1

Marche del Nord: le terre di Francesco di Giorgio Martini

È stato un architetto visionario rinascimentale, Francesco di Giorgio Martini, a ridisegnare le Marche del Nord, l’antico Ducato dei Montefeltro prima e dei della Rovere poi. Un territorio di confine tra Emilia Romagna e Marche, tra la provincia di Rimini e quella di Pesaro -Urbino, circondato da dolci pendii e affacciato sulle lunghe distese di sabbia della Riviera delle Colline.  Tra rocche, castelli, fortezze militari ed eleganti manieri sono in tutto 136 le costruzioni commissionate nel ‘500, prevalentemente dai Montefeltro, all’artista e ingegnere di macchine belliche senese di Giorgio Martini di cui si possono sono ancora custoditi, negli scaffali delle maggiori biblioteche italiane, i trattati. 

E per un’estate slow gli itinerari alla scoperta di questo territorio, su cui l’influenza di Giorgio Martini è ancora oggi visibile, possono essere una valida alternativa alle destinazioni più note della Riviera.

Si tratta di luoghi dove il tempo si è fermato, al di fuori dai grandi flussi turistici e al contempo facilmente raggiungibili (la stazione di Pesaro così come quella di Rimini sono servite dall’alta velocità e da lì non mancano transfer veloci o mezzi pubblici) per immergersi in un itinerario della bellezza tra mare, distese infinite di colline e antichi borghi dove andare a caccia di tartufi, lasciarsi tentare dalle eccellenze locali come il visner, il vino di visciole (ciliegie selvatiche), presidio slow food (prodotto tra l’altro dall’azienda agricola Gentilini) e concedersi i percorsi di degustazione organizzati dalle cantine locali come Villa Ligi di Pergola. Qui, a spasso per i filari o davanti a un bicchiere, si apprendono le origini del vernaccetta, il Pergola Doc, vino che deriva da un clone aleatico di origine antiche e le antiche leggende sul Bianchello del Metauro, un vino che sarebbe stato addirittura la causa della sconfitta di Asdrubale nella battaglia del Metauro del 207 A.C.

A unire le tappe di questo insolito percorso di riscoperta dell’entroterra delle Marche del Nord e delle terre dell’antico Ducato sono le opere del primo archistar a storia: Francesco di Giorgio Martini chiamato da Siena a Urbino dai Montefeltro per rafforzare militarmente il Ducato.

Ed è proprio a Urbino che si possono ammirare i primi interventi di Giorgio Martini, subentrato a Lucino Laurana, nei lavori di Palazzo Ducale.

L’opera del Maestro tra disegni, progetti, singoli interventi e ristrutturazioni di edifici preesistenti si ammira poi nei numerosi borghi medievali, riconosciuti tra i più belli d’Italia intitolati della Bandiera arancione attribuita dal Touring, che costellano le colline circostanti. Dalla Rocca di Monte Cerignone, a quella di Frontone che ricorda nella forma una nave dotata di prua, dal Palazzo Ducale di Mercatello sul Metauro a quello di Urbania fino, sconfinando nella provincia di Ancona, al Palazzo della Signora di Jesi. A una manciata di chilometri da Rimini si trovano poi la Rocca Fregoso a Sant’Agata Feltria, sospesa per tre lati su uno strapiombo, e la Rocca di San Leo abbarbicata su uno sperone roccioso a 639 metri di altezza dove nel XVIII secolo venne richiuso Giuseppe Balsamo conte di Cagliostro, alchimista, medico e mago.

I simboli alchemici, esoterici e filosofici caratterizzano anche la Rocca Ubaldinesca di Sassocorvaro Auditore posta a guardia della Valle del Foglia e affacciata sul lago artificiale Mercatale. La fortezza, al contempo edificio residenziale e roccaforte (la prima studiata per resistere alla bombarda e alle armi da fuoco), fu costruita nel 1475 per volontà di Ottaviano degli Ubaldini, intellettuale, filosofo e con fama di alchimista, oltreché fratellastro e braccio destro di Federico da Montefeltro di cui quest’ anno si festeggiano i 600 anni dalla nascita. Una visita accompagnata dai volontari, come Silvano Tiberio, memoria storica del borgo che si vanta di custodire le reliquie di San Valentino, mette in luce i diversi simboli nascosti nella Rocca e gli enigmi ancora oggi da risolvere e li inserisce nel contesto storico rinascimentale particolarmente effervescente. Ma Sassocorvaro non è solo esoterismo. La fortezza pare abbia persino ispirato Frank Lloyd Wright nella realizzazione del Guggenheim di New York. Tra le mura di questo “scrigno”, che sembra riproducano la forma di una testuggine (a simbolo dell’eternità, della forza e della durevolezza), hanno trovato alloggio nel corso della Seconda Guerra Mondiale migliaia di capolavori dell’arte italiana, compresa “La tempesta” di Giorgione e “La città ideale” di Piero della Francesca, sopravvivendo così al conflitto bellico (alle razzie e anche alle battaglie come provano le mura della Rocca) grazie all’intuizione del sovrintendente alle Gallerie delle Marche, Pasquale Rotondi.

A Fossombrone, la romana Forumum Sempronii, e a Pergola, rimangono le vestigia di questi antichi manieri che lasciano immaginare la potenza e lo splendore del Ducato. A Cagli invece un torrione ellittico nasconde un sorprendente cunicolo sotterraneo di 360 gradini, il “soccorso coverto”, che collegava la cittadina alla piazza d’arme della fortezza sovrastante sul colle dei Cappuccini smantellata da Guidobaldo, figlio di Federico, nel 1502 pur di non cederla all’invasore, Cesare Borgia.

 Nella vicina Mondavio, infine, il paese si è sviluppato attorno alla Rocca Roveresca costruita tra il 1482 e il 1492 su commissione di Giovanni della Rovere (unitosi in matrimonio con Giovanna, figlia di Federico da Montefeltro) e, non avendo mai subito attacchi, arrivata intatta ai nostri giorni. Nel fossato è stato allestito il parco di macchie da guerra di Francesco di Giorgio Martini con ricostruzioni in dimensioni reali di catapulte, Trabucchi, bombarde e macchine da assedio, mentre attraversando il piazzale ci si imbatte in un incantevole minuscolo teatro settecentesco, il Teatro Apollo, ancora oggi in uso. Più che di battaglie questi luoghi parlano di bellezza e piaceri rinascimentali come quelli che ogni anno, dal 13 al 15 agosto, sono rievocati con la Caccia al Cinghiale in cui si ricostruisce l’arrivo a Moldavio di Giovanni della Rovere per la presa di possesso del Vicariato avuto in dono da Papà Sisto V in occasione dee nozze con Giovanna. Banchetti, giochi, cortei e spettacoli pirotecnici danno vita, ogni anno, alla Rocca Le spiagge di Fano sono a poche decine di chilometri da questa oasi di pace dove rilassarsi, dopo le escursioni della giornata, ammirando il tramonto sulle colline circostanti dalla terrazza dell’Hotel Ristorante Palomba, prima di farsi consigliare il miglior percorso di degustazione della cucina del “Marchignolo” dalla chef Adele Cerisoli. Da non perdere “i tacconi allo sgagg”, pasta a base di farina fave con carciofi e guanciale, fa rivivere la tradizione del Nord delle Marche.

E per un’estate slow gli itinerari alla scoperta di questo territorio, su cui l’influenza di Giorgio Martini è ancora oggi visibile, possono essere una valida alternativa ale destinazioni più note della Riviera.

 Si tratta di luoghi dove il tempo si è fermato, al di fuori dai grandi flussi turistici e al contempo facilmente raggiungibili (la stazione di Pesaro così come quella di Rimini sono servite dall’alta velocità e da lì non mancano transfer veloci o mezzi pubblici) per immergersi in un itinerario della bellezza tra mare, distese infinite di colline e antichi borghi dove andare a caccia di tartufi, lasciarsi tentare dalle eccellenze locali come il visner, il vino di visciole (ciliegie selvatiche), presidio slow food (prodotto tra l’altro dall’azienda agricola Gentilini) e concedersi i percorsi di degustazione organizzati dalle cantine locali come Villa Ligi di Pergola. Qui, a spasso per i filari o davanti a un bicchiere, si apprendono le origini del vernaccetta, il Pergola Doc, vino che deriva da un clone aleatico di origine antiche e le antiche leggende sul Bianchello del Metauro, un vino che sarebbe stato addirittura la causa della sconfitta di Asdrubale nella battaglia del Metauro del 207 a.C..

A unire le tappe di questo insolito percorso di riscoperta dell’entroterra delle Marche del Nord e delle terre dell’antico Ducato sono le opere del primo archistar a storia: Francesco di Giorgio Martini chiamato da Siena a Urbino dai Montefeltro per rafforzare militarmente il Ducato.

Ed è proprio a Urbino che si possono ammirare i primi interventi di Giorgio Martini è subentrato a Lucino Laurana nei lavori di Palazzo Ducale.

L’opera del Maestro tra disegni, progetti, singoli interventi e ristrutturazioni di edifici preesistenti si ammira poi nei numerosi borghi medievali, riconosciuti tra i più belli d’Italia intitolati della Bandiera arancione attribuita dal Touring, che costellano le.colline circostanti. Dalla Rocca di Monte Cerignone, a quella di Frontone che ricorda nella forma una nave dotata di prua, dal Palazzo Ducale di Mercatello sul Metauro a quello di Urbania fino, sconfinando nella provincia di Ancona, al Palazzo della Signora di Jesi. A una manciata di chilometri da Rimini si trovano poi la Rocca Fregoso a Sant’Agata Feltria, sospesa per tre lati su uno strapiombo, e la Rocca di San Leo abbarbicata su uno sperone roccioso a 639 metri di altezza dove nel XVIII secolo venne richiuso Giuseppe Balsamo conte di Cagliostro, alchimista, medico e mago.

I simboli alchemici, esoterici e filosofici caratterizzano anche la Rocca Ubaldinesca di Sassocorvaro Auditore posta a guardia della Valle del Foglia e affacciata sul lago artificiale Mercatale. La fortezza, al contempo edificio residenziale e roccaforte (la prima studiata per resistere alla bombarda e alle armi da fuoco), fu costruita nel 1475 per volontà di Ottaviano degli Ubaldini, intellettuale, filosofo e con fama di alchimista,  oltreché fratellastro e braccio destro di Federico da Montefeltro di cui quest’ anno si festeggiano i 600 anni dalla nascita. Una visita accompagnata dai volontari, come Silvano Tiberio, memoria storica del borgo che si vanta di custodire le reliquie di San Valentino, mette in luce i diversi simboli nascosti nella Rocca e gli enigmi ancora oggi da risolvere e li inserisce nel contesto storico rinascimentale particolarmente effervescente. Ma Sassocorvaro non è solo esoterismo. La fortezza pare abbia persino ispirato Frank Lloyd Wright nella realizzazione del Guggenheim di New York. Tra le mura di questo “scrigno”, che sembra riproducano la forma di una testuggine (a simbolo dell’eternità, della forza e della durevolezza), hanno trovato alloggio nel corso della Seconda Guerra Mondiale migliaia di capolavori dell’arte italiana, compresa “La tempesta” di Giorgione e “La città ideale” di Piero della Francesca, sopravvivendo così al conflitto bellico (alle razzie e anche alle battaglie come provano le mura della Rocca) grazie all’intuizione del sovrintendente alle Gallerie delle Marche, Pasquale Rotondi.

A Fossombrone, la romana Forumum Sempronii, e a Pergola, rimangono le vestigia di questi antichi manieri che lasciano immaginare la potenza e lo splendore del Ducato. A Cagli invece un torrione ellittico nasconde un sorprendente cunicolo sotterraneo di 360 gradini, il “soccorso coverto”, che collegava la cittadina alla piazza d’arme della fortezza sovrastante sul colle dei Cappuccini smantellata da Guidobaldo, figlio di Federico, nel 1502 pur di non cederla all’invasore, Cesare Borgia.

Questo slideshow richiede JavaScript.

 Nella vicina Mondavio, infine, il paese si è sviluppato attorno alla Rocca Roveresca costruita tra il 1482 e il 1492 su commissione di Giovanni della Rovere (unitosi in matrimonio con Giovanna, figlia di Federico da Montefeltro) e , non avendo mai subito attacchi, arrivata intatta ai nostri giorni. Nel fossato è stato allestito il parco di macchie da guerra di Francesco di Giorgio Martini con ricostruzioni in dimensioni reali di catapulte, Trabucchi, bombarde e macchine da assedio, mentre attraversando il piazzale ci si imbatte in un incantevole minuscolo teatro settecentesco, il Teatro Apollo,  ancora oggi in uso. Più che di battaglie questi luoghi parlano di bellezza e piaceri rinascimentali come quelli che ogni anno, dal 13 al 15 agosto, sono rievocati con la Caccia al Cinghiale in cui si ricostruisce l’arrivo a Moldavio di Giovanni della Rovere per la presa di possesso del Vicariato avuto in dono da Papà Sisto V in occasione dee nozze con Giovanna. Banchetti, giochi, cortei e spettacoli pirotecnici danno vita, ogni anno, alla Rocca  Le spiagge di Fano sono a poche decine di chilometri da questa oasi di pace dove rilassarsi, dopo le escursioni della giornata, ammirando il tramonto sulle colline circostanti dalla terrazza dell’Hotel Ristorante Palomba, prima di farsi consigliare il miglior percorso di degustazione della cucina del “Marchignolo” dalla chef  Adele Cerisoli. Da non perdere  “i tacconi allo sgagg”, pasta a base di farina fave con carciofi e guanciale, fa rivivere la tradizione del Nord delle Marche.




Festa a Santiago e relax alle Isole Cíes

La Spagna vale sempre viaggio, in qualsiasi stagione dell’anno. Ma a luglio c’è una ragione in più per scoprire alcuni dei posti più suggestivi della Galizia, il cuore Spagna Verde. Mostre, balli, musica, concerti, rappresentazioni teatrali, spettacoli di danza, “gaitas” (le cornamuse tradizionali locali), immancabili bancarelle e fuochi di artificio scandiscono infatti il mese dell'”Apostolo” dedicato a San Giacomo.

Il patrono di Santiago de Compostela (ma anche della Galizia e del Paese) si celebra il 25 luglio e le feste e le manifestazioni artistiche in strada, nelle piazze e nei palazzi storici che costellano l’antico borgo, trasformano il capoluogo gallego in una città che non dorme mai. A Santiago il rito dell’Offerta al Santo e la cerimonia del botafumeiro, il gigantesco incensiere che oscilla lungo il transetto della cattedrale millenaria, si uniscono all’incredibile spettacolo di fuochi d’artificio che illumina, nella notte del 24 luglio, la facciata barocca della cattedrale di piazza dell’Obradoiro. Quest’anno poi si celebra l’Anno Santo , Xacobeo (prorogato per due anni a causa del Covid, per la prima volta nella storia millenaria della tradizione giubilare). Per il prossimo giubileo Xacobeo occorrerà attendere fino al 2027.E l’ottenimento dell’indulgenza plenaria percorrendo uno dei cammini (volendo il cammino inglese, è di “oli” 73 chilometri e parte da La Coruna), così come l’opportunità di attraversare la porta santa della cattedrale, sono solo alcune delle tante ragioni che quest’estate portano a Santiago di Compostela.

L’ideale è quello di concedersi almeno un fine settimana lungo, meglio ancora una settimana, per scoprire i tesori nascosti di questa città universitaria,  inglobata da uno dei luoghi di culto più noti del mondo e le sue numerose delizie enogastronomiche dai frutti di mare magari accompagnati da un bicchiere di Albariño (un vino bianco fruttato), al “pulpo á Feira” (polipo con patate e paprika) fino ai “pimientos de Padròn”, peperoncini verdi fritti, serviti in una taverna tipica come la centrale O Gato Negro.

Secondo la tradizione l’apostolo Giacomo il Maggiore diede inizio alla evangelizzazione della Spagna sbarcando sulle coste della Galizia dove fu riportato, dopo il martirio, dai suoi discepoli. La tomba fu dimenticata per otto secoli quando Pelagio, un asceta,  notò strani giochi di luce nell’area (campus stellare per l’appunto) che non potevano che indicare la tomba dell’apostolo. Ebbe quindi inizio la costruzione della maestosa cattedrale che ancora oggi domina la città proclamata patrimonio Unesco nel 1985.

Basta poi affittare una macchina e allontanarsi da Santiago di pochi chilometri per scoprire gli scorci selvaggi della Costa de la Muerte e Cabo Fisterra, dove gli antichi credevano che il mondo finisse.

Proseguendo poi verso Vigo, si raggiunge un paradiso dai sorprendenti colori caraibici dove ricaricare le energie immersi nella natura. A mezz’ora di traghetto dalla costa, le Isole Cíes, nel Parco Naturale delle Isole Atlantiche (insieme a Ons, Cortegara e Salvora), vantano acqua cristallina, lunghe distese sabbiose bianche, scogliere mozzafiato e boschi fitti di pini ed eucalipti. Antico rifugio dei pirati questo paradiso caraibico nell’Atlantico, è stato insignito nel 2007 del titolo di spiaggia più bella del mondo dal Guardian. E l’estate è l’occasione ideale per goderselo visto che le acque  sono particolarmente… rinfrescanti. Tra Praia da Rodas, Figueiras, e Praia da Nosa Señora il tempo scorre fin troppo veloce, ma per godere di questo eden è necessario dotarsi di un permesso di accesso, gratuito,  prenotabile anche on line in anticipo: le isole sono a numero chiuso (2000 circa al giorno), mentre il campeggio offre rifugio a sole 800 persone.




La Valnerina e l’Umbria nascosta

Foreste, giardini d’acqua, chiese medievali e castelli leggendari ma anche borghi trasformati in hotel diffusi, palazzi nobiliari,  eremi contemporanei dove trascorrere del tempo solo per sé  e una  distesa quasi infinita di colline puntellate da abbazie e fortezze dove il tempo sembra essersi fermato. Tutto questo è la Valnerina, in Umbria, dove il paesaggio è rimasto quasi lo stesso dei dipinti del Perugino. Il mare dell’Umbria, riproposto nelle time campagne media della regione, sono le distese in tutte le tonalità del verde dove comunque non mancano fresche cascate e ruscelli per rinfrescarsi o fiumi dove praticare rafting e canyoning.  Qui, nel cuore verde d’Italia ci si rilassa tra arte e natura, lasciandosi tentare dalle prelibatezze locali anche percorrendo  itinerari dedicati come strade del vino (come quella del Rosso Sagrantino, il vino “sacro” delle Messe solenni), dell’olio Dop a cui il borgo di Torgiano ha dedicato persino un museo e le infinite vie del tartufo che possono essere percorse lasciandosi guidare nei boschi dai cavatori e dai cani addestrati alla caccia al tartufo. Un’avventura unica in cui apprendere i segreti di un sottosuolo così ricco come quello umbro, che annovera ben sette borghi storici tra le città del tubero, e di una cultura antica, quella “della cerca e dalla cavatura”, dichiarata proprio lo scorso dicembre patrimonio immateriale dell’Unesco.

A meno di venti minuti dal centro di Norcia si entra già nella zona di produzione del Nero Pregiato, tra le eccellenze della gastronomia locale. Eccellenze che spaziano dai formaggi, ai salumi fino ai legumi e che lasciano soddisfatti anche i palati più esigenti.

Una passeggiata a piedi o in bici, magari a pedalata assistita, per esplorare gli angoli più remoti della Valnerina basta comunque a smaltire i peccato di gola. Si può partire dal tracciato che segue la sponda sinistra del fiume Nera, il settimo per portata in Italia, da Sant’Anatolia di Narco e che tocca i borghi dominati da fortezze quasi millenarie di Scheggino, Arrone e Ferentillo dove, all’interno della cripta romanica di Santo Stefano si trova un peculiare Museo delle Mummie. Luoghi del silenzio in cui rivivere le leggende medievali che li pervadono. Il percorso si collega poi con la ciclabile realizzata sul tracciato dell’ex ferrovia Norcia- Spoleto, dismessa nel 1968e oggi simbolo di rigenerazione, e arriva fino alla Cascata delle Marmore, tre salti d’acqua di 165 metri complessivi immersi nei boschi e creati in epoca romana. Da non perdere una tappa a Vallo di Nera, tra i borghi più belli d’Italia e antico avamposto strategico fiume Nera dove ammirare, tra l’altro, gli incredibili affreschi di fine ‘300-inizio ‘400 della chiesa di Santa .aria Assunta recentemente restaurata e riaperta al pubblico dopo l’ultimo sisma.

Un tuffo nelle acque sulfuree dei Bagni Triponzo Terme, conosciute già dai Romani e citate nell’Eneide di Virgilio e una passeggiata al Fonti del Clitunno, un giardino d’acqua dai riflessi smeraldo che per secoli ha ispirato poeti come Properzio a Carducci, rigenerano il corpo e l’anima.

Una base ideale di partenza per immergersi nella storia del territorio sono gli hotel diffusi: antichi borghi medievali ristrutturati in cui le atmosfere delle epoche passate si fondono ai comfort moderni. Come il Castello di Postignano, fondato nel IX secolo lungo la strada che collegava Spoleto, Assisi, Foligno e Norcia e oggi monumento di interesse nazionale.

Ma per chi vuole staccare la spina dal caos della vita quotidiana, nei boschi della Riserva naturale dell’Elmo si può anche scegliere di trascorrere qualche giorno in un eremo contemporaneo, l’Ermito,  una struttura trecentesca restaurata che offre il vero lusso attuale: tempo per sé.




A spasso per Pesaro e dintorni

Mai pensato a un week end lungo a Pesaro? Mentre l’estate diventa incandescente,  trascorrere qualche giorno in questa città proclamata capitale della cultura 2024 potrebbe essere un’ottima idea. Tra la distesa infinita di colline punteggiate da rocche, dove le fila di cipressi delimitano i campi di girasole e coltivazioni, e il mare, a Pesaro si fondono cultura, arte e una enogastronomia tutta da scoprire in un territorio, quello delle Marche del Nord proprio al confine con l’Emilia-Romagna capace ancora di sorprendere e meravigliare.
Terre di leggende, musicisti, cavalieri, alchimisti e buongustai dove si dipana un vero e proprio Itinerario della Bellezza, come lo ha definito Amerigo Varotti, direttore della ConfCommercio di Pesaro Urbino che ha svelato con percorsi dedicati il patrimonio naturale, storico, archeologico e artistico del territorio.
Le spiagge, anche quelle più segrete della Riviera delle Colline, come quella di Fiorenzuola di Focara, sono però uno dei tanti motivi per cui vale la pena concedersi qualche giorno di relax in questa cittadina di confine tra Marche ed Emilia-Romagna dove rallentare il ritmo andando alla scoperta del Parco Naturale San Bartolo, esplorando in bici i quasi cento chilometri di tracciai di “bicipolitana”, magari verso Fano e, infine e ripercorrendo le orme del suo cittadino più illustre, Gioachino Rossini. Proprio al “cigno di Pesaro e “cignale di Lugo” è dedicato ogni estate il Rossini Opera Festival, una manifestazione che da sola vale il viaggio giunta ormai alla sua 43 edizione. Il Festival si terrà dal 9 al 21 agosto proponendo tra l’altro “Le comte Ory”, “La Gazzetta”, “Otello”, “Il viaggio a Reims”, gli spettacoli “Rossinimania”, “Tra rondò e tournedos” e concerti, questi ultimi già a partire dal 12 e 14 luglio.
Dall’iconica Sfera Grande, realizzata da Arnaldo Pomodoro nel 1998 e oggi snodo della vita cittadina, tutto è facilmente raggiungibile: natura, mare, arte e storia con il Palazzo Ducale, la Rocca Malatestiana e i Musei Civici di Palazzo Mosca custodi, tra l’altro, della Pala dell’Incoronazione della Vergine, capolavoro di Giovanni Bellini.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Perdersi poi nei dieci saloni nobiliari del Museo Nazionale Rossini allestiti nel Palazzo Montani Antaldi è un piacere da assaporare con calma per permettersi di scoprire, grazie ai pannelli interattivi,  la vita, gli amori, le passioni, ovviamente, le opere del compositore ottocentesco,  vera e propria “pop star” dell’epoca che a Pesaro ha lasciato cuore e patrimonio (con l’eredità dell’artista il comune, riconosciuto nel 2017 dall’Unesco come Città creativa per la Musica, ha istituito il Conservatorio). Nel percorso rossiniano si scoprono le molteplici e golose ricette del compositore nei menù dedicati e si visitano anche Teatro e la casa natale dell’artista, a pochi passi dalla Cattedrale di Santa Maria Assunta che, al suo interno conserva, una caleidoscopica pavimentazione del VI secolo d.C.
Pesero fiorisce negli Anni ‘20 del Cinquecento sotto il dominio dei Della Rovere che avevano trasferito quu la sede principale del Ducato, prevedendo quindi la costruzione di edifici pubblici e sontuosi palazzi. Un ulteriore epoca d’oro per la città è stata a inizio Novecento quando divenne luogo privilegiato di villeggiatura della borghesia dell’epoca. Sul lungomare della città ci si imbatte in eleganti testimonianze Art Nouveau come il Villino Ruggeri, costruito per Oreste Ruggeri, industriale farmaceutico e della ceramica, costruito sotto la direzione dei lavori dell’architetto Giuseppe Brega, Villa Iside, Villa Olga, Villa Pagani e Villa Molaroni, creata per Giuseppe Molaroni, titolare della omonima una fabbrica di maioliche artistiche tutt’oggi gestita alla sesta generazione della famiglia, oltre a Villa Vittoria, divenuto ora un elegante hotel dagli arredi storici in riva al mare.
Sulle colline circostanti ci si imbatte invece in dimore nobiliari di epoca precedente  come la seicentesca Villa Caprile con i giardini all’italiana e i giochi d’acqua e la rinascimentale Villa Imperiale, antica residenza sforzesca poi ampliata e affrescata per volere dei duchi della Rovere. Percorrendo una manciata di chilometri verso l’entroterra ci si trova catapultati indietro nel tempo nei piccoli borghi medievali dominati dalle rocche di Francesco di Giorgio Martini, da Mondavio a Cagli e Sassocorvaro Auditore o di fronte a impressionanti scenari naturali come, nei pressi di Fossombrone, le Marmitte dei Giganti, canyon che raggiunge i 30 metri di altezza le cui sponde sono state modellate, nel tempo, dalla forza della corrente del fiume Metauro.
Da non perdere infine una tappa, magari all’ora del crepuscolo  alla Taverna del Pescatore di Catelfimezzo. Dal locale a picco sul mare dove la tradizionale cucina “marchignola” è portata avanti da generazioni, lo sguardo abbraccia le spiagge della Riviera Romagnola e si spinge fino a Gradara e alla Rocca di San Marino.



B&B Day, una notte gratuita anche a casa di Montalbano

Il B&B day è una di quelle date da segnare in agenda da un anno con l’altro: si dorme due notti ma se ne paga soltanto in moltissime strutture italiane, compresa la casa del commissario Montalbano che in realtà è un bed and breakfast a Punta Secca, una piccola frazione marittima della città di Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa (95 euro a notte la matrimoniale  vista mare),

Quest’anno il B&B day casca tra meno di un mese, il prossimo 10 marzo. In pratica se si prenota una camera il 10 marzo e almeno un’altra notte, la giornata del 10 marzo è gratuita. Meglio affrettarsi quindi per scoprire la struttura dei propri sogni e organizzarsi un week end di quasi primavera.

 

 




Uluru, Kata Tjuta, il bush e il Red Centre Australiano

Arrivare nel cuore dell’Australia, il leggendario Red Centre, non è né comodo né economico. Ma gli scenari che si aprono su Uluru (Ayer Rock) e Kata Tjuta (The Olgas), le imponenti rocce mistiche venerate dagli aborigeni, ripagano di tutto. Anche del “circo” in cui si è oramai trasformata la località (Yulara) dove la gestione di tutte le strutture alberghiere fa capo a una sola società così come la stragrande maggioranza delle escursioni che si possono fare nell’area e dove i pulmini passano ininterrottamente per tutta la giornata a raccogliere le migliaia di turisti che ogni giorno si riversano nella località per poi portarli alle varie destinazioni.

La strada per arrivare a Uluru è lunga, da qualsiasi parte dell’Australia ci si imbarchi verso il suo “centro rosso”, occorre calcolare almeno un paio di ore di volo, se poi si attraversa il deserto sulle quattro ruote è meglio prevedere un viaggio di qualche giorno. da Alice Springs, la città nel deserto, la distanza per il cuore rosso australiano è di 450 km, da Darwin, capitale del Northen territory, in cui ha se de la stessa Uluru, si arriva addirittura a 2mila km di distanza.  Ma per chi ha vissuto nel mito di due film iconici come “Picnic ad Hanging Rock” di Peter Weir (chiedendosi poi per anni il significato della fine) e “Priscilla la regina del deserto” di Stephan Elliot, un viaggio in Australia non poteva escludere  Uluru dovesi perdono le ragazze di Weir e riappaiono, in una sorta di giochi di specchi,  le tre drag queen di Sidney in trasferta nel bush, l’infuocato deserto australiano (in realtà le ragazze di Weir si perdono su un massiccio vulcanico dello stato del Victoria mentre la scena finale è girata a King’s Canyon, Watarrka National Park, a 310 km di macchina da Uluru, ma per i ragazzini italiani che tra gli ’80 e i ’90 guardavano estasiati queste prime immagini del continente … si tratta di distinzioni talmente sottili da non essere percepite).

Un viaggio quindi da intraprendere a tutti i tutti costi anche a costo di dividere un minuscolo sgabuzzino spacciato per camera  con tre cinesi ciarlieri (all’Outback Pioneer Lodge, struttura fatiscente ma che la sera offre musica dal vivo e una enorme griglia dove far cuocere le proprie bistecche in compagnia), di svegliarsi all’alba pur di vedere il sole sorgere su Uluru e Kata Tjuta, di pagare l’equivalente di due giornate lavorative pur di partecipare al rito super turistico, ma non per questo meno suggestivo, di “The Sound Of Silence” la cena sotto le stelle dell’emisfero Sud in mezzo al nulla e di non arrendersi neppure di fronte alla pioggia battente: dopotutto la pioggia nel deserto non capita tutti i giorni!  Che fortuna essere lì nel solo giorno all’anno in cui, in media, piove. Cambiano i colori e le pareti verticali del monolite diventano d’argento grazie a una miriade di cascate e ruscelli formate dalla pioggia. E dopo un giorno di pioggia il deserto si risveglia con nuove piante e fiori in un vortice di colori e profumi.

Emozionante, suggestivo, magico, maestoso. Gli aggettivi non bastano per descrivere questi scorci di deserto dove la roccia del monolite e le 36 cupole di Kata Tjuta prendono letteralmente vita. Da lontano appaiono già con tutta chiarezza i giochi di luce sulla superficie delle imponenti rocce che sembrano  letteralmente catapultate, per magia o per opera di extraterrestri, nell’enorme cuore rosso australiano.  Dall’ocra, all’oro, al bronzo, al rosso acceso fino addirittura al  viola e al nero, a secondo dell’ora e della stagione, i colori esplodono su queste superfici di soli 380 metri di altezza (sopra la superficie, sotto la profondità del monolite raggiunge i 7 km)  e 9 km di circonferenza grazie all’elevata percentuale di ferro contenuta nel massiccio. Ma, avvicinandosi, le stesse rocce si trasformano e mostrano lati nascosti, caverne, pozze d’acqua, sorgenti, colorazioni diverse nella roccia, pitture rupestri, canaloni, creste oltre a incredibili fenomeni erosivi che danno origine a disegni e sculture su quella superfici che, da lontano, appariva liscia e uniforme.

Dal 1987 Uluru è stata inserita dall’Unesco tra i siti Patrimonio dell’umanità e da ottobre 2019 non sarà ufficialmente più possibile scalarla in rispetto alle tradizioni aborigene (di fatto è già impossibile: o per il vento, o per la pioggia o per il sole, ogni giorno c’è un motivo diverso a sostegno del divieto).  Ma non serve scalare la montagna per respirare la magia del monolite caduto dal cielo e delle 36 cupole che si stagliano a breve distanza.

SUGGERIMENTI IN PILLOLE

Yulara è collegata perfettamente alle maggiori destinazioni australiane. Ma se si ha tempo e modo, attraversare il deserto in macchina ha un altro sapore e fascino

L’ingresso di tre giorni al parco costa 25 dollari australiani e, se non si hanno mezzi propri per muoversi in autonomia si può prendere parte a un tour organizzato o comprare una sorta di abbonamento autobus che consente di raggiungere Uluru e le Kata Tjuta a orari prestabiliti,  ma per il resto in assoluta libertà (Uluru Express due giorni costano 220 dollari australiani, tre 250). Da non perdersi il giro completo del monolite. Anche perdersi tra le 36 cupole di Kata Tjuta  nella Valle del Vento ha il suo fascino…meglio però se non piove. Entrambi i percorsi sono alla portata di tutti. Basta avere tempo

A Yulara tutto è carissimo … ma è il viaggio della vita. Basta non pensarci troppo

Se si può, ci sono diverse formule di campi tendati nell’outback che offrono una sistemazione decisamente più affascinanti rispetto a molte delle strutture di Yulara. Gli australiani hanno un’ottima organizzazione nei campeggi, nessun timore. Rispetto poi all’Outback Pioner Lodge che, per quanto riguarda le camere condivise  è un campeggio solo più costoso, quantomeno nei campi tendati si può sperimentare un’esperienza diversa, maggiormente a contatto con la natura (e non degli autobus che circolano ogni quarto d’ora) e affacciarsi su un palcoscenico stellato indimenticabile

Prenotare in anticipo il  Sound of Silence è consigliabile (costa 199 dollari australiani): la cena super turistica nel deserto con vista su Uluru e su Kata Tjuta, seguita da un osservatorio davvero speciale sui cieli dell’Emisfero Sud, è molto ricercata … e dormendo a Yulara, in genere,  una o due notti, perderla sarebbe un peccato. Non capita tutti i giorni di poter vedere le stelle così vicine e in un simile scenario.

 

Questo slideshow richiede JavaScript.




Il benessere sale in quota al Posta Zirm di Corvara

Dolomiti, sport all’aria aperta, relax e una completa remise en form, per chi vuole, senza rinunciare al gusto. L’Hotel Posta Zirm di Corvara (+39 0471 836 175) apre le porte a un paradiso del benessere anche vegano nel pieno rispetto delle tradizioni ladine. Qui l’ospitalità è di casa da quattro generazioni: l’Hotel Posta Zirm si tramanda di generazione in generazione dal 1908, quando Franz Kostner (sì…proprio quei Kostner …) aprì una locanda nella stazione di posta, per poi promuovere il turismo nell’Alta Badia con la costruzione del primo impianto di risalita fune del Paese, quello del Col Alt, ancora oggi a tre passi dall’hotel e punto di partenza (insieme al Boè a cinque minuti a piedi dalla hall dell’hotel) per i magnifici scorci e le adrenaliniche discese del SellaRonda. Innovazione e tradizione sono ancora oggi alla base della gestione dell’Hotel Posta Zirm, oggi in mano a Franz e Silvia Kostner.

Posta Zirm IngressoPosta Zirm nel turismo da oltre cent'anni

 

Un binomio che non rinuncia allo stile alpino, seppure alleggerito con ambienti luminosi ed eleganti e neppure alla sua storia centenaria con le foto in bella mostra nella hall che ripercorrono i Kostner avvicendatesi nella struttura, ma si apre anche alle novità soprattutto per quanto riguarda il benessere e, soprattutto, l’idea di un benessere a contatto con la natura.

Hotel Posta ZirmPosta Zirm Hotel_LobbyPosta Zirm Hotel_Library Franz Kostner

Il Posta Zirm Hotel  infatti è tra le poche strutture in Italia (e la sola in Val Badia) a offrire un menù a cinque portate che variano quotidianamente per due settimane. Gli altri clienti possono scegliere le portate preferite tra menù di cinque portate di specialità di tradizione ladina o internazionali. Prodotti a km zero, provenienti da un commercio sostenibile e metodi di cottura sani che esaltano i sapori senza eccedere in grassi e zuccheri sono i mantra della cucina. La struttura poi è la sola in Italia a proporre settimane e long week end basenfasten, metodo salutistico ideato da Sabine Wracker che porta in tavola solo alimenti basici. Il regime alimentare di Wracker, che si può seguire anche al Posta Zirm, si basa sul consumo di frutta e verdura senza rinunciare al gusto, aiuta a ripensare la dieta quotidiana oltre a migliorare le abitudini alimentari e, ovviamente, a perdere qualche kg in eccesso. Una vacanza, in un ambiente accogliente e rilassante, può essere il momento giusto per avviare un percorso di salute e benessere senza eccessivi sacrifici (anche perché la brigata del Posta Zirm è in grado di portare a tavola piatti che esaltano ogni sapore, anche i più semplici). Scelte coraggiose per un hotel famigliare che non ha comunque perso le sue radici pur rinnovandosi in nuovi percorsi all’insegna del benessere.

Posta Zirm Cucina VeganPosta Zirm Cucina TiramisùPosta Zirm Cucina Benvenuto

“Ho provato ogni singola ricetta prima di proporla in menù. Sono stata anche io a lungo vegana, sperimentando in prima persona le difficoltà di trovare proposte menù adeguate che abbinassero prodotti vegan alla tradizione e al gusto. Spesso la cucina vegana viene associata a un’idea di alimentazione noiosa e povera di sapori, qui facciamo scoprire  un mondo fatto di gusto e di  varietà di alimenti” racconta Silvia Kostner che si dice sicura che “quello vegan è uno stile di vita non una moda passeggera e per questo occorre una cura, raffinatezza e dedizione speciale anche nei confronti degli ospiti vegani”. Per dire ricette come quelle della zucca di farro verde con foglie di rucola croccante, i ravioli fatti in casa ripieni di costa bieta su ragù di zucchine all’olio d’oliva e formaggio vegano e gli hamburger di broccoli e patate alla griglia con asparagi thai all’olio di oliva e fette di pomodori al forno, sembrano tutt’altro che noiose … niente a che vedere con i tristi hamburger di tofu che spesso sono la sola alternativa proposta all’ospite vegano anche in strutture qualificate.

Posta-Zirm-Hotel_Wellness-FarmHotel Posta Zirm piscinaHotel Posta Zirm Spa Relax 2

All’etica vegana è ispirata anche la spa, fiore all’occhiello del Posta, 1000 metri quadrati di spazi morbidi, luci soffuse, saune, acqua e bagni di vapore,  improntati al Feng Shui e una piscina immensa dove distendersi quando il sole è calata e le piste chiudono, ammirando il tramonto sulle montagne. Gli ambienti della Wellness-Farm sono stati sviluppati partendo dai cinque elementi ciclici dell’energia (fuoco, acqua, legno, metallo e terra) per regalare all’ospite un momento di pace,  calore e soprattutto silenzio, il lusso più estremo, dove potersi coccolare al termine di una giornata sulle piste da sci o in montagna. L’idea alla base di questi spazi è quella che, ad ogni aspetto dell’energia corrispondano particolari cicli di trattamento,: il fuoco è abbinato al rilassamento, l’acqua al rafforzamento, il legno alla stimolazione, il metallo al riequilibrio, la terra, infine, al ciclo completo. La spa offre rituali Mei basati su aromaterapia, prodotti erboristici e movimenti studiati per alleviare lo stress e recuperare l’energia, oltre a trattamenti Metodo Lnd per debellare i dolori col movimento e senza fare ricorso ai farmaci. Da non perdere il Mei rituale “Albero della Vita”, un trattamento che elimina le tossine, regola le difese immunitarie e interviene nel metabolismo corporeo, stimolando il drenaggio dei liquidi per purificare il corpo e ritrovare l’energia attraverso il disegno sul corpo del proprio albero vitale che segue il flusso della linfa e dei meridiani energetici.

Posta zirm Hotel camereHotel Posta Zirm camera

 

Dal 18 marzo fino a fine stagione l’Hotel Posta Zirm di Corvara offre sette notti al prezzo di sei a chi sceglie Corvara per la settimana bianca che, grazie all’iniziativa Dolomiti Super Sun avrà poi anche sconti speciali per skipass, lezioni di sci e noleggio di attrezzature sportive. E per chi non ha a disposizione un’intera settimana di vacanza, il l’Hotel Posta Zirm propone il pacchetto Sci & Sole, valido dal 18 al 23 marzo, che prevede 4 giorni al prezzo di 3.

Hotel Posta Zirm la storia di famiglia

 

Hotel Posta Zirm Spa RelaxSe il Posta Zirm è nel cuore di Corvara, la stessa Corvara è poi al centro del Dolomiti Superski, un posto ideale dove trascorrere, potendo, sette giorni completamene staccati dal resto del mondo  Corvara è la porta di accesso privilegiata al comprensorio da 1200 km di piste che permettono di esplorare gli angoli più scenografici delle Dolomiti, lasciandosi scivolare su piste per ogni livello e godendo dei paesaggi mozzafiato.

Posta Zirm CorvaraPosta Zirm Corvara 2

Se poi allo sport si preferisce la buona forchetta, l’Alta Badia è l’Eldorado dei “foodies” con tra ristoranti stellati e baite glamour all’insegna delle bollicine e del pesce fresco. Da non perdere la Roda dles Saus, una settimana all’insegna dei sapori ladini nei rifugi dello Skitour La Crusc a partire dall’11 marzo e, per tutti gli amanti dello sci, del vino e delle Dolomiti gli appuntamenti con i Sommelier in pista (22 febbraio, 1, 15 e 22 marzo a 28 euro): si scia sulle leggendarie piste dell’Alta Badia, accompagnati da un maestro e poi tappa in tre diverse ütie, baite, per scoprire i segreti dei vini più pregiati dell’Alto Adige.

Posta Zirm Col Alt

Posta Zirm Hotel Paesaggio dalla camera




Le Capitali della Moda: il giro del mondo tra modelle e sfilate

Bond Street a Londra, Via Montenapoleone a Milano, gli Champs Elysees a Parigi, la Fifth Avenue a New York. Basta il nome a evocare un intero universo che definisce lo stile rappresentato da ciascuna delle quattro capitali della moda mondiale. E sì perché, nonostante le new entry come Berlino, Barcellona e Shangai siano ritenute dai protagonisti del settore particolarmente interessanti, sono ancora le “big four” a dettare legge, quanto meno nei trend da seguire nella moda e nel design. Qui infatti si svolgono le sfilate principali e accorrono gli stilisti emergenti oltre a folle di guru, blogger, fashion victim e influencer che “pattugliano” le vie della moda con i look più improbabili nella speranza di farsi notare e coinvolgere, entrando così a pieno titolo e nel magnifico “circo” del fashion. Ed è sempre qui che, oltre a irraggiungibili modelli e modelle, sfilano i personaggi più noti del mondo dello sport, dello spettacolo e della musica a livello internazionale tra presentazioni, inaugurazioni e party. Per questo, anche per i non addetti ai lavori, le settimane della moda sono l’occasione migliore per scoprire e vivere le quattro capitali e, magari, ispirati dai look visti in passerella o in strada, dedicarsi allo shopping.

 

NEW YORK La New York Fashion Week è l’occasione perfetta per conoscere le nuove tendenze più trendy del pianeta in un vortice di eventi tra concerti, mostre, conferenze che trasformano l’isola di Manhattan, e in particolare le vie di Midtown e di Soho, in un vero paradiso per fashion addicted. Da quest’ombelico del mondo, quanto meno del mondo occidentale, hanno aperto le ali stilisti come Michael Kors, Vera Wang, Donna Karan e Marc Jacobos. Da non perdere il Meat Packing District, la nuova destinazione per le boutique di icone della moda internazionale come Marc Jacobs, Stella McCartney a Alexander McQueen, e negozi di abbigliamento e di design più innovativi. La Grande Mela è uno scrigno pieno di tesori da scoprire, soprattutto a piedi, tra location che hanno fatto da sfondo di film intramontabili e serie tv, flagship store di brand internazionali (da Apple Store a Tiffany), gallerie d’arte e luoghi cult come l’Empire State Building e Times Square.
Gli appuntamenti con la moda del 2018: New York Fashion Week (Men’s) 5-8 febbraio; New York Fashion Week Fall/Winter 8-16 febbraio; New York Fashion Week Spring/Summer 6-14 settembre

LONDRA La settimana della moda a Londra accende i riflettori sugli emergenti e su brand iconici come Paul Smith e Vivienne Westwood con un calendario fitto di appuntamenti che attrae, oltre ai protagonisti del settore, vip da ogni parte del mondo. Per adeguarsi al passo della capitale britannica non basta però fermarsi alle vetrine di Oxford Street, Chelseae Knitghtsbridge. Tappa fondamentale per ogni viaggio “fashion” che si rispetti sono i leggendari mercatini dove scoprire capi vintage unici: Portobello a Notting Hills, tra i quartieri più romantici della capitale, Brick Lane, Bermondsey, Spitalfields, Brixton, Camden Lock Market e il Jubilee Market di Covent Garden.
Gli appuntamenti con la moda: London Fashion Week Men’s 6-8 gennaio; London Fashion Week Fall/Winter 16-20 febbraio; London Fashion Week Men’s 8-11 giugno; London Fashion Week Spring/Summer 14-18 settembre. Organizza il British Fashion Council

MILANO Milano si veste a festa per la settimana della moda a cui accorrono i grandi nomi del made in Italy, da Armani a Gucci fino a Prada, Versace e Dolce & Gabbana e sempre più eventi vengono creati gli emergenti. L’intera città si trasforma in passerella, con luoghi iconici come Palazzo Mezzanotte o Piazza della Scala trasformati in palchi per le sfilate (spesso visibili al pubblico) e le vie del centro “invase” da modelli, modelle, buyers e stilisti.  L’appuntamento, che cadenza il corso delle stagioni sotto la Madonnina fin dal 1958, incarna il fascino italiano tra lusso e trend da strada. E infatti, oltre al leggendario quadrilatero (la zona compresa tra via Montenapoleone, via La Spiga, Corso Venezia e via Manzoni), gli eventi che si susseguono nel corso della settimana della moda coinvolgono l’intera città, compresa caratteristica area tra Porta Genova e Porta Ticinese dove le nuove tendenze si mescolano a un certo sapore vintage.
Gli appuntamenti con la moda del 2018: Milano Moda Uomo 13-15 gennaio; Milano Moda Donna 20-26 febbraio, Milano Moda Uomo 16-19 giugno, Milano Moda design 16-22 aprile, Milano Moda Donna 19-25 settembre. Organizza la Camera Nazionale della Moda

PARIGI A Parigi si respira lo charme, la sofisticatezza, l’eleganza, il lusso, la storia della moda che passa da leggende come Chanel, Lanvin, Christina Dior, Yves Sain Laurent, Jean Pal Gaultier, Martin Margiela e Givenchy. Qui la moda è arte. Le settimane della moda parigine sono uno spettacolo unico al mondo dove, tra luoghi da sogno, gli stilisti reinventano gli spazi per rendere le sfilate esperienze indimenticabili. Sotto la Torre Eiffel la moda è protagonista ovunque: dagli Champs Elysées in cui le catene internazionali si alternano alle boutique più chic del mondo, al Boulevard Haussmann che ospita storici magazzini come Galeries Lafayette e Au Printemps, al quartiere di Les Marais con proposte più inconsuete.
Gli appuntamenti con la moda del 2018: Paris Fashion Week Men’s 17-21 gennaio Paris Haut Couture 21-25 gennaio; Paris Fashion Week Fall/Winter 27 febbraio- 6 marzo; Paris Fashion Week Men’s 20-24 giugno; Paris Haute Couture 1-5 luglio; Paris Fashion Week Spring/Summer 25 settembre – 3 ottobre. Organizza la Federation Francaise de la Couture

 

Parigi foto




Going solo, viaggiatori solitari nel mondo

Partire da soli alla scoperta del mondo è un’idea che spesso affascina e allo stesso tempo spaventa. All’estero hanno persino coniato una specifica categoria per i viaggiatori solitari: “going solo”. Per chi non se la sente di affrontare da solo l’intera gestione di un viaggio, da tempo sono fioriti tour operator che propongono offerte di viaggio per viaggiatori solitari. Sul mercato italiano leader incontrastata per numero di destinazioni offerte (mille circa) è Viaggi nel Mondo (ovvero come Avventure nel Mondo), seguita da Vagabondo, Jonas, Viaggi Giovani e una serie di tour operator con proposte di viaggio più o meno diversificate e spesso all’insegna dei principi di turismo sostenibile e responsabile. Spesso si tratta di proposte di viaggio spartane, in tutto o in parte “autogestite dal gruppo” e dove l’idea principale è quella di aggregare potenziali viaggiatori solitari per destinazioni condivise. Per un target più elevato, dove a differenza di Avventure nel Mondo e dei suoi epigoni i viaggi sono in genere affidati a professionisti con chiari compiti o ruoli, ci sono anche  Kel 12, Ruta40, FourSeasons-Natura e Cultura,  Vai- Viaggiinavventura che propongono il lusso di viaggi “experience” o proposte “adventure” con viaggi tailor made o di gruppo che coinvolgono professionisti nei rispettivi settori come fotografi e archeologi.

Per gli sportivi travelrunning organizza viaggi a tema maratona, blufreccia segue gli eventi mondiali e una pletora di sci club (a Milano oltre al Cai, Poliuisp e Alaska), propongono soluzioni adeguate per tutti, mentre per il mare corsi e crociere sono gestiti da numerose associazioni tra cui HorcaMiseria e VelaMare o Jonas che, tra l’altro, offre proposte anche di viaggi in bici organizzati.

All’estero, dove l’universo dei viaggiatori solitari è da tempo ritenuto un mercato interessante dai tour operator, le proposte sono più diversificate per destinazioni, fasce d’età e persino genere di vacanza (esiste persino un tour operatore specializzato in vacanze per viaggiatori solitari sugli sci). Per chi mastica un po’ l’inglese (o magari lo vuole migliorare con un viaggio diverso dal solito corso di lingua al di là della Manica o Oltre Oceano), il quotidiano The Guardian ha stilato un vademecum dei migliori tour operator anglosassoni per viaggiatori solitari che generalmente, in questi tour, godono di una camera singola. Ecco qualche spunto: Friendship Travel scelto da viaggiatori solitari con una età media di a 35-60 anni specializzato su Grecia, Baleari e Caraibi; Just You offre weekend o vacanze impegnative su 46 Paesi ed è scelto da viaggiatori solitari con una età media dai 35 in su;  One Traveller è scelto da viaggiatori solitari con una età media di oltre 50 anni e si spinge anche in Cina; Solos Prevede quattro fasce d’età; Contiki  Viaggia in tutto il mondo e si rivolge a un target compreso tra i 18 e i 35 anni; Dragoman propone l’avventura spesso anche all’aria aperta, in Nord e Sud America e Asia;  Explore offre oltre 400 tour proposti dall’Europa al Kilimanjaro; Wild Frontiers dai 30 ai 70 anni, popone itinerari all’insegna dell’avventura; Authentic Adventures specializzato in viaggi tematici: foto, pittura e percorsi enogastronomi; Spice dai 35 ai 55 anni proporne vacanze all’insegna dell’adrenalina; ATG Oxford il lusso e i percorsi enogastronomici a portata di viaggiatori solitari; Ramblers  propone un’idea di turismo lento; On Foot Holidays organizza tour a piedi in tutta Eruopa per i viaggiatori solitari che vogliono viaggiare soli. Trasporto di bagagli incluso e nessun supplemento singola; Andante il focus è sul Mediterraneo per persone di 60 anni; Martin Randall Travel propone tour culturali e festival musicali; Jules Verne offre 40 tour compreso Burma senza nessun supplemento singola;  Pandaw Cruises crociere di lusso senza supplementi sui fiumi del Sud Est Asiatico; Redpoint Holidays propone vacanze sulla neve in Austria senza supplementi singola e si rivolge, soprattutto, a viaggiatori solitari con un’età media 40-60 anni; Skiworld propone vacanze sulla neve in Francia per viaggiatori solitari senza supplementi.

Non solo. Tra i tour operator emergenti dedicati ai viaggiatori solitari ci sono anche l’americana Intrepid Travel con partenze da Bali al Vietnam e last minute da prendere al volo (8 notti in Perù con l’Inca Trail, viaggio a e da Cusco escluso, costa 1190 euro in partenza il 9 febbraio; Road Scholar e Overseas Adventure Travel propongono anche stanze singole senza supplemento.

 

 




Viaggiatori solitari anche a San Valentino

Il popolo dei single “rule”, detta legge.  Anche a San Valentino. Se fino a qualche decennio fa “zittellone” e “zittelloni” erano ritenuti target ospiti poco graditi, oggi la percezione di chi viaggia da solo è cambiata: non sempre si tratta di giovanissimi con disponibilità limitate, molto più spesso le fasce di età interessate da questo trend sono più elevate con budget auspicabilmente maggiori.  E non necessariamente si tratta di  persone alla ricerca dell’anima gemelle (per chi invece è a caccia dell’altra metà della mela c’è Speed Date, oggi presente anche nel mondo dei viaggi con Speed Vacanze). Il comun denominatore tra i diversi viaggiatori solitari è che a nessuno piace pagare esplicitamente il doppio consumando per uno. E il marketing si adegua.

Avventure nel Mondo (o meglio la società Viaggi nel Mondo) certo, ma anche Vagabondo, Jonas o Viaggi Giovani che si ispirano a un’idea di viaggio meno “spartana” rispetto al progenitore: si parte alla scoperta di un territorio con chi condivide l’obiettivo di visitare la stessa meta, con un gruppo (più o meno riuscito) di viaggiatori solitari guidati o meno da esperti (in genere vale il principio di incrociare le dita).  L’alternativa? contattare direttamente un tour operatore dei diversi Paesi che si vogliono visitare per costruirsi un viaggio tailor made sulle proprie esigenze e fare nuove amicizie direttamente in viaggio, se funzionano si prosegue il viaggio in compagnia e avanti dritta! Impossibile? Certo dipende dai Paesi ma neppure più di tanto. Con il web si fanno miracoli. Esistono numerosi gruppi dove farsi avanti per chiedere informazioni. Non solo. Evaneos è un tour operator che si avvale di corrispondenti locali e in genere è in grado di costruire almeno i primi passi in un Paese straniero su misura, tanto per non sentirsi eccessivamente spaesati arrivati a destinazione. Per chi poi ha la possibilità fare un salto in Bit  Milano o al TTG di Rimini è sempre un buon modo per prendere direttamente contatti con tour operator, corrispondenti e strutture locali.

Più rilassante e friendly è  la proposta di Human Company che ha costruito il proprio successo sull’idea dei “glam camping” e l’ha poi consolidato sviluppando ostelli di lusso dedicati a chi viaggia da solo, a Firenze, Praga e Berlino, strutture centrali ospitate in siti storici con camere private e servizi da hotel come piscine, saune, ristoranti, wi-fi gratuito, noleggio biciclette e area fitness a partire da 39 euro a camera.  Non è un caso che il Plus Berlin, l’ostello del circuito Human Hostels ospitato in un’ex università tessile in stile neo gotico, oggi patrimonio storico architettonico della città di Berlino, sia il primo ostello d’Europa a comparire nella classifica di Hostelworld nella categoria “Best Extra Large Hostels”. Per la categoria “Most Popular Hostels”, creata sulla base del numero delle prenotazioni e la media del rating per gli ostelli più famosi nelle principali città del circuito, il Plus Florence si è invece aggiudicato il premio quale ostello più popolare del capoluogo toscano.

Ma la vera novità è che qualcosa si sta muovendo anche nelle fasce di ospitalità tendenti al lusso.  Per tutti i viaggiatori solitari che vogliono coccolarsi, l’Hotel Posta Marcucci di Bagno Vignoni ha pensato a una pausa salutista di tre giorni e quattro notti per rigenerarsi nella magia della Val D’Orcia prendendo parte a un percorso olistico con trattamenti e bagni termali secondo le più moderne tecniche di Medicina Olistica Integrati: La Via del Cuore. In questi tre giorni la ricerca del benessere (e della conseguente felicità) è orientata alla persona e non alla soluzione di suoi singoli malesseri: va alle loro origini per interpretarle e risolverle.

L’ Hotel Sägerhof in Tirolo, nella Tannheimer Valley, prevede pacchetti appositamente studiati per i viaggiatori solitari a partire da 739 euro per cinque notti in pensione completa e con diverse attività sportive e wellness comprese nel prezzo. Una località ideale per gli sport invernali e il relax circondati da vette innevate e che porta i propri ospiti a “1100 metri al di sopra della vita di tutti i giorni”.

E per chi è in cerca di un’idea last minute all’Hotel Posta Zim di Corvara, direttamente sulle piste più belle del mondo dell’Alta Badia (Dolomiti), le singole sono deluxe e la spa feng shui assicura un pieno relax dopo una giornata in pista.  Cucina sana e curata, spa silenziosa e trattamenti benessere a base di aromaterapia e rituali sapienti, non faranno rimpiangere la compagnia.

Per chi invece ama il mare, Norwegian Cruise Line  ha sfatato un tabù ed è probabilmente la prima compagnia di crociere a prevedere appositamente una tipologia di cabine (gli studios) destinata ai solitari, non più obbligati a raddoppiare le quote per godere di privacy nel corso di una crociera senza tralasciare, attraverso però spazi comuni per favorire, per chi vuole, la conoscenza di altri passeggeri solitari.