I profumi che hanno fatto la storia: L’ACQUA DI COLONIA

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di Claudia Marchini

Ancora oggi sono in molti ad abbinare il nome del profumo più celebre – e anche il più antico – al mondo alla omonima città tedesca, e non potrebbe essere altrimenti. Pochi però sanno che l’Acqua di Colonia racconta una storia in realtà decisamente italiana.

L’origine dell’Acqua di Colonia è legata infatti al nome di tre italiani, tutti originari della Val Vigezzo, in Piemonte, vicino a Domodossola. Il primo si chiamava Giovanni Maria Farina, nato a Santa Maria Maggiore nel 1685, il quale, stabilitosi a Colonia, vi fondò col cognato un negozio di merci varie, fra cui prese un posto notevole e poi esclusivo la cosiddetta Aqua Admirabilis.

Se il Farina stesso abbia inventato la ricetta o se l’abbia ricevuta da altri, non è ben certo. Secondo una leggenda, gliel’avrebbe data un ufficiale inglese reduce dalle Indie. Ma documenti antichi conservati a S. Maria Maggiore additano come probabile inventore di essa Gian Paolo Feminis, merciaio ambulante. Sembra infatti che il Feminis avesse messo a punto la ricetta di un infuso a base di limone, bergamotto, cedro, fior d’arancio, lavanda e rosmarino, macerato in acquavite, che veniva venduto come antidoto a diversi mali (gli furono riconosciute proprietà digestive, epatiche, antisettiche ed analgesiche), che lui stesso chiamò Aqua Admirabilis.

Il Farina perfezionò a sua volta la formula dell’Aqua Admirabilis eliminando i cattivi odori dovuti dall’impiego di acquavite. Ne modificò la formula, ingentilendola, e inizio a distribuirla ribattezzandola con il nome di Eau de Cologne, in onore della città in cui viveva. Il suo profumo fresco contrastava con le fragranze muschiate che si usavano all’epoca. 

“Il mio profumo è come un mattino italiano di primavera dopo la pioggia: ricorda le arance, i limoni, i pompelmi, i bergamotti, i cedri, i fiori e le erbe aromatiche della mia terra. Mi rinfresca e stimola sensi e fantasia”. (Giovanni Maria Farina, 1708)

La sua enorme fortuna fu la terribile guerra dei sette anni (1756-1763) che vide coinvolte Prussia e Inghilterra contro la coalizione formata da Austria, Francia e Russia. Al termine del conflitto, infatti, tutti i soldati francesi impegnati sul suolo prussiano, facendo ritorno in patria, passarono per Colonia e non mancarono di acquistare la ormai famosissima Eau de Cologne.

Morendo celibe nel 1766, Giovanni Maria Farina lasciò erede l’omonimo nipote e figlioccio, da cui discendono i Farina gegenüber dem Jülichs-Platz, che hanno ereditato il segreto di fabbricazione e difendono accanitamente il loro diritto contro gli innumerevoli contraffattori. (Pensate che nel 1794 vi erano a Colonia 15 ditte che fabbricavano acqua di Colonia, di cui 4 col nome di Farina; nel 1865 le ditte Farina erano ben 39!). 

Come tutti i prodotti di successo infatti, anche l’Acqua di Colonia venne presto riprodotta e imitata: questo fenomeno generò numerose dispute, sia per quel che riguarda la formula, sia tra i vari discendenti (veri e supposti) della famiglia Farina, in Germania e all’estero. E se la formula del profumo poteva essere copiata dalle pagine di numerosi manuali di profumeria – che cominciavano a diffondersi in quegli anni in Europa – le battaglie legali sui diritti e sui profitti non accennavano a placarsi.

Il concorrente principale del prodotto originale nacque in Germania nel 1804, quando Wilhelm Mulhens acquistò la licenza del prodotto «Acqua di Colonia e Farina» da uno degli innumerevoli pseudo-parenti di Giovanni Maria.

Nel 1806 un altro componente della famiglia Farina, tale Gian Maria Giuseppe, si trasferì a Parigi, dove cominciò a produrre e vendere la famosa fragranza. Nel 1840 cedette l’azienda a Monsieur Leon Collas che a sua volta, nel 1862, la rivendette ad Armand Roger e Charles Gallet, per una cifra all’epoca considerata astronomica…Questi nomi vi dicono qualcosa? Ebbene sì, stiamo proprio parlando dei fondatori del marchio Roger&Gallet, che acquisirono la licenza per produrre e vendere l’Acqua di Colonia Farina, rinominata poi Eau de Cologne Extra Vieille.

Nel 1880 R&G citarono in giudizio la famiglia Mulhens per l’uso improprio dei nomi «Farina» e «Colonia», per cui nel 1881 i Muhlens cambiarono il nome del loro prodotto in Kölnisch Wasser 4711, dal numero civico della loro abitazione a Colonia, dove avveniva anche la produzione.

Ancora oggi, l’acqua di Colonia originale Jean Marie Farina si contraddistingue per una spiccata presenza di bergamotto nella formula, rispetto alle concorrenti Kölnisch Wasser 4711 e Roger&Gallet, dove invece prevale l’aspetto floreale fresco dato dal neroli, un’essenza ricavata dal fior d’arancio.

Tra gli estimatori e i grandi consumatori d’Acqua di Colonia si annoverano – sin dall’epoca della sua prima commercializzazione – moltissimi personaggi famosi. Il più importante? Di certo Napoleone Bonaparte. Si dice che il generale fosse letteralmente ossessionato da questo profumo, tanto da utilizzarne almeno quattro litri alla settimana, sia per profumarsi sia come medicina, ingerita imbevendone le zollette di zucchero. Si pensa che l’Eau de Cologne ricordasse all’allora imperatore francese la sua terra natale, la Corsica, per uno degli ingredienti della formula, il rosmarino. Anche Richard Wagner apprezzò molto la fragranza: grazie al ritrovamento delle sue lettere d’acquisto, sappiamo che prevedeva di consumarne almeno un litro alla settimana. Insieme a lui, tra gli altri, c’erano anche Goethe, Voltaire, Luigi XVI e la regina Vittoria d’Inghilterra.

Se volete seguire le orme del grande Napoleone (anche se fare il bagno con il sapone e non con l’acqua di Colonia risulta decisamente più economico!!!) e scoprire tutti gli aneddoti legati alla storia di questa fragranza, vi consigliamo una visita a Santa Maria Maggiore, dove nel 2016 ha aperto i battenti la Casa del Profumo Feminis-Farina, con un bellissimo percorso multisensoriale e multimediale dedicato a questo famosissimo profumo.

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