Il Rigoletto storico torna in scena all’Arena di Verona
È un Rigoletto energico e drammatico quello diretto da Ivo Guerra che, dopo otto anni di assenza, è tornato in scena, lo scorso 8 agosto, alla 102esima edizione dell’Arena di Verona Opera Festival, Una serata sold out, con un pubblico partecipe che ha decretato il successo dell’ultimo titolo della stagione proposto in Arena. Per il Rigoletto, tra le opere più amate dal pubblico areniano (il capolavoro di Giuseppe Verdi è settimo titolo più proposto nella storia dell’Arena), ci sono ancora tre repliche in programma prima della fine della stagione: il 22 e 30 agosto, 6 settembre.
L’allestimento proposto a Verona è quello storico che, grazie alle grandi scene dipinte da Raffaele Del Savio ispirate ai bozzetti di Ettore Fagiuli, primo scenografo areniano, ricostruisce sul palco dell’Arena la Mantova dei Gonzaga: le stanze affrescate di Palazzo Te, le sponde del Mincio dal Castello di San Giorgio e la rocca di Sparafucile. I costumi sontuosi curati da Carla Galleri e le luci di Claudio Schmid completano la ricostruzione della corte libertina di Mantova dove, consumati dalle contrastanti passioni e ossessioni, i personaggi di Verdi (ispiratosi a Le Roi s’amuse di Victor Hugo tradotto in versi da Francesco Maria Piave), consumano intrighi e vendette. La luna piena, che alla fine del primo atto ha iniziato a delinearsi proprio sopra le gradinate dell’Arena illuminando le scenografie, ha regalato agli spettatori dell’8 agosto una suggestione ancora maggiore.

Protagonista della serata dell’8 agosto è stato il baritono francese Ludovic Tézier che, grazie a una presenza scenica magnetica e all’autorità vocale, ha offerto una interpretazione lacerante del buffone di corte, riuscendo a incarnarne la tragica complessità psicologica ed emotiva. Il basso Gianluca Buratto è uno Sparafucile autorevole, mentre Martina Belli, mezzosoprano all’esordio areniano, dà vita a una Maddalena seducente e dalla solidità vocale. Il tenore samoano Pene Pati(Duca di Mantova), al debutto in Anfiteatro, porta un timbro interessante, Nina Minasyan (Gilda), una delicata elganza. Abramo Rosalen (Il Conte di Monterone) colpisce per la voce potente. Completano il cast Agostina Smimmero, Francesca Maionchi, Elisabetta Zizzo, Matteo Macchioni, Nicolò Ceriani, Hidenori Inoue, Ramaz Chikviladze. Il Coro è preparato da Roberto Gabbiani, diretto con l’Orchestra di Fondazione Arena dal maestro Michele Spotti che ha saputo delineare i ritmi della partitura creando un’esperienza coinvolgente.
Dopo la prima dell’8 agosto, sono attesi in scena per le prossime repliche del Rigoletto Amartuvshin Enkhbat (il 22 agosto), Luca Salsi (il 30 agosto) e Youngjun Park (il 6 settembre) nel ruolo del protagonista; come Duca subentra Galeano Salas il 6 settembre, mentre Rosa Feola è Gilda il 22 agosto e Erin Morley il 30 agosto e il 6 settembre.


