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Le Asturie, viaggio nella Spagna Celtica

Mentre tutti si dirigono verso la Costa del Sol o le Baleari, c’è una regione nel Nord della Spagna che racconta una storia diversa. Il Principato delle Asturie rappresentano “la Spagna che non ti aspetti”: parchi naturali, laghi turchesi, montagne superbe, coste frastagliate e lunghe spiagge di sabbia che ricordano più l’Irlanda e la Scozia che non la caliente Spagna. Non ci sono resort all-inclusive, non esistono spiagge privatizzate, non si trovano ristoranti per turisti. Qui il territorio detta ancora le regole: quando piove ci si rifugia nelle sidrerie, quando splende il sole si va in spiaggia o si sale in montagna, quando il mare è agitato si esplorano i borghi dell’interno. Ed è proprio qui che risiede il loro fascino.

Il richiamo della Spagna verde Tradizioni celtiche, pascoli verdissimi, boschi di pini e felci che arrivano fino a ridosso delle spiagge, turismo prevalentemente interno, ritmi lenti caratterizzano il Principato delle Asturie,  incastonata tra Galizia e Cantabria. D’estate, quando il resto della penisola iberica si arroventa, le Asturie mantengono temperature piacevoli, raramente superano i 25 gradi, e offrono quel fresco che solo l’Oceano Atlantico sa garantire. La morfologia del territorio spiega tutto: le montagne che si tuffano nel mare, creando un microcliima unico. I Picos de Europa, con le loro vette che toccano i 2.650 metri, fungono da barriera naturale contro i venti caldi del Sud, mentre l’Oceano Cantabrico mitiga le temperature estive. Il risultato è un paradosso geografico: essere in Spagna e sentirsi in Scozia.

Oviedo: il cuore culturale tra guglie e sidro Il capoluogo delle Asturie merita più di una visita di passaggio. Oviedo vanta un vivace centro storico che d’estate si anima di festival e concerti all’aperto. La Cattedrale del Salvador domina la piazza con la sua torre gotica asimmetrica e custodisce la Camera Santa, dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco nel 1998, al cui interno si trova il Santo Sudario e altre reliquie che hanno reso la città  meta di pellegrinaggio per secoli. In origine era solamente una cappella, costruita come parte della Cattedrale e luogo di preghiera utilizzato dal re Alfonso II, trasformandosi poi nel custode delle più importanti reliquie cristiane di Spagna.

Non solo. Negli ultimi decenni Oviedo ha trasformato le sue strade in una galleria d’arte a cielo aperto dove convivono secoli di storia e provocazioni artistiche contemporanee. La grande Maternità di Botero, regina della Piazza della Escandalera, con i suoi oltre 800 chilogrammi di peso, tiene tra le braccia il bambino più paffuto che si possa concepire. L’artista colombiano ha lasciato in città anche altre testimonianze della sua poetica delle forme abbondanti: “Il Cavallo” si erge possente davanti alla Cattedrale, creando un dialogo surreale tra arte sacra e provocazione contemporanea. Oviedo non si ferma a Botero. Le sculture disseminate per il centro raccontano una città che non teme il confronto con l’arte: da Woody Allen immortalato in bronzo (omaggio al regista che girò qui “Vicky Cristina Barcelona”) alla statua della Regenta, protagonista del capolavoro letterario di Clarín ambientato proprio in questa città mascherata sotto il nome di Vetusta.

Ma Oviedo sa sorprendere anche oltre i monumenti. D’estate, i caffè di Calle Gascona si riempiono di locali che discutono di calcio davanti a un bicchiere di sidro. La tradizione vuole che il sidro venga versato dall’alto, in una tecnica chiamata “escanciado” che è stata dichiarata Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, pura fisica applicata alla gastronomia. L’altezza della caduta ossigena la bevanda e ne esalta l’aroma. La Sidrería Tierra Astur nel quartiere di Gascona è un’istituzione. Qui l’escanciado  raggiunge livelli artistici: i camerieri versano il sidro da altezze impensabili senza mai perdere una goccia. Ma è il sidro stesso il protagonista: naturale, fresco, con quel retrogusto di mela che pulisce il palato e prepara al boccone successivo. Al di là del sidro,  la ristorazione ovetense ha superato da tempo il concetto di cucina regionale per diventare laboratorio di contaminazioni creative. Casa Fermín, storico ristorante della città, reinterpreta la tradizione asturiana con tecnica contemporanea: la loro fabada decostruita mantiene tutti i sapori dell’originale, ma li presenta in forme che sorprendono il palato. La Corte de Pelayo gioca con gli accostamenti mare-montagna tipici delle Asturie: il baccalà si accompagna al cabrales in preparazioni che sembrano impossibili ma risultano perfettamente equilibrate. L’ambiente, ricavato da un palazzetto medievale, aggiunge fascino storico all’esperienza culinaria.

L’ospitalità ovetense riflette il carattere della città: raffinata ma senza ostentazione, moderna ma rispettosa della tradizione. L’Hotel de la Reconquista, ricavato da un palazzo del XVIII secolo, mantiene l’eleganza dell’antico ospedale di pellegrini ma con comfort contemporanei. Le camere affacciate sul cortile interno offrono un silenzio prezioso nel cuore della città, mentre la hall con le sue volte a crociera racconta secoli di accoglienza. Per chi cerca lesperienza boutique, l’Ayre Hotel Oviedo combina design minimalista e materiali locali. Le camere sono un omaggio alla tradizione mineraria asturiana reinterpretata in chiave contemporanea: ardesia, legno di castagno e ferro battuto creano atmosfere che dialogano con il paesaggio circostante. Il Barceló Oviedo Cervantes, nel cuore pedonale della città, offre la comodità di muoversi a piedi tra monumenti e ristoranti. La terrazza panoramica regala tramonti sui Picos de Europa che valgono il prezzo del soggiorno.

 Nelle immediate vicinanze di Oviedo si trovano le Valli della Trubia, che prendono il nome dal fiume che le attraversa, perfette per escursioni estive tra Santo Adriano, Proaza, Teverga e Quirós. Questi borghi mantengono intatta l’architettura tradizionale asturiana, con i tipici hórreos (granai sopraelevati) che punteggiano il paesaggio.

Il periodo migliore per visitare Oviedo è a settembre per la festa del patrono, San Matteo, un evento che coinvolge l’intera comunità in una celebrazione che mescola sacro e profano, tradizione e modernità. Le strade del centro si riempiono di bancarelle, concerti improvvisati e sidrerie all’aperto, mentre i fuochi d’artificio illuminano la cattedrale in una scenografia che compete con i migliori spettacoli pirotecnici europei.

Gijón: dove l’arte incontra l’oceano Ricca di splendide spiagge e vedute del Mar Cantabrico, Gijón affascina con i suoi angoli magici, come la scultura Elogio dell’orizzonte realizzata da Eduardo Chillida. Questa monumentale opera d’arte, posizionata sulla collina di Santa Catalina, dialoga costantemente con il mare e il cielo, cambiando aspetto secondo le condizioni atmosferiche. D’estate, la Playa de San Lorenzo diventa il salotto della città. Tre chilometri di sabbia fine dove i gijonesi si ritrovano per la tradizionale passeggiata serale. Vale anche la pena passeggiare nell’antico quartiere dei pescatori, Cimavilla, nei giardini della Regina o nel porto turistico.

Ma Gijón nasconde un segreto: le Termas Romanas di Campo Valdés, scoperte casualmente durante lavori di costruzione negli anni ’60. D’estate, quando il caldo si fa sentire anche qui, queste testimonianze di duemila anni fa raccontano come i romani avessero già intuito le potenzialità climatiche della zona.

Avilés: il gioiello nascosto con firma brasiliana Situata su una ria, con il suo centro storico dalle case porticate, i suoi giardini e palazzi, Avilés è una piccola meraviglia. Dal 2011 il suo principale simbolo è il Centro culturale Niemeyer, l’ultima opera europea del maestro dell’architettura brasiliana Oscar Niemeyer.

Il contrasto è voluto e riuscito: il bianco candido del cemento armato di Niemeyer dialoga con le facciate medievali del centro storico. D’estate, il centro organizza festival di arte contemporanea che trasformano la città in un laboratorio culturale a cielo aperto. La ria di Avilés, inoltre, offre escursioni in kayak tra isolotti e canneti, un’esperienza che ricorda i fiordi norvegesi più che le coste spagnole.

Le spiagge di Llanes  Llanes è conosciuta soprattutto per le sue spiagge, pur vantando anche un incantevole centro storico, ricco di edifici medievali.  Playa de Toró, con le sue formazioni rocciose che emergono dall’acqua come sculture naturali, offre uno spettacolo che cambia con le maree. Playa de Barro, più selvaggia e meno frequentata, è il rifugio perfetto per chi cerca solitudine e contemplazione. Ma Llanes nasconde anche una curiosità geologica unica: la spettacolare spiaggia di Gulpiyuri, una spiaggia “impossibile” situata nell’entroterra, a cento metri dal mare e alimentata da un tunnel naturale scavato dalle acque nel corso dei millenni.

Covadonga, dove nacque la Reconquista Covadonga è il simbolo della nascita della Spagna cristiana, il punto geografico e simbolico dove, secondo la tradizione, nel 722 Pelagio delle Asturie sconfisse i musulmani dando inizio alla Reconquista. La leggenda narra che Pelagio, rifugiatosi nella grotta con un manipolo di guerrieri, invocò la protezione della Vergine Maria. Durante la battaglia, le frecce scagliate dai musulmani si voltarono contro di loro, mentre una slavina travolse il loro esercito. Realtà storica o costruzione mitologica? Gli storici dibattono da secoli, ma quello che conta è l’impatto che questo racconto ha avuto sull’immaginario collettivo spagnolo. Leggenda? Realtà? Poco importa. Quello che conta è l’emozione che si prova salendo verso il santuario, attraversando boschi di faggi e castagni che d’estate offrono un fresco naturale incomparabile.

La grotta stessa custodisce misteri che vanno oltre la battaglia del 722. L’acqua che sgorga dalle rocce e forma il laghetto ai piedi della cappella è considerata miracolosa dalla tradizione popolare. Le cronache medievali raccontano di guarigioni inspiegabili, di pellegrini che bevevano quest’acqua e tornavano a casa guariti da mali incurabili. La scienza moderna spiega che si tratta di acqua di sorgente particolarmente pura, filtrata attraverso rocce calcaree per secoli, ma la suggestione rimane intatta.

La basilica, costruita tra il 1877 e il 1901 in stile neo-romanico, si erge maestosa davanti alla grotta originaria. All’interno, la statua della Vergine di Covadonga, scolpita nel legno e rivestita d’oro, domina l’altare maggiore. Ma è nella piccola cappella scavata nella roccia che si percepisce davvero la sacralità del luogo: il rumore dell’acqua che gocciola, l’eco dei passi sui gradini consumati da milioni di pellegrini, l’odore di cera e incenso creano un’atmosfera che trascende le divisioni religiose.

I laghi di Covadonga, Enol ed Ercina, raggiungibili attraverso una strada serpeggiante che sale tra boschi di faggi secolari, completano il quadro mitologico del luogo. La leggenda vuole che questi specchi d’acqua siano le lacrime della Vergine per i caduti in battaglia, cristallizzate dall’eternità in due gioielli turchesi incastonati tra i pascoli alpini. D’estate, quando la neve si ritira dalle vette circostanti, i laghi riflettono un cielo che sembra più vicino, creando un paesaggio che ha ispirato poeti e mistici per secoli.

Tradizioni celtiche Le Asturie custodiscono un patrimonio culturale che affonda le radici nell’Europa celtica pre-romana come mostra la gaita (cornamusa asturiana), l’erede diretta degli strumenti celtici che accompagnavano i riti nelle foreste sacre e oggi è protagonista die festival folk che riempiono .
piazze e prati.
I castro (villaggi fortificati pre-romani) punteggiano ancora il territorio. Quello di Coaña, il meglio conservato, mostra case circolari in pietra che duemila anni fa ospitavano le tribù celtiche degli Astures. D’estate, quando la vegetazione è più rigogliosa, questi siti archeologici si trasformano in finestre aperte su un passato che parla ancora.

Sapori di terra, frutti di mare e sidro Il piatto più emblematico delle Asturie, la fabada, è uno stufato tradizionale che combina i fabes (fagioli) con salsicce come il chorizo e il sanguinaccio. Ma definirla semplicemente “zuppa di fagioli” sarebbe un insulto alla complessità gastronomica asturiana.

I fabes de la Granja, coltivati solo in alcune vallate, vengono raccolti freschi e la loro consistenza cremosa raggiunge la perfezione. Il compañu (la carne che accompagna i fagioli) include morcilla, chorizo e lacón, prodotti secondo ricette tramandate da generazioni.

Attraverso l’itinerario dei sapori del mare, si possono scoprire le attività e la vita delle località marittime delle Asturie. Tra le varie esperienze proposte, si può assistere a un’asta del pesce nel mercato, vedere come lavorano i coltivatori di ostriche, conoscere i frutti di mare del Mar Cantabrico in un vivaio. Il calendario gastronomico estivo è ricchissimo. Agosto porta la Festa del Bonito a Candás, dove il tonno alalunga viene preparato secondo la tradizione marinara. Settembre celebra il riccio di mare a Llanes, una prelibatezza che richiede coraggio e palato raffinato.

Particolarmente ricca anche la tradizione casearia con il Cabrales ritenuto la punta di diamante della regione. Questo formaggio blu, stagionato nelle grotte naturali dei Picos de Europa, raggiunge d’estate la sua massima espressione. L’umidità costante delle caverne e i microorganismi autoctoni creano venature blu-verdi che sono pura arte biologica. Ma esistono anche il Gamonéu, prodotto solo in due paesi e stagionato con il fumo di legno di faggio, e l’Afuega’l Pitu, dal nome impronunciabile che significa “affoga il pollo” per la sua consistenza cremosa.

Ma il vero protagonista rimane il sidro che non è dolce come quello francese né aspro come quello inglese: è secco, leggermente acido, con un retrogusto di mela che persiste. D’estate, le sidrerie aprono i loro cortili per degustazioni sotto gli alberi di melo.

Dove dormire: dall’agriturismo ai boutique hotel D’estate, quando le città si svuotano, i casali di campagna diventano rifugi perfetti. Casa Cayo, a Poo de Llanes, offre camere in una casa nobiliare del XVIII secolo con vista sui Picos de Europa. La colazione include sidro, tortas di mais e miele di castagno prodotto in loco. Hotel Rural Arpa de Hierba, nei pressi di Ribadesella, è ricavato da un antico monastero e mantiene il silenzio contemplativo dell’origine religiosa.

Per chi preferisce il mare, l’Hotel Villa Rosario a Ribadesella combina charme ottocentesco e comfort moderno. Le camere affacciate sulla ria offrono tramonti che competono con quelli delle Seychelles. Villa de Luarca, nell’omonimo borgo di pescatori, è un gioiello art déco che mantiene l’atmosfera dei primi del Novecento.

Chi cerca il lusso discreto può optare per il Parador de Cangas de Onís, ricavato dal monastero di San Pedro de Villanueva. I chiostri medievali sono diventati giardini dove si serve la colazione, mentre le celle monastiche si sono trasformate in suite con vista sui monti.




Il Summer Jamboree fa ballare tutta Senigallia

Dall’1 al 10 agosto il Summer Jamboree fa ballare tutta Senigallia con l’edizione che celebra i primi venticinque anni del Festival di musica e cultura dell’America Anni ‘40  e ‘50. Un’occasione per trascorrere una vacanza unica con tutta la famiglia a due passi dal Monte Conero. E infatti la locandina dal sapore vintage di questa venticinquesima edizione ritrae proprio una famiglia giovane e sorridente nella sua Chevrolet decappottabile che arriva sulla spiaggia di velluto sullo sfondo della Rotonda e del Monte Conero, simboli della riviera adriatica e della Regione Marche. Una famiglia che può approfittare del Festival per organizzare una vacanza alla scoperta di questo territorio iniziando da Sirolo, piccolo borgo sul Monte Conero da cui si gode un panorama favoloso per esplorare le spiagge più belle, le grotte (Frasassi, Camerano e Osimo) e i borghi storici di Recanati, Offagna, Loreto.

IL Festival e il territorio Nato a Senigallia 25 anni fa, il Summer Jamboree è cresciuto fino a diventare il più grande festival al mondo nel suo genere, contribuendo in modo determinante alla riconoscibilità ed alla trasformazione turistica e culturale di Senigallia. Nel tempo il Summer Jamboree si può dire che si sia trasformato in un rituale collettivo e gioioso che ogni estate raduna a Senigallia persone da ogni parte del mondo. C’è chi aspetta il Natale e chi aspetta il Summer Jamboree.
 Il Summer Jamboree è una festa che non ha età, capace di far ballare proprio tutti sotto il cielo stellato della riviera adriatica, creando ricordi ed emozioni indimenticabili, al ritmo di Rock’n’Roll, Swing, Country, Rockabilly, Rhythm’n’Blues, Hillbilly, Doo-wop, Western swing.
Tra una lezione di Boogie Woogie, un live concert e un cocktail al tramonto all’Hawaiian Beach sulla spiaggia di velluto di Senigallia, tutti si sentono a casa in un mondo fatto di energia positiva e condivisione.

Il programma   Si inizia venerdì 1° agosto con una giornata di prefestival in cui un grande free boot sale, per chi ama frugare tra storie, stili e meraviglie d’epoca, nell’area del Mascalzone sul lungomare di levante tra shopping, Record Hop e qualche bagno al mare. La sera poi prende il via il Vintage Market alla Rocca Roveresca, i primi concerti di apertura e il Dopo Festival alla Rotonda a mare.
Dal 2 agosto inizia ufficialmente il Festival con il programma al completo e si apre il main stage a Piazza Garibaldi. La line up di quest’anno vede tra i protagonisti alcuni degli artisti internazionali più interessanti del panorama Rock’n’Roll, che arrivano a Senigallia per festeggiare i primi venticinque anni del Summer Jamboree. In tutto sono attesi 157 artisti per l’edizione 2025 tra musicisti, cantanti, insegnanti di ballo, ballerini professionisti, performer e DJ provenienti da 15 Paesi. A fare gli onori di casa sui due palchi del Summer Jamboree 25 sono attesi cinque presentatori d’eccezione, Russell Bruner, Bianca Nevius, Eve La Plume, Grace Hall, Racy Ros, protagonisti di un’altra novità assoluta del festival: il Burlesque & Cabaret Show alla Rocca Roveresca per la prima volta all’aperto e a ingresso gratuito. Triplicano inoltre per i 25 anni del Summer Jamboree gli appuntamenti con i Dance Show, tra i momenti più amati dal pubblico del Festival a cura del team internazionale degli insegnanti del Summer Jamboree, che regalano uno show che unisce tecnica e spettacolarità, acrobazie, improvvisazione e complicità. Quest’anno sono previsti domenica 3 e venerdì 8 agosto e una Special Teachers dance jam on the Dance Floor è fissata per sabato 9 agosto.
Non solo, martedì 5 agosto 2025 torna per il terzo anno consecutivo, il Summer Jamboree Hera Dance Contest   nella pista di Piazza Garibaldi: una gara di ballo per coppie (leader e follower), a iscrizione gratuita, dove tutti gli stili di ballo swing sono ammessi.
Da non perdere i Dance Camp e Boot Camp, quest’anno in programma dal 2 al 9 agosto, per apprendere o affinare gli stili fondamentali del rock’n’roll e dello swing. Una line-up di insegnanti che rappresentano il gotha mondiale delle danze swing, campioni internazionali, professionisti di fama globale daranno vita a un viaggio di apprendimento, ispirazione e puro divertimento. Il Dance Camp è il luogo ideale per chi ama ballare sul serio. Che si tratti di un principiante con due piedi sinistri o di un esperto in cerca di un livello più avanzato, chiunque può trovare la classe perfetta, dal Level 1 al Level 4. Se invece si vuole iniziare da zero o rinfrescare i fondamentali prima di buttarsi nella mischia, il Boot Camp è il trampolino giusto. Tre ore al giorno negli spazi della Rotonda a mare per un corso intensivo che si rivolge ai principianti desiderosi di progredire rapidamente al livello successivo. Gli insegnanti protagonisti dei camp del Summer Jamboree sono: Alexsia Ghezzo, Carolina Lampugnani, Dimitri Masotti, Francesco Pezzo, Gosia Aniolkowska, Jay Cee, Katja Završnik, Lizette Rönnkvist, Lucy Sanders, Markus Rosendal, Minn Vo, Moe Sakan, Mona Reithmeier, Rasmus Holmqvist, Sailor Mike, Viktor Edlund, Wilma Edlund, Peter Loggins.
Durante i dieci giorni del festival, come sempre, ci sono infine anche le lezioni di ballo gratuite assieme ai docenti Luca Rizzioli (ITA) e Carlotta Mignani (ITA), per imparare in tranquillità i passi, per un piccolo ripasso, o trovare nuovi partner di ballo all’Hawaiian Beach e all’Hera Dance Floor alla Rocca Roveresca

Le novità E ancora tante altre novità  l’Airstream Dance Corner in Piazza Roma si propone come un nuovo spazio in città per ballare. La piazza infatti si trasforma ogni sera, dalle 18:00 alle 24:00, in una dance floor all’aperto con la musica Anni ’40 e ’50 dei migliori DJ provenienti da tutto il mondo. Ogni sera inoltre, dalle 21:00 alle 22:30, è prevista una selezione dedicata solo al Balboa, per gli amanti dei ritmi jazz e swing veloci.
La Balcony Jam Session trasforma la balconata della Rotonda a Mare in un palco spontaneo per jam session. Nessuna scaletta, solo pura energia live, complicità e improvvisazione. Il Balcony Jam Session si unisce così ai party “Music and dance by the sea” che ogni sera (escluso il 7 agosto) si aprono alla Rotonda sul mare da Mezzanotte alle 4 di mattina con una colonna sonora che attraversa i decenni della musica, dai ruggenti Anni ’20 all’età dell’oro degli Anni ’50.
Il Summer Jamboree Cucù: laboratori e giochi per bimbi (a partire dai 5 anni) mentre i grandi si godono la festa, realizzati in collaborazione con Lapsus.

Gli special guest Tra gli special guest della XXV edizione, Vel Omarr un veterano della musica del genere che porta un formidabile tributo a Sam Cooke, Ruby Turner, famosa per la sua This Train e Curtis Salgado, formidabile chitarrista blues che incanta il pubblico dagli Anni ’60 con la sua voce potente, che attinge tanto dal Soul e dal R&B quanto dalla tradizione del Blues e del Gospel.
E ancora, Les Greene, la voce di Little Richard nell’ultimo film dedicato ad Elvis di Baz Luhrmann, nonché uno dei migliori show-men del suo tempo, un grande “urlatore” che sul palco non si risparmia e che sprigiona una potente ondata di musica roots, rock e soul.
Tra i protagonisti del Summer Jamboree, infine, c’è anche Pete Molinari, uno dei cantautori preferiti del Boss Bruce Springsteen, un personaggio che sfugge ad ogni definizione e fa musica senza tempo. Musicista, scrittore, drammaturgo, bohémien, artista intransigente e anticonformista, non può essere racchiuso in un genere e per il pubblico del Summer Jamboree porterà uno spettacolo appositamente creato per l’occasione.




Bayerischer Wald, la selva selvaggia della Baviera

Natura, arte e benessere sono di casa in Baviera, non solo a Monaco. Ed è un peccato perdere l’occasione per esplorare questa regione. In meno di due ore da Monaco, infatti, si entra nella Foresta Bavarese (Bayerischer Wald), la più grande area forestale dell’Europa Centrale che si estende fino alla Repubblica Ceca da un lato e al confine austriaco dall’altro. In questa distesa di dolci colline coperte da boschi di abeti rossi e bianchi, faggi, pini, frassini, olmi, aceri e sorbi, si vivono esperienze all’aria aperta e ci si rilassa in una natura rigogliosa e nelle spa dei numerosi hotel benessere a prezzi ancora accessibili. La pensione tre quarti al Wellness Hotel Hofbräuhaus, struttura a quattro stelle di Bodenmais parte da 129 euro al giorno a persona in camera doppia standard.

Attività nella natura La Foresta Bavarese è sede del Parco Nazionale della Foresta Bavarese, il primo parco nazionale della Germania, istituito nel 1970, vanta un approccio “la natura selvaggia è selvaggia” (“Natur Natur sein lassen”), che permette alla foresta di svilupparsi senza interventi umani. Camminando lungo i suoi sentieri, si possono ammirare alberi secolari, aree di foresta primaria e un ecosistema in continua evoluzione. Questa filosofia di conservazione ha permesso la rinascita di specie animali che erano quasi scomparse dalla regione, rendendo il parco un vero e proprio santuario della biodiversità. Per gli escursionisti, ci sono in ogni caso centinaia di chilometri di sentieri ben segnalati, che vanno da facili passeggiate a percorsi più impegnativi che conducono a vette panoramiche come quella di Lusen, una delle vette più alte della regione, coperta da un insolito “mare di massi” granitici e da cui , nelle giornate limpide si scorgono persino le Alpi o di Rachel, la seconda montagna più alta, con il suo affascinante lago di montagna. Le giornate trascorrono fin troppo velocemente nella Foresta Bavarese passeggiando lungo il fiume Regen o nelle foreste attraversate da oltre 300 chilometri di tracciati percorribili anche in bicicletta, rinfrescandosi alle cascate di Riesloch e nelle acque del lago Rachelsee, fotografando gli animali nell’area faunistica Tier–Freigelände e ammirando il paesaggio dal Baumwipfeldpfad, un sentiero di 1300 metri sospeso sopra gli alberi che si chiude con una torre alta 44 metri costruita attorno a tre abeti.

Borghi romantici e città vescovili Regen, Bodenmais, Grafenau che porta l’orso nel suo stemma, Freyung con i suoi palazzi storici e la sua collezione di arte, Sankt Oswald con il museo della storia della foresta, Zwiesel, cittadina sulla strada del vetro e Deggendorf, sono mete perfette per trascorrere un pomeriggio romantico alla scoperta del territorio, tra architetture tipiche e mercati locali, della cultura e delle tradizioni bavaresi e del suo artigianato, a iniziare dalla produzione del vetro. Non solo.  Nei mesi estivi in Baviera i paesi si animano con festival di musica e danze popolari come la polka, il landier e lo zwiefachen. Basta una fisarmonica per coinvolgere in canti e cori giovani e anziani, un pubblico trasversale spesso vestito con i tradizionali dirndl e lederhosen. Tra gli appuntamenti estivi da non perdere nella Foresta Bavarese vi sono il Grafenau Folk Festival, ritenuto il più antico della regione, il Festival Pichelsteiner a Regen con decine di gruppi musicali, il Gäubodenfest di Straubing  fondato nel 1812 dal re Massimiliano I e nelle vicinanze il Regensburg Dult e il Passau Autumn Dult. E se il meteo non dovesse essere clemente, Ratisbona e Passau, due citta vescovili dalla storia millenaria , sono raggiungibili, anche in treno, in meno di un’ora dal cuore della foresta selvaggia della Baviera.




Malta, un arcipelago di stelle

Malta di notte diventa un luogo privilegiato per ammirare il cielo notturno e vivere esperienze astronomiche uniche.  Dall’allineamento solare dei templi preistorici ai cieli stellati di Gozo, fino agli appuntamenti con la scienza, l’arcipelago invita i viaggiatori a scoprire un suo lato ancora da esplorare.

Solstizi tra i megaliti Nel complesso di templi megalitici dichiarati Patrimonio Unesco a Sud di Malta e risalenti al 3600-3200 a.C:, ad Ħaġar Qim e Mnajdra, i giorni dell’equinozio (quest’anno dal 20 al 23 giugno) offrono una prospettiva unica. Al tempio di  Ħaġar Qim, in cui si trova il megalite più grande di Malta con i suoi 5,2m metri di lunghezza e le sue 57 tonnellate, nei giorni di solstizi d’estate il sole bacia una pietra alla sinistra dell’altare, mentre nel solstizio d’estate la luce tocca una pietra sul lato destro dell’altare.  A soli 500 metri dal sito archeologico di Hagar Qim,  il tempio di Mnajdra, risalente all’anno 3000 a.C., è  è allineato con gli astri in modo tale che la luce entri da un foro della sala principale durante il solstizio di primavera e di autunno.

Le notti della Astronomical Society of Malta Gli appassionati del cielo notturno possono partecipare alle osservazioni pubbliche organizzate dalla Astronomical Society of Malta, che si tengono regolarmente in luoghi aperti e panoramici dell’isola, lontano dall’inquinamento luminoso. Con telescopi professionali e guide esperte, è possibile esplorare costellazioni, galassie e pianeti, partecipando a serate divulgative perfette per famiglie, studenti e astrofili.

Scoprire l’universo da Nadur L’osservatorio astronomico di Nadur, a Gozo, apre le sue porte al pubblico con eventi speciali e sessioni di osservazione con strumenti ad alta precisione. Situato in una delle zone più tranquille e buie dell’isola, il piccolo osservatorio rappresenta un punto di riferimento per la divulgazione scientifica e la ricerca astronomica maltese.

L’eclissi totale di Luna Tra gli appuntamenti imperdibili dell’anno, spicca la ‘Luna di sangue’, ovvero eclissi lunare totale del 7 settembre 2025. In quella data la Luna assumerà un particolare colore rosso e sarà ben visibile da tutta Malta e Gozo.

Esplora: planetario e scienza per tutte le età A completare il viaggio tra le stelle, il planetario del centro scientifico Esplora, a Kalkara, offre proiezioni immersive e laboratori interattivi. Tra galassie in 3D, simulazioni cosmiche e mostre tematiche, il planetario rappresenta una tappa ideale per un turismo culturale.




Natale a Corinaldo

Corinaldo,  borgo medioevale immerso tra le colline marchigiane, è pronto a trasformarsi in un Presepe vivente con un  cartellone di eventi che animerà, nei fine settimana di dicembre e poi durante tutte le festività, le strade e le piazze del paese da sabato 30 novembre 2024, con la tradizionale accensione dell’Albero di Natale e delle luminarie natalizie, fino alla Befana.

Le vie e le piazze del centro storico di questo borgo in provincia di Ancona racchiuso all’interno di una cinta muraria quatrocentesca lunga un chilometro, sono il cuore pulsante della festa, animata da spettacoli, artisti di strada, mercatini e installazioni luminose. Un tripudio di luci, colori e decorazioni scenografiche che trasformano le architetture e gli scorci di Corinaldo in scenari fiabeschi. Per promuovere il patrimonio artistico di Corinaldo, riconosciuto tra i borghi più belli d’Italia,  sono poi previste visite guidate e presso la Pinacoteca Ridolfi, e la Sala del Costume e delle Tradizioni Popolari, spazio espositivo dedicato alla cultura e alle usanze del borgo, dove si possono ammirare abiti storici, costumi tradizionali e oggetti della vita quotidiana di epoche passate.




Cinque mete Usa per celebrare i compleanni di 5 film cult

Cinque mete per le vacanze suggerite da cinque film cult che quest’anno celebrano compleanni importanti. Gli itinerari proposti da VisitTheUsa promettono quindi di far scoprire gli Usa da una prospettiva davvero particolare: ripercorrendo le orme di cinque film che hanno fatto sognare intere  generazioni e per cui più trascorre il tempo più sembrano attuali. Da Forrest Gump a Footloose, cinque mete a stelle e strisce in cui sono stati ambientati i film culto.

  1. Per Sideways a spasso tra Santa Ynez Valley, California un itinerario di vino, amicizia e paesaggi 

 Sideways- In viaggio con Jack, che quest’anno compie vent’anni, si sviluppa lungo la Santa Ynez Valley in California. Organizzare un viaggio in questa terra, ripercorrendo  i luoghi del  film di Constantine Alexander Payne, porta alla scoperta di una delle zone vinicole più famose degli Stati Uniti, riconosciuta anche per la bellezza dei paesaggi che si alternano all’eterogeneità dei vitigni coltivati.

2. Per Forrest Gump la destinazione è Savannah, Georgia, un itinerario tra storia e natura

Per celebrare il 30° anniversario di Forrest Gump il suggerimento è quello di immergersi nelle atmosfere e nella cultura degli Stati Uniti del Sud.  Nonostante il film di Robert Lee Zemeckis racconti di un uomo semplice dell’Alabama che passa attraverso alcuni degli eventi più rilevanti del secolo scorso uscendone vincitore, alcune delle ambientazioni più note del fim a Savannah, in Georgia, dove il tour comincia dalle Live Oaks, riconoscibili per i loro lunghi  rami che si estendono orizzontalmente quasi abbracciandosi, per poi proseguire verso Chippewa Square in cui nel film di Zemekis Forrest racconta la sua storia parlando con diverse persone sedute su una panchina (oggi al Savannah History Museum).

3. Con Karate Kid tra Phoenix e Sedona, Arizona

Per ripercorrere le orme dell’orami quarant’enne Karate Kid la meta è la San Fernando Valley, un mix di cultura urbana e natura in California, oltre alle  cittadine di Phoenix e Sedona in Arizona, rispettivamente note per l’arte e l’offerta culinaria la prima e per le formazioni di roccia rossa e i sentieri escursionistici la seconda. Tra le icone dello stato in cui è ambientato il fil m cult di John Guilbert Avildsen sono da non perdere il Chirinchua National Monument al confine con il New Messico: un parco caratterizzato da una vegetazione rigogliosa, dettaglio insolito per un’area per lo più arida.

4. Per Footloose un  itinerario a passo di danza tra le meraviglie naturali dello Utah

Footloose celebra il suo 40° anniversario. Lo sfondo del film di Herbert Ross è lo stato dello Utah, con la Monument Valley, il Grand Canyon e molti parchi nazionali. Come la Valley of the Gods,  una strada sterrata lunga 17 km con panorami mozzafiato dove si può rimanere incantati da giganteschi monoliti rossi, mesas e pinnacoli.

5. Per Piccole Donne lo sfondo è ill Massachusetts

Sono passati poco più di 90 anni da quando Katharine Hepburn ha rivestito i panni di Jo March in Piccole Donne guidata dalla regia di George Cukor. Il momento è quello giusto per celebrare il film andando alla scoperta del Massachusetts, lo stato in cui è ambientata la pellicola. Non solo facendo tappa nella capitale, Boston, ma anche o visitando luoghi unici come le isole di Nantucket e Martha’s Vineyard, oppure Salem, Gloucester, Essex e le piccole cittadine a nord di Boston o Cape Cod, un’incantevole penisola bagnata dall’Oceano Atlantico, il primo luogo in cui si stabilirono i Padri Pellegrini negli Stati Uniti.




Festa a Santiago e relax alle Isole Cíes

La Spagna vale sempre viaggio, in qualsiasi stagione dell’anno. Ma a luglio c’è una ragione in più per scoprire alcuni dei posti più suggestivi della Galizia, il cuore Spagna Verde. Mostre, balli, musica, concerti, rappresentazioni teatrali, spettacoli di danza, “gaitas” (le cornamuse tradizionali locali), immancabili bancarelle e fuochi di artificio scandiscono infatti il mese dell'”Apostolo” dedicato a San Giacomo.

Il patrono di Santiago de Compostela (ma anche della Galizia e del Paese) si celebra il 25 luglio e le feste e le manifestazioni artistiche in strada, nelle piazze e nei palazzi storici che costellano l’antico borgo, trasformano il capoluogo gallego in una città che non dorme mai. A Santiago il rito dell’Offerta al Santo e la cerimonia del botafumeiro, il gigantesco incensiere che oscilla lungo il transetto della cattedrale millenaria, si uniscono all’incredibile spettacolo di fuochi d’artificio che illumina, nella notte del 24 luglio, la facciata barocca della cattedrale di piazza dell’Obradoiro. Quest’anno poi si celebra l’Anno Santo , Xacobeo (prorogato per due anni a causa del Covid, per la prima volta nella storia millenaria della tradizione giubilare). Per il prossimo giubileo Xacobeo occorrerà attendere fino al 2027.E l’ottenimento dell’indulgenza plenaria percorrendo uno dei cammini (volendo il cammino inglese, è di “oli” 73 chilometri e parte da La Coruna), così come l’opportunità di attraversare la porta santa della cattedrale, sono solo alcune delle tante ragioni che quest’estate portano a Santiago di Compostela.

L’ideale è quello di concedersi almeno un fine settimana lungo, meglio ancora una settimana, per scoprire i tesori nascosti di questa città universitaria,  inglobata da uno dei luoghi di culto più noti del mondo e le sue numerose delizie enogastronomiche dai frutti di mare magari accompagnati da un bicchiere di Albariño (un vino bianco fruttato), al “pulpo á Feira” (polipo con patate e paprika) fino ai “pimientos de Padròn”, peperoncini verdi fritti, serviti in una taverna tipica come la centrale O Gato Negro.

Secondo la tradizione l’apostolo Giacomo il Maggiore diede inizio alla evangelizzazione della Spagna sbarcando sulle coste della Galizia dove fu riportato, dopo il martirio, dai suoi discepoli. La tomba fu dimenticata per otto secoli quando Pelagio, un asceta,  notò strani giochi di luce nell’area (campus stellare per l’appunto) che non potevano che indicare la tomba dell’apostolo. Ebbe quindi inizio la costruzione della maestosa cattedrale che ancora oggi domina la città proclamata patrimonio Unesco nel 1985.

Basta poi affittare una macchina e allontanarsi da Santiago di pochi chilometri per scoprire gli scorci selvaggi della Costa de la Muerte e Cabo Fisterra, dove gli antichi credevano che il mondo finisse.

Proseguendo poi verso Vigo, si raggiunge un paradiso dai sorprendenti colori caraibici dove ricaricare le energie immersi nella natura. A mezz’ora di traghetto dalla costa, le Isole Cíes, nel Parco Naturale delle Isole Atlantiche (insieme a Ons, Cortegara e Salvora), vantano acqua cristallina, lunghe distese sabbiose bianche, scogliere mozzafiato e boschi fitti di pini ed eucalipti. Antico rifugio dei pirati questo paradiso caraibico nell’Atlantico, è stato insignito nel 2007 del titolo di spiaggia più bella del mondo dal Guardian. E l’estate è l’occasione ideale per goderselo visto che le acque  sono particolarmente… rinfrescanti. Tra Praia da Rodas, Figueiras, e Praia da Nosa Señora il tempo scorre fin troppo veloce, ma per godere di questo eden è necessario dotarsi di un permesso di accesso, gratuito,  prenotabile anche on line in anticipo: le isole sono a numero chiuso (2000 circa al giorno), mentre il campeggio offre rifugio a sole 800 persone.




B&B Day, una notte gratuita anche a casa di Montalbano

Il B&B day è una di quelle date da segnare in agenda da un anno con l’altro: si dorme due notti ma se ne paga soltanto in moltissime strutture italiane, compresa la casa del commissario Montalbano che in realtà è un bed and breakfast a Punta Secca, una piccola frazione marittima della città di Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa (95 euro a notte la matrimoniale  vista mare),

Quest’anno il B&B day casca tra meno di un mese, il prossimo 10 marzo. In pratica se si prenota una camera il 10 marzo e almeno un’altra notte, la giornata del 10 marzo è gratuita. Meglio affrettarsi quindi per scoprire la struttura dei propri sogni e organizzarsi un week end di quasi primavera.

 

 




Le Capitali della Moda: il giro del mondo tra modelle e sfilate

Bond Street a Londra, Via Montenapoleone a Milano, gli Champs Elysees a Parigi, la Fifth Avenue a New York. Basta il nome a evocare un intero universo che definisce lo stile rappresentato da ciascuna delle quattro capitali della moda mondiale. E sì perché, nonostante le new entry come Berlino, Barcellona e Shangai siano ritenute dai protagonisti del settore particolarmente interessanti, sono ancora le “big four” a dettare legge, quanto meno nei trend da seguire nella moda e nel design. Qui infatti si svolgono le sfilate principali e accorrono gli stilisti emergenti oltre a folle di guru, blogger, fashion victim e influencer che “pattugliano” le vie della moda con i look più improbabili nella speranza di farsi notare e coinvolgere, entrando così a pieno titolo e nel magnifico “circo” del fashion. Ed è sempre qui che, oltre a irraggiungibili modelli e modelle, sfilano i personaggi più noti del mondo dello sport, dello spettacolo e della musica a livello internazionale tra presentazioni, inaugurazioni e party. Per questo, anche per i non addetti ai lavori, le settimane della moda sono l’occasione migliore per scoprire e vivere le quattro capitali e, magari, ispirati dai look visti in passerella o in strada, dedicarsi allo shopping.

 

NEW YORK La New York Fashion Week è l’occasione perfetta per conoscere le nuove tendenze più trendy del pianeta in un vortice di eventi tra concerti, mostre, conferenze che trasformano l’isola di Manhattan, e in particolare le vie di Midtown e di Soho, in un vero paradiso per fashion addicted. Da quest’ombelico del mondo, quanto meno del mondo occidentale, hanno aperto le ali stilisti come Michael Kors, Vera Wang, Donna Karan e Marc Jacobos. Da non perdere il Meat Packing District, la nuova destinazione per le boutique di icone della moda internazionale come Marc Jacobs, Stella McCartney a Alexander McQueen, e negozi di abbigliamento e di design più innovativi. La Grande Mela è uno scrigno pieno di tesori da scoprire, soprattutto a piedi, tra location che hanno fatto da sfondo di film intramontabili e serie tv, flagship store di brand internazionali (da Apple Store a Tiffany), gallerie d’arte e luoghi cult come l’Empire State Building e Times Square.
Gli appuntamenti con la moda del 2018: New York Fashion Week (Men’s) 5-8 febbraio; New York Fashion Week Fall/Winter 8-16 febbraio; New York Fashion Week Spring/Summer 6-14 settembre

LONDRA La settimana della moda a Londra accende i riflettori sugli emergenti e su brand iconici come Paul Smith e Vivienne Westwood con un calendario fitto di appuntamenti che attrae, oltre ai protagonisti del settore, vip da ogni parte del mondo. Per adeguarsi al passo della capitale britannica non basta però fermarsi alle vetrine di Oxford Street, Chelseae Knitghtsbridge. Tappa fondamentale per ogni viaggio “fashion” che si rispetti sono i leggendari mercatini dove scoprire capi vintage unici: Portobello a Notting Hills, tra i quartieri più romantici della capitale, Brick Lane, Bermondsey, Spitalfields, Brixton, Camden Lock Market e il Jubilee Market di Covent Garden.
Gli appuntamenti con la moda: London Fashion Week Men’s 6-8 gennaio; London Fashion Week Fall/Winter 16-20 febbraio; London Fashion Week Men’s 8-11 giugno; London Fashion Week Spring/Summer 14-18 settembre. Organizza il British Fashion Council

MILANO Milano si veste a festa per la settimana della moda a cui accorrono i grandi nomi del made in Italy, da Armani a Gucci fino a Prada, Versace e Dolce & Gabbana e sempre più eventi vengono creati gli emergenti. L’intera città si trasforma in passerella, con luoghi iconici come Palazzo Mezzanotte o Piazza della Scala trasformati in palchi per le sfilate (spesso visibili al pubblico) e le vie del centro “invase” da modelli, modelle, buyers e stilisti.  L’appuntamento, che cadenza il corso delle stagioni sotto la Madonnina fin dal 1958, incarna il fascino italiano tra lusso e trend da strada. E infatti, oltre al leggendario quadrilatero (la zona compresa tra via Montenapoleone, via La Spiga, Corso Venezia e via Manzoni), gli eventi che si susseguono nel corso della settimana della moda coinvolgono l’intera città, compresa caratteristica area tra Porta Genova e Porta Ticinese dove le nuove tendenze si mescolano a un certo sapore vintage.
Gli appuntamenti con la moda del 2018: Milano Moda Uomo 13-15 gennaio; Milano Moda Donna 20-26 febbraio, Milano Moda Uomo 16-19 giugno, Milano Moda design 16-22 aprile, Milano Moda Donna 19-25 settembre. Organizza la Camera Nazionale della Moda

PARIGI A Parigi si respira lo charme, la sofisticatezza, l’eleganza, il lusso, la storia della moda che passa da leggende come Chanel, Lanvin, Christina Dior, Yves Sain Laurent, Jean Pal Gaultier, Martin Margiela e Givenchy. Qui la moda è arte. Le settimane della moda parigine sono uno spettacolo unico al mondo dove, tra luoghi da sogno, gli stilisti reinventano gli spazi per rendere le sfilate esperienze indimenticabili. Sotto la Torre Eiffel la moda è protagonista ovunque: dagli Champs Elysées in cui le catene internazionali si alternano alle boutique più chic del mondo, al Boulevard Haussmann che ospita storici magazzini come Galeries Lafayette e Au Printemps, al quartiere di Les Marais con proposte più inconsuete.
Gli appuntamenti con la moda del 2018: Paris Fashion Week Men’s 17-21 gennaio Paris Haut Couture 21-25 gennaio; Paris Fashion Week Fall/Winter 27 febbraio- 6 marzo; Paris Fashion Week Men’s 20-24 giugno; Paris Haute Couture 1-5 luglio; Paris Fashion Week Spring/Summer 25 settembre – 3 ottobre. Organizza la Federation Francaise de la Couture

 

Parigi foto




Going solo, viaggiatori solitari nel mondo

Partire da soli alla scoperta del mondo è un’idea che spesso affascina e allo stesso tempo spaventa. All’estero hanno persino coniato una specifica categoria per i viaggiatori solitari: “going solo”. Per chi non se la sente di affrontare da solo l’intera gestione di un viaggio, da tempo sono fioriti tour operator che propongono offerte di viaggio per viaggiatori solitari. Sul mercato italiano leader incontrastata per numero di destinazioni offerte (mille circa) è Viaggi nel Mondo (ovvero come Avventure nel Mondo), seguita da Vagabondo, Jonas, Viaggi Giovani e una serie di tour operator con proposte di viaggio più o meno diversificate e spesso all’insegna dei principi di turismo sostenibile e responsabile. Spesso si tratta di proposte di viaggio spartane, in tutto o in parte “autogestite dal gruppo” e dove l’idea principale è quella di aggregare potenziali viaggiatori solitari per destinazioni condivise. Per un target più elevato, dove a differenza di Avventure nel Mondo e dei suoi epigoni i viaggi sono in genere affidati a professionisti con chiari compiti o ruoli, ci sono anche  Kel 12, Ruta40, FourSeasons-Natura e Cultura,  Vai- Viaggiinavventura che propongono il lusso di viaggi “experience” o proposte “adventure” con viaggi tailor made o di gruppo che coinvolgono professionisti nei rispettivi settori come fotografi e archeologi.

Per gli sportivi travelrunning organizza viaggi a tema maratona, blufreccia segue gli eventi mondiali e una pletora di sci club (a Milano oltre al Cai, Poliuisp e Alaska), propongono soluzioni adeguate per tutti, mentre per il mare corsi e crociere sono gestiti da numerose associazioni tra cui HorcaMiseria e VelaMare o Jonas che, tra l’altro, offre proposte anche di viaggi in bici organizzati.

All’estero, dove l’universo dei viaggiatori solitari è da tempo ritenuto un mercato interessante dai tour operator, le proposte sono più diversificate per destinazioni, fasce d’età e persino genere di vacanza (esiste persino un tour operatore specializzato in vacanze per viaggiatori solitari sugli sci). Per chi mastica un po’ l’inglese (o magari lo vuole migliorare con un viaggio diverso dal solito corso di lingua al di là della Manica o Oltre Oceano), il quotidiano The Guardian ha stilato un vademecum dei migliori tour operator anglosassoni per viaggiatori solitari che generalmente, in questi tour, godono di una camera singola. Ecco qualche spunto: Friendship Travel scelto da viaggiatori solitari con una età media di a 35-60 anni specializzato su Grecia, Baleari e Caraibi; Just You offre weekend o vacanze impegnative su 46 Paesi ed è scelto da viaggiatori solitari con una età media dai 35 in su;  One Traveller è scelto da viaggiatori solitari con una età media di oltre 50 anni e si spinge anche in Cina; Solos Prevede quattro fasce d’età; Contiki  Viaggia in tutto il mondo e si rivolge a un target compreso tra i 18 e i 35 anni; Dragoman propone l’avventura spesso anche all’aria aperta, in Nord e Sud America e Asia;  Explore offre oltre 400 tour proposti dall’Europa al Kilimanjaro; Wild Frontiers dai 30 ai 70 anni, popone itinerari all’insegna dell’avventura; Authentic Adventures specializzato in viaggi tematici: foto, pittura e percorsi enogastronomi;  Spice dai 35 ai 55 anni proporne vacanze all’insegna dell’adrenalina; ATG Oxford il lusso e i percorsi enogastronomici a portata di viaggiatori solitari; Ramblers  propone un’idea di turismo lento; On Foot Holidays organizza tour a piedi in tutta Eruopa per i viaggiatori solitari che vogliono viaggiare soli. Trasporto di bagagli incluso e nessun supplemento singola; Andante il focus è sul Mediterraneo per persone di 60 anni; Martin Randall Travel propone tour culturali e festival musicali; Jules Verne offre 40 tour compreso Burma senza nessun supplemento singola;  Pandaw Cruises crociere di lusso senza supplementi sui fiumi del Sud Est Asiatico; Redpoint Holidays propone vacanze sulla neve in Austria senza supplementi singola e si rivolge, soprattutto, a viaggiatori solitari con un’età media 40-60 anni; Skiworld propone vacanze sulla neve in Francia per viaggiatori solitari senza supplementi.

Non solo. Tra i tour operator emergenti dedicati ai viaggiatori solitari ci sono anche l’americana Intrepid Travel con partenze da Bali al Vietnam e last minute da prendere al volo (8 notti in Perù con l’Inca Trail, viaggio a e da Cusco escluso, costa 1190 euro in partenza il 9 febbraio; Road Scholar e Overseas Adventure Travel propongono anche stanze singole senza supplemento.