotto nel tempo. In un caso, quello dello spumante Lagorai prodotto dalla cantina Romanese (Trento), l’affinamento avviene in acqua, nel Lago di Levico (bandiera Blu d’Europa) dove, a partire dal 2013, 2.000 bottiglie (Dosaggio Zero Lagorai, 100% Chardonnay) riposano per 500 giorni chiuse in quattro gabbie d’acciaio a venti metri di profondità e il vino acquista un perlage con bollicine più cremose e più fini. La temperatura costante del fondale del Lago di Levico, una sorta di cantina naturale, intorno ai sette gradi permette al vino di maturare sui lieviti nelle migliori condizioni anche grazie alla pressione esercitata dall’acqua sul tappo. Un metodo di eccellenza che deve le sue origini al ritrovamento, 10 anni fa, nel Mar Baltico di un antico galeone carico di bottiglie di champagne invecchiate sul fondale marino per oltre 300 anni. È stato proprio questo ritrovamento storico che ha spinto i fratelli Romanese a provare una nuova strada che unisce enologia, territorio e natura.

Tra i trend in crescita nel mercato delle bollicine di montagna, aumentano poi le richieste di dosaggio zero (pas dosé o, per chi preferisce, nature), ovvero lo spumante a cui alla fine dell’affinamento in bottiglia, dopo la fase della sboccatura, non viene aggiunto nient’altro (in caso contrario la bottiglia viene rabboccata con il “liquer d’expedition” che costituisce una ricetta segreta per ogni cantina e può evidentemente intervenire sul vino). Le Cantine Revì, fondate nel 1982 da Paolo Malfer ad Aldeno, sono tra i pionieri questo ambito per cui utilizzano uve Chardonnay e Pinot nero. In ascesa anche le vendite di millesimati (prodotto con uve di una singola annata) e rosé.

Vicepresidente dell’Istituto Trentodoc è Carlo Moser, figlio di quel Francesco Moser che ha fatto sognare l’Italia intera a cavallo di una bici, campione del mondo, recordman dell’ora (e non è un caso che una delle etichette dell’azienda sia il metodo classico Brut 51,151 dal numero di chilometri percorsi in un’ora il 23 gennaio 1984) e vincitore di 273 corse su strada per professionisti. Viticoltori da generazioni, Francesco e il fratello Diego hanno acquistato Maso Villa Warth nel 1979 e da lì hanno avviato la produzione di bollicine di montagna (e non solo) e hanno allestito una sala con bici e trofei dello “Sceriffo”.

Chi vuole saperne di più su questa realtà cosi unica (il Trentodoc è la sola area di produzione di bollicine di montagna) e distintiva può programmare un week end lungo o, meglio ancora, una vacanza a Trento e dintorni, magari iniziando da Palazzo Roccabruna, nel centro del capoluogo di provincia, sede dell’enoteca del Trentino. Quasi tutte le 53 cantine prevedono visite guidate e percorsi di degustazione che permettono di comprendere meglio il territorio e le sue realtà. Meglio tuttavia informarsi in anticipo sugli orari e prenotare per non rischiare di rimanere a bocca asciutta. Le Cantine Ferrari prevedono addirittura sei proposte di tour per un minimo di due persone e con prezzi compresi, a seconda dei prodotti degustati, tra i 15 e i 48 euro Per una giornata indimenticabile si può poi abbinare (a iniziare da 70 euro a persona), la visita alla cinquecentesca Villa Margon, sede di rappresentanza dell’azienda, e una sosta alla Locanda Margon dove si possono gustare i piatti stellati di Alfio Ghezzi. Pedrotti organizza invece visita in cantina e degustazioni a partire da 12 euro fino a 44 euro; Endizzi propone pacchetti a partire da 10 fino a 26 euro; Cantine Monfort da 5 a 20 euro a testa; Maso Martis da 7 a 20 euro. Le 53 meritano tutte di essere scoperte, ognuna infatti ha una sua storia, i suoi valori e i suoi prodotti da raccontare. E sono storie speciali, come il territorio da cui nascono.




Il benessere sale in quota al Posta Zirm di Corvara

Dolomiti, sport all’aria aperta, relax e una completa remise en form, per chi vuole, senza rinunciare al gusto. L’Hotel Posta Zirm di Corvara (+39 0471 836 175) apre le porte a un paradiso del benessere anche vegano nel pieno rispetto delle tradizioni ladine. Qui l’ospitalità è di casa da quattro generazioni: l’Hotel Posta Zirm si tramanda di generazione in generazione dal 1908, quando Franz Kostner (sì…proprio quei Kostner …) aprì una locanda nella stazione di posta, per poi promuovere il turismo nell’Alta Badia con la costruzione del primo impianto di risalita fune del Paese, quello del Col Alt, ancora oggi a tre passi dall’hotel e punto di partenza (insieme al Boè a cinque minuti a piedi dalla hall dell’hotel) per i magnifici scorci e le adrenaliniche discese del SellaRonda. Innovazione e tradizione sono ancora oggi alla base della gestione dell’Hotel Posta Zirm, oggi in mano a Franz e Silvia Kostner.

Posta Zirm IngressoPosta Zirm nel turismo da oltre cent'anni

 

Un binomio che non rinuncia allo stile alpino, seppure alleggerito con ambienti luminosi ed eleganti e neppure alla sua storia centenaria con le foto in bella mostra nella hall che ripercorrono i Kostner avvicendatesi nella struttura, ma si apre anche alle novità soprattutto per quanto riguarda il benessere e, soprattutto, l’idea di un benessere a contatto con la natura.

Hotel Posta ZirmPosta Zirm Hotel_LobbyPosta Zirm Hotel_Library Franz Kostner

Il Posta Zirm Hotel  infatti è tra le poche strutture in Italia (e la sola in Val Badia) a offrire un menù a cinque portate che variano quotidianamente per due settimane. Gli altri clienti possono scegliere le portate preferite tra menù di cinque portate di specialità di tradizione ladina o internazionali. Prodotti a km zero, provenienti da un commercio sostenibile e metodi di cottura sani che esaltano i sapori senza eccedere in grassi e zuccheri sono i mantra della cucina. La struttura poi è la sola in Italia a proporre settimane e long week end basenfasten, metodo salutistico ideato da Sabine Wracker che porta in tavola solo alimenti basici. Il regime alimentare di Wracker, che si può seguire anche al Posta Zirm, si basa sul consumo di frutta e verdura senza rinunciare al gusto, aiuta a ripensare la dieta quotidiana oltre a migliorare le abitudini alimentari e, ovviamente, a perdere qualche kg in eccesso. Una vacanza, in un ambiente accogliente e rilassante, può essere il momento giusto per avviare un percorso di salute e benessere senza eccessivi sacrifici (anche perché la brigata del Posta Zirm è in grado di portare a tavola piatti che esaltano ogni sapore, anche i più semplici). Scelte coraggiose per un hotel famigliare che non ha comunque perso le sue radici pur rinnovandosi in nuovi percorsi all’insegna del benessere.

Posta Zirm Cucina VeganPosta Zirm Cucina TiramisùPosta Zirm Cucina Benvenuto

“Ho provato ogni singola ricetta prima di proporla in menù. Sono stata anche io a lungo vegana, sperimentando in prima persona le difficoltà di trovare proposte menù adeguate che abbinassero prodotti vegan alla tradizione e al gusto. Spesso la cucina vegana viene associata a un’idea di alimentazione noiosa e povera di sapori, qui facciamo scoprire  un mondo fatto di gusto e di  varietà di alimenti” racconta Silvia Kostner che si dice sicura che “quello vegan è uno stile di vita non una moda passeggera e per questo occorre una cura, raffinatezza e dedizione speciale anche nei confronti degli ospiti vegani”. Per dire ricette come quelle della zucca di farro verde con foglie di rucola croccante, i ravioli fatti in casa ripieni di costa bieta su ragù di zucchine all’olio d’oliva e formaggio vegano e gli hamburger di broccoli e patate alla griglia con asparagi thai all’olio di oliva e fette di pomodori al forno, sembrano tutt’altro che noiose … niente a che vedere con i tristi hamburger di tofu che spesso sono la sola alternativa proposta all’ospite vegano anche in strutture qualificate.

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All’etica vegana è ispirata anche la spa, fiore all’occhiello del Posta, 1000 metri quadrati di spazi morbidi, luci soffuse, saune, acqua e bagni di vapore,  improntati al Feng Shui e una piscina immensa dove distendersi quando il sole è calata e le piste chiudono, ammirando il tramonto sulle montagne. Gli ambienti della Wellness-Farm sono stati sviluppati partendo dai cinque elementi ciclici dell’energia (fuoco, acqua, legno, metallo e terra) per regalare all’ospite un momento di pace,  calore e soprattutto silenzio, il lusso più estremo, dove potersi coccolare al termine di una giornata sulle piste da sci o in montagna. L’idea alla base di questi spazi è quella che, ad ogni aspetto dell’energia corrispondano particolari cicli di trattamento,: il fuoco è abbinato al rilassamento, l’acqua al rafforzamento, il legno alla stimolazione, il metallo al riequilibrio, la terra, infine, al ciclo completo. La spa offre rituali Mei basati su aromaterapia, prodotti erboristici e movimenti studiati per alleviare lo stress e recuperare l’energia, oltre a trattamenti Metodo Lnd per debellare i dolori col movimento e senza fare ricorso ai farmaci. Da non perdere il Mei rituale “Albero della Vita”, un trattamento che elimina le tossine, regola le difese immunitarie e interviene nel metabolismo corporeo, stimolando il drenaggio dei liquidi per purificare il corpo e ritrovare l’energia attraverso il disegno sul corpo del proprio albero vitale che segue il flusso della linfa e dei meridiani energetici.

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Dal 18 marzo fino a fine stagione l’Hotel Posta Zirm di Corvara offre sette notti al prezzo di sei a chi sceglie Corvara per la settimana bianca che, grazie all’iniziativa Dolomiti Super Sun avrà poi anche sconti speciali per skipass, lezioni di sci e noleggio di attrezzature sportive. E per chi non ha a disposizione un’intera settimana di vacanza, il l’Hotel Posta Zirm propone il pacchetto Sci & Sole, valido dal 18 al 23 marzo, che prevede 4 giorni al prezzo di 3.

Hotel Posta Zirm la storia di famiglia

 

Hotel Posta Zirm Spa RelaxSe il Posta Zirm è nel cuore di Corvara, la stessa Corvara è poi al centro del Dolomiti Superski, un posto ideale dove trascorrere, potendo, sette giorni completamene staccati dal resto del mondo  Corvara è la porta di accesso privilegiata al comprensorio da 1200 km di piste che permettono di esplorare gli angoli più scenografici delle Dolomiti, lasciandosi scivolare su piste per ogni livello e godendo dei paesaggi mozzafiato.

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Se poi allo sport si preferisce la buona forchetta, l’Alta Badia è l’Eldorado dei “foodies” con tra ristoranti stellati e baite glamour all’insegna delle bollicine e del pesce fresco. Da non perdere la Roda dles Saus, una settimana all’insegna dei sapori ladini nei rifugi dello Skitour La Crusc a partire dall’11 marzo e, per tutti gli amanti dello sci, del vino e delle Dolomiti gli appuntamenti con i Sommelier in pista (22 febbraio, 1, 15 e 22 marzo a 28 euro): si scia sulle leggendarie piste dell’Alta Badia, accompagnati da un maestro e poi tappa in tre diverse ütie, baite, per scoprire i segreti dei vini più pregiati dell’Alto Adige.

Posta Zirm Col Alt

Posta Zirm Hotel Paesaggio dalla camera