1

A San Lorenzo l’Italia celebra la Notte dei Desideri

La Notte di San Lorenzo rappresenta una delle tradizioni popolari più radicate d’Italia, intrecciando astronomia, folklore e tradizione. Il culto di San Lorenzo diacono, martirizzato nel 258 d.C. su una graticola rovente per ordine dell’imperatore Valeriano, si è sovrapposto nel tempo all’osservazione delle stelle cadenti, creando quella che è divenuta la “notte dei desideri”. Quest’anno le “stelle cadenti”, sciame di meteore delle Perseidi, avranno il picco intorno all’11-12 agosto con ben cento meteore avvistabili all’ora in direzione della costellazione di Perseo ad est, ma la tradizione anticipa i festeggiamenti con appuntamenti enogastronomici e culturali diffusi su tutta Italia.

Il rito tradizionale prevede di uscire all’aperto nella notte del 10 agosto per osservare le “lacrime di San Lorenzo”, esprimendo un desiderio per ogni stella cadente avvistata. Secondo la tradizione popolare, le meteore rappresenterebbero le lacrime versate dal santo durante il suo martirio, e ogni desiderio espresso mentre si osserva una “stella cadente” avrebbe la possibilità di realizzarsi.

Dalle spiagge ai borghi medievali, dai parchi naturali agli osservatori astronomici, sono tantissimi gli eventi organizzati per l’occasione, per godere dell’atmosfera magica della Notte dei Desideri. Eccone alcuni.

Calici di Stelle Sono numerosi gli eventi previsti proprio nella notte dei desideri dal palinsesto di Calice di Stelle, l’evento che unisce vino, stelle e convivialità su tutto il territorio italiano tra il 25 luglio e il 24 agosto.
Tra i tanti eventi previsti, a Montepulciano le vie del centro si vestono a festa nella notte di San Lorenzo con degustazioni di Rosso di Montepulciano Doc e Vino Nobile di Montepulciano Docg, prodotti tipici locali, musica, spettacoli ed esibizioni. Sempre in Toscana sono n programma eventi Calici di Stelle per la Notte dei Desideri anche a Castellina in Chianti (camminata sotto il cielo stellato, aperitivo, dj set e degustazioni per le vie del borgo); Castiglione d’Orcia (degustazione in abbinamento ai piatti della tradizione, concerti e spettacoli); Certaldo; Pitigliano; Poggibonsi; Suvereto e Vinci.
La notte di San Lorenzo alza i calici anche in Umbria dove sono in programma eventi e degustazioni a Montefalco; Monteleone e Todi
In Lombardia, a  Sondrio, per le vie del centro si degustano con Calici di Stelle Valtellina Nebbiolo, Sforzato e altri vitigni autoctoni in un contesto alpino che garantisce cieli particolarmente limpidi per l’osservazione astronomica.  Si parte dal fascino architettonico di Palazzo Martinengo fino a raggiungere l’eleganza panoramica di Castel Masegra, dove sarà possibile degustare lo Sforzato di Valtellina Docg, simbolo enologico della valle.  In Lombardia, nella notte dei desideri, protagonista è Volta Mantovana con l’appuntamento con la cena Calici di Stelle, mentre in Puglia ad animarsi con degustazioni sono le vie di Sava.
In Piemonte la Notte dei Desideri è celebrata dagli eventi di Calici di Stelle ad Aquiterme e Monleale,.
A Barbarano Vicentino la notte di San Lorenzo si anima con l’iniziativa di Calici di Stelle: per le vie del centro storico sono attese 22 cantine oltre alle aree dedicate alla ristorazione.  Sempre in Veneto la Notte di San Lorenzo si brinda con gli eventi di Calici di Stelle anche a Vazzola.
In Emilia Romagna il 10 agosto Fontanelice dà appuntamento per un percorso di degustazione di vini e prodotti tipici tra vie e terrazze del centro storico con musica ed eventi culturali.

Nelle Marche brindisi, degustazioni e osservazioni astronomiche sono in programma nella Notte di san Lorenzo a Morrovalle e Morro D’Alba, mentre in Abruzzo sono protagonisti Colonnella e Frisa.
In Sardegna la serata del 10 agosto è dedicata dal comune di Sant’Antioco al Carignano, vino tipico del territorio, in abbinamento ai piatti locali che lasciano poi spazio a spettacoli musicali e folkloristici.
Numerose le iniziative di Calici di Stelle anche in Sicilia tra cui si evidenziano a Pantelleria degustazioni con stand di vini e produzioni locali; un percorso di assaggi a Pachino seguito da musica e spettacoli e infine una serata dedicata ai vini dell’Etna a Castiglione di Sicilia.

La notte dei desidei
Immagine ChatOn su nostri prompt


Stelle e fuochi di artificio Sono numerose le località che festeggiano San Lorenzo illuminando la Notte dei desideri con fuochi di artificio.
Ecco alcuni degli appuntamenti da non perdere.
A Cervia, si festeggia con la banda cittadina e la tradizionale tombola e San Lorenzo si chiude con una cascata di fuochi d’artificio sulla spiaggia a partire dalle 23, seguita da un bagno in notturna che la tradizione vuole abbia potere terapeutico. Per la notte di San Lorenzo inoltre è prevista l’apertura straordinaria degli stabilimenti di Cervia, Milano Marittima, Pinarella, Tagliata dalle ore 20.00 in poi per cene romantiche, serata in musica, festa e divertimento a piedi nudi sulla sabbia, in attesa dello spettacolo pirotecnico, momento clou della Festa di San Lorenzo.
Sempre in Romagna Il 10 agosto i fuochi d’artificio tornano a illuminare la foce del Savio, punto di incontro tra Lido di Classe e Lido di Savio. Alle 23.00, il cielo si accende e anche Casalborsetti, sulla costa a Nord di Ravenna,  saluta la notte di San Lorenzo con un’esplosione di colori che si sprigionano tra Bagno Oasi e Bagno Molo.

In Lombardia, sul lago di Como gli appuntamenti sono almeno due.  A Mandello sul Lario (Lecco), il giorno di San Lorenzo coincide con la festa patronale che si celebra con tradizionale fiera di San Lorenzo, le suggestive gite sulle tradizionali barche “Lucie”, musica dal vivo e uno spettacolo pirotecnico sul lago previsto per le ore 22.
Notte di festa anche a Colico (Lecco), che celebra la notte di San Lorenzo con musica dal vivo, spettacoli sul lungolago e un suggestivo spettacolo pirotecnico che illumina il cielo stellato dalle 22.30.

In Liguria cresce l’attesa per lo spettacolo piromusicale sul mare a Varigotti, sulle note di Hans Zimmer. Lo show di fuochi d’artificio firmato Setti Fireworks prende vita a partire dalle ore 22 circa presso il Molo presso piazza del Mare.
Sempre in Liguria a San Lorenzo a Mare, si festeggia il patrono con la sagra dedicata, cene all’aperto, musica, balli e uno spettacolo di fuochi di artificio sul mare a partire dalle 22.30, mentre a Cervo sono in programma i giochi di luce a partire dalle 21.30.

In Sicilia gli eventi pirotecnici da non perdere nella Notte dei Desideri sono a Palazzolo Acreide (Siracusa) dove dalle 24 prendono vita spettacoli piromusicali e pirotecnici aerei e a Calamonaci (Agrigento) legati alla festa del Patrono, San Vincenzo Ferreri, che si tiene nella seconda domenica di agosto e quest’anno coincide con la Notte dei desideri. Vale la pena per tempo a Calamonaci per non perdersi le rigattiate, un rito in cui due confraternite del paese (sangiuvannara e sammichilara) gareggiano nel trasportare i simulacri dei santi.

Stelle e Borghi Il Borgo dei Desideri è un’iniziativa dell’Associazione I Borghi più belli d’Italia e coinvolge 120 diverse destinazioni su tutto il territorio uniti dalla presenza all’interno di ciascun borgo di un luogo dove i visitatori possono lasciare i propri bigliettini con i desideri che quest’anno fanno capo al tema “Se io fossi … farei”. Ogni borgo poi propone un programma specifico tra concerti, performance teatrali, mostre e appuntamenti gastronomici.

Tra i tanti in Liguria Cervo celebra la notte di San Lorenzo con un aperitivo e un dj set al tramonto seguito ai giochi di luce in spiaggia. Musica anche a Celle Ligure.
In Veneto, Valeggio sul Mincio apre al pubblico le torri della fortezza scaligera a partire dalle ore 21.00, in occasione della Notte di San Lorenzo, per celebrare la notte più romantica dell’estate e ammirare il cielo da vicino, a caccia di stelle cadenti.
In Lombardia a Sabbioneta si cena di fronte a Palazzo Ducale e la notte si accende con il ritmo di MadJ. È inoltre possibile partecipare a una visita guidata del giardino di Palazzo Giardino, un viaggio nei sogni e nei desideri di Vespasiano Gonzaga che lo ha creato.
A Monteleone d’Orvieto in Umbria sono in programma degustazioni guidate e un percorso di arte acrobatica e musica dal vivo.  Rimanendo in Umbria, Monte Castello di Vibio organizza una cena dei desideri e organizza eventi legali all’astrologia, all’oroscopo e alla mitologia oltre all’osservazione delle stelle con telescopio.
A Neive in Piemonte tra i vicoli del centro storico prendono vita rievocazioni storiche e performance teatrali.
Palazzuolo Acreide, in Toscana, apre invece le porte ad artisti di strada e circensi, mentre a Grottamare Alta, nelle Marche, sono in programma giochi di ruolo.
Sull’Alpe Cimbra, a Luserna, San Lorenzo si trasforma in una giornata dove si intrecciano emozioni, sostenibilità e tradizione. In programma infatti ci sono numerose esperienze nella natura come il trekking guidato per ricoprire il paesaggio e la biodiversità, laboratori creativi e safari fotografici, una cacia al tesoro, musica live, esperienze enogastronomiche e l’immancabile osservazione astronomica.

Osservatori unici. Sono numerosi i luoghi stori e immersi nella natura che per la Notte di san Lorenzo programmano serate speciali dedicate all’osservazione della volta celeste e non solo. Eccone alcuni.

Dal 9 al 12 agosto, il Planetario di Torino propone quattro serate speciali dedicate alle Perseidi, lo sciame meteorico noto come “stelle cadenti”. Il programma permette di approfondire diversi aspetti dell’astronomia con strumentazione professionale e guide specializzate.
Sabato 9 e domenica 10 agosto, alle 20.30, al Monastero di Torba, a Gornate Olona (Varese), si visita il Monastero e cena sotto le stelle.

Sempre il 9 e 10 agosto (ma anche il 6 settembre), Villa Della Porta Bozzolo (Varese) ospita i tre appuntamenti di “Astronomi per una notte”, il ciclo di eventi dedicati dal Fai al cosmo e con l’Osservatorio Astronomico G.V. Schiaparelli del Campo dei Fiori (Varese).  È inoltre possibile organizzare un pic nic sotto le stelle preparato dallo chef Marco Dossi.
A Bergamo Palazzo Moroni apre le porte alle Sere Fai d’Estate, il 9 e 30 agosto per un appuntamento dedicato all’osservazione guidata della volta celeste, a cura degli astrofili e divulgatori scientifici Gianni Locatelli e Luciano Pezzotti.

L’Oasi Lipu Bianello (Reggio Emilia) apre al pubblico la notte di San Lorenzo a partire dalle 20.30 per godere del cielo stellato e non solo. La serata, che inizia nel parco del Melograno e prosegue al castello di Bianello, vuole essere l’occasione per coprire rumori e i suoni della notte.

L’Oasi Lipu Riserva Chiarone a Massaciuccoli (Lucca) apre al pubblico il 10,11 e 12 agosto. Si può passeggiare nella riserva fino a raggiunger l giardino di Villa Ginori e partecipare all’escursione in battello con osservazione guidata del cielo e rientro al Porto di Massaciuccoli.  Su richiesta è infine possibile prenotare una cena con i prodotti tipici del Parco.
L’Oasi Lipu delle Zone Umide Beneventane ha in programma l’osservazione di stelle e pianeti.




Calici di Stelle per Donnafugata

Il 10 agosto, Donnafugata celebra San Lorenzo e l’appuntamento con Calici di Stelle con un viaggio nel cuore della Sicilia nella Tenuta di Contessa Entellina, nelle Terre del Gattopardo là dove è nata Donnafugata. Qui vino, danza e musica diventano espressione di un immaginario siciliano ricco di suggestioni, reinterpretato in chiave moderna.

L’esperienza inizia tra i filari, continua con il videomapping, prosegue con la degustazione di annate storiche e di etichette iconiche, per culminare con coreografie originali e musiche suggestive. A fare da colonna sonora, le composizioni di Paolo Buonvino per la serie Netflix Il Gattopardo, a cui Donnafugata ha dedicato il Mille e una Notte 2021 Special Edition, simbolo della collaborazione per il lancio della serie. La musica accompagna le performance create dal coreografo Domenico Ciaccia: il suo corpo di ballo porta in scena una rilettura del Gran Ballo, ispirato alla mondanità dell’aristocrazia siciliana. Al centro dell’esperienza il vino, elemento di connessione tra memoria e innovazione, in grado di parlare a tutti. A chiudere la serata, il dj set sotto le stelle.

Gli altri appuntamenti con Calici di Stelle a Donnafugata Cena a Casa Salina è il tema Calici di Stelle nelle Cantine Storiche di Marsala il 17 agosto, presso la Tenuta di Vittoria il 19 agosto e nella Tenuta di Randazzo sull’Etna il 21 agosto. Il programma prevede la visita guidata, seguita dalla degustazione in abbinamento ai classici della cucina siciliana.




L’opera incontra il vino: cinque personaggi, cinque etichette

L’opera e l’enologia condividono una caratteristica fondamentale: entrambi traducono emozioni in linguaggio sensoriale capace di toccare l’animo umano nelle sue sfumature più profonde. Ogni sorso, come ogni nota, racconta una storia che risuona nell’eternità dell’arte.

In una sorta di gioco estivo sono quindi stati scelti i protagonisti di Aida, Nabucco, Rigoletto, Traviata e Carmen, in scena all’Arena di Verona Opera Festival, per accostarli a singole etichette di eccellenza che per caratteristiche organolettiche e storia produttiva richiama i tratti dei protagonisti delle cinque opere.  Gli abbinamenti proposti, per quanto possibile e sempre in un’ottica di gioco estivo, provano a evitare stereotipi scontati, fondati sulla pura provenienza geografica e utilizzano per la selezione delle etichette di eccellenza protagoniste delle guide.  Il Barolo Monfortino incarna la maestà austera di Nabucco, il Dom Pérignon Rosé riflette l’eleganza fragile di Violetta dove le coppe di champagne scandiscono il tempo che fugge; il Châteauneuf du Pape esprime la sensualità indomita di Carmen;  l’Ornellaia rappresenta la nobiltà di Aida; l’Amarone Quintarelli simboleggia la complessità contrastante di Rigoletto.

La stessa presenza del vino in queste cinque opere rivela stratificazioni culturali precise: dalla celebrazione mondana parigina della Traviata alla corruzione delle corti italiane del Rigoletto, dal potere imperiale di Aida alla nostalgia patriottica del Nabucco, fino all’esotismo andaluso di Carmen. Ogni utilizzo riflette non solo convenzioni drammaturgiche, ma documenti storici e antropologici sulle società rappresentate.

Opera e vino, un legame culturale e sociale Il legame tra opera lirica e vino affonda le sue radici nella storia sociale e culturale europea. Questa connessione emerge con particolare forza nel XIX secolo, quando il melodramma diventa lo specchio della società borghese e delle sue ritualità. La presenza del vino nei libretti operistici documenta un fenomeno storico preciso: l’evoluzione dei costumi sociali dell’Ottocento. Il celebre brindisi “Libiamo ne’ lieti calici” de La Traviata di Giuseppe Verdi rappresenta in cui si inneggia alle gioie del vino, dell’amore e del piacere, riflette la pratica sociale dei salotti parigini dell’epoca, documentata nelle cronache di Alexandre Dumas figlio, fonte dell’opera verdiana. La tradizione musicale del brindisi operistico include diverse opere: da “Cantiamo, facciam brindisi” nell’Elisir d’Amore di Gaetano Donizetti a “Viva, il vino spumeggiante” nella Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni e rivela come il vino funzioni da catalizzatore drammaturgico, accelerando le dinamiche narrative e psicologiche dei personaggi.

Nel caso di Aida, Nabucco, Rigoletto, Carmen e La Traviata, il vino assume funzioni narrative distinte. Nella Traviata rappresenta l’effimero piacere della vita mondana. Nel Rigoletto diventa metafora dell’inganno sociale: Il Duca arriva travestito da ufficiale, chiede una stanza, del vino e canta una canzonetta amorosa. Qui il vino accompagna l’inganno e la corruzione. . L’ambientazione sociale è documentata: le taverne dell’Italia settentrionale del Cinquecento, epoca dell’azione, erano luoghi dove si mescolavano classi sociali diverse, dai nobili in incognito ai sicari prezzolati. Francesco Maria Piave, il librettista, attinge da Victor Hugo ma adatta il contesto alle realtà sociali italiane, dove il consumo di vino scandiva rituali specifici di appartenenza e distinzione. In Aida, la dimensione del vino si inserisce nella rappresentazione del potere faraonico. L’opera, commissionata da Isma’il Pascià, khedivè d’Egitto, per celebrare l’apertura del Canale di Suez,  è un capolavoro frutto del dialogo fra due giganti: Giuseppe Verdi e Auguste Mariette, padre della moderna egittologia. Il vino in Aida non compare esplicitamente, ma la sua presenza si intuisce nei grandi tableaux cerimoniali. In un banchetto, Amneris e Radamès partecipano ai rituali di corte dove le libagioni accompagnano le celebrazioni militari e religiose. Mariette, archeologo e consulente storico dell’opera, aveva documentato l’uso cerimoniale del vino nell’antico Egitto attraverso i ritrovamenti nelle tombe e nei templi. Il vino rappresenta quindi il potere imperiale e la sua capacità di creare consenso attraverso lo spettacolo. Il Nabucco affronta il tema del vino da una prospettiva diversa: quella della nostalgia e dell’esilio. L’opera trasforma il lamento degli ebrei deportati a Babilonia in metafora del desiderio di indipendenza italiana. Il vino, elemento centrale della cultura ebraica attraverso i rituali religiosi, diventa simbolo di ciò che si è perduto con la patria. Il “Va’ pensiero” non menziona il vino, ma evoca “le memorie nel petto accese” che includono i rituali domestici e religiosi legati alla terra d’origine. Arrigo Boito, nelle sue analisi dell’opera verdiana, notava come la nostalgia per la patria perduta si manifestasse anche attraverso il rimpianto per i sapori e le tradizioni culinarie, tra cui il consumo rituale del vino durante le festività religiose. In Carmen  il vino si intreccia con la cultura andalusa e la sua rappresentazione nell’immaginario europeo. La storia è ambientata nella Siviglia del 19° secolo, in un contesto sociale dove quando si pensa all’Andalusia, le prime cose che vengono in mente sono inevitabilmente il caldo, il sole ma anche la tradizione vinicola. George Bizet attinge dalla novella di Prosper Mérimée, che aveva viaggiato in Andalusia e documentato le tradizioni locali, inclusa la cultura del vino di Jerez e Manzanilla.

Nabucco: Barolo Monfortino Riserva- Giacomo Conterno 2015 Nabucco, re babilonese protagonista dell’opera di Giuseppe Verdi, trova la sua corrispondenza enologica nel Barolo Giacomo Conterno “Monfortino” 2015, un’etichetta leggendaria che rappresenta l’apice della tradizione piemontese e nasce nelle migliori annate dalle migliori uve di Nebbiolo del cru Francia, il vigneto più meridionale di Serralunga d’Alba assieme ad Airone. La vendemmia 2015 dona al Monfortino una struttura imponente che richiama la maestà del sovrano mesopotamico.

Il Nebbiolo da cui nasce questo Barolo possiede tannini austeri che si ammorbidiscono dopo oltre sei anni di maturazione in botte grande, proprio come Nabucco che passa dalla tirannia alla redenzione attraverso la sofferenza e la perdita del potere. La complessità aromatica del vino è particolarmente ricca, con note di rosa canina, ciliegia, violetta, chiodi di garofano e liquirizia, e si sviluppa nel tempo, similmente al personaggio verdiano che acquisisce profondità man mano che la vicenda procede.

La cantina Giacomo Conterno utilizza sistemi tradizionali e mantiene l’affinamento in botti grandi di rovere slavone per periodi lunghissimi. Questa scelta riflette in qualche misura la natura di Nabucco, sovrano ancorato alle proprie convinzioni (almeno fino al momento dell’illuminazione divina).

Violetta Valéry – Dom Pérignon Rosé 2009 Violetta Valéry, protagonista de La Traviata di Giuseppe Verdi, trova nel Dom Pérignon Rosé 2009 della Maison Moët & Chandon il suo alter ego enologico. Questo champagne rappresenta l’eleganza parigina del Secondo Impero, l’epoca in cui Dumas figlio ha ambientato la sua “Dame aux Camélias”.

L’annata 2009 ha portato alla produzione di uno champagne di particolare finezza e dal bouquet dominato da frutti rossi con aromi di rosa, olio di arancia e spezie. Il Dom Pérignon Rosé Vintage 2009, nelle parole della maison “è una vibrante manifestazione di luce e oscurità: incarna l’anelito alla creazione come esplorazione radicale di nuove possibilità “ e presenta  una delicatezza che nasconde una struttura complessa, proprio come Violetta che cela dietro la frivolezza mondana una sensibilità profonda.

Il colore rosa cerasuolo dello Champagne richiama le camelie rosse e bianche che Violetta porta al petto, simboli del suo stato di salute e della sua condizione sentimentale. Il perlage fine e persistente evoca l’effervescenza della vita sociale parigina, e ricorda i gioielli che adornano la protagonista nei salotti dell’alta società.

L’assemblaggio di Pinot Nero e Chardonnay, in proporzioni segrete, conferisce al Dom Pérignon Rosé le sfumature aromatiche del Pinot Nero  e la delicatezza e l’eleganza minerale dello Chardonnay, la stessa dualità che caratterizza Violetta dominata da passione e raffinatezza, impulso e controllo, vita mondana e aspirazione all’amore puro.

Carmen: Châteauneuf du Pape Rouge della Maison – Etienne Guigal 2018 Carmen, la sigaraia di Siviglia protagonista dell’opera di George Bizet, trova corrispondenza nel Châteauneuf du Pape Rouge della Maison Etienne Guigal, 2018. Questo vino della Valle del Rodano meridionale possiede infatti il carattere indomito e la sensualità della protagonista dell’opera Bizet.

La vendemmia 2018 nel Sud della Francia si è distinta per le temperature elevate che hanno concorso a concentrare gli aromi e intensificato la personalità dello Châteauneuf du Pape che ha sviluppato una struttura potente e complesso che richiama la forza di carattere di Carmen.

Di color rosso rubino profondo, come il fiore che Carmen getta ai piedi del soldato seducendolo, lo Châteauneuf du Pape Rouge affina per 36 mesi in grandi botti di rovere per poi presentarsi con un ricco corredo aromatico, tannini setosi e rotondi e buona persistenza.

L’assemblaggio tradizionale di vitigni autorizzati nella denominazione crea un bouquet complesso dove dominano Grenache (70%), Syrah (20%). Mourvèdre. (5%) e altri vitigni rossi (5%). Questi vitigni mediterranei conferiscono al vino note di spezie, erbe aromatiche e frutta matura che evocano l’ambiente andaluso dell’opera di Bizet. Il Grenache apporta morbidezza e calore, la Syrah conferisce struttura e colore intenso, il Mourvèdre aggiunge tannini e longevità.

La Maison Guigal, fondata ad Ampuis nel 1946 da Etienne Guigal, mantiene metodi di vinificazione rispettosi della tradizione dea Valle del Rodano. L’affinamento in grandi botti di rovere francese preserva il carattere varietale pur conferendo eleganza al vino, proprio come Carmen conserva la sua natura selvaggia pur muovendosi con grazia nei rapporti sociali.

Aida: Ornellaia Bolgheri Doc Superiore 2019 – Tenute dell’Ornellaia Aida, principessa etiope schiava in Egitto protagonista dell’omonima opera di Giuseppe Verdi, trova il suo equivalente enologico nel Bolgheri Superiore Ornellaia 2019 della Tenuta dell’Ornellaia, eccellenza della viticoltura toscana moderna creata dal Marchese Lodovico Antinori nel 1981 e ora proprietà della famiglia Frescobaldi.

Questo Super Tuscan rappresenta l’incontro tra tradizione italiana e innovazione internazionale che si può leggere, in parallelo con l’opera di Verdi, come lo specchio della presenza in Aida di due sentimenti, la fedeltà alla patria lontana e l’amore per Radames, comandante dell’esercito nemico, quello egiziano. Non a caso la vendemmia 2019 è stata interpretata dalla 14° edizione di “Vendemmia di Artista” con il tema de “Il Vigore”.

La vendemmia 2019 è stata caratterizzata da un clima molto variabile che ha donato all’Ornellaia una struttura elegante che unisce potenza e finezza e un carattere potente, intrigante e misterioso che non si svela al primo sorso, proprio come la personalità di Aida che sotto le vesti di schiava in Egitto, nasconde la propria provenienza regale e custodisce l’amore di Radamès e l’amicizia concessa, almeno inizialmente, da Amneris, la figlia del faraone a sua volta innamorata, invano, del comandante dell’esercito del padre.

L’assemblaggio di Cabernet Sauvignon (62%), Merlot (31%), Petit Verdot (4%) e Cabernet Franc (3%) crea un vino di grande ricchezza aromatica, proprio come la complessità di Aida, prigioniera tra due mondi. Il Cabernet Sauvignon conferisce struttura e longevità, il Merlot apporta morbidezza e rotondità, il Petit Verdot aggiunge colore e aromi speziati, il Cabernet Franc dona eleganza e profumi floreali.

 L’affinamento di diciotto mesi in barrique francesi, seguito da altri dodici mesi in bottiglia, conferisce infine al vino quella complessità e quella profondità che caratterizzano anche il personaggio di Aida.

Rigoletto: Amarone della Valpolicella Classico Giuseppe Quintarelli 2015 Rigoletto, il gobbo buffone di corte presso il Duca di Mantova delineato da Giuseppe Verdi, trova nell’Amarone della Valpolicella Classico Giuseppe Quintarelli 2015 il suo doppio vinicolo. Questo Amarone, tra i simboli della sua denominazione, possiede infatti quella complessità contrastante che definisce il personaggio verdiano: amarezza e dolcezza, forza e fragilità, cinismo e tenerezza paterna.

Il processo di appassimento delle uve Corvina (55%), Rondinella (25%), Cabernet Sauvignon (15%), Nebbiolo (5%), Croatina (5%) e Sangiovese (5%) su graticci di bambù concentra zuccheri e aromi, creando un vino di grande struttura e complessità. Questo metodo tradizionale richiede pazienza e dedizione, virtù che accomunano la cantina Quintarelli al Rigoletto verdiano nella cura verso cosa e chi più ama.

L’affinamento di sette anni tra botti grandi di rovere di Slavonia e bottiglie conferisce all’Amarone Quintarelli quella stratificazione aromatica e quella profondità che caratterizzano la sfaccettata psicologia del Rigoletto. Le note di frutta secca, ciliegia e prugna matura, liquerizia, spezie dolci e cioccolato si alternano a sfumature più austere di cuoio e tabacco, proprio come Rigoletto alterna momenti di tenerezza verso la figlia Gilda a esplosioni di rabbia contro il mondo che lo circonda.




Il Consorzio Vini Alto Adige celebra i 50 anni con una pubblicazione

Il Consorzio Vini Alto Adige celebra i suoi primi cinquant’anni con una pubblicazione, “Vino in Alto Adige: storia e presente di un territorio vinicolo unico”,  che si propone di guidare i lettori, operatori, winelover e curiosi, in un territorio dove il vino rappresenta cultura, storia e identità.

Il testo pubblicato dal Consorzio Vini Alto Adige ripercorre i 2500 anni di storia della viticultura del vino altoatesino dalle radici profonde dei vigneti all’avanguardismo delle cantine d’eccellenza. Dai Reti ai Romani, dalle influenze monastiche medievali alle innovazioni del XIX secolo, fino alla rivoluzione della qualità che ha reso l’Alto Adige una delle regioni vinicole più rinomate d’Europa.

Particolare attenzione è data al progetto di zonazione, attivo dalla vendemmia 2024, che fa compiere al settore un ulteriore passo verso l’unicità. “Con la definizione di 86 unita geografiche aggiuntive ((UGA), ovvero singole sottozone dalle quali la denominazione è costituita,, il vino altoatesino guarda in avanti e punta ancor più sulla territorialità e sulla distintività”, spiega Andreas Kofler, presidente del Consorzio Vini Alto Adige.

Nel libro non si parla solo di storia ma anche di arte, architettura, letteratura e turismo. Si esplora il legame tra il vino e la cultura altoatesina, raccontando come abbia plasmato il paesaggio urbano e influenzato l’economia locale. Non mancano, poi, i protagonisti di questa storia: enologi, produttori, sommelier.




Sinus Underwater Wines, la prima cantina calabrese “in fondo al mar”

I protagonisti della Sirenetta cantavano gli universi che prendevano forma  “in fondo al mar”, e  nelle profondità marine di San Nicola Arcella con Sinus Underwater Wines prende vita la prima cantina subacquea della Calabria.
A 800 meri di distanza dalla costa della baia di San Nicola Arcella più volte premiata con la Bandiera Blue a 35 metri di profondità, apre a gennaio 2025  uno spazio per l’affinamento di  vini, spumanti, distillati e birre accessibile ai diversi produttori locali e non solo.

Le bottiglie vengono immerse  in mare all’interno di apposite gabbie contenitrici da un equipe specializzata per un periodo minimo di sei mesi e beneficiano delle condizioni uniche dell’ambiente sottomarino, ovvero  la temperatura costante (che difficilmente la temperatura sale oltre i 13/14 gradi durane l’estate, creando un ambiente ideale per una affinamento lento e regolare, condizioni ideali per rum e whisky in quanto favoriscono lo sviluppo di note aromatiche ancora più complesse), un ambiente ipossico che preserva l’integrità aromatica di vini e spirt,  la pressione costante (a 35 metri sotto il livello del mare la pressione dell’acqua rimane stabile a quattro bar, favorendo una maturazione uniforme e controllata perfetta per migliorare la struttura dei vini rossi complessi), l’assenza di luce e micro movimenti delle correnti che suportano una fermentazione più attiva negli spumanti.

 




Lambrusco e cucina cinese da Ba Restaurant a Milano

Il “Giro del mondo con il Lambrusco” fa tappa a Milano da Ba Restaurant per un sorprendente abbinamento. Il tour permette di sperimentare la versatilità delle bollicine emiliane in abbinamento con la cucina internazionale ed etnica.

Al Ba Restaurant di Milano in particolare il percorso di degustazione si articola in sei proposte i piatti tradizionali della cucina cinese reinterpretati in chiave contemporanea dallo chef abbinate a sei diverse tipologie dei vini Lambrusco Doc, dal frizzante allo spumante. I particolare per valorizzare piatti della cucina cinese sono stati scelti i vini  Lambrusco di Ca’ de Medici, Cantina di Carpi e Sorbara, Cantina Sociale di Gualtieri, Francesco Bellei, Pezzuoli, Venturini Baldini.

Il Lambrusco è un universo di sfumature e colori che, grazie alle differenti varietà, ai territori e ai diversi metodi di produzione utilizzati, vanta una grande la versatilità. Più in dettaglio le denominazioni del Lambrusco abbracciano varietà diverse e territori differenti: la provincia di Modena e di Reggio Emilia, dalle zone di pianura a quella collinare, ciascuna con la propria tradizione enologica. Se nel modenese la tendenza predilige il focus su una singola varietà, nel reggiano è tradizionalmente utilizzato un blend/uvaggio di differenti vitigni. La parola Lambrusco indica una famiglia di dodici vitigni a bacca nera. Autoctoni, sviluppati e diffusi da tempo immemore nella Regione Emilia-Romagna. Il loro uso può essere più o meno esclusivo a seconda delle denominazioni di origine e delle scelte enologiche dei produttori. Si tratta di Sorbara, Grasparossa, Salamino, Foglia Frastagliata, Barghi, Maestri, Marani, Montericco, Oliva, Viadanese, Benetti e Pellegrino.

 




Wine is a rockstar con Elemento Indigeno

Vini curiosi che provengono da ogni parte del mondoal di fuori delle classiche rotte, vini che esplorano terroir e incontrano popoli, vini che raccontano produzioni e svelano contaminazioni, vini uniti da un fil rouge:  Elemento Indigeno, progetto di Compagnia dei Caraibi, racchiuso a sua volta nel catalogo “Wine is”.

Elemento Indigeno esplora le radici del processo naturale e culturale della fermentazione, alla scoperta delle sue sfaccettature culturali, raccontando la storia del legame tra il fluire naturale del processo, l’adattamento culturale e l’atto artigiano.  In questo senso Wine si si propone come una ode alla diversità e, allo stesso tempo come un ponte che unisce culture attraverso otto macrocategorie che attraversano 29 Paesi grazie a 75 produttori e più di 360 referenze

Wine is a rockstar raggruppa i vignaioli autori a 360° dei propri progetti che danno vita ad etichette fuori dagli schemi.

Wine is roots racchiude i produttori di zone vitivinicole storicamente importanti, ricche di storie e tradizioni. È qui che troviamo aziende profondamente radicate nel territorio, attive da più generazioni che valorizzano vitigni autoctoni, viti centenarie e denominazioni di prestigio.

Wine is contaminations è un invito alla scoperta di nuovi sapori. Qui a interpretare il ruolo di protagonista nel processo fermentativo non è solo l’uva ma anche la mela.

Wine is a rematch riunisce i vigneron che nonostante le iniziali sconfitte, hanno scelto di non arrendersi.

Wine is a guardian raggruppa dodici produttori che lavorano per conservare le uve autoctone conservando la memoria storica.

Wine is a backpacker combina storie di giovani produttori che, dopo aver girato il mondo e imparato dai migliori produttori, sono tornati a casa dando vita a nuove creazioni.

Wine is conviviality è la categoria dedicata alle bottiglie dalla beva facile e dalle buone vibrazioni.

Wine is finished mette insieme etichette in via di esaurimento, vini che non saranno più disponibili per l’acquisto in futuro e che saranno sostituiti da nuove selezioni

 




Kneipp, Törggelen e vino sul Renon

Kneipp, Törggelen e vino sono i capisaldi dell’autunno sull’Altipiano del Renon raggiungibile a Bolzano in meno di venti minuti di impianti dal centro della città.

Tra le novità della stagione è stato inaugurato un percorso Kneipp  con cinque stazioni ispirate ai cinque pilastri della filosofia Kneipp (ordine esistenziale, movimento, erbe, acqua e alimentazione) lungo un sentiero di 1,2 km che si snoda nel bosco tra l’Hotel Tann e Bad Siess così da trasformare la passeggiata in un’esperienza sensoriale a tutto tondo. I profumi del bosco inducono alla riflessione, le erbe hanno un effetto curativo, l’acqua fresca è un toccasana per il fisico. Sul percorso anche punti di appoggio per soste meditative e pannelli con informazioni e suggerimenti per sfruttare al meglio i benefici Kneipp. Fondamentale camminare sul sentiero a piedi nudi per percepire a fondo i diversi tipi di terreno e vivere un’esperienza wellness davvero immersiva.

Sul Renon non c’è autunno senza Törggelen: appuntamento immancabile di questo periodo dell’anno è chiamato anche “la quinta stagione delle Alpi del Sud” ed è una vera e propria festa in onore della fine della vendemmia (la parola deriva dal latino torquere, torchiare, e si riferisce alle uve appena pressate) quando gli agricoltori erano soliti degustare il vino nuovo accompagnato da una merenda. Oggi l’antica tradizione si rivive andando di maso in maso (o meglio nelle tradizionali “Buschenschänke” o “Hofschänke”, le tipiche locande contadine) ad assaggiare specialità come speck, canederli, crauti, Kaminwurzen, Schlutzkrapfen, zuppa d’orzo, castagne arrostite e vino novello.

Proprio in onore del vino, oltre alle speciali escursioni guidate in compagnia dell’ambasciatore del gusto altoatesino Franz Wenter, dal Renon c’è un’escursione da non perdere: il sentiero del vino Rebe (ovvero “vigna”). Questa passeggiata di circa 400 metri di dislivello si snoda per un’oretta e mezza si snoda tra i filari, in parte sulla vecchia strada romana che parte dai possedimenti del maso Waldgries, lungo un percorso costellato di interventi artistici ad opera del gardenese Philipp Doss Moroder e di tabelle con la narrazione del paesaggio, dei vitigni tipici, delle zone di coltivazione Doc e dei siti culturali che lambiscono il sentiero. Rebe è unatappa imperdibile per gli amanti di Bacco: qui, una sosta Törggelen nelle varie cantine nei pressi del percorso è obbligatoria.
Sabato 26 ottobre degustazione speciale con i viticoltori del Renon e di Rencio: in cinque postazioni i viticoltori offrono in degustazione i loro vini che crescono nelle rispettive altitudini tra Rencio e Signato, dal corposo Lagrein all’aromatico Gewürztraminer fino allo speziato Kerner (sono ben 13 le varietà di uva che maturano lungo i 3,5 km del sentiero del vino Rebe). A seguire, un accogliente chill-out presso l’Ansitz Waldgries con prelibatezze culinarie e musica.




L’autunno dorato del Renon sul Sentiero del Vino Rebe

Il Sentiero del Vino Rebe (vite in tedesco) sull’Altipiano del Renon celebra una tradizione vitivinicola che affonda le sue radici nell’epoca romana ed esplora a stretta connessione tra la terra, lavoro dell’uomo e paesaggio.

Con i suoi 132 ettari di superficie coltivata a vite, il Renon si distingue come uno dei principali comuni a vocazione vinicola dell’Alto Adige. Il Sentiero del Vino Rebe è un un percorso che si snoda in discesa per 3,5 chilometri da Signato a Rencio con un dislivello di circa 500 metri, regalando viste mozzafiato sul territorio circostante e sui vigneti. Lungo il tragitto, le installazioni artistiche raccontano le diverse fasi della coltivazione della vite e le peculiarità dei vitigni locali. Ogni tappa del sentiero ha un tema preciso: dall’incontro tra uomo e natura, alla vendemmia e Bolzano, città del vino.

Il Sentiero del Vino Rebe si propone come un simbolo della sinergia tra turismo e agricoltura, un invito a rallentare il ritmo e a lasciarsi trasportare dalla bellezza del Renon, dai profumi della terra e dalle storie che solo il vino sa raccontare.

Una base ideale per scoprire il Sentiero del Vino Rebe e l’autunno dorato sull’Altipiano del Renon è il Parkhotel Holzner che accoglie gli ospiti nell’atmosfera senza tempo della struttura che affonda le proprie radici nel 1908. E proprio l’anno della fondazione dà il nome al ristorante stellato diretto dallo Chef Stephan Zippl. La struttura vanta 15 categorie di camere, distribuite tra la storica casa principale e la sua parte più contemporanea, mantenendo un profondo rispetto per l’ambiente. Situato all’arrivo degli impianti di risalita che in un quarto d’ora collegano Bolzano al suo Altipiano, luogo privilegiato di villeggiatura per i bolzanini, il Parkhotel Holzner sulla stazione del trenino che, grazie al suo approccio “slow” (viaggia a30 chilometri orari) regala un punto di osservazione esclusivo per il foliage d’autunno e permette di raggiungere numerosi sentieri escursionistici che conducono agli angoli più belli del soleggiato altipiano.




Natale: film e vini per un pairing ideale

Divano, plaid con un gatto accoccolato sopra e streaming per gustare i classici delle Feste. Tutto è pronto per le oziose serate da trascorrere durante le festività di Natale, meglio ancora se sorseggiando un vino dal pairing ideale, almeno sulla carta, con il film trasmesso sullo schermo. Ecco quindi i vini ideale da abbinare ai film di Natale

Nightmare Before Christmas – S.C. 1931 di Bellenda

Cos’è il Natale? È la domanda che si fa Jack Skeletron, Re delle Zucche della città di Halloween e protagonista di Nightmare Before Christmas. Un brindisi per un Natale fuori dagli schemi è con S.C. 1931 di Bellenda, un metodo classico pas dosé che nasce da uve glera, coltivate nella zona di Carpesica (Vittorio Veneto). Fragrante e aromatico, con bollicine fini e persistenti, S.C. 1931 ammalia il naso con sentori di frutta a polpa bianca e nocciole, di miele d’acacia accompagnati a brioche e torta di mele.

Love actually – Maiolica IGP Terre di Chieti di Cantina Tollo

Dieci storie d’amore si intrecciano  a Londra nelle settimane precedenti al Natale, mentre risuonano le note di Christmas is all around me cantata da una vecchia pop star decaduta.  La pellicola capace di scaldare il cuore e raccontare l’amore, può essere accompagnata dal Maiolica IGP Terre di Chieti di Cantina Tollo, un vino che affonda le radici nel passato, nelle uve dell’omonimo vitigno autoctono solo recentemente riscoperte, e reinterpreta la tradizione abruzzese.  Dal colore rosso rubino tenue, il Maiolica Igp Terre di Chieti presenta sentori di fragola di bosco macerata e lampone. Al palato è elegante, di medio corpo, con tannini setosi ed equilibrati, con una vivace acidità che conduce a un finale lungo e profondo.

Il Grinch – Raboso del Piave di Cecchetto

Il pairing per uno spirito forte. deciso e controcorrente come quello del Grinch è con il Raboso del Piave di Cecchetto. Robusto e deciso, richiede tempo per dare il meglio di sé e per stupire all’assaggio. Dal colore rosso rubino intenso, presenta un bouquet pieno, ampio e gradevole con note di marasca, mora selvatica e viola.

L’amore non va in vacanza – Broy Bianco Collio 2020 di Collavini

 L’amore non va in vacanza è una storia di cambiamenti e nuovi inizi sotto il vischio per cui il pairing perfetto è con un calice di Broy Bianco Collio 2020, un vino strutturato ideale per festeggiare le svolte.  Dal colore giallo paglierino intenso con tenui riflessi verdolini, il blend di Collavini al naso ricorda frutta tropicale matura, miele d’acacia, scorza d’arancia e fiori gialli. In bocca il corpo potente, caldo e morbido è bilanciato da una piacevole freschezza e mineralità.

Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni – LuKont 2020 de Il Conte Villa Prandone

Lo spirito nobile di Clara, protagonista della fiaba dello Schiaccianoci, risuona nel Montepulciano LuKont de Il Conte Villa Prandone. Il nome del vino, che in dialetto marchigiano significa il conte, era infatti il soprannome di Amilcare de Angelis, fondatore della realtà vitivinicola di Monteprandone (Ascoli-Piceno), discendente di una nobile famiglia caduta in povertà. LuKont è un Marche Rosso I.G.P da uve 100% Montepulciano. Sfoggia un intenso color rosso rubino e conquista i sensi con i suoi sentori di liquirizia e frutti di bosco.

La fabbrica di Cioccolato – Enantio Riserva 1865 Prefillossera di Roeno

L’estro e l’eccezionalità di Willy Wonka, il cioccolatiere creato da Roal Dahl, si abbina all’enantio, vitigno autoctono della Terradeiforti. Roeno ha saputo valorizzare la longevità, la robustezza e la resistenza della varietà per creare Enantio Riserva 1865 Prefillossera. Dal profumo profondo e articolato, possente ed elegante al palato, offre aromi in continua evoluzione, dalla complessa trama tannica.

La vita è meravigliosa – Riserva 2009 Pas Dosé di Mosnel

Quando tutto sembra perduto, arriva un angelo senza ali a mostrare al protagonista,  George Bayle, il valore di quanto ha costruito nel tempo. È chi guarda le cose da un’altra prospettiva che vince la sfida. Lo dimostra la Riserva 2009 Pas Dosé di Mosnel, azienda di Camignone (Brescia) che del saper attendere ha fatto la sua cifra distintiva. L’etichetta di Mosnel nasce dalle migliori uve chardonnay, pinot bianco e pinot nero, che regalano un profilo aromatico sfaccettato tra note di brioche al miele, scorze di agrumi, mele gialle in composta, jasmin tea, biscotto al malto e sfumature di frutto della passione.

Mary Poppins – L’EST di Sorelle Bronca

Sospinta da un soffio di vento dall’Est, fa la sua entrata nell’immaginario collettiva Mary Poppins. L’Est si ritrova anche in L’EST Brut di Sorelle Bronca, un Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg nasce dai vigneti che si trovano sul versante di Conegliano, dove il terreno ricco di ferro dona al vino note fresche e floreali. Al naso il bouquet ricorda il glicine, l’acacia e la mela verde. Fresco, elegante e di grande piacevolezza armonica, è caratterizzato da un’equilibrata acidità e una buona sapidità.

Una Poltrona Per Due – Torcolato di Cantina Maculan

Trasmesso interrottamente dal  dal 1997 per Natale, Una Poltrona Per Due  può essere ritenuto intramontabile come  il Torcolato di Cantina Maculan, passito da sola uva vespaiola. Di color giallo dorato brillante, al naso rivela un bouquet che vira dalle note di miele a quelle floreali, per passare alla vaniglia e a legni nobili. In bocca è dolce e pieno, dimostrando un eccellente equilibrio fra acidità e zuccheri.