I don’t wanna smile è il grido di Dilemma e di una generazione

Giovanissima artista bresciana di talento, Dilemma (Gaia Parzani) esordisce con un singolo in inglese, I don’t wanna smile, scritto da lei stessa insieme al Maestro Giancarlo Prandelli, che ha composto la musica e curato tutto l’arrangiamento.
Un brano molto attuale, che esprime un disagio tipico dell’adolescenza, oggi portato all’estremo dalle restrizioni dovute alla pandemia, momento difficile per i giovani che si sono visti privati  di tante risorse fondamentali dal punto di vista psicologico, emotivo, sociale.

I don’t wanna smile è una critica verso la società odierna, fatta di sorrisi finti e forzati, di apparenza e socialità virtuale. Un messaggio sottolineato dallo stesso video, https://youtu.be/50UtbzP0gmE, per la regia di Federico Folli e il contributo artistico del Maestro Giancarlo Prandelli.

Cosa ha ispirato I don’t wanna smile?
Diversi pensieri e situazioni in cui mi ritrovavo a fingere un sorriso quando non avevo voglia di “essere felice” e volevo stare sola in camera mia in silenzio. Ormai è da un anno che siamo costretti a rimanere in casa, di conseguenza l’entusiasmo e la voglia di sorridere è meno presente. Il mio messaggio, però, non è espressione di un disagio, ma di un semplice stato d’animo che dovrebbe essere normale alla nostra età.
Il video rispecchia il concetto che volevo rappresentate, suono più strumenti e canto, uso tutti i mezzi che ho a disposizione per trasmettere il mio messaggio. È ambientato in montagna, ricorda il “distacco” dalla realtà sociale a cui tutti sono ormai abituati, quella virtuale; ma sottolinea anche il desiderio di tornare ad attribuire il giusto peso alle esperienze vissute nella vita reale.

Quali artisti musicali ascolti più volentieri?
Noemi in primis: ho iniziato ad ascoltare le sue canzoni alle elementari. Mi sono innamorata delle sonorità, della sua voce e dei testi. Tutt’oggi la ascolto e la seguo come quando avevo 9 anni. Crescendo ho poi scoperto la musica americana, Miley Cyrus ad esempio. Ad oggi mi ispiro a quelli più indie rock, pop come : MIKA, Billie Eilish, Melanie Martinez, Cavetown, Camila Cabello, Harry Styles… e tanti altri. Sono più concentrata sulla musica internazionale, ma di italiano mi piace molto Achille Lauro.

Da dove prendi ispirazione?
Prendo ispirazione da qualsiasi cosa. Può essere una frase sentita in un film, una situazione che ho vissuto o che mi hanno raccontato. Un’idea, una metafora…qualsiasi cosa che mi riporti ad un concetto che sento di voler esprimere a mio modo.

Progetti nel immediato futuro?
Il mio primo progetto è fare musica, ho la fortuna di essere supportata da una squadra che crede in me, il Maestro Prandelli ( GNE Records), con cui sto lavorando per la realizzazione di altri brani… Spero che questo percorso diventi una professione in futuro, chissà…

Ph. Elisabeth Lens

Instagram:https://www.instagram.com/_therealdilemma_/

Youtube:https://www.youtube.com/c/GNERECORDS/videos

Spotify:https://open.spotify.com/artist/3NAOjaWCuiRfqMaxoayMrq?si=-mfByykIRUWXIdFj6J277g




Il brano autobiografico di Adriano Cassara: Nel Mondo degli Eroi

Dopo l’anteprima esclusiva sul prestigioso sito del MEI (Meeting delle Etichette Indipendenti) arriva su YouTube il video di Nel Mondo degli Eroi (https://youtu.be/SodhO7ZHf28), singolo d’esordio di Adriano Cassara, frutto della collaborazione tra GNERECORDS, MUSICAVIVA EDIZIONI ed EVENTI e MANAGEMENT. Un brano fortemente voluto dall’artista, che racconta la sua emozionante storia di paternità a soli 19 anni: le responsabilità, il sacrificio e le difficoltà che questa scelta ha comportato, rendendo Adriano un eroe moderno, senza super poteri, ma armato solo della volontà di donarsi al proprio bambino.

Come nasce Nel Mondo degli Eroi?
Ho sempre voluto dedicare una canzone a mio figlio, che mi ha cambiato la vita per sempre. Questo brano nasce da questa volontà e dal fatto che, essendo diventato padre a soli 19 anni e non capendo ancora l’importanza e il vero significato della parola papà, ho sentito la necessità di raccontare e condividere questa mia esperienza con chi come me ha affrontato la paternità in giovanissima età… Ad oggi posso dire che è stata molto bella e positiva, ma non è stato facile e penso che questo traspare sia dal brano che dal video. Il video nasce da un’idea del mio management, la Eventi e Management; assieme alla mia etichetta discografica, la GNE Records, abbiamo voluto dare l’idea di una riflessione a voce alta. Con la neve e le avversità meteorologiche che si vedono in tutto il video abbiamo voluto rappresentare quello che ho dovuto affrontare fino ad oggi affinché potessi essere un padre presente, ma con la consapevolezza che tutto quello che ho fatto lo rifarei senza nessun ripensamento o pentimento.

Ti va di parlarci un po’ del rapporto con tuo figlio?
Con mio figlio ho un rapporto bellissimo e intenso; per me quasi più come un amico, visto che stiamo crescendo assieme, passiamo molto tempo in compagnia l’uno dell’altro tutte le volte che possiamo. Visti i miei orari e impegni di lavoro, il tempo che passiamo insieme è sempre fatto di tante attività, ma soprattutto usiamo questo tempo per conoscerci sempre di più. Diego mi ha insegnato a capire il valore e il senso della vita e per questo lo ringrazierò sempre. Tra l’altro, lui è il mio primo fan, ama sentirmi cantare, conosce tutte le mie canzoni e sono felicissimo quando gliele sento canticchiare; mi sostiene e mi dà forza e coraggio per non mollare mai, per continuare a credere in quello che faccio. Lui è il mio alter-ego, la mia forza e la mia musa ispiratrice.

A quali generi musicali e a quali artisti ti senti più vicino?
Mi piace molto il pop leggero, ma amo anche provare a fare cose nuove e sperimentare nuovi generi, assieme al mio gruppo di lavoro. Uno dei miei artisti preferiti è Eros Ramazzotti, ma ovviamente amo il cantautorato italiano, tipo Lucio Battisti e Fabrizio De André.

Che progetti hai per il futuro?
Per il futuro siamo lavorando al mio primo album, che sarà con tutti i miei inediti e magari con qualche sorpresina.

ph. Alan Blaze

https://www.adrianocassara.com/




L’omaggio alla Natura di Fabio D’Amato: Power

E’ fuori dal 15 Dicembre Power il nuovo singolo di Fabio D’Amato , dal 18 anche il videoclip, di grande impatto emotivo, in anteprima Sky Tg24 https://tg24.sky.it/spettacolo/musica/2020/12/15/power-fabio-damato-video , è disponibile sul canale YouTube del compositore(https://youtu.be/69-52HgOCVs).

Girato in Indonesia del talentuoso regista Doni Rawan, come un film racconta il viaggio di un uomo (Agus Triawan) alla ricerca di un contatto con l’essenza della Natura, vista nella sua massima espressione di forza ed energia, di potere che si esprime sia nel bene sia nel “male”, abbiamo chiesto a Fabio come è nata l’idea di questo progetto particolare.

Cosa o chi ha ispirato la composizione di Power?

Power è un brano arrivato così, naturalmente : stavo guardando un documentario, mi sono affacciato dalla finestra di casa mia e percepivo di fronte a me l’immensità della natura, la sua forza la sua bellezza, il suo potere su noi esseri umani, così mi sono messo di fronte al mio fidato piano e sono uscite le prime note.

Nel video è presente l’attore Agus Triawan che cerca di rappresentare l’essere umano di fronte al potere della Natura, l’uomo che interagisce con la Natura, ma che in fondo non può nulla contro di essa quando si ribella oppure o mostra la sua potenza. La forza della natura non è domabile, la si percepisce ogni volta, ma non è controllabile, a volte sembra ammonire l’uomo ricordandogli la propria forza Power, ma anche che il mondo andrebbe trattato meglio evitando così catastrofi.

Con Doni Rawan, regista indonesiano, è stato davvero un grosso piacere collaborare: è stato bravissimo a cogliere tutti i messaggi e le sfumature del brano per riversare completamente a sync le immagini sulle note.

Cosa rappresenta la Natura per te?

La natura rappresenta per me davvero tanto, è in fondo il mondo nel quale viviamo anche se spesso la nostra vita è segnata dalla tecnologia, pc , smartphone,…

La Natura è sempre lì, è sempre iì pronta ad accoglierci, basterebbe solo ricordarsene.

Gli animali e tutti gli esseri viventi vanno rispettati, io nel mio piccolo cerco di fare il possibile, sono 7 anni ad esempio che sono vegetariano per cercare di fare qualcosa di concreto per tutte le creature del pianeta, se ami non li mangi.

Ti sei definito un “trascrittore di emozioni in note”. La musica quindi per te è un linguaggio?

La musica è assolutamente linguaggio universale: il bello della musica è che non ha età, non ha necessariamente una sua lingua, non ha sesso, non crea discriminazioni, semplicemente esiste per farci compagnia, per farci innamorare, per farci emozionare e ricordare… perché la musica ha quel potere, come un profumo, appena senti le note di un brano a te caro ti vedi proiettato direttamente a quel ricordo, bello o brutto non importa, quel ricordo appare subito come un film e ti riporta alle stesse emozioni vissute.

Progetti futuri?

Sto pensando all’uscita del mio terzo album che andrà un po’ a raccogliere i tanti singoli usciti, e sicuramente uscirò con altri brani perché ho sempre voglia di comunicare.

Continueranno anche le collaborazioni con altri artisti in vari campi, perché credo che la collaborazione possa apportare sempre un valore aggiunto alla creatività. Continuerò a scrivere canzoni, perché mi piace raccontare attraverso anche l’uso delle parole e testi. Ci sono sempre gli spot che amo musicare insieme a video o cortometraggi. Sono ovviamente sempre aperto a progetti nuovi.

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Toni Veltri e la sua Verona: magica, in note e immagini

Verona” il nuovo singolo di Toni Veltri, è fuori dal 11 Dicembre e in radio dal 14 Dicembre. Il video, girato in un’insolita Verona deserta, dalle abili mani di Carlo Neviani e dalla troupe di Davide Franzoni (noto Regista nazionale della Image mix 35), dopo l’anteprima esclusiva del 16 dicembre sul sito del MEI (http://meiweb.it/2020/12/16/in-anteprima-esclusiva-sul-meiweb-il-nuovo-video-di-toni-veltri-dal-titolo-verona/) è finalmente fuori, nel canale YouTube dell’artista https://youtu.be/8Rggs209XyU

L’artista italo-belga, vanta importanti collaborazioni Gianluca Grignani, Michele Zarrillo, Umberto Tozzi, Toto Cutugno, Antonello Venditti e riconoscimenti prestigiosi conseguiti nel corso della sua carriera artistica, tra cui ricordiamo il premio per miglior brano inedito al concorso Emozioni Live 2020, tenutosi presso il Teatro Del Casinò di Sanremo in onore di Lucio Battisti e  in onda sulle reti Mediaset (Rete4, Tgcom24, La5) e Sky (Tv Moda).

Come è nata la tua passione per la musica?

È nata insieme a me. Son cresciuto con tanta musica è mi son sempre emozionato grazie alla musica,  fin da bambino. Lucio Battisti è stata la mia massima fonte di ispirazione, è grazie alla sua musica che ho capito cosa avrei voluto fare da grande: l’artista.

Qual è stata l’esperienza musicale più significativa per te, fra quelle vissute finora?

Son state tutte importanti. Mi hanno insegnato tutto quello che oggi so, non posso dimenticare tutte le mie collaborazioni e aperture di artisti famosi, particolarmente con Gianluca Grignani, cantare in duetto con lui è stato davvero emozionante.

Com’è nata “Verona”?

“Verona” rientra nel filone Indie/Pop con sperimentazione vocale tra la Trap, l’RNB e il POP. E’ stato arrangiato dal Maestro Giancarlo Prandelli con la collaborazione di Massimo Galfano, io stesso ho voluto prendere parte attivamente a  tutte le fasi di produzione, arricchendo il percorso creativo con le mie sensazioni ed emozioni.

L’idea è nata proprio nella città di Verona, dove ero in giro con un amico  tra gente che ballava, artisti che cantavano, famiglie che passeggiavano per le vie: una notte magica. Eppure, in pochi minuti,  mi ha assalito una sorta di malinconia, di malessere un sentimento che mi è rimasto dentro per un po’.

Verona è nata da quell’esperienza, è un dialogo con la città da cui traspare tutto il tormento di questo momento difficile, di una società senza certezze.

Abbiamo voluto poi tradurre in immagini il sentimento di quella notte… la nostalgia, la mancanza, da qui è nato il video: un omaggio a una città fantastica, Verona di notte è uno spettacolo. Il video è stato girato di notte in una città deserta,  nel freddo di fine ottobre, dal bravissimo Carlo Neviani e dalla troupe di Davide Franzoni (Regista di fama nazionale della Image mix 35). Le immagini esaltano tanti dettagli magici: dall’Arena e piazza delle Erbe, fino alla famosa collina dalla quale si scorge l’Adige, i castelli e le mura.

Che progetti hai per il futuro?

In questo momento stiamo lavorando al nuovo Album e progettando concerti è forse una tournée, Covid permettendo ovviamente. Insomma, abbiamo tanti progetti che ci impegnano, ma non voglio anticipare troppo.

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Richi Sweet e il suo album d’esordio: Resurrezione

“Dedicata a me” è il singolo di lancio di “Resurrezione”, l’album di esordio di Richi Sweet, un brano che gli è valsa la partecipazione a Sanremo Giovani 2020 con un tema molto attuale: l’alcolismo e la sua ingannevole capacità di far sentire i giovani parte di un gruppo.

Numerosi sono i contenuti autobiografici che costruiscono il percorso narrativo dell’album, uno story telling che diviene una sorta di favola moderna, in cui si inseriscono nella loro varietà esperienze e sentimenti vissuti da Richi nel corso della sua giovane vita, a partire dall’adozione – è nato in Brasile ed è stato adottato da una famiglia italiana di Modena – al bullismo e le violenze subite, dai primi incontri con la musica ai successi; traumi e paure che sono diventati punti di forza e d’ispirazione per mettersi dalla parte di chi è percepito come “debole”, “diverso”. Conosciamo meglio questo giovanissimo artista, che già dimostra di aver tanto da dire.

Parlaci un po’ di “Dedicata a me” e del suo video

“Dedicata a me” parla di alcolismo, un male subdolo che si maschera da aggregatore, per farti sentire accettato e parte di un gruppo. Parla anche della determinazione di uscirne con le proprie forze, è un grido di protesta, oltre che una serenata “dedicata a me” stesso, appunto.
Il video (https://youtu.be/x9czYG9o9yQ) mi rispecchia molto: lo abbiamo girato a Sirmione (BS) ed il regista, Federico Folli, alterna diverse scene in cui mi si vede “discutere” con il mio alter ego. Devo dire che questo duplice ruolo mi è venuto spontaneo, perché, come dico sempre, “Non ho nemici, l’unico che ho, sono proprio io.”

E dell’album cosa puoi dirci, perché il titolo “Resurrezione”?

“Resurrezione” perché metaforicamente e spiritualmente parlando, sono morto e risorto un sacco di volte in questi miei 25 anni di vita. I miei sentimenti ed esperienze nell’album trovano piena espressione, soprattutto in brani autobiografici come “Non è questione di colore” o “Dedicata a me”, ma anche  l’amore ricorre nei testi dell’album ed esplode ne “La bella e la bestia”, “Ciao” e “Tulipano”. “Balotelli e Raffaella Fico”, “Kurt Cobain”, “Elisa” e “Forse non hai capito” sono invece i brani che esaltano stili di vita estremi che rendono meno monotona la vita quotidiana, o tematiche di carattere più sociale,  i social e soprattutto il razzismo e la difficoltà di inserimento.

Nei tuoi brani parli di temi attuali, razzismo, bullismo, come mai ti stanno tanto a cuore?
So cosa vuol dire essere giudicati o bullizzati, già dalle scuole elementari ero considerato “diverso”, ero sempre isolato in un angolo, quando i miei genitori chiedevano spiegazioni l’insegnante rispondeva “vostro figlio è diverso”. Addirittura alle scuole medie volevo cambiare colore di pelle, come se fosse un difetto.

Per questo motivo mi sta a cuore particolarmente il tema: sono dalla parte di chi è considerato un “debole” o un “perdente”, capisco cosa voglia dire essere emarginati, quanto questo può segnare una persona, ho subito bullismo fisico e Cyber Bullismo, ovviamente ci sono alcune scene che preferisco non raccontare.

Scrivi testo e musica da solo?

Solitamente scrivo i testi da solo, ma per la realizzazione di questo mio primo album sono stato aiutato dal mio discografico, Giancarlo Prandelli (GNE Records di Brescia). Nei brani, “Tulipano” e “Forse non hai capito”, per esempio, prevale la sua scrittura.

Stai già lavorando al prossimo progetto?

Questa situazione Covid mi ha bloccato da una parte, ma dall’altra mi ha ispirato tanti brani che sentirete in futuro, perché vengo ispirato di continuo da quello che vivo quotidianamente. Inoltre scrivo tanto, scrivo ogni giorno, quindi di materiale per il futuro ce n’è moltissimo.

Ph. Mario Ugozzoli

INSTAGRAM: https://www.instagram.com/richisweetofficial/
RESURREZIONE:
https://backl.ink/143280768
Dedicata a me:
https://youtu.be/x9czYG9o9yQ




Tutto o niente: il nuovo successo di Nearco feat. Tiara

TUTTO O NIENTE è la hit estiva di Nearco,  un brano che concilia l’anima rock dell’artista emiliano, con sonorità spiccatamente elettroniche e dance, impreziosite dalla voce straordinaria della giovane co-autrice TIARA, al secolo Chiara Mendo, che vanta un illustre passato di campionessa italiana di tennis under 16.

Abbiamo intervistato Nearco per conoscere meglio i suoi progetti e tutti i dettagli dell’intensissimo tour che lo vedrà in giro per numerose località dell’Emilia Romagna, Toscana e non solo.

Come è nato “Tutto o niente”?

Ogni mio brano parte da uno spunto che trovo nella realtà di tutti i giorni, in questo caso, la consapevolezza che, dalle esperienze della vita non si possono prendere solo le cose belle, ma si devono accettare (o meglio “sopportare”) anche le cose meno belle. Per cui, se ne vale la pena, si deve già sapere che bisogna prendere tutto il pacchetto. Questo è il messaggio che il brano vuol lanciare in modo simpatico ed ironico.

Qual è la novità di questo nuovo singolo, dal punto di vista musicale?

L’idea di utilizzare sonorità elettroniche e dance che rendessero il brano attuale, solare e in linea con il pubblico che incontro nei miei frequenti appuntamenti live; nello stesso tempo si sono scelte sonorità che potessero incontrare e fondersi con la mia anima rock, che da sempre contraddistingue il mio percorso musicale.

Come nasce la collaborazione con Tiara?

Chiara Mendo, in arte Tiara, l’ho conosciuta grazie a Max Corona (mio chitarrista storico, che ha lavorato anche per Emma Marrone, Lucio Dalla, Sylvie Vartain e lo staff di “Amici”), che ha co-prodotto insieme a me questo brano. E’ stata campionessa italiana di tennis under 16 e avendo viaggiato mezzo mondo, ha una straordinaria padronanza dell’inglese: pertanto abbiamo voluto chiamarla in studio e chiederle di scriverci la parte del brano in inglese. Devo dire che mi ha impressionato, oltre che per le sue doti canore, anche come autrice.

Dove possiamo vederti live e quando?

L’ attività live mi porta in giro praticamente tutto l’anno, sia come “front-man” della mia rock-band, sia come animatore e deejay nei party, nei locali e nelle feste di piazza, con un mio format personale che mi piace definire come “DeejayShow“.  Devo dire che dopo diversi anni di dura gavetta, partendo dall’Emilia, mia zona d’origine, e continuando in Romagna e Toscana, la mia attività live, sta raggiungendo piano piano, una dimensione nazionale. Per questa estate sono circa 80 gli appuntamenti live in programma, che vi invito a trovare, visitando i miei social ed il mio sito ufficiale www.nearco.it.  

Progetti in cantiere?

I progetti a breve termine sono due: continuare la promozione del mio nuovo singolo “TUTTO O NIENTE” per tutta l’estate e concentrarmi sul ricco calendario estivo, che mi vedrà impegnato in sagre, feste di piazza, locali ed eventi fino a fine settembre. Dopodiché da ottobre ripartirà la mia trasmissione televisiva in onda su tutta l’Emilia Romagna e parte del nord Italia, dal titolo “Voto Rocknroll” su DI.TV. e, magari, arriverà anche l’ispirazione per tornare a lavorare su un nuovo singolo.

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Sito Ufficiale: www.nearco.it

FbNearco (pagina Fan): https://www.facebook.com/NearcoOfficial/

InstagramNearcoOfficial: https://www.instagram.com/nearcoofficial/

Canale Youtube Nearco Channel: https://www.youtube.com/c/NearcoChannel




Mr Dailom: il rapper controcorrente

YIl rapper varesino Mr Dailom (al secolo Davide di Bartolomeo), dopo i singoli “Vita da cane”, “Porno giapponesi” e “Meridionali” (e due album “Sulle mie gambe” e “Vita da Cane”), torna in radio con un quarto singolo: “Chi sono”, un brano autobiografico, uno story telling che racconta la vita dell’artista attraverso le immagini del suo passato.

Da “Sulle mie Gambe” a “Vita da cane” fino all’ultimo singolo, “Chi sono”, come è stato il percorso artistico e umano di Mr Dailom?

Sicuramente “Sulle mie Gambe” è un disco più combattivo, in cui emerge quella voglia da parte di un Dailom giovanissimo di combattere per ottenere un’opportunità, “Vita Da Cane” è un disco più maturo e fondamentale per la mia carriera, traspare una consapevolezza che mi porta verso una dimensione nuova.

“Chi sono” è un po’ l’emblema di questa evoluzione, certamente è il brano che racconta la mia storia, il pezzo più vero che ho scritto, che mi è nato dal cuore. Si collega in qualche modo al precedente singolo, “Meridionali” che ha, anch’esso, un riferimento alla mia storia personale e famigliare: il ricordo del disagio che i miei nonni e i miei genitori hanno provato quando sono emigrati al nord, un ricordo che si è risvegliato in me in seguito a quanto continuamente leggiamo e ascoltiamo dai media. E’ bene ricordare come nel passato il razzismo in Italia era nei confronti dei meridionali, negli anni ‘80/90 il male del nord erano i meridionali, invece nel 2019 i nordafricani.

Come ti sei avvicinato alla musica e più in particolare al Rap?

Fin da ragazzino ho scoperto di avere un gusto e un’inclinazione verso il rap; la mia curiosità mi ha dato la possibilità di scoprire la cultura e il movimento Hip Hop in Italia, stimolato anche da Fabio Kaso (esponente del rap italiano e varesino), grazie al quale ho iniziato a scrivere quasi per gioco i primi testi.

Ti ritieni diverso da altri tuoi colleghi?

Posso solo dire che la mia musica è vera, ma soprattutto è responsabile, non invento un passato difficile solo per catturare l’attenzione, mi esprimo sì liberamente, ma sempre cercando di riflettere sulla responsabilità che un artista ha nei confronti dei suoi potenziali ascoltatori. Questo è molto importante oggi: è troppo facile crogiolarsi nel degrado.
Se questa è la tendenza oggi allora io voglio andare controcorrente professando dei valori troppo spesso dimenticati, magari è una linea che non paga nell’immediato, ma essere veri resta una condizione fondamentale del fare musica e arte.

Diciamo che voglio essere un artista Punk. Sai cosa significa nel 2019 essere punk? Non seguire la corrente, tutti parlando di droga, tutti si drogano, IO NO e non si sta parlando di Maria, io sono a favore della legalizzazione delle droghe leggere.

Penso che la cosa più punk nel 2019, sia per me far ritornare l’ascoltatore a dei vecchi valori, anche però dando spazio al mio ego, sempre rimanendo su un profilo irriverente.

Mi piacerebbe far tornare le persone che mi ascoltano a diretto contatto con la loro parte più profonda, quella che ci fa apparire fuori moda agli occhi della società odierna, oggi professare l’amore e alcuni valori è controcorrente, spero di riuscirci in futuro in maniera più dirompente.


Un artista che ti ha ispirato e che ammiri particolarmente?

Italiano, Fabri Fibra, americano 5O Cent. Drake sicuramente è il top per le mie orecchie, ma devo dire anche Kendrick Lamar.

Mr Dailom artista e Mr Dailom, o meglio Davide, uomo…

Mr. Dailom, è la parte più profonda della mia personalità, la maggiore espressione del mio ego in tutta la sua potenza, nella mia musica questa parte è rappresentata da pezzi autocelebrativi e rabbiosi.

Al contempo questa parte lascia anche spazio a una personalità più riflessiva, che si manifesta con pezzi carichi di sentimenti e ricordi della mia vita caratterizzati da suoni più rnb e dolci se così vogliamo definirli.

Davide Di Bartolomeo però è la mente, è la parte più razionale e scientifica di me grazie alla quale continuo nel mio percorso artistico a migliorare e perfezionare la mia tecnica, sia comunicativa che vocale.

Entrambi i miei lati sono caratterizzati da un aspetto: sono un lavoratore instancabile in tutti i sensi, perché divido la mia giornata lavorativa su due fronti, lavoro per un’azienda farmaceutica e faccio l’artista per il resto della giornata, poi invece per divertirmi e staccare la spina sono diventato un discreto ballerino di latino americano (ride).


Come vedi Mr. Dailom in futuro?

Sai come mi vedo? Non solo un Rapper, ma come artista in grado di esprimersi con la musica senza canoni di stile e di suono, non mi precludo a nessun genere musicale, voglio lasciarmi andare.

Foto Chiara Sardelli

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Veronica Pivetti è Viktor und Viktoria

Veronica Pivetti torna sul palco con VIKTOR und VIKTORIA, la commedia ispirata al film di Reinhold Schunzel, al Teatro Nuovo di Milano dal 15 al 24 marzo. In scena con lei Giorgio Borghetti, Yari Gugliucci, Pia Engleberth, Roberta Cartocci, Nicola Sorrenti, diretti da Emanuele Gamba nella versione originale di Giovanna Gra.

Quando la crisi colpisce il mondo dello spettacolo anche gli artisti Il devono aguzzare l’ingegno per sopravvivere. Così Viktoria, talentuosa cantante disoccupata nella Berlino degli anni Trenta, si finge Viktor e conquista le platee, scatenando però, con il suo fascino androgino, curiosità e sospetti. 

Una commedia che, con leggerezza, arriva in profondità: tra battute di spirito e divertenti equivoci, infatti, critica una società bigotta e superficiale, molto simile alla nostra, che giudica solo dalle apparenze. 

In una Berlino stordita prima dai fasti e poi dalla miseria della repubblica di Weimar un’attrice di provincia, Susanne Weber, approda in città spinta dalla fame e in cerca di scrittura. Il freddo le ha congelato le membra, e anche il cuore non è rimasto illeso. L’incontro con un collega attore, Vito Esposito immigrato italiano, sembra cambiarle la vita. E mentre la città subisce gli umori delle nascenti forze nazionalsocialiste di Hitler in lotta con gli spartachisti dell’estrema sinistra, Susanne e Vito s’immergono negli eccessi della vita notturna weimeriana. La coppia condivide fame, scene e battute e, alla fine, si scambieranno anche sesso ed identità! Ed è per proprio per l’affamata ditta che Susanne si sacrifica e diventa Viktor und Viktoria, cioè un acclamato ed affascinante en travesti, anche grazie all’aggiunta di un colorato, buffo e stravagante fallo di cotone che diventa l’emblema del loro piccolo grande segreto. Viktor und Viktoria viene acclamato in tutti i teatri d’Europa. Una brillante compagnia capitanata dalla caustica Baronessa Ellinor Von Punkertin in cui spiccano Lilli Shultz, buffa e biondissima ballerina di fila di cui Vito è innamorato e un attrezzista dai modi bruschi e obliqui, Gerhardt miete successi ovunque. Ma, tornati a casa per l’ultima recita, un incontro fatale con il fascinoso conte Frederich Von Stein sfiorerà il cuore gelato di Susanne. Purtroppo, anche il conte ha un segreto e la liaison si complica. E, mentre a Berlino la situazione politica degenera precipitosamente, la nostra protagonista sarà costretta a fare le sue scelte: sentimentali e di vita. Non tradire mai Vito, l’amico inseparabile, né il conte, ormai padrone del suo cuore. Riuscirà Susanne/Viktor ad abbandonarsi fra le braccia del suo inaspettato amore senza che la scelta le risulti fatale?

Sullo sfondo di una Berlino anni trenta, una Veronica Pivetti racconta una storia piena di qui pro quo, cambi di sesso, scambi di persona e ricca di intrecci sentimentali senza esclusione di colpi, cimentandosi nell’insolito doppio ruolo di Viktor/Viktoria, nato sul grande schermo e per la prima volta sulle scene italiane nella sua versione originale.

VIKTOR UND VIKTORIA

Commedia Con Musiche Liberamente Ispirata all’omonimo Film di Reinhold Schunzel 

Versione Originale Giovanna Gra 

Regia Emanuele Gamba 

Con Veronica Pivetti

Con Giorgio Borghetti, Yari Gugliucci, Pia Engleberth, Roberta Cartocci, Nicola Sorrenti 

Scene Alessandro Chiti 

Costumi Valter Azzini 

Luci Alessandro Verazzi 

Musiche Originali e Arrangiamenti Maurizio Abeni 

Aiuto Regia Vittorio Testa                                     

TEATRO NUOVO DI MILANO

piazza San Babila 2

dal 15 al 24 marzo ore 20.45

16 marzo, 17 marzo, 24 marzo ore 15.30

BIGLIETTI

Prevendita online: www.teatronuovo.itwww.ticketone.it 

Biglietteria Teatro Nuovo
02.794026
Da lunedì a sabato 10:00/19:00 orario continuato
Domenica 14:00/17:00
prenotazioni@teatronuovo.it 

Social:

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Instagram @teatronuovo_milano

Twitter @TeatroNuovo

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Stefano Colli: Guarda la notte, omaggio al Fante

Dopo l’anteprima video di Repubblica (https://video.repubblica.it/edizione/bologna/guarda-la-notte-stefano-colli-canta-per-fantelli-e-per-la-lotta-alla-sla/324717/325335), la presentazione del progetto a Rai 3 “Buongiorno regione” e TGR, e Rai Radio 2 (Quelli che a radio 2) arriva il 21 gennaio, finalmente in tutte le radio, tv e negli stores digitali, il nuovo singolo di Stefano Colli, Guarda la notte, omaggio alla memoria del Fante (Gianluca Fantelli) precocemente scomparso a causa della SLA.

Come nasce Guarda la notte?

Guarda la Notte nasce da un testo di Gianluca Fantelli, amico e autore di rara sensibilità artistica, con il quale avevo già collaborato in precedenza, con “Indifferente” pubblicato nel 2015 con l’etichetta indipendente SanLuca Sound e “Dimmi di sì” per il 58°Festival di Castrocaro, di cui sono stato finalista nello stesso anno. Gli avevo chiesto di raccontarmi una storia e lui mi ha regalato la sua, io e Mattia Pallotti (pianista con il quale ho composto la parte musicale) non abbiamo apportato nessuna modifica alla stesura originale! Giancarlo Di Maria con il suo arrangiamento potente e teatrale ha dato un ulteriore e decisivo apporto. Un bellissimo lavoro di squadra insomma! Quando Gianluca lo ha sentito si è profondamente commosso e mi ha scritto una bellissima mail.

Come hai conosciuto Gianluca Fantelli?

Ero stato ad un suo concerto ed ero rimasto profondamente colpito dalla sua musica e dalla sua sensibilità artistica, quindi non vedevo l’ora di conoscerlo. Nel 2014, è poi accaduto, che ero tra i finalisti del contest radiofonico “The Voice of Radio2”, Gianluca mi ha sentito in radio, ha scoperto che ero bolognese come lui e ci hanno organizzato un incontro. Le coincidenze della vita…

Durante  il nostro primo incontro (lui si trovava già in uno stadio avanzato della malattia) poco dopo essersi presentato mi ha detto: “Bene, adesso dimmi… perché sei qui? Che cosa vuoi da me?”. Io ho sorriso e gli ho risposto: “Scrivimi un pezzo!”. Mi ha fatto riflettere sull’ importanza del tempo che abbiamo a disposizione e la sua autoironia mi ha conquistato da subito! Era molto pignolo ed esigente: prima di iniziare a lavorare insieme ha voluto mettermi alla prova affidandomi un brano del suo repertorio da reinterpretere e ha drasticamente bocciato le prime due versioni che gli ho mandato, alla terza però sono riuscito a conquistarlo e alla fine abbiamo firmato tre brani inediti insieme!

Raccontaci qualcosa di questo progetto che ti vede in prima fila nella battaglia contro la Sla.

Per questo progetto sono stato affiancato dall’Associazione “Io Vivrò” che lo stesso Gianluca ha fondato nel 2009 insieme ad un gruppo di amici e che si pone come mission la lotta alla S.L.A., sclerosi laterale amiotrofica con un pensiero particolare rivolto ai bambini disagiati di tutto il mondo, al fine di consentire loro una vita sana e dignitosa. L’associazione è, infatti, attivissima nella raccolta fondi destinati all’aiuto dei malati di S.L.A. e le loro famiglie, anche attraverso adozione di bambini a distanza e partecipando alle lotte per i diritti dei disabili. Hanno contribuito, ricambiati, al lavoro di altre associazioni come ad esempio ASSISLA e FANEP, e sono sempre prima linea, a lottare contro le ingiustizie, fisiche e sociali. A loro io e il mio team vogliamo dare un contributo nel nostro piccolo, aiutandoli ad ottenere una maggiore visibilità e supporto da parte del pubblico e delle istituzioni.

Tra Crudele e questo singolo in quali progetti sei stato impegnato?

 In questi due anni ho continuato a scrivere e lavorare in studio con Giancarlo di Maria, mi sono dedicato al teatro e ho coltivato un mio personale progetto a cui ho dato vita nel 2016 insieme a Giulia Mattarucco, Riccardo Sarti e Maddalena Luppi: la compagnia musicale-teatrale “I Muffins“. Sono stato in tour per due stagioni teatrali con il Family show “Il Magico Zecchino d’Oro” prodotto da Fondazione Aida e Antoniano di Bologna, ho calcato lo storico palcoscenico del Teatro Sistina di Roma con “Georgie il Musical” e ho preso parte alla serie tv “Monstershop” prodotta da DeAgostini in onda su Sky – DeAkids con il M° Beppe Vessicchio alla sua prima prova da attore.

Quali sono i tuoi programmi futuri?

Stiamo già lavorando ad un nuovo singolo che dovrebbe uscire in primavera e, questa volta, si tratterà di un duetto con una giovane cantautrice con cui si è creato un bellissimo sodalizio artistico. Poi ci sono tanti nuovi progetti in ballo anche per quanto riguarda il teatro e la mia compagnia “I Muffins“, ma per scoprirle dovete continuare a seguirmi! 

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foto Riccardo Sarti




Mara Bosisio: il nuovo singolo è Liquido, come la nostra società

Liquido è il nuovo singolo della cantautrice Mara Bosisio, in radio e negli stores dal 21 gennaio,  e propone una tematica insolita nell’attuale panorama musicale: una  personale e libera interpretazione del concetto di “società liquida” del sociologo polacco Zygmunt Bauman.

Ne parliamo con  questa talentuosa e impegnata artista, che divide il suo tempo tra impegni musicali, sportivi e televisivi.

1. Come nasce Liquido?

Dopo essermi imbattuta in una delle teorie più importanti del sociologo polacco Zygmunt Bauman sulla “società liquida” ho avuto l’idea del brano;  chiaramente una mia personale e libera interpretazione del suo concetto (oggi più che mai ancora molto attuale), applicato al mio modo di vivere e percepire la realtà.

La canzone, quindi, è stata realizzata  grazie alla collaborazione con il producer Samuel Aureliano Trotta.

2. Qual è il tuo brano a cui sei affezionata di più delle tue produzioni precedenti?

Lucciole, sicuramente, per una ragione emotiva ed affettiva,  è il brano che ha dato una sterzata positiva al mio lavoro: con Lucciole ho avviato un nuovo ciclo produttivo, con un nuovo team tecnico, un nuovo stile di composizione e “nuove” sonorità (in realtà sto ripescando moltissimo dalle sonorità anni ‘80-’90).

3. Quali sono le  differenze tra Liquido e le  tue precedenti produzioni, in termini stilistici e di contenuto?

Sicuramente il contenuto, la tematica trattata è molto più complessa e impegnativa rispetto a tutti gli altri miei testi precedenti.

Il sound invece, rimane volutamente più minimale e fresco.

C’è sempre però un filo conduttore tra questo lavoro e le precedenti produzioni: l’incrocio tra il cantato e un parlato molto ritmico.

4. Tu sei una persona da mille interessi, insegni, lavori come veeJay, giochi a calcio, sei cantautrice Rispetto a tutti questi ambiti, come è oggi  lavorare nel campo della musica in Italia?

Per tutti gli ambiti in Italia oggi, in generale, è molto difficile lavorare.

A maggior ragione poi lavorare in  un ambito dove non esistono dei criteri di valutazione precisi e l’offerta supera di gran lunga la richiesta. Il mercato musicale è saturo, e il pubblico è abituato ad ascoltare sempre meno e con meno attenzione.

Aggiungiamoci poi il fatto che la Musica ancora oggi non è riconosciuta come una professione; di conseguenza per vivere di musica comporta  grosse difficoltà e molta tenacia e perseveranza.

foto Roberto Palladini e Daniele Di Lecce