A Biella esplodono i colori della primavera

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La primavera è la stagione ideale per scoprire Biella, o meglio il territorio biellese dove ancora si possono scoprire le eredità lasciate dai grandi imprenditori tessili a cavallo tra fine ‘800 e inizio ‘900, come Ermenegildo Zegna, la famiglia Barberis Canonico, la famiglia Piacenza e Pietro Loro Piana che hanno trasformato il cuore medievale di Biella nella capitale del tessile di alta gamma, valorizzando allo stesso tempo il paesaggio circostante. Incantati dalla bellezza degli scenari naturali circostanti e legati profondamente alla loro terra, questi primi e visionari mecenati ambientali hanno trasformato e valorizzato il territorio, aprendolo poi all’intera comunità che, ancora oggi, ne gode i frutti. Passeggiare nel Parco Burcina “Felice Piacenza” di Pollone è pura poesia soprattutto in primavera quando l’intera colina si ricopre di rododendri e in autunno quando si assiste a una vera e propria esplosione.  Il parco prende vita su una collina creata dalla passione per il giardinaggio della famiglia Piacenza che, nel corso del tempo, ha realizzato un eden di piante esotiche: monumentali sequoie, cedri d’Atlante, faggi rossi, cedri, pini cembro, curiosi alberi dei fazzoletti e alberi del tulipano. Qui, nelle giornate di sole, è bello oziare rilassandosi nel bosco magari davanti a un piatto di polenta concia a Il Cascinotto (335-6624679, prezzo medio 20-40 euro). A breve distanza da Biella sorge poi l’Oasi Zegna, cento chilometri quadrati racchiusi tra la Valle Mosso, la Val Sessera e la Valle Cervo destinati a riserva naturale nel 1993 per sviluppare il pensiero verde del fondatore dell’omonima maison. Oggi l’Oasi vuole essere un laboratorio all’aria aperta e nel pieno rispetto degli ecosistemi per le nuove generazioni. L’ideale è concedersi almeno un paio di giorni per esplorare i numerosi itinerari e lasciarsi coccolare, al termine della giornata da un trattamento benessere (presso l’Hotel Bucaneve di Trivero la spa è aperta anche agli esterni) e dalle golose specialità piemontesi. Una passeggiata tra le betulle e i faggi del bosco del sorriso è poesia. Il percorso, adatto a tutti, parte da Bocchetto Sessera e si snoda per cinque chilometri nel silenzio e nella magia del bosco. Un dislivello leggermente più impegnativo (350 metri circa) è previsto invece dal sentiero Fra Dolcino (da Bocchetta di Stavello), che proprio da queste montagne dette origine al tentativo di riforma del cristianesimo. Se il tempo stringe, si può percorrere la strada Panoramica Zegna (strada statale 232), 65 km di scenari suggestivi che da Trivero, sede storica della Ermenegildo Zegna, risalgono fino a Bielmonte a quota 1500 metri e godersi il tramonto con una vista che spazia dal Valsessera, al Monte Rosa, alla pianura padana e al Monviso.

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