Valtellina in festa per il bicentenario della Strada dello Stelvio
La Strada dello Stelvio compie duecento anni e le celebrazioni (il clou è previsto tra il 5 e il 6 luglio) offrono l’occasione ideale per riscoprire questo angolo di Valtellina tra natura, eventi sportivi, naturalistici, enogastronomici e culturali. Lunga 46,5 chilometri la Strada dello Stelvio conta 88 tornanti e tre gallerie e collega 3 regioni (Lombardia, Alto Adige e Val Müstair). Non solo. Con i suoi 2.758 etri di altezza, il Passo dello Stelvio è il più alto passo automobilistico d’Italia e il secondo in tutta Europa. Nel tempo, il Passo dello Stelvio è divenuto mecca degli amanti del ciclismo su strada, grazie ai tornanti stretti e scenografici che attraversano il Parco Nazionale dello Stelvio (riserva naturale fin dal 1953) e alle imprese di Fausto Coppi durante il Giro d’Italia del 1953. Sebbene la Strada dello Stelvio sia nata per esigenze di tipo commerciale e amministrativo, oggi la Strada dello Stelvio, Regina delle Strade Alpine, è meta prediletta di escursionisti a caccia di scenari paesaggistici mozzafiato, ma anche di siti storici rappresentativi, come i resti dei villaggi della Grande Guerra.
La strada carrozzabile più alta d’Italia La Strada dello Stelvio è considerata la Regina delle Strade Alpine ed è riconosciuta come una delle più belle strade di montagna al mondo. Fu costruita in soli cinque anni dall’ingegnere Carlo Donegani per volontà dell’imperatore Francesco I d’Asburgo che, in seguito al Congresso di Vienna del 1815 e all’inclusione del Regno Lombardo-Veneto nell’Impero austriaco, ritenne necessario costruire una strada che collegasse Milano con Vienna, senza dover passare dalla Svizzera. I lavori di costruzione iniziarono il 26 giugno 1820, partendo dal centro di Bormio e proseguendo verso i Bagni Vecchi. La strada fu inaugurata il 6 luglio 1825 e nel 1831 prese servizio un servizio di diligenza da Milano: in 64 ore si raggiungeva Bormio e in 125 Landeck in Tirolo. Trainata da quattro o sei cavalli, la diligenza, tuttora conservata al Museo Civico di Bormio, poteva trasportare fino a otto persone con i bagagli. All’epoca della sua costruzione, la Strada dello Stelvio rappresentò un’opera di ingegneria civile di assoluta avanguardia. La sua realizzazione comportò lo scavo di gallerie nella roccia, la costruzione di ponti e paravalanghe in legno e l’introduzione di diverse soluzioni innovative e, per quei tempi, inedite.

La Festa Le celebrazioni saranno occasione per evidenziare i vari aspetti e le varie sfumature che la Regina delle Strade Alpine ha assunto durante questi 200 anni ma, anche, per immaginare e progettare, con laboratori dedicati ai giovani, il passo dello Stelvio e l’intero comprensorio di Bormio delle prossime generazioni. La celebrazione ufficiale fissata il 5 e il 6 luglio vede vedrà la chiusura al traffico parziale della Strada e l’alternanza degli eventi al Passo dello Stelvio organizzati dalle tre regioni coinvolte tra concerti, escursioni, ricostruzioni storiche come i giri sulle carrozze originali e le sfilate di auto d’epoca e appuntamenti enogastronomici che evidenziano quanto i confini, grazie alla Strada dello Stelvio, siano stati motivo di unione più che di divisione. Per raggiungere la festa sono previste navette.
Il Passo dello Stelvio in bici Per gli appassionati di sport, ci saranno tante occasioni per cimentarsi sulla rotta dei grandi campioni, innanzitutto del ciclismo. Da quando, nel 1953 con la vittoria di Fausto Coppi, è stata istituita la Cima Coppi, questa strada è la vera icona per gli appassionati delle due ruote. Tra gli eventi più attesi citiamo la tappa del giro d’Italia (28 maggio), le gare Stelvio Santini (8 giugno) e la Re Stelvio Mapei (13 luglio) mentre, dedicati a tutti, sono i giorni della Enjoy Stelvio Valtellina.
Le escursioni sul territorio Da giugno a settembre sono in programma escursioni con guide alpine ed esperti dell’Associazione Culturale Istituto di Ricerca e Studi Carlo Donegani e del Parco Nazionale dello Stelvio, con l’obiettivo di raccontare e valorizzare il territorio coinvolgendo operatori, turisti e studenti. Per chi vuole viaggiare nel tempo, invece, ci sono i sentieri della Guerra Bianca nel cuore della riserva naturale più grande e antica d’Italia, tra resti di trincee, gallerie, baraccamenti e postazioni di artiglieria dei soldati che nel Primo conflitto mondiale si batterono su campo innevato e ghiacciato a quote anche oltre i 3000 metri.


