Nabucco all'Arena Opera Festival di Verona

La Carmen di Zeffirelli, il kolossal che celebra l’Arena di Verona

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Carmen festeggia in Arena i 150 anni dalla prima assoluta dell’opera di George Bizet e i 30 anni dal debutto areniano dell’allestimento di Franco Zeffirelli che si conferma attuale, vitale e con una capacità di coinvolgimento che pochi spettacoli riescono a mantenere nel tempo.
L’allestimento si presenta come un vero kolossal cinematografico che coinvolge centinaia di figuranti, due cori (il Coro di Fondazione Arena preparato da Roberto Gabbiani e il coro voci bianche di A.Li.Ve. istruite da Paolo Facincani), la Compagnia Antonio Gades protagonista, tra l’altro, dell’interruzione tra il terzo e il quarto atto in cui dà vita a una applaudita gara di flamenco e la parata di stelle internazionali. Zeffirelli porta in scena oltre quattrocento persone, oltre a cavalli, asini, carri e carretti che rendono la scena ancora più reale. Nessun dettaglio è lasciato al caso neppure nelle scene di massa dove ogni comparsa, mimo, attore e cantante racconta nel volto e nei gesti una sua storia.
La Carmen di George Bizet firmata da Zeffirelli continua a stupire per la sua capacità di coniugare spettacolarità e intimità drammatica, per la concretezza scenica e allo stesso tempo per il gusto per il dettaglio visivo, per la concretezza scenica e, in ultimo, per il suo allure che non tradisce mai il carattere popolare e passionale dell’opera.
Sul podio il maestro Francesco Ivan Ciampa bilancia con maestria i momenti lirici con quelli più spettacolari.

Un cast di stelle Nella serata del 26 luglio, nel ruolo di Carmen ha brillato Alisa Kolosava, mezzosoprano russa che torna a interpretare la zingara di Bizet dopo il successo ottenuto nello stesso ruolo in occasione del 101°Opera Festival 2024. La sua interpretazione unisce una tecnica vocale impeccabile alla grinta di Carmen e a una presenza scenica magnetica. Elegante negli accenni flamenchi, Kolosava riesce a incarnare perfettamente la dualità del personaggio di Carmen: seduttrice e ribelle, passionale e tragica, pur mantenendo sempre costante l’accento alla rivendicazione della libertà di essere sempre se stessa. Il suo fraseggio nella celebre “Habanera” rivela maturità artistica, mentre nei momenti drammatici del quarto atto Kolosava dimostra una capacità di sostenere l’intensità emotiva che pochi interpreti riescono a raggiungere. La voce, di timbro caldo e penetrante, si adatta perfettamente agli spazi dell’Arena, riuscendo a raggiungere ogni angolo dell’anfiteatro con naturalezza e potenza.
Accanto a Kolosava, Roberto Alagna dà vita a un Don José di autentica grandezza drammatica, sostenuta da un’interpretazione vocale e scenica di rara intensità. Il tenore francese porta sul palco un Don José tormentato e credibile, capace di passare dalla tenerezza iniziale alla disperazione finale con una progressione drammatica che tiene il pubblico con il fiato sospeso. La sua voce mantiene quella brillantezza e quella facilità negli acuti che lo hanno reso celebre sui palcoscenici internazionali. Particolarmente toccante la sua interpretazione del 2la fleur que tu m’avais jettée”” del secondo atto, dove la tecnica si fonde con un’emotività autentica che raggiunge direttamente il cuore degli spettatori, evidenziando i travagli del personaggio verso l’inarrestabile corsa al degrado morale.
Mariangela Sicilia offre una Micaela di grande purezza vocale e interpretativa, riuscendo a far emergere la forza interiore del personaggio. La sua aria del terzo atto, “Je dis que rien ne m’épouvante”, viene eseguita dalla soprano già interprete di Micaela in Arena nel 2018, ’19, ’23 e ’24, con una sensibilità musicale che mette in risalto ogni sfumatura del testo.
Escamillo è il baritono Luca Micheletti. Il cantante unisce carisma scenico e solidità vocale. La sua “Chanson du Toréador” diventa un momento di puro spettacolo, sostenuta da una voce potente e ben proiettata che riesce a dominare l’orchestra e il coro senza apparente sforzo. Micheletti tratteggia un Escamillo sicuro di sé e affascinante, capace di conquistare Carmen con la sua sicurezza e il suo charme naturale.
A completare il cast Jan Antem e Francesco Pittari (i contrabbandieri Dancairo e Remendado), Daniela Cappiello e Sofia Koberidze (Frasquita e Mercédès) Gabriele Sagona e Giulio Mastrototaro (Zuniga e Morales) che contribuiscono a creare quell’atmosfera di ensemble che è fondamentale per la riuscita di Carmen.

Un successo che guarda al futuro Questo ritorno di Carmen all’Arena di Verona dimostra di come il teatro d’opera possa continuare a rinnovarsi pur mantenendo le proprie radici. È tuttora la seconda opera più ricorrente in Anfiteatro dopo il capolavoro verdiano: il 14 agosto 2025 è prevista la recita numero 300 da quella prima Carmen. Repliche della “Carmen” sono previste il 14, 23, 29 agosto, con il gran finale in programma il 3 settembre ore 21.

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