Un giallo per l’estate: Ninfee nere di Michel Bussi
di Matteo Cantoni
Infanzia, maturità, senilità. Tre fasi della vita diverse, inconciliabili… o forse no.
Ninfee nere è un romanzo di un autore francese contemporaneo, Michel Bussi: la sua penna affascina con l’intrigante costruzione di gialli che lasciano con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.
L’ambientazione è Giverny, il piccolo borgo francese situato nel dipartimento dell’Eure, nella regione della Normandia, noto per essere il luogo che ha ispirato una delle più importanti produzioni in serie del padre dell’impressionismo, Claude Monet.
E’, infatti, proprio a partire dalla vita e dalle opere del pittore che si snodano e si compiono le vicende.
Nel racconto stesso si possono trovare evidenti tracce impressioniste: i paesaggi descritti come macchie di colore su una tela, le emozioni e i sentimenti dei personaggi che irrompono nelle vicende, ma anche la scientificità dell’approccio alle indagini del vice commissario Sylvio Bènavides rievocano il processo creativo di Monet di fronte alle ninfee del suo stagno.
Il romanzo presenta una caratteristica unica: si può comprendere chi sia il vero protagonista della storia solo dopo la scoperta del colpevole. Fino al momento dello scioglimento finale, il lettore vacilla chiedendosi quale figura sia al centro delle attenzioni dello scrittore: una bambina di nome Fanette che sogna una vita immersa nell’esplosione dei colori del suo “Ninfee arcobaleno”? Il commissario di polizia belloccio e spiritoso, reso irresistibile dai modi guasconi e dalla cultura artistica, ma un po’ anche dal giubbotto di pelle e dalla sua inseparabile Triumph Tiger? La bella e irraggiungibile Stephanie, maestra del paese che ammalia con i suoi occhi ninfea?
Oppure un fantasma, che si aggira indisturbato per le vie della città?
Insomma, capire chi sia il vero protagonista è un compito arduo. Non lo è altrettanto identificare la figura più tenera: Neptune, l’iconico pastore tedesco del paese che accompagna i personaggi nelle loro vicende.
Bussi si serve di una narrazione essenziale, priva di orpelli retorici, capace, però, di intrappolare l’attenzione del lettore creando un effetto di continua suspense, che induce a consumare il romanzo in un fiato. Le descrizioni estremamente evocative e visive, quasi cinematografiche, permettono di calarsi nell’ambiente e divenirne parte.
Ninfee nere può essere letto non solo come un intrigante giallo, ma anche come occasione per accostarsi alla vita e alle opere di Claude Monet. Sono infatti messe in luce molte curiosità e vicende interessanti della biografia dell’artista normanno. La pittura in senso lato è sicuramente il cuore del romanzo, ma concorrono alla buona riuscita della storia anche l’ambientazione, la complessa dinamica delle relazioni tra i personaggi e soprattutto il traffico delle opere, uno dei motori immobili degli eventi.
Ninfee nere è, dunque, un romanzo adatto sia per chi è in cerca di una piacevole lettura da ombrellone, sia per gli affamati di rutilanti thriller la cui soluzione è indecifrabile fino all’ultima pagina, sia per appassionati d’arte desiderosi di godere di una narrazione che coinvolge uno dei pittori più famosi della storia.



