Mauro Balletti: sulle spalle dei giganti

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di Andrea Farano – Non deve essere stato facile per Mauro Balletti conquistare l’autonomia della propria dimensione espressiva, scansando il rischio di restare schiacciato dalla gigantesca personalità artistica di due autentiche divinità laiche, come Mina e Picasso, che – per caso o empatia – ne hanno attraversato e segnato vita e visioni.

È questa la riflessione che ci accompagna durante la visita alla Galleria Artespressione, dove, sotto la guida di Matteo Pacini, Mauro Balletti (Milano, classe 1952) – fotografo, regista, pittore e scultore, noto ai più come fotografo unico e ufficiale dal 1973 di Mina, per la quale ha realizzato decine tra scatti e copertine – espone una raccolta della propria produzione degli ultimi 40 anni, tra il rigore essenziale dei disegni a china su carte ambrate, le tecniche miste in cui spicca la materia grassa dei pastelli ad olio e le monumentali stampe laser sulle quali l’autore interviene in una sorta di rilettura del segno originario.

Mauro Balletti 1

 

Eppure, quello che emerge prepotentemente dalla mostra antologica distribuita sui due piani espositivi della galleria è un artista affrancato, maturo e risolto, dove il Maestro del Cubismo e la Tigre di Cremona fanno qui e là capolino solo quali numi tutelari di un percorso rispettoso del sottile limite che separa la cieca devozione dalla consapevole citazione e dell’omaggio ispirato.

Mauro Balletti 2

In un universo creativo talvolta al limite del caricaturale – in cui si innestano sottili richiami all’indagine brutalmente intimistica di Lucien Freud, tra lo sguardo lascivo di Balthus e la comunicazione introspettiva di Egon Schiele – la rilettura esistenziale in chiave ironica dona veste nuova alla fisicità di ambientazioni e figure dai tratti felliniani, dove il nudo ha il coraggio di affrancarsi dall’erotismo e le forme sviluppano una plasticità quasi scultorea.

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Ed allora è facile lasciarsi condurre dal getto continuo del tratto pittorico come in un flusso ininterrotto di coscienza, scoprendosi immersi nello stupore e nella scoperta di sè.

“Citare è un continuo conversare con il passato per dare un contesto al presente. Citare è attingere alla Biblioteca di Babele; citare è riflettere su quanto è già stato detto, e se non lo facciamo, parliamo in un vuoto dove non v’è voce umana che possa risuonare.” (Alberto Manguel)

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“Mauro Balletti: Opere di grafica e pittura dagli anni ’80 ad oggi”

A cura di Matteo Pacini, dal 4 febbraio al 5 marzo 2016 (prorogata sino al 17 marzo)

Galleria Artespressione, via della Palla n. 3 – Milano

www.artespressione.com

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