Il lungo viaggio di una chemise, un’epoca attraverso un abito

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Intervista a Fabrizio Casu, autore emergente che giovedì 10 marzo presenta a Milano il suo ultimo saggio

di Matteo Rolando – Si chiama Fabrizio Casu il giovane scrittore emergente che presenterà il suo nuovo saggio “Il lungo viaggio di una chemise, un’epoca attraverso un abito” giovedì 10 marzo presso la Biblioteca Valvassori Peroni e il giorno seguente, venerdì 11, presso la Biblioteca Crescenzago alle ore 18.30. All’evento, organizzato in collaborazione con le biblioteche del Comune di Milano, sarà l’autore a commentare attraverso una galleria di immagini <l’evoluzione di un’intera società a cavallo fra Settecento ed Ottocento>. Ciò che rende unica quest’opera è la voce di alcuni personaggi storici con cui il lettore può rivivere in prima persona il lungo excursus di questo capo d’abbigliamento tra il XVIII e il XIX secolo. Abbiamo incontrato l’autore, che ha esordito nel 2012 con la pubblicazione di due saggi “Il secolo della moda” e “Madonna, vampira postmoderna”.

In che cosa si somigliano e in cosa si differenziano i tuoi saggi e quest’ultimo?

I tre libri che ho scritto sono essenzialmente dei saggi legati alle mie competenze specifiche ed al mio background formativo. Sono accomunati dall’interdisciplinarietà, il fatto di voler far interagire materie differenti come la moda, la letteratura, la storia, l’arte, la filosofia, la sociologia e la ricerca tendenze. Il primo libro, “Madonna vampira postmoderna”, è molto vicino a quest’ultimo, “Il lungo viaggio di una chemise”, perché in entrambi ho compiuto una ricerca ad ampio raggio: nel primo caso raccontando gli ultimi trent’anni attraverso un personaggio della pop culture, nel secondo caso dipingendo l’affresco di un’epoca attraverso un indumento.

Come descriveresti il tuo libro usando tre aggettivi?

“Il lungo viaggio di una chemise” nasce come saggio, quindi tutto ciò che scrivo è scientificamente provato e documentato facendo riferimento alle testimonianze scritte, alla ritrattistica dell’epoca, ai primi giornali di moda e ai reperti vestimentari che oggi possiamo ammirare in diversi musei del mondo: dal Kyoto Costume Institute al Victoria & Albert Museum di Londra. Tuttavia direi che quest’opera, pur essendo un saggio, non ha l’approccio freddo ed impersonale tipico di questo genere. Se dovessi definirlo con tre aggettivi, direi “narrativo” per la ricca casistica di aneddoti legati alla chemise, “emotivo”, perché è stato scritto con amore e dedizione e “seducente”, perché attraverso la ricerca lessicale e la costruzione sintattica, non vuole semplicemente raccontare, ma sedurre il lettore.

Quali personaggi storici rivivono nel tuo saggio?

Nell’opera sono veramente tanti i personaggi storici che concorrono a portare avanti, capitolo dopo capitolo, la storia della chemise: Maria Antonietta, Georgiana di Devonshire, Madame du Barry, Elizabeth Vigée Lebrun, le Merveilleuses del Direttorio, Giuseppina Bonaparte e lo stesso Napoleone! Ognuno di questi personaggi esprime uno o più tratti peculiari che stanno alla base di questa moda: l’affermazione del diritto alla privacy, la ricerca di informalità, il ritorno dell’igiene, l’esplosione dell’emotività, la passione per l’esotismo ed infine il passaggio dalla civiltà aristocratica al mondo borghese. … Ma non dobbiamo dimenticare i grandi teorici di quest’epoca,Jean Jaques Rousseau e Johann Joachim Winckelmann, senza il cui pensiero (ritorno alla natura e imitazione del passato), la chemise non avrebbe avuto ragione d’esistere.

Da cosa nasce la tua ispirazione a documentare il lungo viaggio della chemise fino ai giorni nostri?

L’ispirazione per scrivere questo libro è nata dal mio amore per le biografie storiche, per la storia dell’arte, per la sociologia e per la storia del costume in senso lato (quindi non solo per l’abbigliamento, ma anche per gli stili di vita del passato).

Quali sono i tuoi progetti per il futuro, stai già pensando a un nuovo libro?

Sì, sto già pensando ad un nuovo libro che, come quest’ultimo, si occuperà di un’ altra “epoca di transizione”. Mi affascinano le fasi di passaggio fra una civiltà ed un’altra: periodi in cui gli apporti culturali sono molteplici e contrastanti perché qualcosa sta iniziando e qualcosa non è ancora del tutto finita. Mi entusiasma tutto ciò che non è netto, le sfaccettature, la sfumatura, il contrasto, la duplicità … nella pluralità dei punti di vista riconosco sempre una ricchezza universalmente utile, che si tratti di un’epoca, di un indumento, di un’opera d’arte o di un personaggio.

presentazione Casu

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