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Salisburgo a tutto jazz

Il vento autunnale soffia tra le strade di Salisburgo, portando con sé le prime note del “Jazz and the City”, il Festival che, dal 24 al 26 ottobre, con  120 artisti attesi in venti location, trasforma la città di Mozart e della famiglia Von Trapp di “Tutti insieme appassionatamente” in un palcoscenico a cielo aperto. L’assenza di un unico luogo di spettacolo e l’ingresso libero sono elementi che invitano a un percorso di scoperta, dove la musica si fonde con l’ambiente circostante, rivelando aspetti e angoli nascosti di Salisburgo.

Il Festival “Jazz and the City” è un Festival che si basa sull’idea di concerti gratuiti distribuiti in luoghi non convenzionali e angoli insospettati: chiese barocche, cortili storici, gallerie d’arte, persino negozi e ristoranti diventano palcoscenici improvvisati. Il programma del “Jazz and the City” è un mosaico di concerti distribuiti in circa 25 luoghi diversi di Salisburgo. La formula è quella di concerti brevi, di circa 45 minuti, che si alternano tra le 18:00 e la mezzanotte. Questo permette al pubblico di muoversi da un luogo all’altro, componendo il proprio itinerario musicale L’ingresso libero è una scelta precisa, pensata per abbattere le barriere e rendere la musica accessibile a tutti, invitando le persone a passeggiare per le strade, a scoprire nuovi spazi e a lasciarsi sorprendere dalle performance.
Il programma del “Jazz and the City” è una vetrina di artisti internazionali e talenti emergenti.

La distribuzione dei concerti è tematica e geografica:

  • Venerdì, 24 ottobre: Il Ritorno alle Radici. La serata si concentra sul jazz più tradizionale e sulle sue derivazioni. Le esibizioni si svolgono principalmente nelle chiese del centro storico, come la Kollegienkirche (Chiesa dei Gesuiti) e l’Aula della Università di Salisburgo. Qui, la risonanza acustica e il contesto barocco esaltano le note di ensemble acustici. Il programma prevede esibizioni di quartetti vocali e formazioni strumentali che esplorano il blues e lo swing. Il trio “Thelonious Monk Legacy” si esibirà nella Kollegienkirche, riproponendo i brani del pianista, mentre il coro a cappella “Vocal Jazz Project” terrà una performance nell’Aula Universitaria.
  • Sabato, 25 ottobre: Sperimentazione e Fusioni. Il secondo giorno è dedicato a sonorità più contemporanee e alle contaminazioni. I palcoscenici sono allestiti in luoghi meno convenzionali: la galleria d’arte del Museum der Moderne sul Mönchsberg, il cortile interno del Felsenreitschule (la scuola di equitazione di roccia), e vari bar e ristoranti della città vecchia. L’esibizione del gruppo di jazz-rock “Elephant9” è prevista al Museum der Moderne, un luogo che offre un panorama serale sulla città e crea un contrasto tra l’arte moderna e la musica. Successivamente, il duo di musica elettronica “Synthsoul” si esibisce nel cortile del Felsenreitschule, sfruttando la particolare acustica.
  • Domenica, 26 ottobre: Grand Finale e Jam Sessions. La giornata conclusiva vede un mix di generi e si conclude con sessioni improvvisate. La Residenzplatz ospita un palco all’aperto per un concerto più grande, mentre diversi locali più piccoli, come il Jazzit Musik Club, rimangono aperti fino a tarda notte per le jam session, dove artisti del festival e musicisti locali si incontrano per suonare insieme. Tra le esibizioni principali è attesa quella del pianista Brad Mehldau sul palco di Residenzplatz dove presenta il suo repertorio che fonde jazz, rock e pop.

L’esperienza del festival è completata dai “Jazz & Dine”, cene a tema che combinano un pasto in un ristorante storico con esibizioni di musicisti jazz, e dai “late-night sessions”, dove la musica continua in un’atmosfera più intima.

Salisburgo anche d'autunno
A Salisburgo per il Festival Jazz & The City
Blick auf die Festung Hohensalzburg und der Altstadt.
Immagine trasmessa e su concessione di Austria Tourism

Non solo Jazz a Salisburgo  Il “Jazz and the City” è l’occasione per vivere Salisburgo in una veste diversa. Al di là dei concerti, Salisburgo ha un patrimonio culturale e artistico che la rende la città austriaca una meta ideale per un week end lungo d’autunno. La fortezza di Hohensalzburg, che domina la città dall’alto del Mönchsberg, è un punto di partenza perfetto per iniziare a esplorare la città. Costruita nel 1077, è una delle fortezze medievali più grandi e meglio conservate d’Europa. La salita con la funicolare permette di godere di una vista panoramica che spazia sui tetti della città e sul fiume Salzach, mentre all’interno  si visitano le “sale dei Principi” con i soffitti in legno intagliato, il museo della fortezza che racconta la storia militare, e il museo delle marionette. Il panorama dal balcone panoramico offre una vista a 360° sulla città e le Alpivale da solo la visita.

La città vecchia, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, è un labirinto di vicoli lastricati e piazze storiche. La Getreidegasse, con le sue insegne in ferro battuto, è una via iconica che ospita la casa natale di Mozart. Qui si può visitare il museo dedicato al compositore e ammirare strumenti, partiture e oggetti personali. La Residenzplatz e la Domplatz,  sono il cuore della città vecchia. Residenzplatz ospita la Residenz, l’ex palazzo dei principi arcivescovi al cui l suo interno si possono ammirare sale sfarzose, dipinti e la Residenzgalerie, una galleria d’arte con opere europee dal XVI al XIX secolo. Domplatz, invece, è dominata dalla Cattedrale di Salisburgo, un imponente edificio barocco sormontato da una cupola affrescata.

Il Mirabellgarten invece è un giardino barocco con fontane e sculture, ideale per una passeggiata rilassante e per ripercorre alcuni dei luoghi in cui è stato girato “Tutti insieme appassionatamente” (The Sound of Music). A pochi chilometri dal centro, accessibile in bus, il Palazzo di Hellbrunn è famoso per le sue sue fontane (Wasserspiele), un sistema di scherzi d’acqua e automi azionati dall’acqua, ideati dal principe arcivescovo Markus Sittikus per intrattenere gli ospiti. Un luogo dove l’umorismo e l’ingegneria del Seicento si incontrano. Per un’escursione più impegnativa, il Gaisberg, una montagna che si erge a est della città, è accessibile sia a piedi che in bus. Dalla sua cima, la vista si estende sulle Alpi e sulla valle del Salzach.

 




Weekend sul Lago Maggiore. Anche a fine estate

Il Lago Maggiore è uno specchio d’acqua che abbraccia Italia e Svizzera e custodisce tesori di fama mondiale e paesaggi indimenticabili. Dalle rocche medievali ai giardini botanici delle Isole Borromee, ogni angolo racconta una storia diversa. Le eleganti cittadine che punteggiano le sue rive offrono un perfetto equilibrio tra cultura e relax, tradizione e raffinatezza culinaria. Qui secoli di storia prendono forma in castelli, ville e giardini di rara bellezza, rendendo il Lago Maggiore una meta ideale anche per un week end anche di fine estate.

Il viaggio inizia a Sesto Calende, antica porta meridionale del Lago Maggiore dove il fiume Ticino incontra le acque lacustri. L’Abbazia di San Donato accoglie i visitatori con i suoi preziosi affreschi romanici dell’XI secolo, mentre il Museo Civico Archeologico svela i segreti della Cultura di Golasecca, una delle più antiche civiltà padane dell’Età del Ferro. Per una pausa rigenerante, una passeggiata sul lungolago fino al Ristorante del Lido è in grado di appagare tutti i sensi.
Proseguendo verso nord, Angera sorprende con la sua imponente Rocca Borromea, uno dei castelli medievali meglio conservati d’Italia. Oltre agli splendidi affreschi della Sala di Giustizia, la Rocca di Angera ospita il sorprendente Museo della Bambola e del Giocattolo, mentre dalle sue torri si gode una vista panoramica che abbraccia tutto il lago fino alle Alpi. La giornata sul Lago Maggiore  si conclude in bellezza a Ranco, dove il  Ristorante Il Sole, tempio della cucina lacustre, guidato dalla famiglia Brovelli, propone piatti ricercati in una location da sogno: una terrazza panoramica dove il lago e le montagne diventano il sipario perfetto per una cena stellata.

Il tour del Lago Maggiore può proseguire con una tappa a Stresa da cui ci si può imbarcare per le tre Isole Borromee, dove un’intera giornata trascorre fin troppo velocemente tra gioielli architettonici e botanici di fama mondiale. All’Isola Bella si visita  il palazzo barocco dei Borromeo e i suoi giardini all’italiana a terrazze, un capolavoro di scenografia paesaggistica. All’Isola Madre si passeggia nel più grande giardino botanico del lago, dove pavoni, fagiani e pappagalli vivono liberi tra piante esotiche secolari. Mentre l’Isola dei Pescatori,  l’unica abitata tutto l’anno, è il posto perfetto per scovare, passeggiando locali e case di pescatori, la trattoria migliore dove fermarsi per assaporare il pesce di lago

Un week end lungo sul Lago Maggiore non può non prevedere una sosta a Verbania dove visitare i Giardini Botanici di Villa Taranto, considerati tra i più spettacolari d’Europa. In 16 ettari si susseguono oltre mille specie vegetali non autoctone, dalle ninfee giganti agli aceri giapponesi, in un tripudio di colori e profumi che cambia con le stagioni. Prima di tornare alla routine quotidiana, vale la pena fermarsi Ristorante La Rampolina di Campino, una terrazza panoramica sospesa sulle acque del Golfo Borromeo dove la cucina moderna dello chef valorizza i prodotti del territorio.




L’autunno segreto di Budapest

Budapest è una città che si svela a chi sa attendere. Il vero volto della capitale ungherese emerge con discrezione quando le masse turistiche estive si diradano e l’aria si fa più frizzante. È in autunno che Budapest  rivela il suo lato più autentico e sorprendentemente accessibile.
In autunno ci si rifugia ancora più volentieri nei caffè storici della capitale ungherese come il raffinato Café Gerbeaud, dove il tempo sembra rallentare tra dolci della tradizione e arrendi antichi. I piatti tradizionali, ricchi e sostanziosi come Gulyásleves, la zuppa di carne e verdure, tornano protagonisti con la fin dell’estate, mentre i mercati coperti, come il Grande Mercato Coperto (Nagy Vásárcsarnok), sono un trionfo di colori e profumi. Qui si possono assaggiare, con pochi euro, specialità come il Lángos (una focaccia fritta guarnita con panna acida e formaggio) o il dolce tradizionale Kürtőskalács. E per la serata i “ruin bars” (romkocsma) del Distretto Ebraico, come lo Szimpla Kert, non perdono il loro fascino.

Il colore dell’autunno sul Danubio

Il primo, impalpabile motivo per visitare Budapest in autunno è l’atmosfera. I viali alberati di Andrássy út, una volta percorsi da nobili e artisti, si tingono di sfumature calde, dal giallo ocra al rosso mattone. Il Danubio, che divide Buda e Pest, riflette un cielo spesso terso e i palazzi si accendono al tramonto di una luce ambrata. A differenza della vivace estate, l’autunno offre un ritmo più contemplativo. È il momento perfetto per una passeggiata lungo la sponda di Pest, dal Parlamento fino al Ponte delle Catene, osservando i locali che tornano alle loro abitudini quotidiane, lontani dal trambusto estivo. Lungo le rive del Danubio poi le aree attrezzate per picnic e barbecue permettono di godersi in compagnia gli ultimi raggi di sole.
Una mini crociera sul Danubio permette poi di ammirare la città con un’atmosfera e una luce ancora più suggestiva in autunno. Per una serata perfetta si può poi decidere di cenare a bordo, magari con accompagnamento musicale.

Budapest in autunno
Immagine trasmessa e su concessine di Visit Hungary tramite hopscotch

Oltre i “must-see”

Il Parlamento, il Castello di Buda, magari includendo una visita al suo un labirinto sotterraneo, il Budavári Labirintus, protagonista di miti e leggende, il Museo di Belle Belle Arti con opere di El Greco, Goya e Rembrandt, il Bastione dei Pescatori e Piazza degli Eroi dove si celebrano i mille anni della conquista magiara e la resistenza ungherese contro il regime sovietico del 23 ottobre 1956, sono punti fermi di ogni itinerario. Così come una pausa rigenerante alle Terme Széchenyi (ingresso circa 25 euro) celebri per le eleganti architetture neobarocche. Immergersi nelle piscine esterne di acqua calda nell’aria frizzantina autunnale è un vero piacere sensoriale. E

Ma il vero fascino di Budapest in autunno sta nei luoghi meno battuti.

A iniziare dal Parco della Statua (Memento Park), un parco situato a circa dieci chilometri dal centro dove sono raccolte le statue e i monumenti dell’era comunista ungherese rimossi da Budapest dopo il 1989. È una testimonianza tangibile di un passato non troppo lontano e un viaggio nella memoria collettiva. L’ingresso costa circa sette euro.

A rivelarsi inaspettatamente interessante è anche Cimitero di Kerepesi (Fiumei Úti Sírkert), un museo monumentale dove riposano figure chiave della storia, come Lajos Kossuth e Endre Ady, e le tombe, in stile Art Nouveau e neogotico, sono vere opere d’arte. L’autunno, con le sue foglie cadute e i viali silenziosi, esalta la malinconia e la solennità del luogo. Un luogo di pace e riflessione storica con ingresso gratuito.

Per una pausa nel verde l’Isola Margherita (Margit-sziget) è perfetta. L’isola, situata nel mezzo del Danubio, tra il Ponte Margherita e il Ponte Árpád, è pedonale, facilmente accessibile (a piedi, in autobus con la linea 26 che la percorre tutta o in tram, linee 4 e 6, che si ferma alla fermata del Ponte Margherita) e lunga circa 2,5 km. Se in estate l’isola è un luogo di ritrovo per godere del fresco, in autunno rivela il suo lato più romantico con gli alberi secolari che si tingono di sfumature dorate, arancioni e rosse, creando un paesaggio fiabesco. Ci si può fermare alla Fontana Musicale, all’ingresso Sud, per ammirare lo spettacolo di giochi d’acqua, luci e musica; esplorare le rovine di un convento dominicano dove visse la principessa Margherita d’Ungheria (a cui l’isola deve il nome), che si fece monaca nel XIII secolo, visitare il piccolo zoo con daini, pavoni e anatre e scoprire, nella parte settentrionale dell’isola, il Giardino Giapponese, un piccolo angolo di tranquillità con laghetti, cascate artificiali, ninfee e piante nane. È un luogo perfetto per meditare o semplicemente per godere della natura.

Uscendo per una manciata di chilometri da Budapest (ma raggiungibile anche con il treno suburbano HÉV, linea H8) infine il Palazzo Reale di Gödöllő si rivela particolarmente romantico in autunno. La visita guidata costa circa dieci euro e permette di scoprire dettagli sulla vita di Sissi e Francesco Giuseppe, oltre a offrire uno spaccato della storia dell’Impero Asburgico.

 




Pensieri stupendi a Modena

Pensieri stupendi a Modena, ma anche a Carpi e a Sassuolo, dove dal 19 al 21 settembre va in scena la 25° edizione del festivalfilosofia  dedicato quest’anno alla Paideia, parola greca che rinvia all’educazione e alla formazione dell’uomo.  Più di cinquanta lezioni magistrali di protagonisti della scena culturale italiana e internazionale, oltre a mostre e installazioni, spettacoli dal vivo e concerti, giochi e laboratori, film e cene filosofiche con menù dedicati nelle tante osterie del territorio, per una tre giorni di Festival che, per l’occasione, cambia il volto di Modena, Carpi e Sassuolo con piazze, cortili, centri storici e siti monumentali che divengono spazi aperti, comuni e diffusi di formazione e di conversazione grazie agli oltre duecento eventi gratuiti. Il festivalfilosofia permette quindi di esplorare i grandi interrogativi esistenziali, allenare il pensiero critico e creativo, riappropriarsi dei luoghi comuni con uno sguardo nuovo e riscoprire il piacere del dialogo autentico, ed è una occasione di viaggio ideale per scoprire Modena, capitale del Ducato d’Este, e i suoi dintorni, un territorio ricco di storia, tradizioni ed eccellenze.

Festivalfilosofia a Modena
Foto: Cinzia

Tra una presentazione e un evento si passeggia tra le dimore storiche delle tre città del Festival: Palazzo Ducale di Modena (sede dell’Accademia Militare); il Palazzo Pio di Carpi che ospita i musei del borgo e il Palazzo Ducale di Sassuolo luogo di “delizia” della famiglia d’Este dotato persino di una pescheria, il cosiddetto “Fontanazzo”; si visita la millenaria Abbazia di Nonantola nell’omonima frazione a nordest del capoluogo; ci si perde nei borghi medievali dei dintorni come la vicina Castelvetro; si esplorano le colline dei dintorni punteggiate da rocche come il Castello di Levizzano Rangone,  quello di Montegibbio, la Rocca di Vignola e il vicino Palazzo Contrari-Boncompagni dove ammirare la scala a chiocciola progettata da Jacopo Barozzi.

L’attenzione a Modena non può che convergere sulla Cattedrale progettata dall’architetto Lanfranco nell’XI secolo che, insieme a Piazza Grande e alla torre pendente Ghirlandina, è stata dichiarata Patrimonio Unesco nel 1997.  Da non perdere i bassorilievi di Wiligelmo sulla facciata che narrano storie bibliche, di santi, cicli delle stagioni, miti e favole. Sulla porta della Pescheria si trova persino il ciclo di racconti di Re Artù raffigurato decenni prima dei stessi testi  di Goffredo di Monmouth. E, proprio a pochi passi dal Duomo di Modena, ironia della sorte, hanno avuto origine le figurine Panini a cui è dedicato un apposito museo a Palazzo Santa Margherita e una piccola scultura murale che riprende la rovesciata di Carlo Paola, simbolo della Panini. Sempre in Piazza Grande è interessante visitare il Palazzo Comunale, sede del Municipio fin dall’epoca Medievale dove, nelle sale storiche, è custodita sotto stretta sorveglianza la Secchia Rapita frutto di una disputa con Bologna. Nei week end su prenotazione si può anche salire nei sottotetti del Municipio e visitare (a 5 euro) l’Acetaia Comunale che custodisce tre batterie curate dalla Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Spilamberto.

A Modena per il giorni del festivalfilosofia
Foto: Cinzia

Ma Modena è anche la capitale della Motor Valley emiliana. Qui è nato Enzo Ferrari, il Drake, patron della Ferrari a cui sono dedicati musei (a iniziare dal Museo Enzo Ferrari, progettato da Jan Kaplický, che oltre alla casa natale del fondatore del Cavallino Rampante ospita uno spazio espositivo), ristoranti e piatti. A pochi chilometri di distanza, a Maranello, il Museo Ferrari racconta invece l’evoluzione tecnica e stilistica del marchio. Sempre  a Modena gli stabilimenti Maserati propongono tour guidati. In meno di mezz’ora di auto si possono poi scoprire le supercar Pagani a San Cesario sul Piano, il museo Lamborghini di Sant’Agata Bolognese e il museo Bugatti a Campogalliano.

Da non perdere un tour dei sapori. Modena è infatti una delle capitali dell’enogastronomia italiana tanto da ospitare in città e nei dintorni appositi musei dedicati alle porpie eccellenze come quelli del Balsamico Tradizionale di Spilamberto, della Salumeria Villani a Castelnuovo Rangone, del Rosso Graspa a Castelvetro o la Galleria Chiarli dedicata al Lambrusco presso la Tenuta Cialdin.




Franciacorta in festa a settembre

Il Festival in Cantina, in programma nel weekend del 19-21 settembre, è l’occasione ideale per visitare la Franciacorta, terra che dà il nome al noto vini  rifermentati in bottiglia con il Metodo Classico, è fra le zone italiane più amate dagli enoturisti. Le sue colline sono punteggiate da borghi e castelli, abbazie e ville patrizie, prestigiose cantine: vi si snoda la Strada del Franciacorta(www.franciacorta.wine) che prende il via dal centro di Brescia e arriva sulle sponde del Lago d’Iseo.

Week end in Franciacorta per il Festival in cantina
Immagine trasmessa e su concessione di Ufficio Stampa Agorà

In occasione del Festival in Cantina, le cantine partecipanti accolgono gli ospiti con eventi originali e visite guidate con degustazione. La kermesse propone eventi coinvolgenti e una ricca offerta di iniziative dedicate all’intrattenimento e all’approfondimento enogastronomico e culturale. Un appuntamento adatto a tutti: dagli enoappassionati, che possono partecipare a degustazioni a tema, agli amanti del buon cibo, che godono delle gustose proposte di ristoratori locali e chef, tra tradizione e innovazione. Ampio spazio viene dedicato agli sportivi, che possono avventurarsi tra i vigneti e le colline facendo trekking e percorrendo itinerari a piedi o in bicicletta, così come alle famiglie che hanno la possibilità di divertirsi con iniziative ludiche e pic-nic nella natura. Non c’è poi occasione migliore per perdersi tra i molteplici luoghi di interesse storico artistico che costellano la Strada del Franciacorta, dai monasteri ai piccoli musei, o per pedalare lungo i percorsi cicloturistici tracciati fra vigneti e borghi.




Lisbona vista dal Tago

Vedere Lisbona dal fiume Tago non ha prezzo. Esplorare Lisbona dal Tago è un modo per connettersi con la sua anima marittima, scoprendo una città che ha saputo guardare al futuro senza mai dimenticare il suo glorioso passato. Il Tago è una componente essenziale dell’identità storica, culturale ed economica della capitale portoghese e poter scoprire Lisbona dall’acqua significa poterla vivere da un punto di vista sorprendente, comprenderne la storia e goderla nella luce del tramonto. Una crociera sul Tago offre una prospettiva unica e indimenticabile, permettendo di ammirare le colline, i monumenti e i quartieri storici da un punto di vista privilegiato. Ogni curva del fiume rivela una nuova meraviglia, un pezzo di storia che si fonde con la modernità.

Il molo Punto di partenza per queste avventure fluviali è la Estação Sul e Sueste / Doca da Marinha un’area completamente rinnovata che unisce architettura storica a un moderno spazio espositivo dedicato al fiume Tago. Da questo molo è possibile partire per un tour a bordo di una delle 23 barche tradizionali che solcano il fiume ma si può anche decidere di fermarsi per un aperitivo in uno dei dei due bar con terrazza panoramica o passeggiare ammirando l’estuario del fiume.

Il Quartiere di Belém, la culla delle grandi scoperte La tappa più  iconica, è senza dubbio il quartiere di Belém. Qui, dove il Tago si apre sull’Oceano Atlantico, è il luogo da cui partirono i grandi esploratori come Vasco da Gama. Dal fiume, la vista della Torre di Belém è particolarmente suggestiva.  A poca distanza, si erge il Padrão dos Descobrimentos (Monumento alle Scoperte), una caravella scolpita in pietra che celebra i navigatori portoghesi. Da qui, l’imponenza del Mosteiro dos Jerónimos (Monastero dei Geronimiti) si rivela in tutta la sua magnificenza, un capolavoro del gotico manuelino.

Ponte 25 de Abril, un’icona Moderna Navigando verso il centro, si incontra un’altra icona di Lisbona: il Ponte 25 de Abril. Con la sua struttura in acciaio, che ricorda in modo impressionante il Golden Gate Bridge di San Francisco, il ponte è una meraviglia dell’ingegneria moderna. Il suo colore rosso e l’imponenza che si staglia contro il cielo azzurro sono un’immagine che non si dimentica. Passarci sotto con l’imbarcazione regala una sensazione di grandezza e di potenza. Da non perdere l’occasione di scattare una foto indimenticabile al ponte e sul lato di Almada, alla statua del Cristo Rei che, con le braccia aperte, domina la scena.

L’Alfama, Il Cuore Antico di Lisbona Proseguendo, il paesaggio cambia. Le grandi strutture moderne lasciano il posto ai tetti rossi e alle facciate colorate dell’Alfama, il quartiere più antico di Lisbona che ne racchiude l’anima del fado e le tradizioni più autentiche . Dalla barca, si può ammirare il dedalo di vicoli che si inerpica sulla collina, con le case che sembrano ammassarsi l’una sull’altra. Qui, si scorge il Castello di São Jorge, che domina la città dall’alto, e la maestosa Sé de Lisboa (Cattedrale di Lisbona), con le sue torri imponenti.

Il Parco delle Nazioni: La Lisbona del Futuro L’ultima tappa di questo viaggio fluviale porta nel Parque das Nações (Parco delle Nazioni), l’area che ha ospitato l’Expo ’98. Questa zona è un esempio perfetto di riqualificazione urbana, dove ex aree industriali si sono trasformate in un quartiere moderno e vivace. Qui si trovano l’Oceanário de Lisboa, uno degli acquari più grandi d’Europa, e la Gare do Oriente, una stazione ferroviaria dall’architettura avveniristica firmata dall’architetto Santiago Calatrava.

 

Lisbona dal fiume
Cais das Colunas immagine trasmessa e su concessione di
Ufficio stampa Turismo de Lisboa Tramite AIGO Credit LisboaSecreta

I musei galleggianti di Lisbona  La Fragata D. Fernando II e Glória è un simbolo del glorioso passato marittimo del Portogallo. Ultima nave interamente a vela della Marina lusitana, un tempo impegnata sulla rotta tra il Portogallo e l’India, è oggi un museo galleggiante che riporta i visitatori nell’atmosfera del XIX secolo. I suoi interni, accuratamente restaurati, raccontano la vita di bordo e l’epopea marittima del Paese.

Salire sul Varino Liberdade significa vivere un autentico viaggio tra turismo naturalistico, fluviale e culturale. Costruito nel 1945 e restaurato nel 1988, oggi opera come “museo navigante”, offrendo crociere tra marzo e ottobre attraverso la Riserva Naturale dell’Estuario del Tago, un’area di straordinaria bellezza paesaggistica e di grande valore ecologico, ideale per chi desidera unire natura e cultura in un’unica esperienza.

Cais das Colunas, nel cuore di Terreiro do Paço Il percorso lungo il Tago non può che condurre al Cais das Colunas, nel cuore di Terreiro do Paço, storicamente l’ingresso più simbolico di Lisbona. Con le sue scalinate di marmo che scendono direttamente in acqua e le due colonne che gli danno il nome, questo storico approdo ha accolto nei secoli reali e illustri viaggiatori, diventando un simbolo di accoglienza e rappresentanza. Oggi è uno dei luoghi più scenografici per contemplare il fiume e godere della magia del tramonto.




Tempo di canederli a Vipiteno

Tempo di canederli a Vipiteno. In questo borgo medievale,  tra i più belli d’Italia grazie alle case dai colori vivaci, agli stretti vicoli e agli antichi portici, l’estate si chiude con una tavolata di 400 metri allestita proprio nel centro storico con settanta piatti di canederli tra cui scegliere. L’occasione ideale per un week end in Alto Adige facendo base in questo storico crocevia tra Mediterraneo, Alpi ed Europa centrale. A Vipiteno le vacanze combinano l’esplorazione delle montagne, gli sport outdoor, ma anche una visita culturale, una giornata di shopping, un aperitivo tra le vie del centro dominato dalla Torre delle Dodici e da un’imponente corona di montagne.

Canederli a Vipiteno
Tavolata di 400 metri metri nel centro storico di Vipiteno Foto trasmessa e su concessione di Web&Media

La Sagra dei canederli, piatto tra i più evocativi dell’Alto Adige, è fissata come da da tradizione per la seconda domenica di settembre. Appuntamento quindi il  14 settembre dalle 11 alle 18 nel cuore di Vipiteno per decidere i preferiti tra i canederli  in brodo o quelli allo speck passando da quelli ai funghi, alle erbe, al formaggio e poi quelli dolci all’albicocca o al torrone.

Fanno da corollario a questa iniziativa, organizzata dalla Società cooperativa Vipiteno – Val di Vizze – Campo di Trens e dai ristoratori partecipanti, esibizioni musicali in varie location tra Città Vecchia, Città Nuova e Piazza Città. Anche sul Monte Cavallo si festeggia la Sagra dei Canederli con degustazioni organizzate nei rifugi in quota.




Appuntamento sulle Langhe per la Mangialonga

Meglio non prendere impegni per il 31 agosto. Tra i vigneti di La Morra (Cuneo) si svolge infatti la 37° edizione della Mangialonga, un percorso di quattro chilometri che alterna la bellezza dei paesaggi ai sapori della tavola delle Langhe accompagnati dai vini delle cantine locali. Si cammina in compagnia e ci si ferma nelle varie tappe previste dalla Mangialonga per assaporare il meglio delle Langhe.

L’occasione è perfetta per organizzare un week end in Piemonte per scoprire le Langhe, territorio riconosciuto patrimonio Unesco.  La Morra è una terrazza sulle Langhe e lega il suo nome a eccellenze enogastronomiche figlie di tradizioni antiche e a grandi vini quali Barolo, Barbaresco e Nebbiolo.

Solo a vederlo il menù della 37° edizione della Mangialonga fa venire l’aquilina in bocca.
Quest’anno in tavola è previsto:

Aperitivo
Prodotti tipici di Langa
I nostri vini bianchi

Antipasto
Salumi nostrani e lardo
Dolcetto d’Alba DOC

Primo
Ravioli burro e salvia
Barbera d’Alba, Nebbiolo d’Alba e Langhe DOC

Secondo
Bocconcini di vitello al Barolo (carne piemontese certificata Macelleria Garello) con polenta grigliata (Mulino Sobrino).
Barolo DOCG dei Produttori di La Morra

Formaggi
Selezione di formaggi delle Vallate Cuneesi
Barolo DOCG dei Produttori di La Morra

Dolce
Torta di Nocciole e prodotti di Giovanni Cogno
Moscato d’Asti DOCG

Caffè
Caffè dei piccoli produttori
Torrefazione di La Morra

Gelato
della Gelateria Strada (Cherasco)

Il biglietto per partecipare alla Mangialonga per gli adulti costa 60 euro, ma per i gruppi sono previste agevolazioni.




A Bressanone per scoprire l’eredità rivoluzionaria di Gaismair

Un week end lungo è l’ideale per scoprire a Bressanone, Brixen, e dintorni l’eredità rivoluzionaria di Michael Gaismair a cinquecento anni dalla lotta intrapresa dall’eroe pioniere della giustizia sociale, per rivendicare, già nel 1525, l’uguaglianza davanti alla legge, la redistribuzione della ricchezza, l’abolizione dei privilegi della nobiltà e del potere secolare della Chiesa, l’elezione di giudici e pastori, le tasse alla Chiesa solo per la cura pastorale, il servizio di leva solo perla difesa del territorio, la rappresentanza politica di tutta la popolazione.

All’epoca, Bressanone era un centro del potere spirituale e secolare esercitato dai principi-vescovi che vi risiedevano. Gaismair, di famiglia benestante , era scrivano al servizio del principe vescovo di Bressanone. A influire sulla sua scelta di ribellione furono da un lato la crescente diffusione anche in Tirolo delle idee della Riforma protestante ed dall’altro le tematiche di radicalismo sociale protestante ad essa collegate che avevano preso vita nel 1524 nella Foresta Nera, in Assia e in Turingia. La rivolta dei contadini in Tirolo inizia a Nord di Bressanone ad aprile del 1525 quando un gruppo di contadini armati libera il ribelle Peter Passler. A metà maggio del 1525 anche l’Abbazia di Novacella viene saccheggiata e proprio qui Gaismair è eletto Feldhauptmann, comandante della rivolta, leader dai contadini di cui raccoglie le rivendicazioni. Nessuna fu realizzata e la rivolta fu sedata nel sangue. “Ribellione!” è il titolo della mostra a Castel Sant’Angelo di Novacella. L’esposizione, fino al 31 ottobre, mette in scena gli eventi del 1525 e mostra l’attualità delle le rivolte contadine. Alla rivolta contadina del 1525 è dedicata anche una mostra “Irruzione, Sovversione, Rinnovamento” al Palazzo Vescovile di Bressanone.  Ma sono oltre trenta museali  gli appuntamenti complessivi previsti per celebrare gli eventi del 1525 nella regione.

Il maso della famiglia Gaismar si trova a Ceves, Tschöfs, poco sopra  Vipiteno, Sterzing, nell’alta valle dell’Isarco. In zona si può percorrere il Gaismairweg, un itinerario storico-escursionistico che si snoda ad anello per circa 13 chilometri. Per immergersi nella cultura dell’epoca è possibile organizzare un tour tra masi e dimore storiche come i masi  Strasserhof, il Pacherhof e il Griesserhof di Novacella; Castel Campan, a Sud di Bressanone, e il Burgerhof Messner, a Nord di Bressanone; e per finire Bioland-Kircherhof,  Bioland-Schnagererhof, il Bioland-Frötscherhof e il Bio-Bauernhof Widmannhof.

Nonostante al lato pratico le richieste raccolte tra i contadini da Gaismair non portarono ad alcun risultato concreto, l’eredità di questo spirito ribelle e utopista respirarsi a Bressanone dintorni. Nei secoli successivi infatti la consapevolezza della comunità contadina è diventata sempre più forte, tanto che oggi i contadini in Alto Adige sono considerati “custodi e modellatori del paesaggio”, capaci di portare avanti tradizioni secolari, con uno sguardo aperto all’innovazione.

 




A San Lorenzo l’Italia celebra la Notte dei Desideri

La Notte di San Lorenzo rappresenta una delle tradizioni popolari più radicate d’Italia, intrecciando astronomia, folklore e tradizione. Il culto di San Lorenzo diacono, martirizzato nel 258 d.C. su una graticola rovente per ordine dell’imperatore Valeriano, si è sovrapposto nel tempo all’osservazione delle stelle cadenti, creando quella che è divenuta la “notte dei desideri”. Quest’anno le “stelle cadenti”, sciame di meteore delle Perseidi, avranno il picco intorno all’11-12 agosto con ben cento meteore avvistabili all’ora in direzione della costellazione di Perseo ad est, ma la tradizione anticipa i festeggiamenti con appuntamenti enogastronomici e culturali diffusi su tutta Italia.

Il rito tradizionale prevede di uscire all’aperto nella notte del 10 agosto per osservare le “lacrime di San Lorenzo”, esprimendo un desiderio per ogni stella cadente avvistata. Secondo la tradizione popolare, le meteore rappresenterebbero le lacrime versate dal santo durante il suo martirio, e ogni desiderio espresso mentre si osserva una “stella cadente” avrebbe la possibilità di realizzarsi.

Dalle spiagge ai borghi medievali, dai parchi naturali agli osservatori astronomici, sono tantissimi gli eventi organizzati per l’occasione, per godere dell’atmosfera magica della Notte dei Desideri. Eccone alcuni.

Calici di Stelle Sono numerosi gli eventi previsti proprio nella notte dei desideri dal palinsesto di Calice di Stelle, l’evento che unisce vino, stelle e convivialità su tutto il territorio italiano tra il 25 luglio e il 24 agosto.
Tra i tanti eventi previsti, a Montepulciano le vie del centro si vestono a festa nella notte di San Lorenzo con degustazioni di Rosso di Montepulciano Doc e Vino Nobile di Montepulciano Docg, prodotti tipici locali, musica, spettacoli ed esibizioni. Sempre in Toscana sono n programma eventi Calici di Stelle per la Notte dei Desideri anche a Castellina in Chianti (camminata sotto il cielo stellato, aperitivo, dj set e degustazioni per le vie del borgo); Castiglione d’Orcia (degustazione in abbinamento ai piatti della tradizione, concerti e spettacoli); Certaldo; Pitigliano; Poggibonsi; Suvereto e Vinci.
La notte di San Lorenzo alza i calici anche in Umbria dove sono in programma eventi e degustazioni a Montefalco; Monteleone e Todi
In Lombardia, a  Sondrio, per le vie del centro si degustano con Calici di Stelle Valtellina Nebbiolo, Sforzato e altri vitigni autoctoni in un contesto alpino che garantisce cieli particolarmente limpidi per l’osservazione astronomica.  Si parte dal fascino architettonico di Palazzo Martinengo fino a raggiungere l’eleganza panoramica di Castel Masegra, dove sarà possibile degustare lo Sforzato di Valtellina Docg, simbolo enologico della valle.  In Lombardia, nella notte dei desideri, protagonista è Volta Mantovana con l’appuntamento con la cena Calici di Stelle, mentre in Puglia ad animarsi con degustazioni sono le vie di Sava.
In Piemonte la Notte dei Desideri è celebrata dagli eventi di Calici di Stelle ad Aquiterme e Monleale,.
A Barbarano Vicentino la notte di San Lorenzo si anima con l’iniziativa di Calici di Stelle: per le vie del centro storico sono attese 22 cantine oltre alle aree dedicate alla ristorazione.  Sempre in Veneto la Notte di San Lorenzo si brinda con gli eventi di Calici di Stelle anche a Vazzola.
In Emilia Romagna il 10 agosto Fontanelice dà appuntamento per un percorso di degustazione di vini e prodotti tipici tra vie e terrazze del centro storico con musica ed eventi culturali.

Nelle Marche brindisi, degustazioni e osservazioni astronomiche sono in programma nella Notte di san Lorenzo a Morrovalle e Morro D’Alba, mentre in Abruzzo sono protagonisti Colonnella e Frisa.
In Sardegna la serata del 10 agosto è dedicata dal comune di Sant’Antioco al Carignano, vino tipico del territorio, in abbinamento ai piatti locali che lasciano poi spazio a spettacoli musicali e folkloristici.
Numerose le iniziative di Calici di Stelle anche in Sicilia tra cui si evidenziano a Pantelleria degustazioni con stand di vini e produzioni locali; un percorso di assaggi a Pachino seguito da musica e spettacoli e infine una serata dedicata ai vini dell’Etna a Castiglione di Sicilia.

La notte dei desidei
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Stelle e fuochi di artificio Sono numerose le località che festeggiano San Lorenzo illuminando la Notte dei desideri con fuochi di artificio.
Ecco alcuni degli appuntamenti da non perdere.
A Cervia, si festeggia con la banda cittadina e la tradizionale tombola e San Lorenzo si chiude con una cascata di fuochi d’artificio sulla spiaggia a partire dalle 23, seguita da un bagno in notturna che la tradizione vuole abbia potere terapeutico. Per la notte di San Lorenzo inoltre è prevista l’apertura straordinaria degli stabilimenti di Cervia, Milano Marittima, Pinarella, Tagliata dalle ore 20.00 in poi per cene romantiche, serata in musica, festa e divertimento a piedi nudi sulla sabbia, in attesa dello spettacolo pirotecnico, momento clou della Festa di San Lorenzo.
Sempre in Romagna Il 10 agosto i fuochi d’artificio tornano a illuminare la foce del Savio, punto di incontro tra Lido di Classe e Lido di Savio. Alle 23.00, il cielo si accende e anche Casalborsetti, sulla costa a Nord di Ravenna,  saluta la notte di San Lorenzo con un’esplosione di colori che si sprigionano tra Bagno Oasi e Bagno Molo.

In Lombardia, sul lago di Como gli appuntamenti sono almeno due.  A Mandello sul Lario (Lecco), il giorno di San Lorenzo coincide con la festa patronale che si celebra con tradizionale fiera di San Lorenzo, le suggestive gite sulle tradizionali barche “Lucie”, musica dal vivo e uno spettacolo pirotecnico sul lago previsto per le ore 22.
Notte di festa anche a Colico (Lecco), che celebra la notte di San Lorenzo con musica dal vivo, spettacoli sul lungolago e un suggestivo spettacolo pirotecnico che illumina il cielo stellato dalle 22.30.

In Liguria cresce l’attesa per lo spettacolo piromusicale sul mare a Varigotti, sulle note di Hans Zimmer. Lo show di fuochi d’artificio firmato Setti Fireworks prende vita a partire dalle ore 22 circa presso il Molo presso piazza del Mare.
Sempre in Liguria a San Lorenzo a Mare, si festeggia il patrono con la sagra dedicata, cene all’aperto, musica, balli e uno spettacolo di fuochi di artificio sul mare a partire dalle 22.30, mentre a Cervo sono in programma i giochi di luce a partire dalle 21.30.

In Sicilia gli eventi pirotecnici da non perdere nella Notte dei Desideri sono a Palazzolo Acreide (Siracusa) dove dalle 24 prendono vita spettacoli piromusicali e pirotecnici aerei e a Calamonaci (Agrigento) legati alla festa del Patrono, San Vincenzo Ferreri, che si tiene nella seconda domenica di agosto e quest’anno coincide con la Notte dei desideri. Vale la pena per tempo a Calamonaci per non perdersi le rigattiate, un rito in cui due confraternite del paese (sangiuvannara e sammichilara) gareggiano nel trasportare i simulacri dei santi.

Stelle e Borghi Il Borgo dei Desideri è un’iniziativa dell’Associazione I Borghi più belli d’Italia e coinvolge 120 diverse destinazioni su tutto il territorio uniti dalla presenza all’interno di ciascun borgo di un luogo dove i visitatori possono lasciare i propri bigliettini con i desideri che quest’anno fanno capo al tema “Se io fossi … farei”. Ogni borgo poi propone un programma specifico tra concerti, performance teatrali, mostre e appuntamenti gastronomici.

Tra i tanti in Liguria Cervo celebra la notte di San Lorenzo con un aperitivo e un dj set al tramonto seguito ai giochi di luce in spiaggia. Musica anche a Celle Ligure.
In Veneto, Valeggio sul Mincio apre al pubblico le torri della fortezza scaligera a partire dalle ore 21.00, in occasione della Notte di San Lorenzo, per celebrare la notte più romantica dell’estate e ammirare il cielo da vicino, a caccia di stelle cadenti.
In Lombardia a Sabbioneta si cena di fronte a Palazzo Ducale e la notte si accende con il ritmo di MadJ. È inoltre possibile partecipare a una visita guidata del giardino di Palazzo Giardino, un viaggio nei sogni e nei desideri di Vespasiano Gonzaga che lo ha creato.
A Monteleone d’Orvieto in Umbria sono in programma degustazioni guidate e un percorso di arte acrobatica e musica dal vivo.  Rimanendo in Umbria, Monte Castello di Vibio organizza una cena dei desideri e organizza eventi legali all’astrologia, all’oroscopo e alla mitologia oltre all’osservazione delle stelle con telescopio.
A Neive in Piemonte tra i vicoli del centro storico prendono vita rievocazioni storiche e performance teatrali.
Palazzuolo Acreide, in Toscana, apre invece le porte ad artisti di strada e circensi, mentre a Grottamare Alta, nelle Marche, sono in programma giochi di ruolo.
Sull’Alpe Cimbra, a Luserna, San Lorenzo si trasforma in una giornata dove si intrecciano emozioni, sostenibilità e tradizione. In programma infatti ci sono numerose esperienze nella natura come il trekking guidato per ricoprire il paesaggio e la biodiversità, laboratori creativi e safari fotografici, una cacia al tesoro, musica live, esperienze enogastronomiche e l’immancabile osservazione astronomica.

Osservatori unici. Sono numerosi i luoghi stori e immersi nella natura che per la Notte di san Lorenzo programmano serate speciali dedicate all’osservazione della volta celeste e non solo. Eccone alcuni.

Dal 9 al 12 agosto, il Planetario di Torino propone quattro serate speciali dedicate alle Perseidi, lo sciame meteorico noto come “stelle cadenti”. Il programma permette di approfondire diversi aspetti dell’astronomia con strumentazione professionale e guide specializzate.
Sabato 9 e domenica 10 agosto, alle 20.30, al Monastero di Torba, a Gornate Olona (Varese), si visita il Monastero e cena sotto le stelle.

Sempre il 9 e 10 agosto (ma anche il 6 settembre), Villa Della Porta Bozzolo (Varese) ospita i tre appuntamenti di “Astronomi per una notte”, il ciclo di eventi dedicati dal Fai al cosmo e con l’Osservatorio Astronomico G.V. Schiaparelli del Campo dei Fiori (Varese).  È inoltre possibile organizzare un pic nic sotto le stelle preparato dallo chef Marco Dossi.
A Bergamo Palazzo Moroni apre le porte alle Sere Fai d’Estate, il 9 e 30 agosto per un appuntamento dedicato all’osservazione guidata della volta celeste, a cura degli astrofili e divulgatori scientifici Gianni Locatelli e Luciano Pezzotti.

L’Oasi Lipu Bianello (Reggio Emilia) apre al pubblico la notte di San Lorenzo a partire dalle 20.30 per godere del cielo stellato e non solo. La serata, che inizia nel parco del Melograno e prosegue al castello di Bianello, vuole essere l’occasione per coprire rumori e i suoni della notte.

L’Oasi Lipu Riserva Chiarone a Massaciuccoli (Lucca) apre al pubblico il 10,11 e 12 agosto. Si può passeggiare nella riserva fino a raggiunger l giardino di Villa Ginori e partecipare all’escursione in battello con osservazione guidata del cielo e rientro al Porto di Massaciuccoli.  Su richiesta è infine possibile prenotare una cena con i prodotti tipici del Parco.
L’Oasi Lipu delle Zone Umide Beneventane ha in programma l’osservazione di stelle e pianeti.